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10 novembre 2015

Usi obbedir tacendo…

Un con­vo­glio di spe­ciali tir por­ta­con­tai­ner è par­tito il 26 otto­bre dalla base ita­liana di Pog­gio Rena­tico (Fer­rara), dove è stato costi­tuito il Cen­tro rischie­ra­bile di comando e con­trollo aereo della Nato, la prima unità del suo genere. Dopo aver per­corso oltre 2500 km attra­verso Austria, Repub­blica Ceca, Polo­nia, Litua­nia e Let­to­nia, col sup­porto mili­tare anche della Ger­ma­nia, è giunto nella base let­tone di Liel­vārde, a ridosso del ter­ri­to­rio russo, appena ristrut­tu­rata per ospi­tare i droni Pre­da­tor e altri veli­voli mili­tari Usa. Qui, con le sofi­sti­cate appa­rec­chia­ture tra­spor­tate dall'Italia, è stato atti­vato il Dars, «punta di lan­cia» del Cen­tro rischie­ra­bile Nato di Pog­gio Renatico.

Fino al 27 novem­bre, nel qua­dro dell'esercitazione seme­strale Ram­stein Dust, il Dars effet­tuerà «mis­sioni aeree dal vivo e simu­late nello spa­zio aereo bal­tico», ossia prove di guerra con­tro la Rus­sia. Agli ordini del gene­rale ita­liano Roberto Nor­dio, coman­dante del Cen­tro rischie­ra­bile Nato di Pog­gio Rena­tico, a sua volta agli ordini del gene­rale sta­tu­ni­tense Frank Gorenc che dirige il Comando aereo della Nato, a sua volta agli ordini del gene­rale sta­tu­ni­tense Phi­lip Breed­love, Coman­dante supremo alleato in Europa nomi­nato, come i suoi pre­de­ces­sori, dal Pre­si­dente degli Stati Uniti.

Men­tre da Pog­gio Rena­tico parte la mis­sione aerea nel Bal­tico a ridosso del ter­ri­to­rio russo, la prima effet­tuata al di fuori del ter­ri­to­rio ita­liano, sem­pre da Pog­gio Rena­tico ven­gono dirette le ope­ra­zioni aeree tat­ti­che della Tri­dent Junc­ture 2015, con la par­te­ci­pa­zione di oltre 160 cac­cia­bom­bar­dieri, aerei per il rifor­ni­mento in volo, eli­cot­teri e droni che ope­rano da 15 basi aeree in Ita­lia, Spa­gna e Portogallo.

La Tri­dent Junc­ture è una evi­dente eser­ci­ta­zione di guerra diretta con­tro la Rus­sia la quale – ha dichia­rato a Tra­pani Birgi il vice­se­gre­ta­rio della Nato, lo sta­tu­ni­tense Ver­sh­bow, capo­vol­gendo i fatti – «ha ille­gal­mente annesso la Cri­mea, appog­gia i sepa­ra­ti­sti in Ucraina ed è entrata nella guerra in Siria dalla parte di Assad», creando «una situa­zione poten­zial­mente più peri­co­losa di quella della guerra fredda».

Scom­parsa l'Urss, pre­sen­tata allora come potenza aggres­siva che mirava a inva­dere l'Europa occi­den­tale, a Washing­ton si crea ora il nuovo «nemico», la Rus­sia, attuando in Europa la poli­tica del «divide et impera». E si mobi­lita la Nato (este­sasi a tutti i paesi dell'ex Patto di Var­sa­via e a tre dell'ex Urss) in pre­pa­ra­tivi di guerra che ine­vi­ta­bil­mente pro­vo­cano con­tro­mi­sure mili­tari da parte russa.

L'Italia di nuovo si trova in prima linea, con un governo che obbe­di­sce agli ordini di Washing­ton e una mag­gio­ranza par­la­men­tare che segue il vec­chio motto (ora in disuso anche tra i cara­bi­nieri) «usi obbe­dir tacendo». L'opposizione par­la­men­tare (salvo qual­che voce dis­so­nante) fini­sce spesso col fare il gioco di chi ci sta por­tando alla guerra. Emble­ma­tico il recente docu­mento di un par­tito di oppo­si­zione, in cui non si nomina la Tri­dent Junc­ture né la Nato, ma si attri­bui­sce il dram­ma­tico ritorno della guerra in Europa in primo luogo ai sogni di glo­ria e di ege­mo­nia della Rus­sia e, in subor­dine, di Fran­cia, Gran Bre­ta­gna, Tur­chia e, per ultimo, anche degli Stati uniti.

Senza una parola sulle gravi respon­sa­bi­lità del governo ita­liano che, die­tro false dichia­ra­zioni disten­sive, con­tri­bui­sce ai pre­pa­ra­tivi di guerra della Nato verso Est e verso Sud. Igno­rando che, tra­mite la Nato e i patti segreti sti­pu­lati al suo interno con le oli­gar­chie euro­pee, Washing­ton influi­sce non solo sulla poli­tica estera e mili­tare, ma sugli indi­rizzi poli­tici ed eco­no­mici della Ue.

Impos­si­bile pen­sare a una nuova Europa senza libe­rarsi dalla stretta sof­fo­cante della Nato.


Manlio Dinucci | ilmanifesto.info

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