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19 giugno 2015

Dal 1967 le forze di Occupazione hanno arrestato 95 mila bambini

Un’organizzazione internazionale per la tutela dei Diritti dell’Infanzia ha accusato le forze di occupazione israeliane di aver abusato dei bambini palestinesi “in maniera sistematica”. A Ramallah, l’Organizzazione “Military Court Watch” che monitora il trattamento dei bambini presso i tribunali militari israeliani, ha dichiarato che dall’occupazione israeliana della Cisgiordania nell’anno 1967 le forze israeliane hanno arrestato circa novantacinquemila bambini.
L’Organizzazione ha esposto la questione in un rapporto consegnato mercoledì 10 giugno al relatore speciale ONU per le condotte disumane e degradanti, la tortura e le pene. Il rapporto si compone di più di trecento pagine elencanti prove del trattamento dei bambini durante il fermo militare israeliano. Include inoltre prove riguardo la condizione dei duecento minori arrestati dall’esercito israeliano in Cisgiordania nel periodo tra gennaio 2013 e maggio 2015.

Nel rapporto sono documentate le testimonianze di 187 bambini palestinesi che hanno raccontato all’Organizzazione di aver trascorso le prime ventiquattro ore dopo l’arresto con le mani legate. Similmente, 165 bambini hanno raccontato di aver trascorso le stesse ore con gli occhi bendati mentre altri 124 hanno subito abusi fisici.
Nel rapporto si legge anche che negli interrogatori, talvolta, si ricorre all’uso metodi violenti, come le minacce di percosse e di stupro, la detenzione in isolamento e la tortura con l’impiego dell’elettricità e del fuoco.
Secondo il rapporto, solo otto bambini hanno avuto la fortuna di essere raggiunti da un avvocato prima di essere sottoposti agli interrogatori, altri sette invece sono stati accompagnati dai genitori.
Il documento ha rivelato che la maggioranza dei minori sono stati arrestati mentre si trovavano nei pressi degli insediamenti israeliani e su strade frequentate dai coloni israeliani, particolarmente suscettibili al lancio di pietre da parte dei bambini.
Il rapporto conclude che, per consentire a trecentosettantamila cittadini israeliani di vivere in Cisgiordania in violazione delle leggi internazionali, l’esercito di occupazione non può fare a meno di ricorrere a questa strategia di totale intimidazione e di castigo collettivo dei palestinesi.
L’Organizzazione internazionale preme per la verifica delle prove a sostegno del fatto che il maltrattamento dei bambini che entrano in contatto con il sistema di detenzione militare sia ancora un pratica ampiamente diffusa, programmatica ed istituzionalizzata.
Ha inoltre insistito sull’esistenza di una relazione causale tra la politica ininterrotta con cui i governi israeliani trasferiscono fette della propria popolazione civile nelle terre occupate e l’arresto dei minori palestinesi.
Traduzione di Alessandro D’Accordi
© Agenzia stampa Infopal
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