28 febbraio 2015

Norman Finkelstein: Charlie Hebdo è sadismo e non satira

Nella Germania nazista, c’era un settimanale antisemita chiamato Der Stürmer. Era diretto da Julius Streicher, famoso per per essere uno dei piu’ violenti sostenitori della persecuzione degli Ebrei durante gli anni ’30.
Cio’ che tutti ricordano di Der Stürmer, sono le sue macabre caricature di Ebrei, le persone che dovevano affrontare la diffusa discriminazione e persecuzione in quella epoca. Le sue rappresentazioni avvallavano tutti i comuni stereotipi sugli Ebrei: il naso a uncino, l’avidità, la lussuria. 
"Mettiamo che ...nel mezzo della morte e distruzione, due giovani Ebrei si presentino senza invito ai quartier generali delle redazioni di Der Stürmer ed ammazzino lo staff per averli umiliati, degradati sminuiti, insultati," cosi dice Norman Finkelstein, a cui abbiamo fatto delle domande.
Finkelstein è professore di scienze politiche ed autore di numerosi libri tra cui : “The Holocaust Industry”  e “Method and Madness.”
"Che reazione avrebbe davanti a questo?," ha detto Finkelstein.
Leggi tutto...

25 febbraio 2015

Malcom X aveva ragione sugli Stati Uniti

Malcolm X, a differenza di Martin Luther King non pensava che l'America avesse una coscienza. Per lui, non c'era contraddizione tra i nobili ideali della nazione - una frode ai suoi occhi - e il fallimento della giustizia per i neri. Aveva capito, forse meglio di King, i meccanismi inerenti all'impero. Non si aspettava che i leader dell'impero si connettessero alla loro bontà per costruire un paese libero da ingiustizie e sfruttamento. Ha spiegato che dopo l'arrivo della prima nave negriera fino alla comparsa del nostro vasto arcipelago di prigioni e delle nostre squallide, colonie interne, dove i poveri sono rimasti intrappolati e sfruttati, l'impero US-americano è stato inesorabilmente ostile a quelli che Frantz Fanon chiamava i "dannati della terra". Questo, e Malcolm lo sapeva, non sarebbe cambiato prima della distruzione dell'impero.  

"E' impossibile per il capitalismo sopravvivere, soprattutto perché il sistema capitalistico ha un costante bisogno di succhiare sangue", ha detto Malcolm.

24 febbraio 2015

Il Tar blocca i lavori del Muos

Il Tar di Palermo blocca i lavori del Muos, l'impianto satellitare della Marina Militare americana; esultano i cittadini di Niscemi. Ma scatteranno i ricorsi. 
Tirano un sospiro di sollievo e tornano a sperare gli abitanti di Niscemi, almeno per ora, in attesa di nuovi prevedibili ricorsi in questa guerra a colpi di carte bollate e manifestazioni di protesta. I lavori del Muos, l'impianto satellitare della marina militare in costruzione in contrada Ulmo, in provincia di Caltanissetta, intanto saranno bloccati. Lo ha deciso una sentenza del Tar di Palermo che ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Niscemi. Per i giudici le 46 antenne radar del Muos sarebbero nocive per la salute umana. Il Muos, il sistema di comunicazione del dipartimento della Difesa Usa, (Mobile User Objective System) è costituito da cinque satelliti e quattro stazioni terrestri (Chesapeake in Virginia, Wahiawa alle Hawaii, Geraldton, nell'ovest dell'Australia, e Niscemi in provincia di Caltanissetta). I primi tre siti sono già operativi, quello siciliano invece è in fase di completamento. Nel 2013 anche il governo Crocetta aveva provato a bloccare i lavori, in attesa di un'analisi da parte dell'Istituto superiore di sanità, per poi fare marcia indietro dopo aver ricevuto il parere dell'Istituto sui rischi per la salute. Così i lavori sono ripartiti dietro un coro di polemiche sia del mondo politico che di quello scientifico.

21 febbraio 2015

Con ogni mezzo necessario. By any means necessary

Editoriale Tlaxcala, 21 febbraio 2015

Il sito di Tlaxcala è di nuovo online. Abbiamo lavorato sodo per pulirlo e proteggerlo dagli attacchi di hacker molto dannosi la cui identità è sconosciuta. Durante questi due mesi di interruzione, abbiamo pubblicato 500 articoli sul nostro blog di emergenza: http://tlaxcala-int.blogspot.com. Questo 21 Febbraio del 2015 coincide con il nono anniversario della nostra creazione ed entriamo nel nostro decimo anno di esistenza, più che mai convinti dell'utilità dei nostro lavoro di trasmettitori. Coincide anche con il cinquantesimo anniversario dell'assassinio di Malcolm X, il brillante rivoluzionario il cui percorso e messaggio sono di una stupefacente attualità.
Leggi tutto...

18 febbraio 2015

L'Ultimatum


16 febbraio 2015

Perché Henry Kissinger è ancora libero?

L'11 settembre 2013 centinaia di migliaia di cileni hanno ricordato solennemente il quarantesimo anniversario dell'atto terroristico avvenuto nella loro nazione. Fu in quella data del 1973, che l'esercito cileno armato da generosi finanziamenti ed armi fornite dagli Stati Uniti con il sostegno della CIA e di altri agenti, rovesciarono il governo democraticamente eletto del socialista moderato Salvador Allende. Poi vennero sedici anni di repressione, tortura e omicidi attuati dal regime fascista di Augusto Pinochet, mentre le multinazionali statunitensi - IT&T, Anaconda Copper ed altre - tornavano a fare grandi profitti. I proventi di tali società, insieme con le preoccupazioni che le persone di altri paesi potessero seguire l'esempio di indipendenza sono stati il ​​vero motivo per il colpo di stato, e anche la tendenza alla nazionalizzazione portata avanti da Allende, non potevano essere tollerati dagli uomini d'affari degli Stati Uniti.
Di Andy Piascik
Counterpunch
 
Henry Kissinger è stato consigliere della sicurezza nazionale e uno dei principali architetti - forse il principale artefice - del colpo di stato in Cile. I golpe istigati dagli Stati Uniti non erano nulla di nuovo nel 1973, non certo in America Latina, Kissinger e il suo capo Richard Nixon hanno continuato una violenta tradizione implementata in tutto il XX secolo e proseguita nel XXI.

15 febbraio 2015

Sapete cosa è accaduto alla bambina in questa fotografia?

L’8 giugno 1972 un aereo ha bombardato il villaggio di Trang Bang nel Vietnam del Sud, dopo che il pilota scambiò un gruppo di civili per delle truppe nemiche. Le bombe contenevano napalm, un combustibile altamente infiammabile che uccise e ustionò gravemente le persone a terra.
La famosa immagine iconica in bianco e nero di quella vicenda (qui a sinistra), che rappresenta dei bambini in fuga dal villaggio in fiamme, ha vinto il Premio Pulitzer ed è stata scelta al World Press Photo of the Year nel 1972. E’ divenuta il simbolo degli orrori della guerra del Vietnam, della crudeltà di tutte le guerre per i bambini e le vittime civili.
La protagonista della foto è una bambina di nove anni che corre nuda per la strada disperata, dopo che i suoi vestiti hanno preso fuoco. Lei si chiama Kim Phuc Phan Thi e in quel momento stava partecipando con la sua famiglia ad una celebrazione religiosa presso una pagoda.

14 febbraio 2015

La tendenza alla guerra dell'occidente e il radicalismo islamico

"…credo che gli sforzi per rovesciare il regime di Assad  abbiano portato denaro in molte direzioni. (..) Per questo Qatar, Arabia Saudita e altri devono essere coinvolti  per combattere le frange estremiste sunnite."
Daniel Benjamin, ex capo antiterrorismo del Dipartimento di Stato Usa

"La religione è il sospiro della creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, così come è lo spirito di una condizione priva di spirito. È l'oppio dei popoli. Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo  vuol dire esigerne la felicità reale."
Karl Marx, Per la critica della filosofia del diritto di Hegel

1. Le conseguenze disastrose della distruzione degli Stati laici arabi

Il nemico è alle porte, anzi è già al di qua delle nostre porte. Questo ci dicono governi e mass media europei. Il concetto indiscusso, dopo l'attacco a Charlie Hebdo, è che l'Occidente, con i suoi valori di libertà, di opinione e di espressione, è stato gravemente colpito dal bestiale estremismo islamico. Di conseguenza, bisogna prepararsi alla guerra interna ed esterna.

11 febbraio 2015

Che cos’è la teoria della cospirazione? Qual è la verità?

Obama è sul piede di guerra. La civiltà occidentale è apertamente "minacciata dallo stato islamico". La "guerra globale al terrorismo" è lanciata come un’impresa umanitaria. "Noi abbiamo una responsabilità da proteggere". La guerra umanitaria è la risposta.

"Brutta gente" è in giro. "Buttateli fuori", disse G.W. Bush.
I media occidentali battono i tamburi di guerra. L’agenda militare di Obama è supportata da vasti apparati.
Uno degli obiettivi principali della propaganda occidentale è quello di "fabbricare un nemico".
Se la legittimazione politica di Obama viene in dubbio, sorgono dubbi sull’esistenza di questo nemico "esterno", ed A.Q. e la sua rete di affiliati (CIA) deve dispiegarsi nel mondo.
Lo scopo è quello di tacitamente instillare – attraverso ripetuti interventi dei "media" – fatti ad nauseam, entro la coscienza interiore della gente, la nozione che i musulmani costituiscono un pericolo per l’Occidente.
Quindi le guerre umanitarie si dispiegano in diversi fronti quali Russia, Cina, Medio oriente che costituiscono oggi gli obiettivi odierni.
L’ondata di xenofobia diretta contro i Musulmani che ha imperversato in Europa è legata mani e piedi alla geopolitica corrente; è parte della strategia militare di demonizzare il nemico.
I paesi musulmani posseggono più del 60% della risorse energetiche.

9 febbraio 2015

OGM: Dopo le sementi l'invasione di insetti geneticamente modificati

Zanzara Aedes aegypti geneticamente
modificata nel laboratorio Oxitec del Regno Unito
Milioni di zanzare geneticamente modificate potrebbero essere rilasciate nelle Florida Keys, se i ricercatori britannici ottengono l'autorizzazione a utilizzare gli insetti contro due malattie virali estremamente dolorose. Secondo l'agenzia AP, il Distretto di controllo Mosquito delle Florida Keys è in attesa della decisione da parte della Food and Drug Administration degli Stati Uniti per l'uso di zanzare con DNA modificato come farmaco per curare dengue e chikungunya.
I ricercatori segnalano che insetti geneticamente modificati non sono mai stai rilasciati così vicino ad un quartiere residenziale statunitense.
Tuttavia, nonostante il fatto che i virus sono considerati una minaccia crescente nel paese, alcune persone sono più spaventate all'idea di essere attaccate da un organismo geneticamente modificato. Così più di 130.000 persone hanno firmato una petizione contro l'esperimento nella piattaforma Change.org.
Anche i potenziali sostenitori affermano che i responsabili devono fare di più per dimostrare che i benefici superano i rischi dell'allevamento di insetti geneticamente modificati che potrebbero mordere la gente.

8 febbraio 2015

Il "Terrore della Guerra al Terrore"

Si annunciano tempi nuovi che, come sempre, odorano di vecchio e di stantio come un processo di putrefazione che prosegue per mesi, anni e decenni. Perchè, a ben osservare i fatti e gli eventi che caratterizzano soprattutto il grande calderone delle relazioni geopolitiche ed internazionali niente cambia ma tutto si amplifica se si muove la gigantesca e implacabile macchina dell'Impero con i suoi tentacoli militari, finanziari, industriali, tecnologici e culturali.

La riprova di quanto vò scrivendo è l'attuale successo della pellicola ammantata di ambigua e propagandistica retorica bellica diretta dal sempliterno, glaciale e granitico Clint che ben farebbe a concedersi la pensione – pensione ? - e appendere al chiodo pistola, cappellacio e cinturone. Perchè al di là dei presunti pregi stilistici o estetici – che agli occhi di un vero e onesto cineasta appaiono molto ma molto discutibili – "American Sniper" si rivela un abile e preciso marchingegno cultural mediatico a sostegno delle pulsioni imperialiste e armaiole di un "grande paese" che ormai ha perso ogni senso della misura e delle proporzioni,

«American Sniper umanizza e glorifica un assassino che ha ucciso per l'imperialismo americano»

Un film “profondamente reazionario”, che “umanizza e glorifica un cristiano fondamentalista che agisce da assassino e uccide 160 iracheni”, e che invece “demonizza e disumanizza ogni singolo iracheno”. E’ destinata a far discutere la durissima critica che Larry Everest, corrispondente del giornale Revolution, scrittore ed esperto di Medio Oriente, fa dell’ultimo film di Clint Eastwoood, che Everest ritiene un omaggio alla propaganda americana.
Innanzi tutto, per inquadrarne l’esperienza, c’è da spiegare chi è Larry Everest. Corrispondente per il giornale Revolution, autore di Oil, Power & Empire: Iraq and the U.S. Global Agenda (Common Courage, 2004), nel 1991 ha viaggiato attraverso l’Iraq per seguire la Guerra del Golfo e ha girato il video pluripremiato Iraq: War Against the People.  Nel 2005 ha testimoniato nella sessione finale del World Tribunal on Iraq a Istanbul in Turchia.
Everest è uno dei milioni di individui ad avere visto “American sniper”, il film di Clint Eastwood sulla storia di un Navy Seal americano, Chris Kyle, film basato sull’autobiografia dello stesso soldato. Kyle ha combattuto in Iraq dal 2004 al 2009 quando gli Usa occupavano il paese.

6 febbraio 2015

Come cambia la geografia delle basi USA in Europa

Al Pentagono è nota come European Consolidation Initiative (ECI), l’iniziativa finalizzata a rimodulare la presenza militare statunitense in Europa per contrastare più fattivamente la Russia di Putin. Il programma prevede la chiusura di una quindicina tra basi e installazioni Usa in Belgio, Germania, Gran Bretagna, Italia, Olanda e Portogallo, una modestissima riduzione del personale di stanza nel continente di 1.200 unità e il ridislocamento di altri 6.000 militari principalmente in Est Europa. Dalle basi statunitensi saranno licenziati 1.100 dipendenti civili e l’European Consolidation Initiative consentirà a Washington, stime alla mano, un risparmio di 500 milioni di dollari l’anno.
“Non si tratta di un ridimensionamento della capacità militare degli Stati Uniti in Europa, ma di una trasformazione necessaria che aiuterà a massimizzare le nostre capacità militari a favore dei nostri importanti partner europei e della Nato”, ha spiegato il segretario alla Difesa, Chuck Hagel. 

5 febbraio 2015

La scheda bianca di Silvio e il colpo di spugna che arriverà

Il “Patto Mattarella” svela il piatto forte del Patto del Nazareno: Berlusconi non ha voluto votare l’uomo del Colle per poter poi rivendicare il diritto di nomina dei due giudici costituzionali mancanti. Obiettivo: utilizzare la Consulta per neutralizzare la retroattività della legge Severino che esclude i condannati, e quindi ridiventare eleggibile e tornare in Parlamento. Lo sostiene Olinda Moro, rileggendo le tappe fondamentali della “resistenza” del Cavaliere contro la magistratura e il recente accordo sotterraneo con Renzi, fino alla scelta di «un nome secco, quello di Mattarella, votato da tutti e non concordato con nessuno, neanche con il proprio partito». Salendo al Quirinale, Mattarella lascia libera la poltrona di giudice costituzionale. Se fino a ieri alla Corte mancava un magistrato, ora i nuovi giudici da eleggere sono dunque due, entrambi di nomina parlamentare. Già così, la Consulta potrebbe non essere anti-Cavaliere, grazie ai giudici nominati da Napolitano. Se poi fosse proprio Berlusconi a proporre i due nomi mancanti, per la legge Severino i giorni potrebbero essere contati. Ecco dunque il “Patto Mattarella”?

3 febbraio 2015

Haiti: A 5 anni dal terremoto la ricostruzione fraudolenta sotto occupazione militare

Nel 2014, quasi cinque anni dopo il devastante terremoto, numerose proteste di massa si sono svolte contro l'occupazione delle Nazioni Unite (MINUSTAH), per la partenza del presidente haitiano Michel Martelly e il primo ministro Laurent Lamothe. Quest'ultimo infine si è dimesso nel dicembre 2014. Questi eventi non hanno avuto nessuna menzione dai media mainstream. Perché?
Quando le proteste anti-governative si verificano in un paese che non è guidato da un alleato degli Stati Uniti, vi è un'ampia copertura. Gli attuali leader di Haiti sono "adatti" per i leader occidentali, in particolare per gli Stati Uniti, perché in realtà, sono loro che scelgono i leader del paese, non il popolo di Haiti.
Di Julie Lévesque
Mondialisation
 
Il 12 gennaio, c'è stato 5° anniversario del devastante terremoto, ma le principali questioni e problemi strutturali non sono, né saranno affrontati o, nella migliore delle ipotesi, saranno presentati in un modo che sostiene la nozione fuorviante del fardello dell'uomo bianco. "Haiti ha bisogno di aiuto". "E' davvero il caso? E di che tipo di aiuto stiamo parlando?
 
"Gli aiuti internazionali" sono solo uno strumento capitalistico imperiale progettato per mantenere il Sud prigioniero delle disastrose politiche neoliberiste del Nord, che ostacolano un vero sviluppo e per impedire la sovranità economica e politica del Sud.
Dove finiscono i soldi degli aiuti? Nelle stesse tasche di coloro che pretendono di donare. Haiti è probabilmente il miglior esempio della vera truffa degli aiuti internazionali.

1 febbraio 2015

I primi colpi del jobs act ed il tramonto del principio di eguaglianza

Non c'è voluto poco per rendere il mondo del lavoro italiano un lento dinosauro di fronte alla veloce, temibile e tecnologicamente avanzata lotta di classe del capitale. Il disarmo ideologico e politico dei lavoratori è stato un percorso lungo, ma costantemente e pervicacemente portato avanti in modo efficace all'interno delle loro stesse rappresentanze politiche. Lo sfratto della contraddizione tra capitale e lavoro nella discussione politica è stato un passo importante e grande per le classi borghesi dominanti.  Il "merito" deve essere ascritto sicuramente alle forze socialdemocratiche revisioniste, le quali hanno fatto il grosso del lavoro.

Tuttavia, altrettanto "merito" deve essere riconosciuto alle ultime opposizioni italiane del re, le quali, beneficate da un suffragio elettorale cospicuo (anche se modesto, tarata l'astensione), hanno costruito un'alternativa politica completamente aliena dalle reali contraddizioni di classe, fondata sul complottismo della corruttela politica e degli sprechi, sulla mistica della legalità e della necessità di abolire le distinzioni persino tra destra e sinistra, figuriamoci tra capitale e lavoro. Un vero sogno per la classe dominante abbarbicata ai monopoli finanziari ed industriali: il nemico non ha occhi per rendersi conto dei colpi mortali che si vanno preparando.