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26 aprile 2015

La tragedia di Guernica

Era un lunedì, giorno di mercato. C'era molta gente per le vie della cittadina di Guernica, che contava settemila abitanti. Alle 16 e 30 l'orologio della chiesa cominciò a suonare e cinque minuti più tardi apparve il primo aereo, che sganciò sei bombe esplosive da 450 chili seguite da una pioggia di granate.
Alcuni minuti dopo apparve un secondo aereo. L'inferno durò tre ore. In tutto furono 42 gli aerei che bombardarono e mitragliarono la città, i suoi abitanti e i dintorni nei quali si erano rifugiati. Andò a fuoco tutta la città, e l'incendio durò a lungo. Bilancio: il 70% degli edifici andò bruciato e ci fu un numero indeterminato di morti, tra gli 800 e i 1600. 70 anni dopo gli storici non sono ancora d'accordo sul numero delle vittime di quel lunedì nero che fece di Guernica una città-martire e una città-simbolo, entrata per sempre nella nostra memoria collettiva. Gli aerei appartenevano alla Legione Condor tedesca e all'Aviazione legionaria italiana. Nome dell'operazione: Operazione Rügen.
Due uomini hanno contribuito in modo decisivo a fare di Guernica un simbolo: George Steer e Pablo Picasso.

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