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14 giugno 2016

Massacro a Orlando: proibito essere innocenti

Le anime buone del mondo si sono un’altra volta stracciate le vesti, come è già successo troppe volte: New York, Madrid, Londra, Parigi e di nuovo Parigi, Bruxelles, San Bernardino e ora Orlando. Bisognerebbe chiedersi: quale sarà la prossima città innocente dove un massacro farà capire che è proibito esserlo?
Ogni massacro prodottosi in Occidente, solo da che George W.Bush iniziò la sua guerra globale al terrorismo nel 2001, si replica migliaia di volte nei paesi del Medio Oriente, dell’Asia e dell’Africa; questi morti che già si contano a milioni sarebbero molto più colpevoli dei cinquanta morti nel club notturno Pulse della città di Orlando?
Che diritto ha il disadattato di turno, Omar Mateen ad esempio, “scoria” come l’avrebbe chiamato Sarkozy nel 2005, di mettere fine alla vita di 50 persone innocenti che volevano solo passare una serata divertente? Per evitare confusione a quelli che trasudano acqua benedetta: NESSUNO.
Quanti sono i morti dell’Occidente dal 2001? Cinque, seimila. Quanti i morti in Iraq, in Siria o in Afganistan? La stessa quantità, ma con la differenza che invece di essersi prodotti in 15 anni, muoiono in poco più di un mese.
Allora, quale esperto in sicurezza potrà affermare che questi nuovi cinquanta morti vanno messi nella lista del Califfo Ibrahim, capo dello Stato islamico? Il Daesh ha rapidamente riconosciuto che Omar Mateen era uno dei suoi. Naturalmente non bisogna essere molto versati nella materia per sapere che lo Stato Islamico, che ha fatto del marketing e della pubblicità le sue armi più letali, è capace di assumersi questi 50 morti, il bombardamento di Pearl Harbour e anche l’affondamento del Titanic, se fosse necessario.

Ma, al di là di tutto, ci sconvolge la ripugnante razionalità, la patetica ovvietà dei giornalisti che oggi sono a lutto per la perdita di vite innocenti su tutti gli schermi televisivi, ai microfoni delle radio e su tutti i mezzi di comunicazione del mondo, per questi morti, in maggioranza gay e latini.

Anche se in altri momenti questi stessi giornalisti possono spargere a man bassa omofobia e festeggiare – se sono americani – o invidiare – nel caso tragicamente contrario – Donald Trump quando promuove la costruzione di un muro alla frontiera sud e l’espulsione degli immigranti latini o di colore inferiore.
Nonostante la domanda suoni orripilante, ormai l’Occidente non può più aspettare a farsela.

Si può essere innocenti? Si può essere innocenti quando si vive in una società che tollera che tutta la sua economia sia basata sul saccheggio e sul vassallaggio di nazioni impoverite, stigmatizzate, martirizzate dall’agire stesso dei politici che democraticamente vengono eletti nei paesi centrali?
Bisognerebbe chiedersi una volta tanto che diritto avevano Scott Helvenston, Jerko Zovko, Wesley Batalona o Michael Teague, mercenari della Blackwater, di iniziare il mattino del 31 marzo 2004 la mattanza di Falluja , che sarebbe costata la vita a 600 iracheni che volevano solo continuare a vivere innocentemente.

Ore dopo il tragico attacco contro la redazione di Charlie Hebdo, il 7 gennaio 2015, più di 2.000 (sì, DUE MILA senza alcuno zeroin più) contadini nigeriani furono massacrati nel villaggio di Baga, anche se non si erano burlati di alcun Dio, per mano della guerriglia integralista di Boko Haram, del cui approvvigionamento di armi qualche giorno le Nazioni Unite e il branco di indolenti che le dirigono dovranno dare spiegazioni.

Uno che si addolora per queste nuove cinquanta mortidi innocenti per mano di un miliziano del Daesh o un irredendo socio del Club del Rifle, pensa: quando colpevoli erano i 17 invitati che assistevano ad un matrimonio nelle vicinanze della città yemenita di Radaa, che furono assassinati con assoluta precisione da un missile sparato da un drone nordamericano il 12 dicembre 2013?
Sarebbero più innocenti i belgi assassinati nella tragica mattina del 22 marzo 2016 o le migliaia di palestinesi massacrati dai bliz krieg dell’aviaizone sionista?
Forse l’Occidente sta pagando con New York, Madrid, Londra, Parigi e ancora Parigi, Bruxelles, San Bernardino e ora Orlando i suoi peccati imperiali, come la Conferenza di Berlino del 1885 che configurò l’Africa sanguinante che conosciamo oggi, o l’accordo tra mister Sykes e monsieur Picot che alzarono nel 1916 le tragiche frontiere del Medio Oriente.

Dicono che, al ritorno da un viaggio nell’Unione Sovietica, il drammaturgo tedesco Bertold Brecht rispose ad un giornalista che gli chiedeva una riflessione sulle fucilazioni che stava facendo Stalin, la risposta fu tanto secca quanto criptica: “Bisogna fucilare (dicono che abbia detto), bisogna fucilare, e quanti più innocenti sono più bisogna fucilare”. Quale oscura condizione assegnava a quegli innocenti Bertold Brecht? Chi sono i colpevoli? Chi gli innocenti?
Sospetto che quanto più continuiamo ad essere innocenti, tanto più continueranno a fucilarci.

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