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10 aprile 2016

Daesh e la mano ‘’invisibile’’ di Israele

Gli attentati (neo)jihadisti di Bruxelles hanno scatenato – com’era prevedibile – una paranoia securitaria che ha praticamente invaso tutti i paesi europei. I corrottissimi governi, indottrinati dalle logiche Nato, non hanno potuto fare a meno di cogliere la palla al balzo.
Il Ministro degli Esteri spagnolo, Josè Manuel García-Margallo, ha immediatamente proposto la creazione di una FBI europea, un grande sistema di monitoraggio e controllo sul modello statunitense 1. Il problema è di duplice aspetto: (a) il sistema di sicurezza nord-americano, più che impedire stranissime stragi jihadiste come quella di San Bernardino, è efficientissimo nella repressione dei movimenti di protesta oltre alla violazione sistematica dei diritti civili e democratici; (b) l’inefficienza dei servizi di sicurezza belgi, dopo una analisi accurata dei fatti, sembra nascondere retroscena di cui solo fuori dal teatrino mass-mediatico si riesce a parlare seriamente.

Il giornalista online Federico Pieraccini ha commentato: ‘’I veri burattini restano nella penombra, risiedono in Turchia e in Arabia Saudita e sicuramente hanno avuto gioco facile nel far convergere sull’Europa la furia jihadista’’ 2. Il problema che sorge – a mio avviso – è questo: la Turchia è storicamente maestra in operazioni false flags però non ha assolutamente la paternità di Daesh. Il cosiddetto ‘’Stato Islamico’’ ( islamico fra moltissime virgolette ) è un prodotto del wahhabismo radicale e mai avrebbe potuto espandersi a macchia d’olio se non avesse ricevuto la copertura dei servizi d’intelligence statunitense ed israeliano. Certo, Usa, Israele e Casa Saud, hanno sfruttato nel ‘’migliore’’ dei modi le profondissime fratture interne alle società arabe, cosa che gli ha permesso di creare una organizzazione terroristica con una struttura piramidale.
Detto, fatto: Daesh colpisce e spunta, anche in Europa, l’ombra lunga del Mossad. Un ex capo dei servizi di ‘’sicurezza’’ ( anche in questo caso: sicurezza fra moltissime virgolette ) israeliani, Dany Yatom, riferisce al giornale italiano La Repubblica che: 

‘’Ci troviamo davanti ad una campagna che prevedibilmente sarà molto lunga e l’Europa è in una situazione molto difficile, perché i terroristi sono in maggioranza figli di questa stessa Europa. Per cui non c’è scelta se non potenziare l’intelligence, penetrare le comunità musulmane in Europa, da cui provengono, seguire le loro attività interne, e non solo tramite la “Humint” (Human Intelligence, ndr), ma con tutti gli strumenti di intelligence elettronica, cyber, social network, soprattutto i network, quelli specificatamente usati dai jihadisti come i Black Net, che sono più difficili da monitorare”’’3. 
Forse è per questo motivo che i capetti della destra radicale europea – a partire da Matteo Salvini – si sono recati in pellegrinaggio a Tel Aviv per studiare i sistemi di repressione sionisti?
Come mai Daesh non ha mai attaccato Israele ? Forse perché i wahhabiti intendono prima ‘’purificare il mondo islamico’’ totalmente ‘’corrotto e governato dai politeisti’’ 4, ciò non toglie che all’interno della società israeliana le simpatie per lo ‘’Stato Islamico’’ sono molte e nemmeno tanto taciute.
Lo scorso anno, il rabbino sionista, seguace del Talmud di Babilonia, Nir Ben Artzi, si fece uscire di bocca queste raccapriccianti parole: ‘’Dio ha mandato l’Isis per distruggere le nazioni nemiche di Israele’’; ‘’Le azioni dell’Isis in Europa inducono gli ebrei europei ad emigrare in Israele e per questo l’Isis e’ alleato di Israele’’ 5. Si tratta di un delirio ideologico che, purtroppo per i malcapitati, è perfettamente in linea coi precetti del sionismo religioso dell’ estrema destra israeliana. Per questa ragione i coloni, illegali e criminali, si presentano coi simboli di Daesh in raccapriccianti ritualità talmudiche. Gli analisti della rete hanno raccolto alcune foto eloquenti le quali confermano questa preoccupante deriva.

Israele offre assistenza al Fronte Jabat Al Nusra sul Golan siriano ed in Irak un giovane colonnello dell’IDF è stato trovato fra le fila dei (neo)jihadisti. Il 30 ottobre 2014 per la prima volta documentavo, dando opportuni riferimenti, di uno scandalo internazionale riguardante il contrabbando degli organi espiantati ai bambini musulmani, crimine che vede Israele coinvolta in modo inoppugnabile. Cito il mio articolo, leggermente datato: ‘’la rete TG 24 Siria (la notizia è stata pubblicata anche dal “The Guardian”) ci dà la sconvolgente notizia di come miliziani qaedisti facciano arrivare sul mercato nero di Gerusalemme bambini rapiti dai criminali dell’IS nei territori arabi da loro occupati e successivamente venduti a famiglie israeliane benestanti. Un fatto mostruoso che se fosse comprovato getterebbe una luce sinistra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, sull’IS ma anche su Israele. Come potrebbero infatti le “SS” dell’IS operare questo terribile traffico senza avere in qualche modo la copertura di Israele o quanto meno di pezzi importanti dei suoi apparati di sicurezza? Le modalità della collaborazione di Israele con l’IS stanno emergendo e dimostrano, ancora una volta, il risvolto brutale del capitalismo israeliano’’ 6.
I miei sospetti trovano conferma nelle parole di un esperto studioso, arabista-islamologo, come Kevin Barrett: ‘’Voglio dire, senza giri di parole ,che il gruppo terrorista ISIS che è stato organizzato come un esercito mercenario dai sionisti, sta portando a compimento il programma del regime israeliano nel Medio Oriente. Il gruppo è stato a combattere per conto dell’Islam per conseguire gli obiettivi del sionismo; “destabilizzare la Siria” e “paralizzare la resistenza militare anti israeliana” in tutta la regione’’ 7. Nessuno è tanto ingenuo da credere Erdogan e il suo figlio scemo i creatori di un’arma, tanto pericolosa quanto difficile da usare, come Daesh.

Quindi il Mossad prima tifa Daesh e poi – contro Daesh – consiglia alla borghesia europea di adottare un Patriot Act all’americana. Ma un Patriot Act contro chi ? Contro Daesh oppure volto a colpire, per l’ennesima volta, il dissenso e il mondo del lavoro massacrato dal neoliberismo? Insomma, come sempre, tutto molto ‘’all’americana’’. Dalla A ( causa ) alla Z ( effetto ).


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