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2 luglio 2015

Giorgio Napolitano: piccola nota sull'indecenza

Il 17 giugno l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto dalle mani grondanti sangue di Henri Kissinger il premio a lui intitolato, quale riconoscimento diplomatico per le sue alte doti di europeo convinto. La carriera politica di Napolitano è andata dipanandosi dall'appartenenza al PCI, ala destra, migliorista, sino all'invenzione di teoremi governativi perniciosissimi per l'Italia. Gli ultimi governi Monti, Letta (questo andrebbe messo tra parentesi, stando la sua mitezza personale di decisa lontananza dal precedente, appunto Monti e dal successivo) e Renzi  sono opera usa. E specialmente quest'ultimo, in carica, il Renzi primo, si sta rivelando come un governo di destra decisa. Peggio di Berlusconi, ancora più a destra del suo ultimo  governo - basti osservare la controriforma della scuola pubblica, neppure il Cavaliere aveva osato tanto - Renzi si configura come messa in pratica della visione di indecenza del suo mentore Napolitano.

E' risaputo che Kissinger lo aveva già apostrofato alcuni anni fa, nel 2001, in settembre a Cernobbio, l'annuale incontro tra i pescecani dell'economia e della politica internazionale, organizzato dallo studio Ambrosetti, studio di consulenza del mondo capitalistico, con sede a Milano, in questo modo: Napolitano invitato incontra Kissinger che nel 1975 gli aveva negato il visto per gli USA; questa volta l'aria è festosa…da vecchi amici e l'ex segretario di stato lo saluta così: "My favourite communist", ossia "il mio comunista preferito" Napolitano lo corregge ridendo: "il mio ex comunista preferito" ……in seguito lo riceverà nel nostro paese da presidente della Camera e da ministro degli Interni! (dalla stampa di quel periodo e successiva). Lo studio Ambrosetti scrive nella sua presentazione in rete:  Senza imprenditori non c'è crescita. Senza crescita non c'è occupazione e senza lavoro non c'è futuro. L'imprenditorialità, di qualunque tipo e ad ogni livello, rappresenta il più potente propulsore della crescita economica."

Ognuno è libero di fare la sua scelta di campo ma almeno un po' di decenza dovrebbe restare anche a chi fa il salto della quaglia ideologica.

Il golpe in Cile di Pinochet fu possibile proprio grazie agli Usa ed a Kissinger, allora l'ispiratore della politica estera USA. Tralasciando altri e importanti ruoli in altri scenari - l'estremo Oriente ad esempio - basterebbe l'orrenda carneficina cilena, supportata dagli USA, ad imporre a se stessi a stare lontani da simili personaggi. Tutti possiamo cambiare idea nel corso della nostra vita su tematiche differenti, ma la decenza dovrebbe sempre guidarci. Insomma si può essere capitalisti e/o difensori della sua forma economia pur mantenendo un minimo di moralità. Altrimenti va sempre tutto bene basta che vinca, che abbia successo.

Kissinger ha avuto ed ha successo - è ancora vivo a 92 anni. L'accettazione del premio da parte di Napolitano, bel convinto, deve fare riflettere tutti coloro che non osano criticare le scelte delle nostre autorità più elevate, perché pare proprio che il ruolo salvi l'anima. Ma anche guardando a Giambattista Vico, grande filosofo della storia, vissuto tra il 1600 ed il 1700, dobbiamo sempre pensare che l'autorità deve essere piena di autorevolezza, altrimenti "nasce dal capriccio" è non ha nessuna possibilità di svolgere a pieno il suo ruolo. Insomma non basta avere un titolo di governo o di  potere, bisogna meritarselo ogni giorno.

Ma da Napolitano oramai non ci possiamo aspettare che altre e più rovinose cadute nel baratro dell'indecenza.


Di Tiziano Tussi
Resistenze.org

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