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29 maggio 2015

TTIP, spalancata la porta alle multinazionali

Approvata ieri l’ISDS, ovvero la norma di arbitrato che consente alle imprese di fare causa agli Stati che vogliono mantenere una normativa a difesa dei diritti dei cittadini. Il testo sarà votato il 10 giugno al Parlamento Europeo in seduta plenaria. In caso di approvazione, i governi avrebbero gravi difficoltà a tutelare settori come quello della chimica, dell’agroalimentare, del lavoro, dei servizi pubblici e della finanza.
La Commissione Commercio Internazionale del Parlamento Europeo (INTA) ha approvato ieri, con 29 voti favorevoli, 10 contrari e 2 astenuti, il pieno sostegno all’ISDS nel TTIPil Trattato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti in via di negoziazione tra Stati Uniti ed Europa. Dove per ISDS si intende l’Investor State Dispute Settlement, cioè il meccanismo di risoluzione di controversie, che consente il ricorso a corti di arbitrato internazionale da parte di gruppi privati, qualora vedessero i propri investimenti messi a rischio da provvedimenti cautelativi varati dai governi negli USA e nell’UE. Il testo, così approvato, andrà al Parlamento Europeo, dove sarà votato in data 10 giugno in seduta plenaria. Parlamento che, lo ricordiamo, ha solo parere consultivo. Ciò significa che la Commissione potrà continuare sulla propria linea politica a prescindere dall’esito favorevole o meno del Parlamento.
La votazione di ieri è stata però un abile giochetto politico.

Latouche: l’economia, una religione che distrugge la felicità

Considerare il Pil non ha molto senso: è funzionale solo a logica capitalista, l’ossessione della misura fa parte dell’economicizzazione. Il nostro obiettivo deve essere vivere bene, non meglio. Per anni abbiamo pensato proprio che la crescita permettesse di risolvere più o meno tutti i conflitti sociali, anche grazie a stipendi sempre più elevati. E in effetti abbiamo vissuto un trentennio d’oro, tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e l’inizio degli anni Settanta. Un periodo caratterizzato da crescita economica e trasformazioni sociali di un’intensità senza precedenti. Poi è iniziata la fase successiva, quella dell’accumulazione continua, anche senza crescita. Una guerra vera, tutti contro tutti. Sì, un conflitto che ci vede contrapposti gli uni agli altri per accumulare il più possibile, il più rapidamente possibile. E’ una guerra contro la natura, perché non ci accorgiamo che in questo modo distruggiamo più rapidamente il pianeta. Stiamo facendo la guerra agli uomini. Anche un bambino capirebbe quello che politici ed economisti fingono di non vedere: per definizione, una crescita infinita è assurda, in un pianeta finito, ma non lo capiremo finché non lo avremo distrutto.

24 maggio 2015

Intelligenza artificiale e simulazione del comportamento umano: cui prodest?

Negli ultimi anni non rare sono le notizie di sperimentazione pertinente la robotica, pur tuttavia appaiono frammentarie, addirittura prive dei contesti teorici da cui scaturiscono oltre che degli obiettivi mirati, tanto da privare di una conoscenza adeguata e composita, possibilità meglio offerta dai pochi testi di studio pubblicati dagli specialistii, tra cui B.G. Bara con il suo libro: “La simulazione del comportamento. L’intelligenza artificiale: analisi e riproduzione di attività mentali umane, collana dedicata alla psicologia diretta da M. Cesa-Bianchi, Franco Angeli Editore, Milano – 1977.
Di Cassandra D'Eleonora
Voci Dalla Strada 


Il libro si rivolge alla divulgazione seria degli argomenti trattati, che costituiscono l’ambito professionale del gruppo di simulazione cognitiva dell’Istituto di psicologia della Facoltà medica dell’Università di Milano, composto da Gabriella Airenti, Barbara Carniti, Diego Chianese, Danilo Curci, Cristina Guglielmini, Lucia Pomello, Simone Vassallo ed infine    dal professore Marco Somalvico, direttore del suddetto progetto di intelligenza artificiale del Politecnico di Milano, a cui l’autore riserva encomi di ringraziamento.

23 maggio 2015

Dedicato alle donne disabili persone offese da reati

Chissà dove e se esista un osservatorio sociologico dei mass media, competente dell’analisi qualitativa e quantitativa dell’informazione socio-giudiziaria, i cui esiti di studio sarebbero utili, perché consentirebbero agli addetti della stampa un ulteriore perfezionamento dei propri strumenti importanti applicabili alla loro professione, mentre al pubblico delle lettrici e dei lettori consentirebbero alcuni seri motivi di riflessione tanto della gestione generale dei mass media che della periodicità, sia essa costante oppure fluttuante, degli argomenti trattati, se dipendenti  dalla dinamica suddita dell’evento/notizia oppure invece se dettata dal serio interesse costante verso certe tematiche.
Di Patrizia Cordone
Voci Dalla Strada
In assenza di ciò ed in presenza di un archivio personale ricco di documentazione le deduzioni sono tutt’altro che rassicuranti. Purtroppo abbonda l’informazione di cronaca nera e giudiziaria pertinente ai reati subìti dalle donne in generale, sovente trattasi di (ex) mogli oppure di (ex) fidanzate. Infatti raramente dalla stampa giungono notizie degli stessi reati a danno delle donne nubili oppure addirittura disabili, tanto da chiedersi se il discrimine  sortisca dall’obsoleta nonché vetusta importanza attribuita alle dinamiche di coppia, ancora oggi considerata status di cittadinanza soverchiante a svantaggio  delle vicende patite dalle donne singole, che, in realtà, costituiscono la maggioranza anagrafica del nostro paese. Forse, sovviene un altro quesito, se da parte delle stesse interessate, ancor di più se disabili oppure da altre/i su di loro, gravi il mancato (auto)riconoscimento di cittadinanza necessario alla rivendicazione dei diritti spettanti, oltre che comuni e condivisi, con buona pace della Costituzione e delle pari opportunità aliene da ogni pregiudizio e da ogni discrimine.

22 maggio 2015

Armi ad alta tecnologia in Italia: una realtà ufficiale confermata dalla normativa in vigore

La declaratoria ufficiale di tutte le armi ad alta tecnologia inclusi i sistemi di spionaggio militare previsti dal d.m.13.6.2003. Rassegna stampa ragionata degli avvenuti usi ed abusi in situazioni di guerra, rischio di commerci illegali e di impianti non consensuali da procedure illecite: eventualità indirettamente confermate da testate ufficiali autorevoli, persino filogovernative.
Di Cassandra D'Eleonora
Voci Dalla Strada 

A volte, per esigenze di salute ci si sottopone a cicli di terapia antalgica ed antinfiammatoria di laser, tens, ultrasuoni ed onde d'urto, se per intensità oppure per frequenza (sono due valori totalmente differenti) si incrementa la potenza, per quanto di poco ed in sede medica con l'opportuna strumentazione finalizzata a tal uopo, il dolore si manifesta ferocemente. Pertanto ed in questi casi i fisioterapeuti e gli infermieri "abilitati" professionalmente regolano sempre con vigile scrupolo ed attenzione le modulazioni da "programmare" nella macchina. Inoltre la diversificazione della modulazione è tarata sulla tipologia del disturbo di salute e sulla tolleranza del paziente. Ancora maggiore è lo scrupolo adoperato per le applicazioni di onde d'urto, che vengono eseguite solo ed esclusivamente dal personale medico specializzando oppure specializzato.
Di contro pulsazioni a propulsioni alternate, elettrificazioni, dolori brucianti e puntori, persino anche indotte alterazioni del ritmo cardiaco, apnea notturna, infiammazioni, infezioni e molto altro, sono sintomatologie dell'uso offensivo di tali risorse, cioè laser, ultrasuoni, onde e molto altro, di armi in funzioni elevate sia per potenza che per frequenza.
Armi, che utilizzano a fine offensivo le risorse citate, esistono, se ne ha conferma in Italia dal Decreto del 13 giugno 2003 intitolato "Approvazione del nuovo elenco dei materiali d'armamento da comprendere nelle categorie previste dall'articolo 2, comma 2, della legge 9 luglio 1990, n.

18 maggio 2015

Joseph Stiglitz: "Il TTIP rappresenta la presa del potere segreta delle multinazionali"

Il premio Nobel per l'economia: "Io spero che i cittadini dell’Europa rispondano con un sonoro no”. Se solo la loro opinione contasse ancora qualcosa...  
Mentre Stati Uniti e Unione Europea discutono in gran segreto l'accordo di libero scambio, il famigerato TTIP, che sarebbe la fine ultima di democrazia, benessere e diritti sociali per l'Italia, nel suo ultimo articolo su the Project Syndicate il premio Nobel per l'economia J. Stiglitz scrive come questi che un tempo si chiamavano “accordi di libero scambio” oggi sono sempre più spesso considerati “partnership”. Ma non si tratta di partnership eque: gli Usa dettano effettivamente i termini.
Tali accordi, prosegue Stiglitz, vanno ben oltre il commercio, regolano gli investimenti e la proprietà intellettuale e impongono cambiamenti fondamentali nel quadro normativo, giudiziario e legale dei Paesi, senza il contributo o il supporto da parte delle istituzioni democratiche. Forse la parte più odiosa – e disonesta – di tali accordi riguarda la protezione degli investitori. Gli investitori che vogliono proteggersi possono acquistare un’assicurazione dalla Multilateral Investment Guarantee Agency, una società affiliata della Banca Mondiale, mentre gli Stati Uniti e gli altri governi forniscono una simile assicurazione.

15 maggio 2015

Jobs Act: La farsa dei contratti a tempo determinato

Ho già scritto tantissimo sul crimine di questo Secolo, ossia la svalutazione del lavoro allo scopo di salvare l’Euro, una moneta sbagliata che ciascuno Stato dell’Eurozona è costretto ad andare a prendere in prestito dai mercati dei capitali privati (ai quali va restituita con gli interessi) o ad estorcerla ai cittadini.
E pensare che avevamo sovranità monetaria e potevamo creare moneta dal nulla, tendendo alla piena occupazione e comprandoci il nostro debito pubblico senza che questo costituisse un problema… che crimine questa moneta unica!
Per non ripetermi nuovamente, coloro che volessero approfondire il tema della svalutazione del lavoro al fine di salvare l’Euro potranno leggere questo mio articolo.
Oggi cercherò, invece, di farvi comprendere nel modo più semplice possibile la riforma del lavoro (in materia di licenziamenti) posta in essere dal Governo Renzi ed attuata a seguito di una Legge delega che il Parlamento, sordo e schiavo, ha votato subordinando per l’ennesima volta l’esercizio del potere legislativo a quello esecutivo (sto parlando del Jobs Act, vale a dire la Legge delega 10 dicembre 2014 n. 183, più i decreti attuativi del 2015).
La mia analisi odierna si concentra quindi sul tema dei LICENZIAMENTI a seguito del cosiddetto Jobs Act.

13 maggio 2015

Da Gladio a Black Bloc

Andiamo là, sfasciamo tutto, non ci fanno niente e torniamo a casa… Avete mai visto un black bloc manganellato o arrestato? Io mai. La polizia menava i ragazzini, i vecchietti, perfino qualche suora, ma a noi, black bloc, non ha torto un capello. …a Genova alcuni di noi entravano e uscivano dalla Questura e fuori le solite zecche coi telefonini filmavano la scena… Poi le zecche sono andate a dormire alla Diaz e la polizia ha distrutto tutto: crani, nasi, ossa, cartilagini , braccia, gambe, toraci e, naturalmente, cellulari e filmati… Scusate, ma che altro hanno mai fatto i servizi segreti italiani dagli anni ’60 a oggi? E’ una tecnica vecchia come l’Italia: si chiama destabilizzare per stabilizzare… (Marco Travaglio)

Le deiezioni mediatiche profuse dai corpi sciolti degli sguatteri di regime hanno alluvionato l’intero paese. Su questa morta gora galleggiano il bene e il male: i bravi cittadini milanesi che ripuliscono ciò che arnesi di regime hanno imbrattato e distrutto, e il plotone di miliziani che quelle opere hanno compiuto. Come insegnato dall’Impero, Isis e anti-Isis, Al Qaida e anti-Al Qaida, il regime si assicura il controllo e la gestione dell’uno e dell’altro, dei fronti apparentemente contrapposti, nel caso filo-Expo pulitori  e anti-Expo scassatori.

12 maggio 2015

Accusa di genocidio: "scomparsi" 1,5 milioni di neri

Dove finiscono tutti i maschi neri? L'analisi dei dati sulla popolazione mostra che la mortalità in carcere dei maschi neri, per malattia, incidenti o cause violente, è talmente alta che nelle comunità il numero delle donne nere supera quello degli uomini, in una relazione di 10 a 6. Il fattore primario è la politica nazionale di incarcerazione di massa dei neri: una base concreta per l'accusa di genocidio.

Una nuova analisi dei dati sulla popolazione conferma ciò che è stato a lungo evidente a ogni persona di colore, dotata di un minimo di coscienza negli Stati Uniti: una percentuale enorme della popolazione maschile nera è scomparsa, fisicamente assente dalla vita quotidiana delle comunità. Molti sono morti prematuramente, ma il gruppo più numeroso è stato consegnato alla morte sociale in carcere. Secondo uno studio dell'unità Upshot del New York Times, se si escludono i detenuti di entrambi i sessi, il paese conta 1,5 milioni di donne di colore in età compresa tra 25 e 54 anni in più rispetto gli uomini. In alcune località - per esempio, Ferguson, Missouri - ci sono solo 6 uomini neri fisicamente presenti nella comunità per ogni 10 donne di colore.

8 maggio 2015

Dossier Odessa

Immaginatevi centinaia di squadristi che attaccano e incendiano la camera del lavoro della vostra città, immaginatevi che all'interno di questo edificio brucino vive decine di persone, che quelli che cercano di scappare fuori vengono assassinati all'esterno a colpi di mazza. E infine, immaginate gli squadristi entrare nella camera del lavoro ancora fumante, a finire i superstiti. Questi fatti sono accaduti un anno fa, il 2 maggio, a Odessa. Non in Ruanda, ma in Ucraina, Europa.

Altro che qualche auto e banca bruciata in centro a Milano! Con l'assalto alla casa dei Sindacati di Odessa, mi riferisco a una strage, un orrendo eccidio, un crimine taciuto e minimizzato dai nostri media ufficiali (come nel resto dell'Occidente). Gli stessi così zelanti a stigmatizzare ogni cacata di cane che imbratti i salotti buoni dell'ennesima fiera del profitto e che in questi giorni ci ha fatto vedere le vetrine rotte milanesi da ogni angolo possibile e immaginabile. Media che però sono censori e falsi verso fatti macroscopici come i pogrom nazisti in Ucraina. Il che mi porta a dire che questo giornalismo dei grandi network e delle testate controllate dai gruppi finanziari non può rappresentare la coscienza democratica di un paese civile. Non ne ha più la cifra etica già da molto tempo.

7 maggio 2015

Buttarli a mare

Davanti all’ipocrisia e all’indifferenza, ci piace ed è perfino doveroso essere un po’ demagogici. Diciamoci la verità: l’Europa è abituata a buttare la gente a mare. Lo ha fatto per secoli, durante il più che redditizio commercio di schiavi al quale prendevano parte tutte le grandi nazioni che oggi danno lezioni di umanità e democrazia al resto del mondo. L’antropologo Fernando Ortiz, in un suo libro, ne ricordava il numero: nel 1825 si calcolava che i negrieri clandestini, vuoi per sfuggire ai pattugliamenti, vuoi per liberarsi di “mercanzia difettosa”, avessero buttato nell’oceano 3.000 schiavi vivi ogni anno. Molti di più erano morti durante il trasporto forzato lungo il continente africano o durante le attese dentro i barconi nei porti. Nel 1818, quando venne proibito il traffico, ma mantenuta la schiavitù (proprio come oggi!) il cattolicissimo re spagnolo Ferdinando VII giustificava quella proibizione dicendo che non c’era bisogno di trasportare in America gli africani allo scopo di civilizzarli, perché l’impresa coloniale si sarebbe incaricata di civilizzarli nei loro paesi di origine. Continuiamo ancora oggi a civilizzarli nei loro paesi di origine, continuiamo a selezionare mano d’opera a buon mercato, continuiamo a proibire il traffico e continuiamo a buttarli a mare.
La grande scrittrice nera Toni Morrison, anni fa, espresse un giudizio con amarezza e dolore: “Non puoi fare questo per centinaia di anni e non pagare dazio. (Gli europei) non dovevano disumanizzare solo gli schiavi, ma anche se stessi.
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6 maggio 2015

E' la NATO stupido!

"Chi conosce la verità e la chiama menzogna è un criminale. (Bertold Brecht)
Colui che ha corrotto e prostituito la purezza della propria mente al punto da sottomettere il suo credo professionale a cose in cui non crede, ha preparato se stesso al commettere qualsiasi crimini”. (Thomas Paine)

In una sala del Senato, per iniziativa della senatrice Paola Da Pin e del Comitato No Nato, insieme  a un appello che già ha raccolto migliaia di firme, è stata presentato il disegno di legge per l’uscita dell’Italia dalla Nato e per la chiusura delle basi militari nel nostro paese. Sono intervenuti giornalisti e analisti politici, da Manlio Dinucci a Giulietto Chiesa, da Alex Zanotelli a Franco Cardini e al sottoscritto. Il “manifesto” si è impegnato per l’iniziativa con un trafiletto di annuncio di 6 righe e con mezza colonnina di cronaca. Ne riferirò più sotto.

Mamma li mori!
Si fa fatica ad occuparsi della questione migranti, soffocati come si è dall’osceno tsunami di ipocrite lamentazioni, piagnistei, proposte salvifiche assurde o sospette, ripetuto tale e quale mille altre volte, dopo il crimine atlantista che ha affogato altri 900 vittime dell’Occidente al largo della Libia. Un paese, già prospero, ordinato e felice, meticolosamente ridotto nella condizioni di “caos creativo” (leggi genocidio) pianificate dall’inizio e che ora devono assicurare l’ulteriore decimazione di popoli di troppo. 

5 maggio 2015

La Russia sta creando un fondo da 100 miliardi di dollari alternativo al FMI

“Le conseguenze di questa tendenza sono enormi e ci sarà un brusco risveglio per coloro che non prestano attenzione”.
Il presidente russo Vladimir Putin ha ratificato sabato un accordo per costituire formalmente il fondo di riserva dei Brics – Russia, Cina, Brasile, India e Sud Africa. Lo riporta AFP. Mosca contribuirà con 18 milioni di dollari al fondo che nelle intenzioni dei paesi che hanno ratificato l’accordo a Fortaleza nel luglio dell’anno scorso offrirà un modello alternativo al Fondo Monetario Internazionale. Pechino sarà il principale contributore e verserà dei 100 miliardi complessivi una cifra vicina ai 41 miliardi di dollari nei prossimi mesi. Nel piano dei 5 paesi, così come concordato in Brasile lo scorso luglio, vi è anche l’intenzione di creare una banca internazionale con base a Shanghai che sfidi il Washington Consensu così come emerso a Bretton Woods dopo la seconda guerra mondiale. “

4 maggio 2015

Il perbenismo è una brutta malattia

Voglio premettere, a scanso di ogni equivoco, come non ritenga il bruciare una sede dell'Unicredit, una decina di auto (probabilmente di cittadini) e una quantità imprecisata di cassonetti, risolutivo di qualche cosa, né tanto meno utile per contrastare la classe dirigente che sta facendo scempio di questo paese. Così come non lo è sicuramente spaccare le vetrine dei negozi, imbrattare i muri di scritte o insozzare il centro di una città. Si tratta senza dubbio di azioni in sé poco edificanti, fondalmentalmente prive di qualsiasi utilità.....

Non m'interessa in tutta onestà sapere se i cosidetti black bloc (nella cui esistenza non ho mai creduto) che hanno "devastato" il centro di Milano fossero ragazzi dei centri sociali o poliziotti sotto copertura. Nel mio passato (neppure tanto remoto) di contestatore sul campo ho avuto modo di vedere spesse volte capetti dei centri sociali considerati fra i più agguerriti, prendere ordini dalla questura o questurini considerati simbolo della legalità devastare nel buio della notte (senza neppure cambiarsi la divisa) le auto parcheggiate dei manifestanti. Questa purtroppo è l'Italia che ci troviamo a vivere, ed anche una delle principali ragioni per cui ho smesso di scendere in piazza o partecipare a manifestazioni, nelle quali chi scende in strada in buona fede viene semplicemente strumentalizzato, quando non finisce perfino per rischiare qualche anno di galera.

3 maggio 2015

La legge Acerbo-Italicum

"Benito Renzi"
Il 21 luglio 1923, dopo nove mesi di governo, Benito Mussolini ottiene dalla Camera il voto di fiducia sulla riforma elettorale, legge Acerbo, che superando il sistema proporzionale del 1919 ed introducendo un maggioritario che attribuisce 2/3 dei deputati alla lista di maggioranza relativa che superi il 25% dei voti espressi, sancisce il suicidio dell’assemblea rappresentativa e l’inizio della rapida fascistizzazione delle istituzioni. Il 28 aprile 2015, dopo quattordici mesi di governo, Matteo Renzi impone al Parlamento il voto di fiducia sulla riforma elettorale, legge Italicum, che assegna il 55% dei parlamentari alla lista che superi il 40% dei voti espressi al primo turno oppure vinca il ballottaggio, abbinandola ad una riforma del Senato che abolisce il bicameralismo perfetto. Le analogie tra i due iter sono impressionati e lasciano supporre che dietro l’azione politica del premier ci sia Michael Ledeen, l’ambiguo intellettuale diviso tra studi sul fascismo e servizi segreti.
La Legge Acerbo, all’insegna della Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M.
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