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6 giugno 2016

Congo: Il ritorno dei mercenari

Uno dei paesi più grandi e più ricchi paesi dell'Africa, la Repubblica del Congo è anche di conseguenza e sin dalla sua indipendenza nel 1960, uno di quelli che l'imperialismo nord-americano ed europeo hanno più destabilizzato e saccheggiato.

Stanno avvenendo nuovi episodi di interferenza degli Stati Uniti e del Belgio negli affari interni della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Il governo di questo paese rifiuta le ingerenze e le pressioni, dando l'allarme sulla presenza di mercenari stranieri nel proprio territorio.
Il ministro della giustizia congolese Alexis Thambwe Mwamba ha invitato l'ambasciata degli Stati Uniti a Kinshasa a "non sostituirsi ai tribunali" e a non intervenire nel processo sul reclutamento di mercenari stranieri, in particolare americani, nella antica provincia di Katanga, nel sud della paese.

Al centro del caso è la detenzione da parte dei servizi di sicurezza congolesi, di un cittadino statunitense, Darryl Lewis, che è stato arrestato il 24 aprile, insieme a tre guardie del corpo, durante una manifestazione di sostenitori di Moïse Katumbi, candidato dell'opposizione alle elezioni presidenziali previste per novembre di quest'anno. La manifestazione a Lubumbashi, capitale katanghese, è stata dispersa dalla polizia con i gas lacrimogeni.

Per le autorità giudiziarie congolesi, tale cittadino nordamericano fa parte "di una rete di collegamento a una società con sede in Virginia, Stati Uniti, che assicura il reclutamento di mercenari specializzati nel campo della formazione, compresa la gestione delle armi, degli agenti di sicurezza e delle guardie del corpo". Inoltre, Lewis ha ottenuto il visto nella RDC dichiarandosi "esperto agrario" e avrebbe riconosciuto dopo il suo arresto di aver reso false dichiarazioni e di essere in realtà un esperto di armi e di questioni di sicurezza. Ci sarebbero tra i 400 e i 600 mercenari, americani e sudafricani che lavorano per Katumbi, in Katanga.

Secondo l'ambasciata degli Stati Uniti a Kinshasa, che si mostra "profondamente preoccupata" a riguardo, il tizio non era armato quando è stato arrestato e le accuse in cui è stato coinvolto rispetto alle attività mercenarie sono false. Stava solamente lavorando "per una società privata statunitense che fornisce servizi di consulenza a clienti in tutto il mondo." E sarebbe un "consulente di sicurezza" che stava lavorando nella squadra di Moïse Katumbi.

Questo ricco uomo d'affari, 51 anni, presidente del popolare club di calcio TP Mazembe ed ex governatore del Katanga, fino a pochi mesi fa alleato del presidente Joseph Kabila, ha deciso alla fine del 2015 di rompere con il partito al potere e annunciare la sua candidatura a capo dello Stato.

Per quanto riguarda l'accusa di reclutamento di mercenari stranieri, sulla quale è stato sentito dalle autorità giudiziarie, parla di "manovre politiche" e per cautela ha chiesto alla MONUSCO, la missione delle Nazioni Unite nella RDC, di assicurare la sua protezione, mentre ha suggerito un'indagine internazionale sul caso.

D'altra parte è noto che il ministro degli Esteri belga Didier Reynders ha telefonato questa settimana al primo ministro congolese, Augustin Matata Ponyo, esprimendo la sua "preoccupazione" per la sicurezza di Katumbi e che sarà anche chiesta "protezione" al Belgio.

In Congo, ex colonia di questo paese, vivono poche migliaia di espatriati belgi, che si dedicano a vari affari, in particolare a Kinshasa e Lubumbashi.

In difesa di Katumbi si è pronunciata anche Human Rights Watch, un'organizzazione non governativa con sede a New York, "specializzata" nella denuncia della violazione dei diritti umani - in altri paesi e in generale in conformità agli interessi occidentali. HRW assolve l'ex governatore katanghese e denuncia "intimidazioni nei confronti di un candidato alla presidenza".

Motivi di apprensione nella patria di Lumumba

Questo reclutamento mercenario ha tutti gli ingredienti per causare apprensione ai congolesi e ai loro amici.

La Repubblica Democratica del Congo, uno dei maggiori paesi africani con enormi risorse naturali, ha una storia di interventi stranieri, omicidi di dirigenti, colpi di Stato, regimi autoritari e conflitti armati.

Indipendente dal 1960, il Congo ha assistito mesi dopo a una secessione della ricca regione del Katanga, guidata da Tshombe e sostenuta dal colonialismo belga in seguito repressa e nei primi mesi del 1961 al rapimento e all'omicidio da parte di agenti dell'imperialismo nordamericano, del Primo ministro Patrice Lumumba, leader politico progressista e oggi eroe della sua patria e di tutta l'Africa.

Tra il 1965 e il 1997, ribattezzato Zaire, il Congo ha vissuto la dittatura filo-occidentale di Mobutu. Fu rovesciato da Laurent-Désiré Kabila che governò la RDC fino al 2001 quando venne assassinato da una guardia del corpo e cui successe il figlio, Joseph Kabila, l'attuale presidente, legittimato poi con le elezioni.


Carlos Lopes Pereira * | odiario.info
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

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