30 giugno 2015

Galloni demolisce Renzi: ripresa inesistente e impossibile!

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29 giugno 2015

Charleston: c’era una esercitazione simulante il massacro

A Charleston, South Carolina, il 21 enne Dylan Roof è entrato nella chiesa negra ed ha sparato all’impazzata, uccidendo nove presenti, fra cui il senatore democratico Clementa Pinckney, 41 anni, padre di due figli. Era il 17 giugno.

Quello stesso era in corso a Charleston un’esercitazione federale che prevedeva esattamente un eccidio: i poliziotti partecipanti dovevano prepararsi nel caso di Active Shooter. Si tratta di una definizione inventata dal Department of Homeland Security, che designa uno scenario di una strage di massa rapida e imprevedibile, dove alla fine l’uccisore si toglie la vita. Come potete vedere, di esercitazioni del genere, in Usa, se ne tengono di continuo.

26 giugno 2015

Trattativa, l’ex capo dei Servizi Fulci: “la Falange chiamava dalle sedi Sismi, alcuni 007 usavano esplosivi”

La rivelazione al processo Trattativa dell'ambasciatore, ai vertici del Cesis tra il 1991 e il 1993 sulla sigla oscura che rivendicava omicidi e stragi nei primi anni '90. "Un analista del Sisde mi portò la mappa dei luoghi da dove partivano le chiamate e quella delle sedi periferiche del Sismi: coincidevano perfettamente". Poi aggiunge: ""All’interno dei servizi c’è una cellula che si chiama Ossi, esperta nel piazzare polveri, fare attentati"
Quindici agenti segreti super addestrati sospettati di essere collegati con le bombe del 1993, e le telefonate della Falange Armata che partivano dalle sedi coperte del Sismi. È un racconto che arriva dal passato l’ultimo tassello inedito sulla Falange Armata, l’oscura sigla criminale che nei primi anni Novanta rivendicava ogni singolo fatto di sangue andato in onda nel Paese: dai delitti della banda della Uno bianca alle stragi mafiose del 1992 e 1993. Un mistero mai risolto quello dei telefonisti del terrore che chiamavano i centralini dell’agenzia Ansa per firmare eccidi e stragi con cui nulla avevano probabilmente a che fare. Adesso però, a più di vent’anni di distanza, emerge un particolare nuovo: quelle chiamate sarebbero state fatte dalle stessa zone in cui all’epoca il Sismi aveva localizzato le sue basi periferiche. A raccontarlo è l’ambasciatore Francesco Paolo Fulci, punta di diamante della diplomazia italiana negli anni ’80, al vertice del Cesis (Comitato esecutivo per i servizi di informazione e sicurezza) tra il 1991 e il 1993, oggi presidente della Ferrero.

In Italia la scuola dei Predatori

Una set­ti­mana fa, al Salone aero­spa­ziale di Le Bour­get a Parigi, la Dire­zione arma­menti aero­nau­tici del Mini­stero Difesa ha fir­mato un con­tratto con la cana­dese Cae per la rea­liz­za­zione ad Amen­dola (Fog­gia) della prima scuola di volo euro­pea di droni mili­tari Pre­da­tor (Pre­da­tori) della sta­tu­ni­tense Gene­ral Ato­mics. Un pre­ce­dente con­tratto pre­ve­deva la for­ni­tura di un simu­la­tore di volo solo per il modello MQ-1 Pre­da­tor, men­tre il nuovo per­mette di adde­strare i tele­pi­loti anche per il Pre­da­tor B/MQ-9 Rea­per, ambe­due in dota­zione all’aeronautica italiana.
Si avvera così il sogno di Roberta Pinotti che aveva annun­ciato il pro­getto al «Con­ve­gno sul futuro del domi­nio aero­spa­ziale nazio­nale ed euro­peo» (Firenze, 24 otto­bre 2014). Pro­getto soste­nuto dal Pen­ta­gono, nelle cui scuole si sono adde­strati finora i tele­pi­loti euro­pei dei Pre­da­tori: poi­ché deve oggi for­mare più tele­pi­loti di droni che piloti di cac­cia­bom­bar­dieri, il Pen­ta­gono ha biso­gno di altri cen­tri di adde­stra­mento in ambito Nato.
L’aeronautica ita­liana e quelle di altri paesi Ue appar­te­nenti alla Nato dispor­ranno quindi, entro il 2016, della scuola di Amendola.
Qui i tele­pi­loti euro­pei saranno adde­strati a mis­sioni sia di rico­gni­zione e indi­vi­dua­zione obiet­tivi, tipo quelle effet­tuate finora dai Pre­da­tori usati dall’aeronautica ita­liana, sia di attacco con gli MQ-9 Rea­per, tipo quelle effet­tuate dal Pen­ta­gono e dalla Cia in Afgha­ni­stan, Paki­stan, Iraq, Yemen, Soma­lia e altri paesi.
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25 giugno 2015

Le grandi multinazionali evadono il fisco

“L’abuso del sistema fiscale da parte di imprese multinazionali aumenta il peso fiscale sugli altri contribuenti e sottrae ai paesi in via di sviluppo risorse importanti, necessarie per combattere la povertà e finanziare i servizi pubblici”. E’ quanto dichiara in un documento ufficiale l’Independent Commission for the Reform of International Corporate Taxation (ICRICT), invocando gli Stati a superare l’attuale e desueto sistema tributario internazionale delle imprese.
In occasione del Festival dell’Economia che si è da poco concluso a Trento, eminenti economisti e ministri delle Finanze da tutto il mondo hanno presentato una dichiarazione globale per chiedere a gran voce la riforma della tassazione internazionale delle imprese. 

I rappresentanti di questo organismo chiamato ICRICT(The Independent Commission for the Reform of International Corporate Taxation) si sono riuniti per invocare un’indispensabile riforma dell’oramai desueto sistema tributario internazionale delle imprese e chiedere agli Stati di apportare ampie e significative modifiche alle norme attuali. 

24 giugno 2015

La proposta del Bilderberg 2015 per una società senza contanti

Uno dei maggiori temi nel meeting del gruppo Bilderberg, che si è tenuto la scorsa settimana a Telfs-Buchen in Austria, è stata l'idea di promuovere una società senza contanti. Sembra che i governi in Africa pensino, che una società senza contante sia una buona idea. Queste le buone notizie per la elite del Bilderberg, per il resto di noi, sono invece decisamente cattive notizie.
La sede ugandese del The Indipendent, ha riportato che John Karamuka, capo dei sistemi di pagamento alla National Bank del Ruanda, è ottimista nel creare un sistema di pagamento senza contanti per i normali cittadini del Ruanda. 
Secondo l'articolo, Mr. Karamuka ha dichiarato nella presentazione del sistema di pagamento senza contanti della Airtel, che “resta da fare molto lavoro per costruire un sistema di pagamento senza contanti che sia solido nel paese
“È una buona cosa il progresso verso la creazione di un'economia senza contanti, ma è ancora lontano dalla visione del paese”

23 giugno 2015

Che cosa s’intende per riforma? Lo strano caso della Grecia e dell’Europa

Mentre tornavamo da Berlino, martedì, il ministro greco delle finanze Yanis Varoufakis mi ha osservato che l’attuale uso del termine “riforma” ha le sue origini nel medio periodo dell’Unione Sovietica, in particolare sotto Kruscev, quando accademici modernizzatori cercarono di introdurre elementi di decentramento e di mercato in un sistema di pianificazione sclerotico. In quegli anni, in cui la lotta negli Stati Uniti era per i diritti e alcuni giovani europei sognavano ancora la rivoluzione, il temine “riforma” non era molto utilizzato in occidente. Oggi, in una strana svolta di convergenza, è diventato la parola d’ordine della classe dominante.
Il termine, riforma, è oggi diventato centrale nel tiro alla fune tra la Grecia e i suoi creditori. Un nuovo sollievo dal debito potrebbe essere possibile, ma solo se i greci acconsentiranno a “riforme”. Ma a quali riforme e a qual fine? La stampa ha fatto circolare il termine, riforma, nel contesto greco come se ci fosse un vasto accordo sul suo significato.
Le specifiche riforme pretese dai creditori della Grecia oggi sono una miscela speciale. Mirano a ridurre lo stato; in questo senso sono “orientate al mercato”. Tuttavia sono la costa più lontana dalla promozione del decentramento e della diversità. Al contrario, operano per distruggere le istituzioni locali e per imporre un unico modello di politica in tutta Europa, con la Grecia non come fanalino di coda, bensì all’avanguardia. In quest’altro senso le proposte sono totalitarie, anche se il padre filosofico è Friedrich von Hayek, l’antenato politico, per dirla brutalmente, è Stalin.
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22 giugno 2015

Contro i Russi cacciabombardieri Usa in Europa

L’aeronautica militare degli Stati Uniti d’America è pronta a schierare in Europa i nuovi sofisticati cacciabombardieri F-22 “Raptor” per dissuadere Mosca da ogni forma d’intervento politico-militare in Ucraina e in altre aeree altamente conflittuali del vecchio continente.
Lo ha annunciato la segretaria di US Air Force, Deborah Lee James, in occasione della sua visita agli espositori statunitensi dell’International Paris Air Show, il supermarket mondiale di strumenti di guerra aerospaziali che si tiene in questi giorni nella capitale francese. “La più grande minaccia a cui penso è ciò che sta accadendo con la Russia e alle attività estremamente preoccupanti che essa sta realizzando in Ucraina”, ha aggiunto Deborah James.
Top secret il luogo in cui i famigerati cacciabombardieri invisibili ai radar saranno trasferiti, ma è probabile che si tratti di un paese dell’Europa orientale vicino alla “nemica” Russia e all’Ucraina. Nel marzo 2014, il senatore repubblicano James Inhofe (Oklahoma), uno dei membri più influenti del Comitato per le forze armate del Senato Usa, aveva formalmente chiesto all’amministrazione Obama di trasferire in Polonia proprio i nuovi caccia F-22 “per accrescere la pressione militare contro Mosca”. Sempre in Polonia, con sempre più frequenza, vengono rischierati per periodi medio-lunghi i cacciabombardieri a capacità nucleare F-16 “Fighting Flacon” in dotazione al 31° Stormo dell’US Air Force di stanza nella base aerea di Aviano (Pordenone).
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20 giugno 2015

Bimbi da cannone ed altre evoluzioni della specie

 “Eccezionale vittoria del centrodestra in Liguria: ha conquistato primo e secondo posto”.(www.spinoza.it)
“Ogni anno s’inventano un trucco nuovo. Prendono uno dei loro ragazzi, ragazzi neri, e lo mettono al governo, così può girare Washington con un sigaro in bocca. E siccome i suoi problemi  personali sono stati risolti, sarà colui che dice al nostro popolo:”Guardate che progressi stiamo facendo, sto a Washington, prendo il tè nella Casa Bianca. Sono il vostro portavoce, sono il vostro leader. Mentre la nostra gente continua a vivere nei bassifondi di Harlem, continuando a ricevere la peggiore forma di educazione”. (Malcolm X, discorso del 7 gennaio 1965 “Prospettive di libertà”)

Stavolta inizio fuori dai soliti seminati su cui ci confrontiamo con gli interlocutori, ma la cosa mi sta tremendamente a cuore. Sarà perché la Chiesa da duemila anni imposta il rapporto adulti-bambini in termini di dominio e arbitrio (la pedofilia ne è l’aspetto meno violento), questo paese è un gigantesco postribolo in cui si prostituiscono bambini.

Sogni US-americani, dal G1 al Bilderberg

Qual è il legame tra il summit del G7 in Germania, la visita in Italia del presidente Putin, il meeting del club Bilderberg in Austria e i negoziati a Washington sul TTIP – l’accordo di libero scambio USA-UE?
Cominciamo dal G7 nelle alpi bavaresi – piuttosto un G1 con un’aggiuntina di “partner minori” – con il presidente Obama a compiacersi della sua impresa promossa dai neo-con: precettare l’UE per estendere le sanzioni alla Russia, anche se l’UE distrutta dall’austerità ne patirà addirittura maggiormente le conseguenze.
Prevedibilmente, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande hanno ceduto – anche dopo essere stati forzati dalla realpolitik a intessere discussioni con la Russia e creare congiuntamente l’accordo Minsk-2.
L’ipocrisiometro nelle alpi bavaresi è già quasi esploso proprio al discorso di apertura della cena del presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, ex primo ministro della Polonia e Russofobo/guerrafondaio conclamato: “Tutti noi avremmo preferito che ci fosse la Russia a guidare il tavolo del G7, ma il nostro gruppo non è solo un gruppo (che condivide) interessi economici e politici, ma prima di tutto è una comunità fondata su dei valori. Questo è il motivo per cui la Russia non è tra noi”.
Quindi tutto ruota attorno ai “valori” civili contro l’ “aggressione russa”.
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19 giugno 2015

Dal 1967 le forze di Occupazione hanno arrestato 95 mila bambini

Un’organizzazione internazionale per la tutela dei Diritti dell’Infanzia ha accusato le forze di occupazione israeliane di aver abusato dei bambini palestinesi “in maniera sistematica”. A Ramallah, l’Organizzazione “Military Court Watch” che monitora il trattamento dei bambini presso i tribunali militari israeliani, ha dichiarato che dall’occupazione israeliana della Cisgiordania nell’anno 1967 le forze israeliane hanno arrestato circa novantacinquemila bambini.
L’Organizzazione ha esposto la questione in un rapporto consegnato mercoledì 10 giugno al relatore speciale ONU per le condotte disumane e degradanti, la tortura e le pene. Il rapporto si compone di più di trecento pagine elencanti prove del trattamento dei bambini durante il fermo militare israeliano. Include inoltre prove riguardo la condizione dei duecento minori arrestati dall’esercito israeliano in Cisgiordania nel periodo tra gennaio 2013 e maggio 2015.

Taser o la repressione che verrà...


Pistola elettrica alla Polizia, primo Ok.
Ritorno a scrivere sul blog dopo un periodo più o meno lungo di assenza, dovuto a varie circostanze che mi hanno tenuto lontano da questa forma di comunicazione. Torno dopo aver vissuto esperienze forti di lotta reale al sistema. Non solo parole ma pratica. La teoria si avvita su se stessa quando non c’è il tentativo di condividerla con altri e renderla fattuale. Ho subito la repressione dello Stato e della malavita, insieme ai miei compagni di avventura, toccando con mano cosa significa mettersi di traverso al potere vigente. Non c’è niente di più bello che lottare, si è liberi solo in quei momenti, dove tutti insieme, a volto scoperto, si fronteggia l’orda dello status quo imperiale libercapitalista.

18 giugno 2015

Jobs act: il discount del lavoro è servito

Millantando come una grande conquista la stabilizzazione a 24 mesi della Nuova Assicurazione Sociale per la perdita dell'Impiego (NASpI) in cambio del dimezzamento della possibilità di usufruire della Cassa Integrazione (da 48 a 24 mesi nei cinque anni), il commensale degli attori di "mafia capitale", il ministro Poletti, ha dato notizia della costituzione dell'Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro e del riordino di queste politiche.

Premesso che due anni di conservazione del posto di lavoro e con un sussidio costante sono ben altra cosa rispetto all'aggiunta di sei mesi di un assegno (quello della NASpI) che, decurtandosi del 3% al mese a partire dal quarto mese di disoccupazione, si riduce in briciole, andando a "vedere" il testo del decreto licenziato dal consiglio dei ministri e trasmesso – per il più inutile degli esami – alle commissioni parlamentari, non si può non riconoscere al governo la ferrea coerenza con cui, dopo aver fatto strame del diritto del lavoro, dà alla merce lavoro ed al lavoro in quanto tale la più consona allocazione commerciale: il discount.

€uropa: ultimo atto?

I leader dell’Unione Europea continuano a condurre il gioco della politica del rischio calcolato con il governo greco. La Grecia è venuta incontro alle richieste dei suoi creditori molto più del minimo indispensabile. Tuttavia la Germania e gli altri creditori continuano a chiedere che il Paese firmi un programma destinato a fallire, e che pochi economisti avrebbero mai pensato che potesse, vorrebbe o dovrebbe essere attuato.
Il cambiamento della situazione fiscale greca da un ampio disavanzo primario a un avanzo è stato quasi senza precedenti, ma la richiesta che il Paese raggiunga un avanzo primario del 4,5% del Pil era irragionevole. Sfortunatamente, al tempo in cui la “troika” – la Commissione Europea, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale – per prima ha incluso la richiesta irresponsabile nel programma di finanziamento internazionale per la Grecia, le autorità del Paese non avevano altra possibilità che aderire.
La follia di continuare a perseguire tale programma è particolarmente acuta adesso, considerato il calo del 25% del Pil che la Grecia ha dovuto patire dall’inizio della crisi. La troika ha interpretato male gli effetti macroeconomici del programma che ha imposto. In base alle sue previsioni, essa riteneva che, tagliando i salari e accettando altre misure di austerity, le esportazioni greche sarebbero aumentate e l’economia sarebbe presto tornata a crescere. Essa inoltre credeva che la prima ristrutturazione del debito avrebbe portato alla sostenibilità del debito. 

17 giugno 2015

La scottante verità di Ilaria Alpi

Miran Hrovatin e Ilaria Alpi
La docu­fic­tion «Ila­ria Alpi – L’ultimo viag­gio» (visi­bile qui sotto) getta luce, soprat­tutto gra­zie a prove sco­perte dal gior­na­li­sta Luigi Gri­maldi, sull’omicidio della gior­na­li­sta e del suo ope­ra­tore Miran Hro­va­tin il 20 marzo 1994 a Moga­di­scio. Furono assas­si­nati, in un agguato orga­niz­zato dalla Cia con l’aiuto di Gla­dio e ser­vizi segreti ita­liani, per­ché ave­vano sco­perto un traf­fico di armi gestito dalla Cia attra­verso la flotta della società Schi­fco, donata dalla Coo­pe­ra­zione ita­liana alla Soma­lia uffi­cial­mente per la pesca.
In realtà, agli inizi degli anni Novanta, le navi della Shi­fco erano usate, insieme a navi della Let­to­nia, per tra­spor­tare armi Usa e rifiuti tos­sici anche radioat­tivi in Soma­lia e per rifor­nire di armi la Croa­zia in guerra con­tro la Jugoslavia.
Anche se nella docu­fic­tion non se ne parla, risulta che una nave della Shi­fco, la 21 Oktoo­bar II (poi sotto ban­diera pana­mense col nome di Urgull), si tro­vava il 10 aprile 1991 nel porto di Livorno dove era in corso una ope­ra­zione segreta di tra­sbordo di armi sta­tu­ni­tensi rien­trate a Camp Darby dopo la guerra all’Iraq, e dove si con­sumò la tra­ge­dia della Moby Prince in cui mori­rono 140 persone.
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16 giugno 2015

Grecia: Non c'è alternativa all'uscita dall'€uro!

Wolfgang Munchau [nella foto ]è un noto economista, non certo per le sue simpatie "bolsceviche". Scrive anzi per il Financial Times. E' l'economista che nel 2006 preconizzò che l'eurozona si sarebbe sfasciata, ed in particolare che l'Italia sarebbe uscita dall'euro entro il 2015. Alle porte della decisiva riunione di dopodomani, 18 giugno, dell'Eurogruppo che ci dirà se  ci sarà accordo tra la troika e SYRIZA, Munchau sostiene che il male minore per la Grecia sarebbe fare default e uscire dall'euro. Qui le cinque date che decidono il futuro della Grecia

«Alla fine ci siamo arrivati: Alexis Tsipras deve prendere o lasciare. Che cosa dovrebbe fare il leader di Syriza? Le prossime elezioni in Grecia non sono previste prima del gennaio 2019, e qualsiasi linea d'azione deciderà di assumere dovrebbe portare frutti nell'arco di tre anni, o anche meno. Prima di tutto mettiamo a confronto i due scenari estremi: accettare l'offerta finale dei creditori o abbandonare l'Eurozona. Accettando l'offerta dei creditori, Atene acconsentirebbe a un aggiustamento di bilancio dell'1,7 per cento del prodotto interno lordo nell'arco di sei mesi.

9 giugno 2015

L’Fbi sorveglia i cellulari utilizzando una piccola flotta di aerei spia

Un’inchiesta dell’Associated Press ha rivelato che l’Fbi impiega da tempo una piccola flotta aerea, composta da alcune decine di velivoli, per spiare cellulari e filmare dall’alto per scopi investigativi. La flotta viene generalmente utilizzata, senza l’approvazione di un giudice, impiegando tecnologie molto invasive. Secondo l’Ap, l’Fbi, negli ultimi trenta giorni, avrebbe sorvolato più di 30 città in 11 stati.
Il Federal bureau of investigation ha fatto sapere che i voli di sorveglianza, utili in attività di intelligenceantiterrorismo e in materia penale, sono conformi alle norme sulla privacy, così come le motivazioni e la durata delle attività di sorveglianza. La flotta sarebbe nascosta dietro 13 società fittizie, come FVX ResearchKQM AviazioneNBR Aviation e PXW Services.

4 giugno 2015

Sta iniziando la fine dell’U€?

Nella settimana scorsa ci sono state quattro notizie che hanno rivelato quanto sia profonda la crisi della Ue: la dichiarazione di Draghi “l’Euro non è più scontato”; la vittoria di “Podemos” in Spagna; la vittoria dei nazionalisti in Polonia; l’altalena del default greco. Iniziamo dalla prima: Draghi dice che se la tendenza a divaricare dei paesi dell’Eurozona dovesse proseguire, l’euro non sarebbe più sostenibile, non solo economicamente, ma anche politicamente e socialmente. Ma no!? Ma non mi dire! Chi lo avrebbe mai detto?! Insomma, l’euro è una architettura che non può resistere ancora a lungo alle tendenze divaricanti dell’Europa, e si approssima il momento dei conti. Ovviamente la ricetta di Draghi è la più scontata: armonizzare con le riforme la struttura sociale dei paesi dell’Unione, dove per riforme si intende essenzialmente il taglio delle pensioni, il peggioramento delle prestazioni sociali (sanità, istruzione) e la fine tendenziale della loro gratuità o del loro prezzo politico. Però… mai che si parli di armonizzare le norme fiscali …chissà perché?!
Ovviamente la notizia non è quel che dice Draghi, che a questo punto è una banalità, ma che a dirlo sia lui, il gran sacerdote dell’euro. Significa che anche ai piani alti del Palazzo si iniziano a sentire gli scricchiolii della costruzione e si inizia ad ammettere che tutto possa crollare.

1 giugno 2015

A chi appartiene Gerusalemme?

Il primo ministro di estrema destra israeliano Benjamin Netanyahu ha celebrato la "Giornata di Gerusalemme" con un discorso nel quale affermava che "Gerusalemme è sempre stata la capitale del solo popolo ebraico e di nessun altro", avvertendo inoltre che la città si trova sotto la minaccia del terrorismo musulmano.
Gerusalemme, Daru Shalem, venne fondata circa 5500-6500 anni fa dal popolo proto-canaaneo, molto prima che esistesse l'ebraismo. Fu dedicata al dio del tramonto, Shalem.
Se ne fa menzione per la prima volta in un testo egizio successivo al 2000 a.C., ancora una volta prima della comparsa dell'ebraismo.
Penso che si possa dedurre che la città di Shalem, il dio del tramonto, fu probabilmente la capitale di molti popoli prima che ci fosse una religione chiamata ebraismo.
Pressapoco nel periodo che va dal 1500 al 1200 a.C., Gerusalemme era governata dai faraoni egizi di Memphis, con i cananei che in ogni caso continuavano ad esserne i loro rappresentanti.
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