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15 settembre 2015

Quello che ci dicono i greci, e quello che possiamo dire noi a loro

Quali lezioni si possono trarre dall'esperienza greca degli ultimi otto anni?* Sottopongo alla riflessione e al dibattito qualche (ipo)tesi che questa esperienza mi suggerisce:
1.    La zona euro è una gabbia di ferro. Non si democratizzano le gabbie. Si distruggono.

2.    Il potere è detenuto dalle grandi banche tedesche, francesi, inglesi e olandesi.

3.    Un governo nazionale da una maggioranza parlamentare non ha alcun margine di manovra, nessun potere reale. Può solo applicare le direttive di Bruxelles, Berlino e Francoforte (1).

4.    La sovranità nazionale oggi non ha più nessun senso. La sovranità popolare sì, ma a certe condizioni.
5.    L'unica alternativa a questo sistema deve essere costruita dal basso, erga omnes (per tutti) senza paraocchi e senza esclusive ideologiche.

6.    Questa alternativa dovrebbe mirare a soddisfare i bisogni fondamentali del popolo, per il solo scopo di una gestione corretta, cioè una autogestione, dei beni pubblici.

7.    Questa alternativa può e deve essere costruita hic et nunc (qui e ora), indipendentemente dalla politica di partito, dalle scadenze elettorali e dalle strutture istituite della democrazia rappresentativa.

8.    Solo un popolo che dispone della sovranità alimentare ed economicamente autonomo può voltare le spalle alle banche e al loro sistema, e dare un senso concreto al suo "NO".

9.    I greci non hanno scelta: se vogliono dare un senso al loro "NO", devono mettere in pratica un "SI". Sì per:
  • a) Un ritorno alla loro terra, coltivandola per avere qualcosa da mangiare: "La terra a coloro che la lavorano".
  • b) La creazione di valute proprie, sociali, locali, autogestite, non bancarie, il cui valore è indicizzato sul tempo di vita. 1 DD (δημοτικη δραχμή / dracma popolare) = 1 ora di vita 
  • c) La creazione di proprie fonti di energia, rinnovabile, gratuita, pulita. 
  • d) la creazione di strutture proprie di potere popolare (λαοκρατία / laokratia **) per la gestione dei beni comuni, del territorio e delle relazioni sociali. Una democrazia diretta, orizzontale, senza delega, senza burocrazia, con mandati elettivi sorteggiati e revocabili in qualsiasi momento.
È soltanto diventando una zona liberata in Europa, che la Grecia sarà in grado di dare un impulso continentale ad una logica di uscita dalla gabbia di ferro.

Né euro né dracma!

Laokratia!

Note
* A partire dal 6 dicembre 2008, data dell'assassinio di Alekos a Exarchia, che ha aperto un lungo ciclo di lotte, con alti e bassi.
** Laokratia: potere popolare, termine per le strutture messe in atto dalla Resistenza greca nelle zone liberate durante la "guerra civile" del 1945-1948.

N.d.T:
(1) Se un governo democraticamente eletto, non ha nessun potere reale, ma deve e può solo applicare le direttive di Bruxelles e proseguire gli impegni presi da un precedente governo oramai decaduto, non sarebbe più onesto da parte di Bruxelles vietare le elezioni nei paesi indebitati (che comunque hanno un costo)?

http://tlaxcala-int.org/upload/gal_11503.jpg
Foto agorapanos77

Fonte: http://tlaxcala-int.org/article.asp?reference=15900

Traduzione per TLAXCALA di Alba Canelli

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