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17 gennaio 2015

Neonazisti chiamano all’assassinio di disegnatori in Israele

Come informa nella sua edizione di oggi, domenica 11, una cataratta di minacce si è riversata su Facebook contro i disegnatori del prestigioso quotidiano israeliano Haaretz per un’immagina pubblicata questo fine settimana.
In essa, su un fondo completamente nero, si legge quanto segue:
10 giornalisti assassinati nell’attacco a Charlie Hebdo a Parigi e 13 giornalisti assassinati nell’attacco della scorsa estate a Gaza”. E, in mezzo, una legenda che dice “Io sono Charlie”, “Io sono Gaza”.

La furia dei razzisti israeliani si è scatenata quando il politico di ultra-destra, Ronen Shoval, ha preteso un’inchiesta per determinare se, con la pubblicazione di questo disegno, il quotidiano fosse incorso nel reato di “propaganda disfattista” contemplato e punito dal codice penale israeliano.
I commenti seguiti al post di Shoval sono stati una dimostrazione della putrefazione ideologica che si è impadronita di un settore della società israeliana, contagiata dal peggio dell’estrema destra fascista europea.
Tra i commenti suscitati dall’intervento di Shoval ve n’erano alcuni che dicevano cose come: “Con l’aiuto di Dio, i giornalisti di Haaretz verranno assassinati come in Francia”; “Perché non c’è un attacco terroristico ad Haaretz?”; “Spero che il terrorismo raggiunga anche Haaretz”; “Dovrebbero morire” diceva un commento, riferendosi ai disegnatori. Altri erano anche peggio.
Shoval ha promesso che li avrebbe cancellati rapidamente dalla sua Facebook e che capiva che queste esortazioni dei suoi followers erano un incitamento all’assassinio.
Ma ha sottolineato con insolenza “nello stesso spirito io chiedo loro di eliminare quella caricatura immediatamente”
Cioè un leader neonazista si attribuisce il diritto ad esercitare la censura di stampa!
Uno delle firme famose di Haaretz, Gideon Levy, conosciuto per il suo atteggiamento critico verso le politiche del governo israeliano riguardo alla questione palestinese e ai territori occupati, ha ricevuto per posta elettronica un messaggio nel quale viene minacciato di morte.
 
C’è da sperare che alcuni cambiamenti che ci sono stati nella società israeliana in tempi recenti permettano di isolare questi ripugnanti mostri e di aprire una strada che renda possibile un accordo giusto e sostenibile con i palestinesi, per mettere fine a più di 60 anni di dolore  morte in quella convulsa regione del pianeta.
 
(*) Politologo argentino.
da: rebelion.org; 12.1.2015
   
(traduzione di Daniela Trollio Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”
Via Magenta 88, Sesto S.Giovanni)

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