25 agosto 2016

L'affaire Moro, la Lockheed, Pecorelli e quella Berta che filava...

A proposito delle canzoni di Rino Gaetano, una "doppia chiave" di lettura ad ispirazione più o meno massonica è suggerita nei libri dell'avvocato Bruno Mautone "La scomparsa di un eroe" e "Chi ha ucciso Rino Gaetano?" nei quali si sostiene la tesi che il cantautore crotonese sia stato fatto fuori perchè con la sua produzione discografica intendeva denunciare l'ingerenza dei "poteri forti" americani e della NATO nel nostro paese, nonchè della Loggia P2 e della massoneria. A mio parere, se il giovane cantautore avesse voluto essere più efficacie ed incisivo nei suoi attacchi, avrebbe dovuto adoperare uno stile molto più diretto e meno allusivo ed evitare di infondere ai suoi testi   la proverbiale vena troppo votata al nonsense e al grottesco per cui è più probabile che, venendo a conoscenza di certi fatti e situazioni, lui stesso si fosse in qualche modo reso disponibile a veicolare messaggi ed avvertimenti che potevano essere compresi solo in determinati ambienti. Oltre alla figlia del medico di Gelli, Gaetano annoverava fra le sue conoscenze un funzionario d'Ambasciata di nome Enrico Carnevali che lavorava a stretto contatto con certi ambienti diplomatici americani. Il fatto sconvolgente è che pure questo suo amico perirà qualche tempo dopo in un incidente d'auto...

Luigi Gui
Ma l'utilizzo di particolare forme di comunicazione per inviare messaggi molto scottanti non fa venire in mente un'altro personaggio molto ma molto ben informato che, fra l'altro, aveva dimestichezza con i servizi segreti e la P2 ? Ovviamente il "giornalista – spia" Mino Pecorelli il quale, mentre il corpo di Moro era ancora caldo, nel numero di OP dell'8 giugno 1978 evocò il cosiddetto affaire Lockheed, le tangenti miliardarie per favorire la vendita degli Hercules C130 da parte dell'omonima multinazionale bellica e aeronautica statunitense, citando i nomi di Mario, Gino e Berto.
Mario Tanassi
I primi due si identificavano con quei Ministri della Difesa Mario Tanassi (socialdemocratico) e Luigi Gui (democristiano moroteo) che saranno sottoposti al giudizio della Corte Costituzionale con l'accusa di aver percepito tangenti relative all'affare Lockheed. Il terzo, Berto, è nome da accostare a Robert E. Gross, il fondatore della Lockheed chiamato Bert dagli amici.



 Robert EGross
Orbene Pecorelli aveva già espresso la convinzione che l'affare Lockheed e il caso Moro (via Fani) fossero collegati intendendo con ciò alludere prbabilmente a un ipotetico coinvolgimento dell'ex Segretario di Stato americano Henry Kissinger il quale, quindi, dopo aver tentato di screditare la figura di Moro propalando documenti che lo accusavano di essere il famigerato percettore delle tangenti Antelope Cobbler, avrebbe poi dato la sua approvazione all'operazione terroristica di via Fani ("segno di un lucido superpotere"). Già è stata effettuata una ricostruzione abbastanza accurata sulle manovre del potentissimo diplomatico che avrebbero coinvolto anche l'Ambasciatore americano a Roma John Volpe – il grande amico del finanziere mafioso e piduista Sindona a cui conferì un prestigioso premio – e l'ex capostazione della CIA a Roma Howard Stone. Quest'ultimo era iscritto alla Loggia Propaganda Due e si occupava della pianificazione strategica dell'operazione GLADIO in Italia suggerendo alla controparte italiana di arruolare i "gladiatori" fra gli iscritti alla Loggia. Terminato il servizio, Stone era stato assunto dalla Montedison che a quei tempi era guidata dal celeberrimo Eugenio Cefis, proprio il supermanager che, secondo le informative dei servizi segreti, avrebbe tramato alle spalle dei due "capi" della P2, Licio Gelli e Umberto Ortolani.

Secondo l'addetto stampa di Moro, Corrado Guerzoni, lo statista pugliese non sarebbe rimasto con le mani in mano e avrebbe raccolto i documenti necessari a difendersi dall'accusa di essere l'Antelope e, probabilmente, anche per contrattaccare e denunciare le manovre dell'ex Segretario di Stato. Probabilmente Moro si portava dietro parte di quei documenti portandoseli in una o due borse, quindi, in tal caso, non mancavano le personalità di un certo rango interessate al successo dell'operazione terroristica di via Fani, fatta salva la complessità e le numerose implicazioni che tale azione comportava. Kissinger, il suo entourage e altri americani, Gelli e i "fratelli" della Loggia P2 e anche Giulio Andreotti che qualche voce maligna insinuava fosse proprio lui il famigerato Antelope.

Per la cronaca il Presidente della Repubblica Giovanni Leone fu poi costretto a dimettersi a causa delle insistenti accuse di essere lui il misterioso "mangiatore di antilopi" e, a quanto pare, fu oggetto degli attacchi provenienti sia dalla P2 che dalle stesse BR e delle attenzioni di un celebre pamphlet di Camilla Cederna ispirato proprio da Pecorelli. 

Ma i nomi di Mario, Gino e Berto citati negli articoli di Pecorelli non fanno venire in mente nulla ? Proprio la celeberrima filastrocca di Rino Gaetano "E Berta filava", un successo del 1976, l'anno in cui scoppiò lo scandalo Lockheed. Apparentemente una canzone completamente assurda, un esercizio di nonsense anche particolarmente accentuato e quasi infantile, ma se la Berta della canzone si identifica a quel Bert che aveva fondato l'impresa aeronautica al centro dello scandalo delle tangenti, perchè, come recita il titolo "Berta filava" ? Perchè i potentati economico affaristici statunitensi – le grandi banche e  finanziarie di Wall Street, il complesso militare – industriale, l'industria petrolifera ed energetica, ecc... - a cui appartiene il magnate della Lockheed tessono trame attraverso la diplomazia parallela e gli organismi di intelligence, intervenendo pesantemente nei paesi "amici" come l'Italia ?

Ascoltando la canzone sentiamo che, insistentemente, "Berta filava con Mario e filava con Gino e nasceva un bambino che non era di Mario e non era di Gino". Un altro esempio di apparente nonsense perchè, in questo modo, Gaetano si sarebbe riferito al fatto che, se è vero che Bert aveva versato qualcosa ai Ministri della Difesa, il Mario (Tanassi) e il Gino (Gui), il percettore della supertangente (l'Antelope Cobbler), colui da cui nasce il grande affare degli Hercules, è un altro. Infatti nella canzone spunta un altro personaggio che non è Mario e non è Gino, ma il Santo a cui Berta filava un "vestito di lana e d'amianto". Ripercorrendo le allusioni delle canzoni, potrebbe essere lui il padre del bambino, qundi l'Antelope. Ma allora con chi si identifica il Santo che "brucia sul rogo" ? Secondo me è proprio Aldo Moro che parrebbe destinato ad essere condannato ad una pena gravissima, una pena di morte. Eppure non sono i santi a bruciare sul rogo, ma gli eretici e, in qualche modo, con la sua "strategia dell'attenzione" e il dialogo intrapreso con il segretario del PCI Berlinguer, il Presidente della DC potrebbe essere trattato alla stregua di un "eretico", un "comunista" o "cattocomunista" che sta mettendo in pericolo i fondamenti della fede americana e atlantica. Ma allora il Santo viene condannato al rogo per aver intascato una tangente miliardaria o per aver professato l'eresia "cattocomunista" ? Comunque sia, non c'è problema: il Santo si salverà se indosserà il vestito d'amianto (un materiale certamente abbondantemente utilizzato negli stabilimenti di industrie come la Lockheed), notoriamente ignifugo. Tradotto, secondo me: Moro è condannato a morte con il plauso delle folle e l'esposizione in piazza, ma si salverà se rinuncerà ai suoi propositi e cambierà radicalmente rotta politica. Forse si evocano le minacce e gli avvertimenti kissingeriani... Se lo farà, non avrà più ostacoli nella sua carriera politica grazie anche alla protezione e tutela americana (l'amianto appunto) diventando impermeabile a qualsiasi attacco. E la gente griderà: "'nvedi che Santo vestito d'amianto", ossia, passato il clima di ostilità, Moro verrà quasi idolatrato come si conviene nel paese in cui vige ancora l'imperio della Santa Sede...

Insomma una sorta di reiterazione dell'avvertimento americano indirizzato a Moro o una banale filastrocca ?
Mino Pecorelli

Certo è, invece, che un anno prima, dalle pagine di OP il solito Pecorelli etichettò Moro come il "Santo del Compromesso, vergine, martire e dimesso". Santo, appunto... E a questo punto non possono che incuriosire questi giochi di parole che rimbalzano fra Mino Pecorelli e Rino Gaetano.

E per la cronaca, se il giornalista Mino Pecorelli venne ammazzato a colpi di pistola sparati in bocca come si conviente ai "traditori" il 20 marzo del 1979, l'istrionico cantautore calabrese perirà in un incidente d'auto il 2 giugno 1981, a pochissimi giorni dalla pubblicazione dell'elenco ufficiale degli iscritto alla Loggia P2.

HelterSkelter 

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