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30 dicembre 2015

Una crisi economica globale Made in China?

China and the 21st Century Crisis (La Cina e la crisi nel 21° secolo) di Minqi Li è stato pubblicato oggi (20 ottobre 2015). Nel libro, egli esamina le fondamenta di quello che potrebbe essere il luogo della caduta del capitalismo, e perché potrebbe accadere prima di quanto pensiamo.
Diverse istituzioni economiche dominanti mettono in guardia contro il rischio della crisi economica mondiale a venire. L'8 settembre, il Citi Group ha pubblicato un rapporto di ricerca, Is China Leading the World into Recession? (La Cina sta conducendo il mondo in recessione?) scritto da Willem Buiter, capo economista di Citi. Il rapporto avverte che "una recessione globale a partire dal 2016, guidata da Cina, è ora lo scenario principale della nostra équipe di Global Economics. L'incertezza rimane, ma la probabilità di una risposta politica rapida ed efficace sembra diminuire".

L'11 settembre, Daiwa Securities Group, la seconda più grande società di intermediazione mobiliare in Giappone, ha pubblicato un rapporto intitolato What Will Happen If China’s Economic Bubble Bursts (Che cosa accadrà se scoppia la bolla economica cinese). 

28 dicembre 2015

La CIA dietro le armi utilizzate negli attacchi di Parigi

Un'arma utilizzata negli attacchi di Parigi del 13 novembre proviene da un fornitore d'armi in stretto contatto con la CIA
Allo stato almeno una delle pistole usate negli attacchi terroristici di Parigi del 13 novembre è stata acquistata dalla Century International Arms e poi ri-esportata in Europa. Uno dei più grandi fornitori di armi negli USA, la Century Arms ha stretti legami con la CIA ed è stata accusata in America ed in Europa di essere coinvolta in commercio illegale di armi.

La pistola, una M92 semiautomatica, è stata prodotta nelle fabbriche di armi Zastava, a Kragujevac, in Serbia. La scorsa settimana, il direttore della fabbrica Milojiko Brzakovic ha detto di aver verificato sui propri registri che sette pistole costruite dallo stabilimento sono state utilizzate negli attacchi di Parigi. La fabbrica ha distribuito diverse pistole all'interno della ex Jugoslavia prima della dissoluzione della repubblica federale, tra la restaurazione capitalista e la guerra civile negli anni novanta, ma ha consegnato una di queste pistole nel maggio 2013 alla Century Arms, con base a Delray Beach, in Florida.

Siria: Benzina sul cessate il fuoco

La Risoluzione 2254 sulla Siria, approvata all’unanimità dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, sottolinea «lo stretto legame tra un cessate il fuoco e un parallelo processo politico». Disinnescando il conflitto, ciò favorirebbe un allentamento delle tensioni in Medio Oriente. C’è però un problema: sui cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza, tre – Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna – sono quelli che hanno più pesantemente violato «la sovranità e integrità territoriale della Repubblica Araba di Siria», che nella risoluzione dicono di «sostenere fortemente». Quelli che hanno organizzato «il crescente afflusso di terroristi in Siria», per il quale nella risoluzione «esprimono la più grave preoccupazione».
Il «cessate il fuoco» dipende quindi soprattutto da queste tre potenze della Nato e dalla Turchia, avamposto della guerra coperta contro la Siria, e dagli altri membri dell’Alleanza a partire dalla Germania. Dipende anche da un’altra potenza, Israele, che ha le mani in pasta in questa e altre guerre. Quali sono le loro intenzioni? Più delle parole valgono i fatti...

22 dicembre 2015

Reinventare il sistema bancario: dalla Russia all'Islanda all'Ecuador

Gli sviluppi mondiali nel campo della finanza e della geopolitica stanno portando ad un ripensamento sia della struttura del sistema bancario che della natura stessa del denaro. In evidenza,  fra le notizie più interessanti: In Russia, la vulnerabilità alle sanzioni occidentali ha portato a proposte volte alla realizzazione di un sistema bancario indipendente da quello occidentale e fondato su principi diversi.
In Islanda, la forte espansione che si è conclusa con la crisi bancaria del 2008-09 ha spinto i legislatori a considerare la possibilità di togliere alle banche private il potere di creare denaro.
In Irlanda, Islanda e Regno Unito la carenza di credito a livello locale, indotta dalla recessione, ha portato a proposte volte alla realizzazione di un sistema di ‘banche d’interesse pubblico’, sul modello delle Sparkassen tedesche.
In Ecuador, la Banca Centrale sta rispondendo alla carenza di dollari, la moneta ufficiale dell'Ecuador, attraverso l’emissione di dollari digitali disponibili su conti correnti a cui tutti hanno accesso, diventando in questo modo una vera banca del popolo [1].

18 dicembre 2015

"Eztetika della fame", il Manifesto del Cinema Novo brasiliano

Glauber Rocha presentò questa tesi durante la V Rassegna del Cinema Latinoamericano, Genova , 21-30 gennaio 1965. Il testo, scritto nell'aereo fra Los Angeles e Milano, espone le basi estetiche e politiche del Cinema Novo brasiliano e critica il paternalismo europeo nei confronti del Terzo Mondo. "Eztetica della fame" (rispettando la grafia originale dell'autore) diventò un manifesto del Cinema Novo. Fu pubblicato nel n° 3 della Revista Civilização Brasileira, Río de Janeiro, luglio 1965.
Lasciando da parte l'introduzione informativa che precede generalmente ogni dibattito sull'America Latina, intendo definire i rapporti tra la nostra cultura e la cultura civilizzata in termini meno riduttivi di quelli usati dagli osservatori europei nelle loro analisi.

Mentre l'America Latina si rammarica della sua miseria in generale, l'osservatore straniero coltiva il sapore di questa miseria, non come un sintomo tragico, ma soltanto come un dato formale del suo campo di indagini. In tal modo, né il latino-americano comunica la sua vera miseria all'uomo civilizzato, né l'uomo civilizzato comprende veramente la miseria del latino-americano.

Il caso Mattei

"Nelle economie moderne lo stato non può disinteressarsi di ciò che accade nel mercato degli operatori privati, poiché sa perfettamente che il risultato delle loro decisioni può non essere conforme agli interessi generali della società, che è suo compito tutelare" - Enrico Mattei

Destini paralleli
Enrico Mattei nasce il 29 aprile 1906 ad Acqualagna, un piccolo paese in provincia di Pesaro-Urbino che al tempo contava poco più di tremila anime. "Mattei è il secondo di cinque figli di un brigadiere dei carabinieri convinto che «restare poveri è una disgrazia perché non si può studiare». Finite le scuole elementari, viene messo in collegio, a Vasto, dove frequenta la Scuola tecnica inferiore. La povertà della famiglia e la rigida disciplina imposta dal padre lo spingono presto a cercarsi un lavoro. Il brigadiere, nel frattempo promosso maresciallo, riesce a far assumere il giovane Enrico in una fabbrica come verniciatore di letti di metallo. L'odore nauseante della vernice resterà per sempre impresso nella sua memoria al punto di procurargli una sorta di idiosincrasia per tutti gli odori penetranti, «compreso - confesserà anni dopo - quello della mia benzina». Nel 1923 viene assunto come garzone nella Conceria Fiore. La carriera del garzone è rapida: prima operaio, poi aiutante chimico, infine direttore del laboratorio. Nel 1929, quando la Conceria Fiore chiude, Mattei fonda con la sorella e un fratello la sua prima fabbrica: un piccolo laboratorio di oli emulsionanti per l'industria conciaria e tessile. Nel 1934, prova a diventare un vero industriale e fonda a Milano la Chimica Lombarda. Due anni dopo, a Vienna, sposa Greta Paulas. Poi si diploma ragioniere e si iscrive all'università Cattolica. E' vulcanico, intraprendente, ambizioso. Ma la sua carriera ha una svolta improvvisa quando scoppia la guerra.
Nel maggio del 1943 incontra Giuseppe Spataro, attraverso il quale entra in contatto con i circoli antifascisti milanesi.

Perché viene condotta una campagna d'odio contro i musulmani?

Perché viene condotta una campagna d'odio contro i musulmani?
Perché sono i Musulmani ad essere sempre più etichettati come terroristi?
Perché questa campagna d'odio diviene parte della campagna elettorale per le presidenziali americane? 
Perché Donald Trump chiede misure liberticide di polizia federale contro i Musulmani d'America?
Perché i Musulmani sono oggetto di schedatura etnica e discriminazione sul lavoro? 
Perché il Presidente Francese Francois Hollande ha sospeso i diritti civili in corrispondenza di una campagna d'odio diretta contro i Musulmani di Francia, i quali rappresentano il 7,5% della popolazione del paese?
Perché è l'occidente a condurre una guerra contro nazioni Musulmane?  
Perché l'Islam è visto come male assoluto?

La risposta a queste domande è insieme semplice e complessa.
Si dà il caso che più del 60% delle riserve mondiali di petrolio greggio sono locate nelle terre Musulmane.

17 dicembre 2015

Cop 21: Nessuna azione a favore del clima!

In concomitanza con gli incontri regolari tra i rappresentanti delle multinazionali per lo sfruttamento dei combustibili fossili e del settore finanziario, che fingono di affrontare il cambiamento climatico, e qualche gruppo delle loro vittime, attualmente Cop21, Oxfam ha pubblicato un'analisi che sostiene che "la disuguaglianza" è una causa centrale della crisi climatica. Di fronte al valore in senso ampio di quest'affermazione, la replica tecnocratica occidentale è che se emettono tutti circa la stessa quantità di anidride carbonica, a risolvere la questione sarà un "democratico" suicidio di massa. Il contingente "sviluppato" in Cop21 fa di questa formulazione il principio motivante: diffondere il consumismo occidentale nel mondo vista l'impossibilità di un consumo "pulito".

L'intuizione di base del rapporto di Oxfam, che profila la catastrofe ambientale quale prodotto del consumismo occidentale, colpisce quasi il bersaglio. La questione della genesi del consumismo punta agli ampi sforzi di considerare l'acquisto capitalista come fatto naturale, mentre l'atto medesimo di vendere crea una contraddizione: perché consumare energia vendendo ciò che è naturale? Prima del XIX secolo la storia era colma di disuguaglianza nella ricchezza, cosa che però ha contribuito molto poco in termini di emissioni di gas serra. La disuguaglianza nella distribuzione economica è l'impianto del capitalismo. Il colpevole della crisi ambientale è la disuguaglianza associata alla produzione economica capitalistica.

15 dicembre 2015

COP21, mete e geoingegneria

Uno dei temi più importanti della riunione globale della Convenzione delle Nazioni Unite sul cambio climatico che è terminata a Parigi il 12 dicembre (COP21) è stato la definizione di una nuova meta del riscaldamento globale che non si potrebbe oltrepassare. Paesi insulari ed altri del Terzo Mondo da anni affermano di non poter sopravvivere ad un riscaldamento globale superiore ad 1,5 gradi centigradi, visto che il loro territorio sparirebbe per l’aumento del livello del mare e per altri disastri. Ragioni più che attendibili, che si aggiungono  al fatto che quei paesi non sono responsabili di aver causato il cambio climatico.
La temperatura media globale è aumentata di 0,85 gradi centigradi nell’ultimo secolo, la maggior parte dei quali durante gli ultimi 40 anni, a causa delle emissioni di gas serra  di diossido di carbonio (CO2) e di altri gas causati dall’uso di combustibili fossili (petrolio, gas, carbone), in maggior parte per la produzione di energia, per il sistema agro-industriale, le urbanizzazioni e i trasporti. Se continua il corso attuale, la temperatura aumeterà fino a 6 gradi centigradi a fine secolo XXI, con impatti tanto catastrofici che non è possibile prevederli.

14 dicembre 2015

Il muro israeliano separa gli agnelli dalle loro madri in Cisgiordania

Le madri in questione sono le pecore che hanno partorito non molto tempo fa  e sono separate dagli agnellini per ordine dell'IDF.

Il proprietario del gregge, Jamal Hanina di Qalqilyah, ha l'ovile sul lato nord della barriera di separazione (all'interno della Cisgiordania occupata, ma in una striscia che è stata annessa all' insediamento di Alfei Menashe),  i suoi pascoli sono  nel sud  "Palestinese" della barricata. Fino a qualche tempo fa l'esercito permetteva a lui e alle sue pecore di passare  attraverso un cancello aperto tre volte al giorno per un ' ora.L'ultima volta 120 pecore ,alcune delle quali avevano partorito, hanno attraversato il cancello per raggiungere il loro pascolo,ma hanno lasciato indietro  "19 o 21 agnelli, non ricordo quanti", ha detto Hanina. Solo che gli ordini erano cambiati e non era possibile  attraversare  di nuovo il cancello .
Attiviste di Machsom Watch erano lì : 

"Abbiamo visto un ragazzo di 15 anni" - Il figlio di Hanina - in attesa al lato Nord del cancello.  Le pecore erano a sud del cancello, giravano e belavano, belavano e giravano :  non potevano passare e raggiungere gli agnellini ."

11 dicembre 2015

Parigi e 9/11: il grande déjà vu

Ora che le acque si sono calmate, possiamo osservare con un minimo di distacco i fatti di Parigi. E ci accorgiamo che, per svariati aspetti, ci ricordano molto da vicino quelli dell'11 settembre.

Déjà vu n.1 - I "buchi" nell'intelligence
Dopo Parigi ci hanno raccontato che i servizi francesi avevano avuto diverse segnalazioni sugli attentati imminenti, ma che "non sono riusciti a collegare le informazioni" in modo da riuscire a prevenirli.
Dopo l'11 settembre ci hanno raccontato che CIA, FBI, NSA eccetera avevano ricevuto diversi avvisi sugli attacchi imminenti, ma che non avevano saputo "connect the dots" (collegare i puntini).
Soltanto un imbecille può credere che i servizi occidentali fra i più esperti al mondo (quelli francesi e quelli americani) siano talmente imbranati da non saper prevenire un attacco che è stato ampiamente annunciato da soffiate di ogni tipo. E' molto più probabile, invece, che tutte queste informazioni siano state ignorate intenzionalmente (come nel noto caso di Coleen Rowley, la whistleblower dell'FBI), proprio perchè si voleva che gli attentati andassero in porto.
Fra l'altro, sia gli americani che i francesi si sono curiosamente dimenticati di punire, licenziare, o perlomeno sospendere dal servizio coloro che avrebbero commessi questi errori clamorosi. Come se le vite dei loro concittadini, perdute a causa di questi errori, non contassero nulla.

6 dicembre 2015

Le patologie del capitalismo

Il capitalismo deve la sua resistenza alla capacità di ideare nuove tattiche per deviare, distorcere e sgonfiare i movimenti di resistenza. Anche a fronte di un crescente numero di vittime del capitalismo globale, i faccendieri del capitalismo sono riusciti a incanalare l'insoddisfazione e la delusione pubblica verso una diminuita autostima e un'autodistruttività privata.

Katrina Forrester, critico che scrive per il London Review of Books, ha riassunto in una battuta questa insidiosa strategia: di fronte all'oppressione e allo sfruttamento, "non iscriverti a un sindacato, prendi una pillola". Nella sua recensione (22 ottobre 2015) di The Happiness Industry: How the Government and Big Business Sold Us Wellbeing (L'industria della felicità: come il governo e big business ci hanno venduto il benessere) di William Davies, denuncia la consuetudine di definire un comportamento ribelle o atteggiamenti negativi come disturbi psicologici: "... Se non sei felice, se desideri che le cose fossero diverse o se trovi difficile adattarti alle condizioni della vita moderna, corri il rischio che ti venga diagnosticata una malattia mentale".

4 dicembre 2015

L'importanza crescente di Chávez

Perchè le elites finanziarie lo detestano tanto? E' lo statista che ha anticipato di un decennio il cammino per mettere a salvo il suo Paese. Ha rimesso all'ordine del giorno valori come la sovranità, trasformandola in politica di Stato. Preambolo per recidere gli artigli con cui l'oligarchia finanziaria si appropriò delle risorse strategiche di tutti venezuelani. Nel 1989,  il Venezuela ebbe la sventura di subire l'equivalente dell'assalto frontale di cui è vittima oggi l'Europa meridionale. La depredazione era motivata dalle medesime ideologie onnivore, confiscatorie, finalizzate a trasferire a "controllori esterni" beni, risorse, autonomia e poteri istituzionali, propri delle nazioni e delle democrazie.

Chávez è il prodotto della sintesi tra le sollevazioni popolari spontaneedel febbraio del 1989, dilagate in tutte le principali città venezuelane -debellate con il fuoco delle armi dal governo-protesi del FMI e USA- e la ribellione del 1992 di quei militari utilizzati come cecchini contro i cittadini. Altro che golpe! Presero il controllo pieno delle cinque maggiori regioni, con la partecipazione di almeno 8000 soldati. Il movimento bolivariano è la ricomposizione della forza tellurica dei saccheggi, della sommossa popolare e della ribellione organizzata dei sottufficiali. In esso confluiscono le energie dell'equità sociale e quelle della sovranità, dell'antimperialismo e del nazionalismo (1), per aprire la prospettiva ad un altro Paese-possibile.

3 dicembre 2015

Come e perché si metterà fine al denaro contante

Ex collaboratore di primo piano di quattro presidenti spiega come e perché le Elites vogliono metter fine all'uso del denaro in contanti: La Guerra al Cash sta prendendo velocità.
Negli ultimi mesi:
1) La SEC e altri enti regolatori hanno messo in campo una serie di norme che consentono ai fondi del mercato monetario di tenere bloccato il denaro fino ad un massimo di 10 giorni se dovesse verificarsi una prossima crisi finanziaria (cioè non si potrebbero ritirare i propri soldi dalla banca).
2) La FDIC ha varato leggi che le consentono  di conoscere quali sono le banche di "rilevanza sistemica" e convertire i loro depositi in titoli azionari (il tanto temuto "bail in" utilizzato a Cipro nel 2013).
3) JP Morgan e altre grandi banche hanno iniziato a non accettare grandi depositi.
4) La Francia ha vietato ogni transazione in denaro contante fisico superiore a € 1000. La Spagna ha già vietato le transazioni oltre € 2.500. L'Uruguay ha vietato le transazioni per più di $ 5.000. E così via.

2 dicembre 2015

Ron Paul: "La guerra al terrorismo sta creando più terrorismo!"

Gli interventisti americani faranno di tutto per impedire che la popolazione si renda conto che le loro scelte di politica estera stanno alimentando il terrorismo e ispirando gli altri a cercare di colpire l'occidente, scive Ron Paul sul sito del suo Istituto. I neocon sanno che quando si capisce che boomerang è reale - che le persone cercano di attaccarci, non perché siamo buoni e liberi, ma perché bombardiamo e occupiamo i loro paesi - la loro stretta mortale sulla politica estera inizierà a scivolare.
È per questo che ogni volta che si verifica un evento come gli attentati di Parigi all'inizio di questo mese, hanno fretta di occupare le stazioni televisive per terrorizzare gli americani ad accettare ancora più bombardamenti, più occupazione, più sorveglianza a casa, e più decurtazione delle nostre libertà civili. Ci dicono che dobbiamo farlo, al fine di combattere il terrorismo, ma le loro politiche stanno alimentando il terrorismo.

La "tonnara" in Place de la Republique: "L'oltraggio dei manifestanti" al memoriale di Parigi e le foto che smascherano la bufala mondiale

In questi giorni molti media hanno riferito e denunciato che, domenica 29 novembre, parecchi dei manifestanti riunitisi nel centro di Parigi per contestare la conferenza dei capi di Stato sul cambiamento climatico (COP 21) in corso nella capitale francese avrebbero "saccheggiato" e "oltraggiato" il memoriale dedicato alle vittime del 13 novembre creato intorno al monumento alla Marianne in Place de la Republique.

Ma quello che si può chiaramente vedere dalle foto e dai video è che sono stati proprio i manifestanti che finché hanno potuto hanno protetto i fiori, le candele e i biglietti apposti dai passanti e dai parenti in memoria delle vittime delle stragi di due settimane fa, finché sono stati costretti alla fuga precipitosa dai gas lacrimogeni sparati dalla polizia in assetto antisommossa. Se è vero che alcuni manifestanti hanno scagliato contro gli agenti ciò che avevano a portata di mano, è altrettanto vero che i poliziotti hanno calpestato e distrutto il memoriale nella loro foga repressiva. Eppure praticamente nessun importante media mainstream tra quelli che hanno esecrato "l'oltraggio dei manifestanti" al memoriale si è degnato di raccontare come sono andate veramente le cose.