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28 marzo 2015

Perchè l’Unione Europea vuole un suo esercito?

La borghesia europea si organizza militarmente di fronte ad un futuro socialmente ed economicamente incerto.
Sulla nuca europea soffiano di nuovo venti di guerra. Negli ultimi tre decenni l’asse Stati Uniti-Unione Europea ha potuto mantenere senza apprezzabile concorrenza la sua egemonia economica e politica sul resto del pianeta. Ma, trascorsi 25 anni dalla caduta dell’Unione Sovietica il panorama mondiale ha fatto una svolta di 180°.Nuove potenze capitaliste emergenti stanno ponendo una dura sfida alle economie degli imperi storici. Quel pianeta di “pace” che gli esegeti del capitalismo disegnavano per noi dopo la scomparsa del socialismo nell’est europea sembra essere arrivato alla sua fine.
L’enorme capacità produttiva ed economica di alcuni paesi asiatici sta dando scacco matto alle economie delle potenze industriali di Europa e America del Nord. Dall’altra parte l’America Latina, condannata dal suo vicino del nord a svolgere il ruolo sussidiario di fornitrice di materie prime, sta cercando di farsi strada in mercati diversi da quelli tradizionali, a condizioni finanziarie meno lesive di quelle che le imponevano gli organismi internazionali, controllati dalle entità finanziarie degli Stati Uniti e dell’Unione Europea.
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25 marzo 2015

Le carceri egiziane al modo di al-Sisi

Non è un segreto che il regime di Hosni Mubarak sia stato repressivo. Eppure, sebbene quello di Abd al-Fattah al-Sisi sia anche peggiore sotto certi aspetti, come nel modo in cui tratta i detenuti, i politici di tutto il mondo elogiano il suo ruolo nella “transizione democratica” dell’Egitto. L’anno scorso, quando John Kerry si è recato al Cairo, ha riferito che al-Sisi gli aveva trasmesso “un forte senso di dedizione per i diritti umani”, aggiungendo che questa causa occupava “moltissimo” i pensieri del maresciallo. Per più di trent’anni è stata proprio la politica degli USA a supportare un regime autocratico in Egitto, come la strada per la “sicurezza regionale”. Gli USA hanno appoggiato il regime di Mubarak fino all’ultimo istante dell’ultimo giorno; perfino durante le proteste di massa, nel gennaio del 2011, gli USA hanno sperato che Mubarak potesse sopravvivere facendo delle concessioni politiche. Alla fine Mubarak è andato, ma i legami - solidi e di vecchia data -  tra il Dipartimento della Difesa usamericano e le Forze armate egiziane, si sono mantenuti. I funzionari di Washington stanno regolarmente ripristinando il flusso di aiuti ed equipaggiamenti militari che era stato temporaneamente sospeso subito dopo il colpo di stato: per Washington non c’è nessun problema serio di “diritti umani”.
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22 marzo 2015

"La concentrazione delle risorse distrugge la natura e mette in pericolo vite umane"

L'attivista indiana Vandana Shiva ha visitato Bilbao e ha criticato il modello economico che concentra la ricchezza in poche mani. Shiva indica la necessità di superare la visione economicista del mondo e muoversi verso un modello "più creativo" e rispettoso della natura. "Il cambiamento climatico, l'estinzione delle specie, l'erosione della biodiversità e la scomparsa di acqua sono alcuni indicatori di questo 'ecocidio'", dovuto a suo avviso alla concentrazione delle risorse.

Per la filosofa, fisica, ed "ecofemminista" indiana Vandana Shiva, la concentrazione della ricchezza dell'1% della popolazione non è solo ingiusta. "E' la ricetta per un 'genocidio ed ecodidio mondiale'", ha detto l'attivista anti-globalizzazione, durante la sua visita in Spagna a marzo in occasione della prima edizione del Parabere Forum a Bilbao. La filosofa è tornata a sparare contro i due nemici su cui ha articolato la sua lotta: il controllo delle risorse naturali attraverso brevetti di proprietà di multinazionali e gli organismi geneticamente modificati (OGM) di queste corporazioni.

18 marzo 2015

L'Islanda non entrerà nell'Unione Europea

Brutto colpo per Bruxelles, d'immagine e non solo, che vede calare inesorabilmente il proprio potere d'attrazione. Giovedì scorso il ministro degli Esteri di Reykjavik ha infatti ufficializzato con una lettera indirizzata alla Commissione Europea e alla Lettonia, presidente di turno dell'Ue, la decisione dell'Islanda di non entrare a far parte dell'Unione. Nella fattispecie, l'esponente del governo nordico Gunnar Bragi Sveinsson ha reso noto che l'Islanda ha deciso di ritirare la sua candidatura per l'adesione all'Ue. "Gli interessi dell'Islanda sono serviti meglio fuori dall'Unione europea" ha detto il Ministro degli Esteri di Reykjavik.
L'intenzione di rinunciare all'adesione era già stata annunciata, a gennaio, nel corso di un'intervista del Primo Ministro di un governo di centrodestra, Sigmundur Gunnlaugsson, che prometteva il ritiro formale della domanda di adesione all'inizio di quest'anno, avendo già bloccato i negoziati subito dopo la sua elezione.

15 marzo 2015

Gianni Minà: "In America Latina hanno un progetto che pone al centro l'uomo e non il denaro. In Europa no"



In America Laina hanno un progetto che pone al centro l'uomo e non il denaro.  In Europa non c'è.Intervenendo alla Conferenza “l'Alba di una nuova Europa” organizzato alla Camera dei Deputati dalla Commissione Affari Esteri del Movimento 5 Stelle, Gianni Minà ha dichiarato di sentirsi in imbarazzo perché “l'informazione sull'America Latina in Italia, nel mio paese, è più che vergognosa, è un'informazione a comando qualche volta da Washington, qualche volta dalla Nato.

Kenia: a Yala Swamp il furto di terre distrugge i mezzi di sussistenza degli agricoltori

Yala Swamp (Foto: Janak Communications)
Nel 2004, Dominion Farms arrivò, piena di belle promesse nel bacino della palude di Yala in Kenya. L'idea era di trasformare una fattoria statale moribonda in una piantagione di riso moderno, fornire posti di lavoro per la popolazione locale e costruire ospedali e scuole. Il proprietario statunitense dell'azienda, Calvin Burgess, si è presentato come un "uomo di Dio" in missione per portare in Africa il progresso degli Stati Uniti. La gente del posto, convinta da questa grandiosa visione, ha deciso senza esitazione e di comune accordo, di consentire alla Dominion Farms di coltivare 3700 ettari di terreno. 
Ma dieci anni dopo, le comunità non hanno raccolto che miseria.

14 marzo 2015

Expo 2015: McDonald’s dovrebbe nutrire il pianeta?

L’Expo nutre il pianeta... a braccetto con McDonald’s. Se fino ad ora avevamo visto la faccia di Vandana Shiva, le foto delle mani sporche di terra degli agricoltori e avevamo sentito raccontare che si sensibilizzava il pianeta alla sostenibilità, ecco che Official Sponsor di Expo 2015 appare niente meno che McDonald’s Italia. La presenza nel sito espositivo è stata annunciata a Milano.

L’amministratore delegato di McDonald’s Italia, Roberto Masi, nell’annunciare che la catena di fast-food è official sponsor di Expo,  ne ha vantato le dimensioni: 36.000 ristoranti in 120 paesi nel mondo, 70 milioni di persone servite ogni giorno con hamburger, patatine fritte e altri menù che per anni sono stati definiti da esperti e nutrizionisti “junk food”, cioè cibo spazzatura. Eppure McDonald’s è sponsor ufficiale dell’Esposizione che si è battezzata l’Expo per nutrire il pianeta.

13 marzo 2015

La sporca guerra dello Stato contro i No Muos

Pur d’installare il MUOS in Sicilia, hanno violato perlomeno tre articoli della Costituzione e un’infinità di norme urbanistiche, ambientali e antimafia. Ministri e sottosegretari, governatori, assessori e funzionari regionali hanno mentito spudoratamente e impunemente; giudici, prefetti, questori e commissari hanno rispolverato leggi liberticide, fasciste e fascistoidi. La realizzazione a Niscemi (Caltanissetta), all’interno di una straordinaria area protetta, del terminale terrestre del nuovo sistema di telecomunicazioni della Marina Usa, passerà alla storia per le innumerevoli, gravi e insanabili illegalità perpetuate dai poteri dello Stato e per aver sperimentato sulla pelle di centinaia di attivisti No war, principalmente giovani e donne, la scientifica brutalità, l’arbitrarietà e la spregiudicatezza degli apparati repressivi dello Stato.

12 marzo 2015

Chi riportò l’Afghanistan al medioevo, più di trent’anni fa

Zbigniew Brzezinski con Osama Bin Laden
«Questa sera, per la prima volta dall’11 Settembre, la nostra missione di guerra in Afghanistan è conclusa». Queste le parole di apertura del discorso di Obama sullo Stato dell’Unione del 2015. In realtà, circa 10.000 soldati e 20.000 appaltatori militari (leggi mercenari) rimangono in Afghanistan con incarichi imprecisati. «La guerra più lunga nella storia americana sta arrivando ad una conclusione responsabile», ha detto Obama. La verità è che più civili sono stati uccisi in Afghanistan nel 2014 che in qualsiasi anno da quando l’Onu tiene il conto. La maggior parte delle uccisioni – sia civili che militari – sono avvenute durante la presidenza di Obama. La tragedia dell’Afghanistan fa a gara con il crimine epico perpetrato in Indocina. Nel suo elogiato e più volte citato libro “La grande scacchiera: il primato americano e i suoi imperativi geostrategici”, Zbigniew Brzezinski, il padrino delle politiche americane dall’Afghanistan ad oggi, scrive che se l’obiettivo dell’America è quello di controllare l’Eurasia e di dominare il mondo, non può reggere una democrazia popolare, perché «la ricerca del potere non è un obiettivo che richiede passione popolare, la democrazia è nemica dell’impegno imperiale». Ha ragione.

11 marzo 2015

Perché il 75% dei medici rifiuta la chemioterapia?

Secondo Natural News ricerche basate su questionari con vari elementi di scelta continua dimostrano che 3 medici o scienziati su 4 rifiutano la chemioterapia per se stessi a causa degli effetti devastanti su tutto il corpo e sul sistema immunitario, ma anche a causa del basso tasso di successi.
Inoltre, solo il 2-4% dei tumori risponde alla chemioterapia, dimostrando che la vita del paziente può essere comunque estesa. Tuttavia è comunemente prescritta per il trattamento di qualsiasi tipo di cancro.
I questionari sono stati applicati dai ricercatori del McGill Cancer Center, su un campione di 118 medici, tutti esperti nel cancro. Ai medici è stato chiesto di immaginare di avere il cancro e di scegliere tra sei terapie “sperimentali” diversi. Essi non solo hanno respinto la chemioterapia, ma hanno detto che non avrebbero permesso alle loro famiglie di passare attraverso questo processo! 
Che cosa dice la loro vera opinione su questo metodo arcaico?

9 marzo 2015

Caso Moro, il pg Marini chiede la revoca dell’archiviazione dell’inchiesta sulla Honda

La procura generale presso la corte d’Appello di Roma tornerà a indagare sulla presenza in via Fani di una moto Honda su cui la mattina del 16 marzo 1978, quando un commando delle Brigate Rosse sequestrò l’ex presidente della Dc, Aldo Moro, annientando la sua scorta, viaggiavano due persone mai identificate. Ad annunciarlo è stato lo stesso procuratore generale facente funzioni, Antonio Marini, nel corso di un’audizione davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro.

5 marzo 2015

L'umanità è sottoposta a uno Sterminio Segreto

Ciò che non ti viene detto sulla sanità
"Può apparire allucinante, può sembrare assurdo, può suonare incredibile...
Ma come ho dimostrato nel libro ci sono persone nei ristretti gruppi che detengono il potere che non solo se ne lavano le mani se le loro attività hanno effetti letali, ma addirittura, come profeti del dio denaro, si arrogano la facoltà di ruotare il pollice verso, condannando l'umanità a uno sterminio segreto".
Monia Benini

In un discorso tenuto nel 2008, Zbigniew Brzezinski, allora consigliere per la politica estera del neo eletto presidente Obama, ammette senza difficoltà che “Forse un tempo era più facile controllare un milione di persone, anziché ucciderle fisicamente. Oggi è infinitamente più facile uccidere un milione di persone piuttosto che controllarle”.
In sostanza "È più facile uccidere che controllare".

4 marzo 2015

Perché l'avanzata del fascismo è nuovamente un problema

Il recente 70° anniversario della liberazione di Auschwitz ci ha ricordato quale grande crimine sia il fascismo, la cui iconografia nazista è radicata nelle nostre coscienze. Il fascismo è conservato come storia, come tremolanti riprese di camicie nere che marciano al passo dell'oca, la loro criminalità terribile e chiara. Eppure, nelle stesse società liberali le cui belligeranti élite ci impongono di non dimenticare mai, del crescente pericolo di un moderno tipo di fascismo non si parla, perché è il loro fascismo.
"Iniziare una guerra di aggressione...", dissero nel 1946 i giudici del tribunale di Norimberga, "non è soltanto un crimine internazionale, ma è il crimine internazionale supremo, che differisce dagli altri crimini di guerra solo in quanto contiene in sé l'accumulo di tutti i mali".
 Se i nazisti non avessero invaso l'Europa, Auschwitz e l'Olocausto non sarebbero accaduti. Se gli Stati Uniti ed i loro vassalli non avessero iniziato la loro guerra di aggressione in Iraq nel 2003, quasi un milione di persone oggi sarebbero vive, e lo Stato islamico, o ISIS, non ci avrebbe in balìa delle sue atrocità. Essi sono la progenie del fascismo moderno, svezzato dalle bombe, dai bagni di sangue e dalle menzogne, che sono il teatro surreale conosciuto col nome di informazione.
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3 marzo 2015

Dopo il TTIP? Un’Europa che cambierà faccia per sempre

Proseguono, nell’ombra e in segreto, le trattative per il Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), l’accordo bilaterale del “libero commercio” tra gli Usa, l’Europa e le più potenti lobby industriali. Cosa ne uscirà? Se non verranno fermati, l’Europa cambierà volto per sempre.
Pochi cittadini italiani hanno dimestichezza con il TTIP, la questione non è approdata (né approderà mai) sugli schermi televisivi o come approfondimento sui telegiornali dei media generalisti. Ma, se le trattative andranno in porto, il nostro paese, così come il resto dell’Europa, cambierà volto per sempre e i cittadini vedranno calpestati i loro diritti elementari in nome del business.
I pochi giornali che ne parlano, menzionano il TTIP come qualcosa che creerà lavoro e rafforzerà l’economia, ma dopo anni di crisi se non altro abbiamo imparato una cosa: tutti i possibili guadagni finiranno sempre nelle mani di quell’1, mentre tutti gli altri diventeranno sempre più poveri. Il TTIP in realtà significa la violazione della privacy dei cittadini, la colonizzazione delle multinazionali che non fanno mai ciò che dicono, il diritto al fracking, l’accesso condizionato ai servizi pubblici, la svendita completa dell’agricoltura alle multinazionali dell’agritech in tutto il nostro continente (come hanno già fatto in Ucraina).

2 marzo 2015

La violenza paramilitare nel nord della Colombia con presunti legami con le società minerarie deve essere affrontata al tavolo delle trattative a L'Avana

Intervista a Marianne Moor, portavoce di PAX per l'America Latina e co-autrice del rapporto El lado oscuro del carbón (Il lato oscuro del carbone) 
Il Cesar è uno dei 32 dipartimenti della Colombia, che si trova nel nord-est del paese. Uno dei principali settori economici è l'estrazione di carbone a cielo aperto condotta da multinazionali come Drummond Ltd. Colombia, filiale della Drummond Company Inc., con sede negli Stati Uniti; e Prodeco, una società controllata della GlencorePlc., con sede in Svizzera, e in misura minore da Colombian Natural Resources S.A.S., una società privata controllata dalla banca d'affari US-americana Goldman Sachs Group Inc.
 
Nel settembre 2014 PAX ha pubblicato un rapporto intitolato El lado oscuro del carbón (che può essere scaricato qui) in cui si denuncia l'ondata di violenza scatenata in questo dipartimento nel nord della Colombia da parte di gruppi paramilitari, con il presunto sostegno delle citate società minerarie ed energetiche Drummond e Prodeco.

Il lato oscuro dell'intolleranza

Negli ultimi decenni, il nostro Paese ha subito tremendi furti di sovranità, di ricchezze materiali e di dignità civile. Purtroppo ancora non tutti gli italiani sono consapevoli dei fatti che hanno portato a tutto questo. Questa inconsapevolezza è sempre accompagnata a giudizi errati, che possono riguardare non soltanto la situazione politica ma anche quella economica e sociale.
Un recente studio di Vox ha esaminato circa 2 milioni di messaggi inviati dagli italiani su Tweet. Da questa indagine è emerso che in tutta la nostra penisola esistono persone che sfogano la loro frustrazione e rabbia contro diverse categorie sociali.
Si tratta quindi dell’emergere di un lato oscuro legato all’inconscio collettivo, i cui contenuti sono soprattutto la paura, poi anche la rabbia, la frustrazione, il rancore, il risentimento e il bisogno di disprezzare, svalutare e destabilizzare l’altro, se appartiene ad una categoria considerata inferiore o non degna di rispetto.

1 marzo 2015

Capitalismo - Imperialismo - Neocolonialismo

Debito: la Grecia non deve niente!

"Il saccheggio non costituisce un debito legittimo". Lo afferma Lyndon LaRouche in una dichiarazione in cui chiede il pieno sostegno internazionale della Grecia e della sua richiesta che il debito venga sensibilmente ridotto. Il debito, aggiunge LaRouche, è illegale, è impagabile "ed è il frutto di un'impresa criminale guidata da Londra che va soffocata del tutto, se il mondo vorrà sopravvivere nei prossimi mesi senza l'eruzione di una guerra generale nel centro dell'Europa". 
Il nuovo governo greco chiede all'Unione Europea non soltanto di porre fine al saccheggio senza fine della popolazione greca ma anche alla gigantesca frode bancaria perpetrata da Wall Street e Londra, e di rendere nuovamente possibile la crescita economica in Europa. Il fatto che, in alcune occasioni, funzionari greci corrotti si siano resi complici di questa truffa insieme a partner come Goldman Sachs non rende meno criminale questo debito.