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1 marzo 2016

Glifosato: “probabilmente” è cancerogeno, “probabilmente” morirete


Salute: il glifosato è “probabilmente cancerogeno”. Lo dicono gli studi. Lo ha inventato la Monsanto ed è un pesticida (un diserbante) che si trova in oltre 750 alimenti destinati al consumo umano. Specialmente nella soia. Quindi, siccome “probabilmente” è cancerogeno, se continui a mangiarlo senza saperlo, probabilmente morirai. Ma hai ancora una possibilità: questa settimana la UE decide se fartelo mangiare per altri 15 anni. C’è un appello: #StopGlifosato. Diffondi questo video e questo hashtag. “Probabilmente” ti salverà la vita: #STOPGLIFOSATO

Sapete cos’è il glifosato? Manco a dirlo, è stato inventato dalla Monsanto, negli anni ’70. È un diserbante che viene usato moltissimo, ma soprattutto praticamente nel 100% delle coltivazioni di soia. Con buona pace di quelli mettono la soia dappertutto perché almeno è vegetale. Inoltre, la soia viene utilizzata come mangime per gli animali, per cui il glifosato è libero di scorrazzare in tutti i vostri piatti. Secondo lo Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), il glifosato si trova in almeno 750 prodotti destinati al consumo umano e ci sono almeno tre studi che confermano la sua pericolosità per la salute.
Per lo Iarc il glifosato è “probabilmente cancerogeno“. Invece, secondo l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (l’Efsa, con sede a Parma): “è probabilmente non cancerogeno“. Quindi probabilmente non morirete (forse). O forse sì. E se proprio non morirete, non disperate: potrete sempre diventare celiaci, come pensano al MIT. Per intenderci, anche del DDT dicevano che era “probabilmente cancerogeno”. La salute non era d’accordo. Intanto, comunque, il glifosato ve lo mangiate lo stesso, perché lo hanno trovato in quattordici tipi diversi di birre tedesche, nel cavolfiore, nelle lenticchie, nei porri, nei fichi, nei pompelmi, nelle patate, nel frumento e nell’avena. In Lombardia, l’unica regione italiana ad avere fatto un monitoraggio, i livelli di glifosato superano le soglie una volta su tre. Ma se non siamo così pretenziosi e ci accontentiamo di controllare i livelli di “Ampa“, una molecola prodotta dalla disgregazione del glifosato, allora superiamo le soglie più di una volta su due. Auguri!
Intanto, la licenza per usare il glifosato è scaduta nel 2015 e la UE deve decidere se rinnovarla per altri 15 anni. Lo farà entro la fine della settimana. Sarebbero tutti a favore (tranne gli svedesi). Ma perché, se “probabilmente uccide”, sono tutti a favore? I pareri positivi si basano su uno studio che dice che il glifosato non è cancerogeno, prodotto dalla “Glyphosate Task Force“. Ma quei rompiscatole del Die Ziet, settimanale tedesco,non sono d’accordo. Dicono che la “Glyphosate task force” è un gruppo in cui collaborano i produttori di fitofarmaci. Per dirla meglio: è il gruppo delle aziende che hanno chiesto di poter vendere il glifosato nei paesi dell’Unione Europea.
Che delusione. Per una volta che non volevo pensar male…
Si può ancora fare qualcosa: fate girare questo video e questo hashtag: #StopGlifosato. È lo stesso hashtag che hanno lanciato GreenPeace, LegaAmbiente, Fai, Italia Nostra, il WWF e tanti altri per un totale di 32 associazioni a tutela dell’ambiente e della salute.

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