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29 maggio 2016

Massimo Fini:"I Marò sono colpevoli, andavano giudicati in India"

Lo ha sempre detto e lo ribadisce anche nel giorno in cui la Corte Suprema indiana dà il via libera al rientro in Italia di Salvatore Girone: i due marò italiani sono colpevoli e dovrebbero essere giudicati da New Delhi. Ma Massimo Fini, giornalista e scrittore, oggi aggiunge una postilla: quattro anni di custodia cautelare senza processo sono intollerabili.
Massimo Fini
Fini, lei ha sempre sostenuto che era giusto lasciare che a giudicare i nostri marò fosse la magistratura indiana. È ancora di questo avviso?

«Sì, tranne per il fatto che un’attesa di più di quattro anni, durante i quali Girone e Latorre sono rimasti in carcere preventivo, sia pur morbido, e senza aver avuto neanche il processo, è inaccettabile. Il problema vero è che la giustizia indiana è peggio di quella italiana».

Non pensa che l’arbitrato internazionale sia più adeguato per una vicenda simile?

«Io penso che se la morte dei due pescatori fosse avvenuta al largo delle coste siciliane, i due marò sarebbero stati giudicati da un tribunale italiano».

C’è stato un momento in cui l’Italia ha pensato di non rimandare indietro i fucilieri. Sarebbe stata una scelta giusta?

«No. Se dai una parola la devi rispettare».

Le prove, però, sembrano dimostrare la loro innocenza.

«Non credo. Perché è veramente difficile scambiare un barchino come quelli velocissimi con cui agiscono i pirati somali con una barca di pescatori che ha tutt’altra dimensione, tutt’altra velocità e tutt’altro tipo di equipaggio. Si è trattato di un errore, anche se grave. Un omicidio colposo».

In questi quattro anni sui social network, e non solo, è emerso un sentimento di disprezzo verso Latorre e Girone.

«Beh, certamente non dovevano essere accolti come eroi dal presidente della Repubblica, perché eroi non sono. Ma ciò non significa che debbano essere disprezzati. Poi lasciamo stare ciò che passa sui social, dove si legge tutto e il contrario di tutto».

Pensa che il caso dei due marò sia stato anche strumentalizzato?

«Sì, certamente. Come sempre. La destra, ad esempio, se l’è presa col governo e la sua incapacità. Del resto mi pare che il mediatore fosse un certo Staffan de Mistura, un povero pirla, un cretino. Il governo non ha fatto certo tutto quello che poteva fare. D’altro canto non ci troviamo di fronte al Burkina Faso ma a una grande potenza, perciò vale il principio della realpolitik. Di certo si poteva fare di più per accelerare i tempi del processo».

Girone torna in Italia. Possiamo riconoscere questo merito al governo Renzi?

«Penso proprio di sì. Non tutto quello che fa Renzi è sbagliato».


La Torre e Girone con l'ex presidende della Repubblica Napolitano

Per concessione di Il Tempo
Fonte: http://www.iltempo.it/mobile/cronache/2016/05/27/sono-colpevoli-andavano-giudicati-in-india-1.1543787
Data dell'articolo originale: 29/05/2016
URL dell'articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=17978 

3 commenti:

  1. Nessun capo d'accusa da parte dell'India e da parte sua nessuna parola sul diritto internazionale esiste non esiste o bisogna raccontare le storielle sulla zona contigua alla Miavaldi?Questa vicenda è stata trASFORMATA IN UNA BARZELLETTA E SONO SPARITI RESPONSABILI E RESONSABILITà solo innocentisti E COLPEVOLISTI.Se fossi un giornalista indagherei ...

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  2. Il diritto internazionale esiste eccome, ma non mi sembra che sia stato violato, l'uccisione è avvenuta in acque territoriali e il D.I. parla chiaro:

    "Sul mare territoriale (inclusi suolo e sottosuolo marino) lo Stato costiero esercita la propria sovranità in modo pressoché esclusivo, con due importanti limiti:

    lo Stato costiero non può impedire il passaggio inoffensivo di navi mercantili o da guerra straniere (i sottomarini devono navigare in emersione ed esponendo la bandiera), purché tale passaggio "non arrechi pregiudizio alla pace, al buon ordine e alla sicurezza dello Stato costiero" (articolo 19 Convenzione di Montego Bay); lo stesso articolo stabilisce che il passaggio deve considerarsi "offensivo" qualora la nave straniera minacci o impieghi la forza, compia atti di spionaggio, violi le regole doganali, fiscali, sanitarie o relative all'immigrazione, interferisca con le comunicazioni costiere, inquini le acque in maniera grave e intenzionale. Il passaggio deve comunque avvenire rispettando le norme interne dello Stato costiero, in particolare quelle in materia di trasporto e navigazione;
    lo Stato costiero non può esercitare la propria legislazione penale in relazione a fatti commessi a bordo di navi straniere, con l'eccezione di alcune ipotesi (articolo 27 Convenzione di Montego Bay):
    se le conseguenze del reato si estendono allo Stato costiero;
    se il reato è di natura tale da recare pregiudizio alla pace dello Stato costiero o al buon ordine del suo mare territoriale;
    se l'intervento delle autorità locali è richiesto dal comandante della nave o da una autorità diplomatica dello Stato di bandiera della nave;
    se l'intervento è necessario per reprimere un traffico illecito di stupefacenti.

    Nel caso dei marò le prime due eccezioni sono soddisfatte in pieno.

    A parte questo non stiamo parlando di militari su una nave della marina italiana, ma di una nave privata che pagava (467€ al giorno a testa) dei fucilieri per proteggere merci private (spesso quel petrolio che l'ocidente ruba ai paesi poveri creando la "pirateria"), queste sono o possono essere le conseguenze dell'esposizione di militari dello stato al servizio di PRIVATI (esposizione facoltativa!).

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  3. Un altro carparbiamente ed ideologicamente disinformato , a cui si aggiunge il danno dell'età.Capita anche a più giovani

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