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16 gennaio 2015

Io non sono Charlie….?

Tutti siamo Charlie” proclama Libération.
Io no!
Non ho fatto una campagna a favore del trattato di Maastricht. Non sono Charlie.
Non ho mai paragonato il Partito Comunista al Fronte Nazionale. Non sono Charlie
Non ho mai appoggiato i bombardamenti della NATO in Yugoslavia. Non sono Charlie.
Non ho mai fatto campagna per il SI nel Referendum per la Costituzione Europea del 2005. Non sono Charlie.
Mai ho voluto affondare (far sprofondare) Denis Robert né ho difeso il caso Clearstream. Non sono Charlie. (N.d.T.: allusione al giornalista che svelò nel 2001 un ‘affaire’ di corruzione nella vendita di navi da guerra e i legami della compagnia finanziaria Clearstrem con i politici francesi).
Non ho mai pensato che Cuba sia una dittatura. Non sono Charlie.
Non ho mai pensato che Chàvez fosse un dittatore. Non sono Charlie.

Non ho mai approvato il bombardamento della Libia. Non sono Charlie.
Non mi sono mai rallegrato per l’assassinio di Gheddafi. Non sono Charlie.
Nel 2006 ero contro l’attacco di Israele al Libano. Non sono Charlie.
Non sto sistematicamente dalla parte di Israele contro i palestinesi. Non sono Charlie.
Non chiudo gli occhi davanti al nazismo in Ucraina. Non sono Charlie.
Ritengo che Femen sia un movimento proveniente dall’estrema destra ucraina. Non sono Charlie.
Non credo che la Russia sia un paese pericoloso per la pace mondiale. Non sono Charlie.
Non credo, al contrario di Unione Europea e NATO, che la Russia sia responsabile della situazione in Ucraina. Non sono Charlie.
Non ho chiesto l’intervento in Siria. Non sono Charlie.
Mai ho considerato eroi gli oppositori siriani, ho sempre pensato che fossero fanatici islamisti più o meno manipolati. Non sono Charlie.
 
I giornalisti di Charlie, come il poliziotto e l’incaricato della manutenzione morti, ovviamente sono innocenti e il loro assassinio è ingiustificabile, ma non inventiamo eroi….
Rendere omaggio alle vittime, naturalmente, ma non è attorno a Charlie e ai suoi “valori” dove vorrei vedere riunirsi il popolo francese … e rifiutiamo questa unione nazionale che maschera l’intenzione reale dei terroristi e le schiaccianti responsabilità dei dirigenti francesi nell’odio suscitato dal nostro paese…
 
Condivido al cento per cento questo testo. Ho appena risposto così a qualcuno che voleva propormi di firmare una petizione a favore di Charlie. L’assassinio di vari giornalisti è un fatto molto grave. Ma io non sono Charlie. Non mi piace quella pubblicazione, alla quale noi comunisti non piacciamo e che molto spesso disprezza la gente comune.
La stampa ha grandi difficoltà e la libertà di espressione è molto discussa da molti anni. E da questo punto di vista il gruppo Lagardère (n.t.d.: il maggior venditore di armi in Europa), come altri mercanti d’armi, ha una grande responsabilità in ciò che è successo. Per cui ritengo completamente ipocrita che il gruppo Lagardère, che fornisce armi a tutti i regimi reazionari del mondo arabo, si metta alla testa della campagna di riapertura della rivista.
Il CNR ha le idee ben chiare sulla libertà di stampa, in particolare contro la stampa monopolista e le sue grandi concentrazioni. Esigiamo il rispetto della legge e il ritorno all’ordinanza del 45.

di Gilbert Rémond (*); 
Post del compagno Loch Lomond

Fonte: http://ciptagarelli.jimdo.com/2015/01/12/io-non-sono-charlie/ 
 
(*) Militante del partito Comunista Francese.
da: rebellion.org; 11.1.2015
 

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