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29 agosto 2015

Gli studi sul terrore per neutralizzare il dissenso

“Il Pentagono finanzia studi sul terrore per scovare le sacche di resistenza alla sua politica; gli individui vengono così identificati come sostenitori della violenza politica”. E’ provocatorio, come nel suo stile, Glen Ford, commentatore radiofonico americano e fondatore di Black Agenda Report.
“Fin dal 2008 le università americane hanno collaborato con il Pentagono per studiare le dinamiche dei movimenti sociali nel mondo” spiega Glen Ford, commentatore radiofonico americano, fondatore di Black Agenda Report  e autore di The Big Lie: An Analysis of U.S. Media Coverage of the Grenada Invasion. Gli ultimi avvenimenti, il quadro internazionale, le scelte politiche e militari degli anni recenti lo hanno spinto ad un’analisi provocatoria e molto dura.Che vi proponiamo.

24 agosto 2015

Quando il potere globale si mangia la politica

La Politica è ormai robetta locale, è il Potere ad essere divenuto globale. Con queste parole, il più grande sociologo vivente, Zygmunt Bauman, è solito sintetizzare il processo di spoliticizzazione dell’economia, a favore di un potere transnazionale che detiene tra le sue mani le sorti dell’intero pianeta e dei suoi abitanti.


Alle parole del grandissimo sociologo, aggiungerei che il Potere è sì globale nei suoi effetti, ma è sempre più concentrato nelle sue determinanti. Cioè,nelle mani che lo esercitano. La concentrazione del Potere, infatti, procede parallelamente a quella della ricchezza. E non è ormai più un mistero che l’attuale livello di iniquità distributive non abbia precedenti nell’intera storia del genere umano. Se cinquant’anni fa la ricchezza del più ricco 5% della popolazione umana era pari a 30 volte la ricchezza del 5% più povero, vent’anni fa lo era 60 volte e oggi lo è all’incirca 150 volte. Una recente analisi dell’Oxfam annuncia che il 2016 sarà finalmente l’anno in cui la ricchezza dell’1% più ricco del pianeta supererà quella della restante popolazione: un’ulteriore, amara legittimazione allo slogan internazionale del movimento Occupy “siamo il 99%”.

21 agosto 2015

Grecia: "Questo è l'opposto della solidarietà europea!"

La deputata tedesca Gesine Lötzsch del Partito "die Linke" al Bundestag nella seduta straordinaria del 19 agosto 2015 sul disastroso pacchetto di aiuti alla Grecia, prima del voto finale al 3° Memorandum. (113 No, 454 Si, 18 astenuti. 
Il Parlamento tedesco approva il pacchetto di aiuti alla Grecia!)

20 agosto 2015

Dietro la tragedia greca i segreti nascosti delle banche private

La Grecia si trova ad affrontare un problema enorme di debito pubblico e una crisi umanitaria senza precedenti. La situazione attuale è infinitamente peggiore di quella del 2010, quando la Troika - Fondo monetario internazionale, Commissione europea e Banca centrale europea - ha imposto il suo "piano di salvataggio" per il Paese, giustificato dalla necessità di sostenere la Grecia. In realtà, tale piano è stato un completo disastro per la Grecia, dal momento che il paese non ha ottenuto assolutamente alcun beneficio con i particolari accordi sul debito implementati da allora.
Di Maria Lucia Fattorelli
Auditoria Cidada
Ciò che quasi nessuno dice è che un altro piano di salvataggio, di successo, è stato effettivamente attuato in quello stesso momento, nel 2010, non per salvare la Grecia, ma le banche private. Dietro la crisi greca c'è un enorme ed illegale piano di salvataggio delle banche private. E il modo in cui tale piano è in atto è un enorme rischio per tutta l'Europa.

18 agosto 2015

Wikileaks: 100.000 € per i segreti nascosti del TTIP

Il Parlamento europeo l'ha approvato, senza che se ne conosca il contenuto. Si tratta di un trattato di libero scambio che non è del tutto un trattato di libero scambio. Ed è estrememente controverso, perché insieme agli altri trattati internazionali Tisa e TPP, è stato pensato dagli Stati Uniti per rafforzare il loro predominio, indebolendo al contempo l'influenza dei paesi emergenti.

Il TTIP viene criticato da molte organizzazioni non governative, perché secondo loro finirà per favorire le multinazionali in un mondo sempre più globalizzato, penalizzando invece i singoli consumatori e governi locali.

17 agosto 2015

amerika21: impegno giornalistico autentico per l'America Latina

Harald Neuber scrive per amerika21, il portale tedesco di informazione sull’America Latina  
Milena Rampoldi: Che importanza riveste oggi in Europa un giornalismo professionale sull’America Latina nel mondo tedesco?

Harald Neuber: L’America Latina nel mondo della stampa tedesca degli ultimi decenni ha percorso diverse fasi. A partire dagli anni 1950 i paesi dell’America Latina erano soprattutto partner commerciali. Seguirono poi i grandi conflitti politici e l’epoca sanguinosa delle dittature. Allora l’interesse crebbe visto che si formava un movimento di solidarietà con i movimenti di resistenza e visto che delle imprese della Germania occidentale e lo stesso Governo della Germania occidentale di allora erano coinvolti nelle violazioni dei diritti umani. In seguito l’America Latina scomparve dai media per poi riottenere una certa importanza alla fine degli anni ’90 con l’ascesa dei governi progressisti di sinistra. Come si è avuto questo cambiamento? In particolare nel caso del Venezuela si può dimostrare come molti aspetti non furono semplicemente riportati o riportati in modo errato. Basti pensare all’origine del Movimento della Quinta Repubblica…

16 agosto 2015

Atene e Caracas promuovono lo slancio delle relazioni bilaterali

Caracas, 1 Agosto 2015 (MPPRE) .- Come parte delle alleanze che hanno sviluppato la Repubblica Bolivariana del Venezuela e la Repubblica ellenica, ha avuto luogo la firma di un Memorandum d'Intesa tra i due Paesi sulla cooperazione energetica.
La firma di questo accordo è stata attuata dal vice ministro degli Idrocarburi del Venezuela, Ing. Angel Eduardo Gonzalez Saltron, e dal segretario generale delle Relazioni Economiche e della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri della Grecia, Giorgos Tsipras. La cerimonia si è svolta presso la Casa Gialla "Antonio José de Sucre", sede del Ministero degli Esteri del Venezuela e vi ha partecipato il Vice Ministro per l'Europa, Calixto Ortega ed altri rappresentanti diplomatici dei due Paesi.

14 agosto 2015

La realtà e i sogni

“Scrivere è un modo di essere utile se si considera che la nostra umanità rassegnata deve essere educata di più ed in maniera migliore davanti all’incredibile ignoranza che c’avvolge tutti, ad eccezione dei ricercatori che cercano nelle scienze una risposta soddisfacente. È una parola che implica in poche lettere il suo contenuto infinito.
Fidel Castro Ruiz
Granma   
Tutti nella nostra gioventù abbiamo sentito parlare di Einstein qualche volta e, specialmente, dopo l’esplosione delle bombe atomiche a Hiroshima e Nagasaki che ha terminato la guerra crudele scatenata tra Giappone e gli Stati Uniti. Quando quelle bombe furono lanciate, dopo la dichiarazione di guerra degli Stati Uniti al Giappone per l’attacco alla base militare di Pearl Harbor, l’impero giapponese era già vinto. Gli Stati Uniti, il paese il cui territorio ed industrie rimasero fuori dalla guerra, è diventato il paese più ricco e meglio armato della Terra, di fronte ad un mondo rovinato, strapieno di morti, feriti ed affamati.

13 agosto 2015

Tutti gli Israeliani sono colpevoli di aver dato fuoco a una famiglia palestinese

Il j'accuse contro la società israeliana di uno dei pochi intellettuali critici che vi abitano, arrivato dopo la morte di un bambino di un anno e mezzo arso vivo da un commando di coloni che ha dato fuoco alla sua casa.
Funerale del piccolo Ali Dawabsheh
Gli israeliani accoltellano gay e bruciano bambini. Non vi è un briciolo di calunnia, il minimo grado di esagerazione, in questa secca descrizione. 

Vero, queste sono le azioni di pochi. Vero, anche, che il loro numero sta crescendo. E' vero che tutti loro - tutti gli assassini, tutti coloro che danno fuoco, che accoltellano, che sradicano alberi - fanno parte dello stesso gruppo politico. Ma chi è all'opposizione condivide la responsabilità.
Tutti coloro che hanno pensato che sarebbe stato possibile sostenere isole di democraticità nel mare del fascismo israeliano sono stati messi in imbarazzo questo fine settimana, una volta e per tutte.

12 agosto 2015

La guerra infinita nel nuovo film di Michael Moore

Ci lavorava in gran segreto dal 2009, ma nei giorni scorsi ha rivelato il suo progetto e lo ha annunciato pubblicamente: Michael Moore sta per uscire con il suo nuovo film, “Where to invade next”. Avete indovinato di cosa parlerà? Di come il governo degli Stati Uniti mantiene questo stato di guerra infinita.
Sui social network lo ha definito lui stesso “un film epico”: è con “Where to invade next” che il regista americano Michael Moore torna sul grande schermo dopo gli Oscar già vinti con i suoi documentari al vetriolo. Dopo avere pubblicamente criticato le strategie di controllo di massa degli Usa e dopo avere definito Edward Snowden“eroe dell’anno”, Moore si appresta a proporre un lavoro (la prima mondiale sarà al Toronto Film Festival a settembre) girato in tre continenti che punta a raccontare di come «l’obiettivo degli Stati Uniti sia la guerra infinita, cosa che mi preoccupa da tempo e che mi ha indotto a tirare fuori la satira che serviva per questo film». «C’è questa sorta di bisogno costante di avere un nemico – ha spiegato Moore – c’è bisogno di individuare quale sarà il prossimo nemico, in modo da mantenere e alimentare il grande sistema e business dell’industria bellica, garantendo gli affari di chi fa soldi con questo business.

11 agosto 2015

Le zucche, le api e la nostra borsa della spesa

In questi giorni sono fiorite le piante di zucca, il profumo si sente da lontano. Ne seminiamo e piantiamo sempre tante, perché le zucche si conservano tutto l’inverno e sono una risorsa preziosa quando nell’orto rimangono solo cavoli. Così ora c’è questa grande parcella fiorita e rumorosa, anche il ronzio si sente da lontano: in ogni fiore aperto si affollano le api bottinatrici, e poi bombi di tutti i tipi. Ci sono interi alveari, si direbbe, che vanno e vengono dalle nostre zucche.
Anche a noi, come a tutti, piacciono i fiori di zucca fritti o in frittata o nelle crêpes… Ciononostante, ogni mattina mi limito a raccogliere quelli che stanno sfiorendo e che perciò si sono già richiusi. Lascio gli altri alle api. Perché? Non solo perché ci sono ben pochi fiori ormai, in questa stagione, nelle campagne riarse dal riscaldamento globale, ma anche perché questi fiori sono lontani dalle vigne.
Da anni ogni primavera, quando cominciamo a tenere le finestre aperte, api confuse e stordite vengono a ronzare in casa, si aggirano senza scopo nelle stanze, finiscono per accasciarsi moribonde sul pavimento. Ogni mattina ne troviamo qualcuna morta e rattrappita.
Ogni settimana sentiamo il rombo dei trattori che spargono veleni sulle vigne del Chianti.

10 agosto 2015

Infanzia rubata: una storia palestinese

Il mondo è clamorosamente indifferente alle sofferenze dei Palestinesi.
Ismail, Zakaria, Ahed, Mohamed , questi quattro nomi sono ben noti e incisi nella coscienza di ogni palestinese.
Sono i bambini della famiglia Bakr  – tutti tra i nove e gli undici anni.
La loro storia non è stata diffusa dai media occidentali . La loro perdita non è stata umanizzata e non sono stati effettuati colloqui con i loro cari. nelle TV mondiali. Così nessuno conosce le loro gioie, i loro sogni, o le loro aspirazioni.
Un anno fa, un 16enne palestinese, Mohammed Abu Khdeir, è stato bruciato vivo da aggressori israeliani a Gerusalemme . Si trovò un biglietto vicino al suo corpo con la scritta in ebraico : “uccisione per vendetta”! .
Venerdì scorso, in un incendio doloso, appiccato da coloni israeliani,  ad una casa nel villaggio di  Duma, un bambino, di 18 mesi, Ali Saad Dawabsheh, muore bruciato vivo. Ciò riporta la mente alla morte di Abu Khdeir, dell’anno scorso alla vigilia dell’operazione “Margine Protettivo” .

L'intellettuale "deve" lanciare pietre!

Una foto. Tre uomini lanciano pietre. Al centro compare un uomo anziano, è di circa  50 anni, indossa occhiali da sole e un cappello. Una foto. Un uomo anziano lancia un sasso contro un avversario che non appare nell'immagine. La Palestina. L'intifada. L'intellettuale e critico Edward Said è tra la folla che lancia pietre contro l'esercito israeliano. Una foto, Una pietra. Un intellettuale.

Per un gran numero di casi, il significato di una parola è il suo uso nel linguaggio; oggi si chiama "intellettuale" colui che si dedica alla coltivazione delle scienze e delle arti. Che uso confortante nascosto in un'origine meno lusinghiera: la parola "intellettuale" nacque come un insulto. Nel 1894 il militare francese Alfred Dreyfus fu processato per spionaggio e poi incarcerato nella prigione sull'Isola del Diavolo; i suoi sostenitori hanno affermato che le accuse erano false e che il vero sfondo della persecuzione è stato l'antisemitismo dei settori più conservatori che non potevano sopportare di vedere un ebreo come alto ufficiale. Fu in questo contesto che Emile Zola, il più memorabile difensore di Dreyfus, pubblicò il suo famoso J'accuse (Io accuso), ed è stato anche quando gli anti-dreyfusiani lanciarono il loro arsenale contro gli intellettuali. Furono  gli antisemiti, i sostenitori dell'ordine, i difensori di una detenzione arbitraria, che hanno coniato l'insulto; quelli che "pensavano che stavano difendendo dal nichilismo una società organica, armoniosa e ordinata, e utilizzavano questa parola nei confronti di chi consideravano malato, introspettivo, sleale e disturbato", come scrisse magistralmente Christopher Hitchens.

9 agosto 2015

1964: Aldo Moro doveva morire

Un piano segreto per uccidere l'artefice del centrosinistra. Lo aveva scoperto Mino Pecorelli. «L'Europeo» riapre un caso clamoroso
Aldo Moro è sopravvissuto fino a quel 9 maggio 1978, quando le Brigate Rosse decisero la sua esecuzione. Sì, sopravvissuto: perché Moro doveva morire 14 anni prima, nel 1964, in pieno centrosinistra nascente, per mano di un ufficiale dei paracadutisti, il tenente colonnello Roberto Podestà. È stato Mino Pecorelli a rivelare questo piano per rapire e ammazzare il leader DC. Già, ancora Mino Pecorelli: giornalista legato a doppio filo ai servizi segreti più deviati, iscritto alla loggia P2 di Licio Gelli, sospettato di ricatti, ucciso con quattro pallottole in bocca e una al cuore nel 1979. (…) Perché tanto silenzio intorno a quel giornale? 

Il piano del 1964 per eliminare Moro fu rivelato da Pecorelli il 19 novembre 1967. Ma nessuno, dei pochi che lesserò il suo articolo (non firmato) su Il Nuovo Mondo d'Oggi, ne parlò e neppure smentì. Quell'articolo fu ignorato completamente e forse deliberatamente anche quando, 11 anni dopo, Moro fu rapito e ucciso. La denuncia di Pecorelli nel 1967 era clamorosa, perché si riferiva a un episodio cruciale di uno degli anni più torbidi della storia della Repubblica: durò 204 giorni, dal 5 dicembre 1963 al 26 giugno 1964, il primo governo con ministri socialisti. Presidente del Consiglio Aldo Moro, vicepresidente Pietro Nenni, Giuseppe Saragat agli Esteri, Giulio Andreotti alla Difesa e Paolo Emilio Taviani agli Interni. 

8 agosto 2015

Colombia: il prof. Miguel Ángel Beltrán Villegas arrestato di nuovo

In Colombia continuano gli arresti di leader e militanti dei movimenti sociali. Questa volta è stato il turno dell'insegnante Miguel Ángel Beltrán Villegas di essere arrestato dalle autorità colombiane mentre faceva la spesa.
Il professor Miguel Ángel Beltrán Villegas è stato arrestato dalla polizia nazionale a Bogotà il 31 luglio alle ore 11:30.
Beltrán ha ribadito a più riprese che è stato perseguitato dalle autorità giudiziarie per le sue idee, il suo atteggiamento critico e le sue ricerche sul conflitto colombiano.

7 agosto 2015

Aziz Salmone Fall: “La gioventù africana deve lottare contro il neocolonialismo intellettuale„

Aziz Salmone Fall
Coordinatore della campagna internazionale Giustizia per Thomas Sankara (Cijs), membro influente del Gruppo di Ricerca e Iniziative per la Liberazione dell'Africa (GRILA), Aziz Salmone Fall è di tutti i combattimenti che riguardano l'autonomia del continente ed il miglioramento delle condizioni di vita dei suoi abitanti. In quest'intervista esclusiva accordata al Journal de l’Afrique, l'autore del film documentario “Africom go home"condanna la presenza delle basi militari straniere in Africa, fornisce precisazioni sull'evoluzione del dossier Sankara al Burkina Faso, ecc. invita le giovani generazioni africane a restare vigili e soprattutto organizzarsi per essere all'avanguardia nella liberazione in corso.

Può fare una breve presentazione del Gruppo di Ricerca e Iniziative per la Liberazione dell'Africa (GRILA) di cui è il presidente?

Grazie del vostro invito. Non c'è mai stato un presidente al GRILA durante questi 30 anni. Funzioniamo senza gerarchia e trasversalmente da parte di collettivi. Sono dunque soltanto un membro del collettivo contro l'impunità dove ho l'onore di coordinare da 20 anni la campagna internazionale Giustizia per Sankara, un gruppo di avvocati e di militanti. Il GRILA è un organismo autonomo e senza scopo di lucro che funziona grazie al contributo materiale ed intellettuale delle sue sezioni composte da membri e simpatizzanti. Nella sua visione di un mondo universalista, tenta di contribuire all'emergenza e al consolidamento dello sviluppo in Africa e alla solidarietà internazionale che richiede.

5 agosto 2015

Nelle strade di Atene con Frantz Fanon

E’ necessario ricordare dalla Grecia il 90° anniversario della nascita di Frantz Fanon. Il caso ha voluto che mi trovassi in questo paese in questa data e in queste circostanze. In questo paese dove, freddamente, si sta conducendo la società verso la miseria, il punto di vista di Fanon sui movimenti del mondo viene verificato implacabilmente.

Ai piedi del Partenone, questa Europa che si riveste di umanismo e dell’illuminismo che avrebbe inventato per dare luce al mondo, si rivela come la vide clinicamente Frantz Fanon nella sua brillante conclusione di I dannati della terra. Un’Europa il cui cuore è a Francoforte e la cui intera anima nel mercato bancario globalizzato. 
Questa Europa che noi, quelli dei luoghi convenientemente chiamati allora Terzo Mondo, ritroviamo ancor oggi nei circoli infernali dei negoziatori del debito dei clubs di Londra e Parigi, di fronte ai criminali funzionari dei ministeri dell’Economia neocoloniali e ai loro volubili banchieri centrali o d’affari, e nelle “assemblee generali” degli eleganti truffatori  del FMI e della Banca Mondiale.

Il nemico non riposa mai...

- Era buona la Grecia
- Cos'altro c'è nel menu?
- Vediamo...

4 agosto 2015

No alla criminalizzazione della politica! Non toccate Yanis Varoufakis! Firma l'appello

Nei giorni scorsi, spaventati e indignati osservavamo nel cuore della società greca, un processo di intensa demonizzazione dei "difensori della soluzione alternativa", che hanno denigrato e chiamato "difensori della dracma". Secondo le reti televisive, chi difende una soluzione al di fuori dall'euro dovrebbe essere trattato come membro di un'organizzazione criminale o come chi ha commesso un reato punito dalla legge.
La libertà di espressione e di opinione, incluso l'esercizio della politica del governo al di fuori dei confini dell'euro, sono presentati quasi come alto tradimento, quando è l'esatto contrario di ciò che sta accadendo nella realtà: il Paese è schiacciato e umiliato, proprio in nome del dogma che deve rimanere dentro l'euro.

€uro-Rovina...

- Evvai, un euro!
- Manolito! Ti ho detto che non devi toccare le rovine!

3 agosto 2015

Grecia, Germania, Europa: Per farla finita con il "Quarto Reich"

Prima di tutto lasciatemi dire che io qui non ho la pretesa di obiettività, né tanto meno di lucidità assoluta. La Germania, da un lato, la situazione in cui si trova l'Europa e quindi il mio paese - la Francia - mi toccano in modo estremamente doloroso.
Vorrei semplicemente dire che non condivido pienamente tutte le analisi che sono state fatte della situazione attuale dopo lo spregevole trattamento inflitto alla Grecia.
Infatti mi sembra che tutti tralasciano due parametri di grande importanza.
Il primo, che riguarda solo la Germania, mi sembra che rappresenti una certa ignoranza della sua storia. La Germania fu unificata molto tardi, è stato detto. Quello che non si dice, o molto meno, è che il Primo Reich esisteva: era il Sacro Romano Impero germanico, e la sua sede non è stata sempre a Vienna.

Decine di migliaia di mosche dell’olivo geneticamente modificate saranno rilasciate nell’ambiente

La società inglese Oxitec sta pianificando il rilascio nell’ambiente di cinquemila esemplari alla settimana di mosche dell’olivo geneticamente modificate: il rilascio avverrà in Spagna, per la precisione in Catalogna, vicino a Tarragona (ma ricordate che gli insetti non hanno barriere, volano ovunque).
Questi insetti, secondo la denuncia dell’associazione TestBiotech, sono manipolati in modo che i discendenti femmine muoiano non appena spuntate le larve nelle olive, mentre la generazione successiva di maschi è programmata per sopravvivere. L’esperimento durerà un anno e coprirà un’area di mille metri quadrati, l'obiettivo dichiarato è quello di ridurre la popolazione di questo parassita. Naturalmente, come detto, gli insetti possono diffondersi al di là di ogni controllo e potranno facilmente arrivare nell’area vasta del Mediterraneo, per esempio in Francia, Grecia, Italia, Portogallo e nel resto della Spagna. Alcuni paesi hanno chiesto che venga vietato l’esperimento. 

2 agosto 2015

Per Vatoufakis

La minaccia d'accusa per alto tradimento che ora pesa ormai su Yanis Varoufakis ha qualcosa di assurdo, ma anche di terribilmente rivelatore. [1] Ha evidenziato in maniera cruda il fatto che la zona Euro è ormai diventata un mostro, o meglio un tiranno che è stato esentato da ogni regola.

Yanis Varoufakis, come ministro delle Finanze, ha preso la decisione di far penetrare illegalmente il sistema informatico delle autorità fiscali greche. Ci si è resi conto di questo "piano B" in questo libretto [2], ed è quello che gli rimproverano. Ma ha preso la sua decisione in accordo con il primo ministro, Alexis Tsipras. Ha preso questa decisione riguardante il sistema informatico delle autorità fiscali greche perché quest'ultimo era in realtà sotto il controllo degli uomini della "Troika ", vale a dire il Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea e la Commissione europea.
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Rinviare la ristrutturazione del debito greco è deleterio

Il senso della ristrutturazione del debito è ridurre il volume dei nuovi prestiti necessari per salvare un’entità insolvente. I creditori offrono la possibilità di alleggerire il debito per avere indietro più valore e concedere meno finanziamenti possibili all’entità in questione. 
I creditori della Grecia sembrano incapaci di comprendere questo semplice principio finanziario. Riguardo al debito greco, negli ultimi cinque anni è emerso un chiaro modello che a tutt’oggi resta inalterato. 
Nel 2010, l’Europa e il Fondo monetario internazionale concessero all’insolvente stato greco prestiti per un valore pari al 44% del Pil del paese. Il solo accenno a una ristrutturazione del debito appariva come inammissibile ed era un pretesto per ridicolizzare quelli di noi che osavano suggerirne l’inevitabilità. 
Nel 2012, essendo il rapporto debito-Pil schizzato alle stelle, i creditori privati della Grecia subirono un “haircut”, ovvero un taglio nominale del debito, addirittura del 34%. Allo stesso tempo, però, nuovi prestiti pari al 63% del Pil andarono a sommarsi al debito nazionale greco. Alcuni mesi più tardi, a novembre, l’Eurogruppo (che raduna i ministri delle finanze dei paesi dell’Eurozona) indicò che l’alleggerimento del debito sarebbe stato attuato entro dicembre 2014, una volta che il programma del 2012 si fosse concluso “con successo” e il bilancio del governo greco avesse raggiunto un avanzo primario (che esclude il pagamento degli interessi). 

1 agosto 2015

FMI contro U€: Il debito greco va tagliato!

L'avevano già detto e ora rincarano la dose. Al fondo monetario non piace la dottrina tedesca e ci si sfila dalle clausole vessatorie imposte ad Atene.
Attenzione all'FMI!
So che molti, a leggere la sigla del Fondo Monetario Internazionale, vengono presi dall'orticaria, ma invito a fare uno sforzo: la realtà è più multiforme e complessa. L'FMI è un fondo a cui partecipano 186 Paesi del mondo (su 200): fino ad oggi, è stato certo una longa manus degli USA e di un certo tipo di interesse occidentale. Eppure, dalla settimana precedente il referendum greco, in maniera clamorosa sebbene ignorata da gran parte dei grandi organi di informazione, l'FMI è entrato in rotta di collisione con l'Unione Europea. La ragione di questo scontro inatteso deriva dal ribilanciamento dei pesi interni al fondo, cosa che ha a che fare con la nuova banca BRICS e con gli equilibri geopolitico-economici su scala globale.
Lunedì l'FMI - o qualcun altro - ha fatto avere un rapporto riservato a Reuters, un testo inviato a tutti i membri dell'Eurogruppo e compilato dopo aver letto la fatidica bozza di "accordo" da prescrivere ai greci. Il rapporto ripete ciò che aveva già detto il giovedì prima del referendum suscitando il gaudium magnum di Yanis Varoufakis.