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10 gennaio 2016

Cannibalismo corporativo: ciò che è in arrivo

La fusione tra Monsanto e Syngenta, due delle più grandi e combattute aziende di sementi transgeniche e di pesticidi in tutto il mondo, sembrava un brutto incubo. Oggi è probabile, ed è solo una delle fusioni spettacolari che si stanno verificando. Anche se Syngenta ha respinto per la seconda volta Monsanto - perché vuole più soldi - altri due giganti, DuPont (proprietaria di Pioneer) e Dow Chemicals, hanno deciso di fondersi in dicembre 2015. Con Syngenta Monsanto continua a provarci. E' appena un angolo dello scenario: i piani delle corporations vanno oltre, verso il controllo di settori sempre più ampi della produzione alimentare. 
Nel 1981, il Gruppo ETC (allora chiamato RAFI) ha denunciato che le società agrochimiche stavano comprando i semi, e che il loro obiettivo era quello di sviluppare colture che tollerano i veleni delle società stesse, per creare dipendenza degli agricoltori e vendere più veleno, il loro business più redditizio. Ci chiamarono allarmisti, dissero che tale tecnologia non sarebbe mai esistita, fino a quando nel 1995 l'industria ha cominciato a piantare transgenici: esattamente quel tipo di seme. 

A quel tempo vi erano nel mondo più di 7000 aziende produttrici di sementi commerciali, la maggior parte familiari, e nessuna controllava l'1% del mercato; 34 anni più tardi, sei multinazionali controllano il 63% del mercato globale delle sementi e il 75% del mercato globale di pesticidi. 


Monsanto, Syngenta, DuPont, Dow, Bayer e Basf, tutti in origine produttori di veleno sono 6 giganti che controllano pesticidi e semi e il 100% degli OGM agricoli, che è la più chiara espressione della fusione di entrambi i business. Siccome non ci sono quasi più società da acquistare, ora si dedicano al cannibalismo. Syngenta è la più grande azienda di pesticidi a livello globale, così la società cinese, ChemChina, ha fatto un'offerta per essa, ma non ha raggiunto il prezzo. 

Monsanto insiste con Syngenta perché ha disperatamente bisogno di accesso a nuovi pesticidi, dato che il suo prodotto di punta, il glifosato, è in crisi. In due decenni, l'uso massiccio di glifosato, ha generato 24 erbe infestanti resistenti causando enormi problemi agli agricoltori. L'aumento di cancro, aborti e malformazioni neonatali nelle zone con coltivazioni OGM in Argentina, Brasile, Paraguay è di proporzioni epidemiche. Che i bambini di contadini muoiono non sembra avere importanza per Monsanto, ma l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato nel 2015 che il glifosato è cancerogeno negli animali e probabilmente negli esseri umani e questo si, che è stato un colpo. Per questo e molto altro, a Monsanto urge cambiare pesticidi, cambiare nome per il suo enorme discredito, e se è possibile, cambiare sede, per evitare le tasse. 


Il glifosato inventato da Monsanto è il più venduto nella storia di agrochimici in agricoltura. Solo per le piantagioni di mais e soia transgenici, il suo uso è aumentato di 20 volte negli Stati Uniti in 17 anni, cifre simili in Brasile e Argentina; e 10 volte a livello globale. Ma il settore del glifosato è in declino. E Monsanto, allettata con il suo quasi monopolio di OGM, non ha fatto ricerca di nuovi prodotti: nel 2013 il mais transgenico tollerante al glifosato, ha rappresentato il 44% delle vendite totali, la soia Ogm tollerante al glifosato l'11%, e oltre il 30% delle sue vendite proviene da vendite di formulazioni di glifosato (Roundup, Faena, Rival e altre marche). 



Il glifosato non funziona più, il suo impatto è molto grave, ma il mais OGM di Monsanto va a nozze con esso. Per questo ha urgenza che la semina sia autorizzata in Messico, cosa che le darebbe respiro per vendere i suoi semi obsoleti, fino a quando non accadrà la stessa cosa lì: erbacce resistenti, bassa produzione, semi molto più cari e brevettati, epidemia di cancro e di malformazioni fetali. Tutto insieme alla contaminazione genetica della regione, che è il centro di origine del mais in tutto il mondo, danneggiando gravemente il patrimonio genetico, culturale e dell'agrobiodiversità più  importante del paese. Inutile dire che ci sono opzioni migliori per il mais e che il Messico non ha bisogno di piante OGM per il suo fabbisogno alimentare in quanto produce più di due volte la sua domanda interna per il consumo umano. Se il Messico importa mais, nonostante questo, è solo perché gli convene come business delle multinazionali di allevamento di animali in gabbia (soprattutto polli e suini). Si potrebbe produrre la stessa quantità di animali in scala ridotta e per mano di molti piccoli produttori con una varietà di mangimi e foraggi, secondo regione e necessità. 

Anche se la Monsanto è il caso più evidente, tutti i giganti di OGM hanno le stesse intenzioni, con altre sostanze chimiche anche altamente tossiche. Ma sono tutti ai limiti della propria ambizione. Così, oltre a queste fusioni che monopolizzano enormi percentuali in ogni categoria; emergono nuovi scenari corporativi mentre entrano in gioco altri settori, come le multinazionali dei fertilizzanti e macchine agricole. Il Gruppo ETC analizza questa congiuntura in un nuovo rapporto sulle fusioni aziendali: Breaking Bad: Big Ag MegaMergers in Play (http://www.etcgroup.org/content/breaking-bad-big-ag-mega-mergers-play), che a breve sarà disponibile anche in castigliano. 

Secondo le vendite del 2013, il mercato globale delle sementi è stata di 39 miliardi di dollari, e dei pesticidi 54, quello dei macchinari agricoli di 116 e quello dei fertilizzanti 175. La tendenza sembra essere che gli ultimi due ingoieranno gli altri, creando uno scenario di ulteriori grandi controlli oligopolistici. Ad esempio, la transnazionale di macchine John Deere, ha contratti con 5 dei 6 giganti di OGM per aumentare le proprie vendite tramite polizze assicurative che condizionano gli agricoltori nell'usare i loro semi, pesticidi e macchinari. Anche le tecnologie di automazione, droni, sensori e dati meteorologici, sono concentrate in queste aziende e sono offerti nel pacchetto. Se saranno consentite queste fusioni, andremo verso nuovi oligopoli che controlleranno sementi, varietà di pesticidi, fertilizzanti, macchinari, satelliti, dati informatici e di sicurezza. E che danneggeranno, contaminandoli in altri modi, le opzioni reali per l'alimentazione e il cibo: produzione contadina, decentralizzata, diversificata, con sementi proprie, che sono quelle che già alimentano la maggior parte della popolazione e raffreddano il pianeta. 

Tradotto per TLAXCALA da Alba Canelli

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