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30 novembre 2014

Vino, sangue e benzina

Mohamed Hamdan, cugino di Jeireddín
Kafr Kanna è un villaggio nei pressi di Nazareth, probabilmente il luogo dove Gesù, secondo il Nuovo Testamento - ha trasformato l'acqua in vino. Ora è un villaggio arabo dove la polizia israeliana converte le pietre in sangue. Il giorno in questione, la polizia stava affrontando un gruppo di giovani arabi che protestavano contro i tentativi di Israele di cambiare lo status quo sul Monte del Tempio (che i musulmani chiamano "Nobile Santuario"). Manifestazioni come queste hanno avuto luogo quel giorno in molte città e villaggi arabi in Israele, e in particolare nella Gerusalemme Est occupata.
Secondo il rapporto iniziale della polizia, un arabo di 22, Kheir-Eddine Hamdan, ha attaccato la polizia con un coltello. Non avevano scelta, se non agire per legittima difesa, sparare e ucciderlo.
Come spesso accade spesso con i rapporti della polizia, questo era un mucchio di bugie.
Purtroppo (per la polizia), una telecamera di sicurezza ha registrato l'incidente.

29 novembre 2014

Ventisei cose sullo Stato Islamico (ISIL) che Obama non vuole sappiate

La guerra condotta dagli Usa contro lo Stato Islamico è una grande menzogna. Dare la caccia ai "terroristi islamici", portare avanti una guerra preventiva in tutto il mondo per "proteggere la patria americana" sono giustificazioni di un programma militare. Lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL) è una creazione dell'intelligence Usa. Il "programma di contro-terrorismo" di Washington in Iraq e in Siria consiste nel sostenere i terroristi.
L'incursione delle brigate dello Stato Islamico (IS) in Iraq a partire dal giugno 2014 erano parte di un'operazione militare e di intelligence accuratamente pianificata supportata segretamente da Usa, NATO e Israele.
Il mandato di lotta al terrorismo è una finzione. L'America è il numero uno degli "stati che sostengono il terrorismo".
Lo Stato Islamico è protetto dagli Usa e dai suoi alleati. Se avessero voluto eliminare le bande dello Stato Islamico, avrebbero potuto bombardare "a tappeto" i loro convogli di pick-up Toyota quando attraversavano il deserto dalla Siria verso l'Iraq a giugno.

28 novembre 2014

L’ISIS commette i suoi crimini con l’appoggio di Israele

Per quanto il gruppo terrorista ISIS, dello Stato Islamico (Daesh in arabo) dichiari di essere un movimento per la liberazione dei mussulmani, non soltanto questo gruppo non attacca mai il regime di Israele o i suoi sostenitori ma anzi i suoi componenti, oltre a ricevere visite ed elogi dai leaders sionisti come Netanyahu, stanno ricevendo assistenza e trattamento medico negli ospedali israeliani. Perchè il regime di Israele appoggia l’Isis e viceversa?
Il regime di Israele sta occupando la Palestina e portando a compimento la pulizia etnica in questa terra e nei luoghi santi dei mussulmani. Israele ha lanciato una guerra globale contro l’Islam con il colpo si Stato dell’11/09 2001 (negli USA) e, ovviamente, esso è il nemico principale dei mussulmani. Di fatto, la lotta per liberare la Palestina dagli estremisti del regime sionista, deve occupare il primo punto del programma politico di tutti i mussulmani- qualche cosa che unisce tutti loro, in ogni parte del mondo (assieme a tutte le persone imparziali di tutte le credenze e punti di vista).
Tuttavia la massima priorità dell’ISIS è quella di lottare contro l’asse di resistenza in Medio Oriente; l’Iran, Hezbollah (il movimento sciita del Libano) e la Siria, che resistono nella forma più efficace davanti al regime di Israele. L’ISIS inoltre, sta destabilizzando l’Iraq sotto gli ordini di Oded Yinon con il fine di parcellizzare questo paese.

27 novembre 2014

Renzi fa il lobbista per il denaro digitale di Bill Gates

Al di fuori della comunicazione ufficiale, molti commentatori hanno opportunamente notato che le dichiarazioni di Matteo Renzi sul prossimo abbandono dello scontrino fiscale in nome della mitica "tracciabilità", hanno come vero obiettivo l'eliminazione del contante per adottare il denaro elettronico, altrimenti detto, all'anglosassone, "denaro digitale". Una parte consistente della stampa di corte è andata immediatamente in appoggio delle dichiarazioni depistanti di Renzi, prospettando un quadro catastrofico dell'evasione fiscale che sarebbe favorita dallo scontrino. Per rendere credibili dei dati di dubbia consistenza, si è collocata alla testa della classifica dell'evasione la solita Napoli. Ancora una volta il razzismo antimeridionale è stato usato dalla propaganda ufficiale come veicolante per altre mistificazioni.
Ma per veicolare la propaganda a favore del denaro elettronico, ci si è serviti anche di un tema come la lotta all'evasione fiscale, ritenuta un cavallo di battaglia della "sinistra". In realtà l'utopia della giustizia fiscale consiste solo nella proiezione di un fantasma vittimistico della destra, che descrive i ricchi sempre sotto la minaccia di un presunto "esproprio proletario".

26 novembre 2014

Grillo va a scuola da Bossi

Non è un mistero per chi legge da tempo questa pubblicazione che noi riteniamo che la vera dissidenza non si trova mai candidata con grande spazio sui media di massa. Chi controlla questi canali di informazione ha un potere immenso sui popoli, e non è certo disposto a cederlo a qualcuno, specie se questo qualcuno è davvero intenzionato al cambiamento. Ovviamente, rispettiamo chi non la pensa come noi e vede in Beppe Grillo un valido elemento di cambiamento del sistema. Tuttavia, invitiamo a guardare attentamente i fatti.
Anche a noi piacerebbe che un reale personaggio che sta dalla parte del
popolo avesse tutto quello spazio mediatico che è stato dato, e ancora viene concesso, a Grillo. Ma, a nostro avviso, i fatti sono in grado di smascherare l’ex comico genovese come un semplice personaggio che ricopre un ruolo politico nel gioco delle parti del sistema attuale.

Le simulazioni ideologiche di papa Francesco

In un mondo dove la critica scarseggia, chiunque critichi appena appena il capitalismo, anche se è un conservatore, può apparire come un messia di sinistra.

Scommetto che neanche gli spin-doctors, i propagandisti del Vaticano si immaginavano che il re-branding avesse tanto successo. In poco tempo Jorge Mario Bergoglio, il conservatore vicino ai settori più reazionari della Chiesa argentina durante la dittatura, che metteva i bastoni fra le ruote al progressismo kirchnerista [Kirchnerismo, ndt], è diventato un leader mondiale di sinistra.

Ma il vento è in poppa. Qualunque conservatore sensibile - come Bergoglio - appare un progressita a confronto degli ultra conservatori e trogloditi che dominano la Chiesa post-woityliana.
In un mondo in cui il fulcro della politica si muove (molto) verso destra, chiunque dica qualcosa sulla povertà e l'ingiustizia è già marxista e/o comunista (lo stesso accade sul tema della disuguaglianza e il suo contrasto: sembra una rivendicazione rivoluzionaria che nella sostanza è molto conservatrice). In un mondo dove la critica è rara, chiunque attacchi appena appena il capitalismo può apparire come un messia di sinistra.

23 novembre 2014

Jin, Jîyan, Azadî

C'è uno slogan, qui, che vuol dire più o meno “che le donne vivano in libertà”: “Jin, Jîyan, Azadî”. Mi è stato chiesto di scrivere qualche cosa sulle donne curde. Avrei voluto scrivere del fatto che è solo nel combattere che la donna si emancipa davvero, che è nella lotta che la donna arriva ad essere completa. Eppure mi sembra banale, mi sembra un'ovvietà. Ciononostante, il fatto che queste donne prendano le armi va al di la delle lotte femministe dei nostri Paesi, è proprio un gesto che si pone su un altro livello.

E non lo fanno per apparire davanti ad una telecamera o macchina fotografica, come modelle esibizioniste. Non lo fanno per essere più belle. Vi basti pensare a questo: in molti, quando dall'occidente guardano le foto di queste orgogliose combattenti, la prima cosa che dicono è: “come sono belle!”. Non importa se per belle intendono belle fisicamente o belle dentro per il loro orgoglio e la loro fierezza, non è questo il punto... il punto è che noi occidentali, quando vediamo delle donne combattere, pensiamo a quanto sono belle (o in alcuni casi addirittura che le donne non dovrebbero combattere, quasi come se combattendo una donna smettesse di essere tale) e non alla ragione per cui combattono. Fossero uomini, faremmo le stesse esclamazioni? Si certo, le donne che combattono sono belle. Sono bellissime. E cantano splendidamente. E permettetemi di dire che anche gli uomini che combattono sono belli, bellissimi, e cantano splendidamente. Ma, ugualmente, non è questo il punto. Qui le donne combattono. Per la libertà.

20 novembre 2014

Da Pinochet a Renzi, cancellare i diritti del popolo

Nei momenti di tensione salgono dall’animo parole che non si possono trattenere. Non ci è riuscito neanche un attore consumato come Matteo Renzi. Per reagire al dispetto provato per i ritardi del Senato nell’approvazione del suo Jobs Act, il presidente del consiglio ha dichiarato: «Abbiamo aspettato 20, 30, 40 anni per le riforme, non cambierà con qualche ora in più». Successivamente una velina del suo ufficio stampa ai massmedia di regime li ha indotti a correggere la frase, per cui molti commentatori hanno l’hanno poi riportata fermandosi a venti anni, ma Renzi era arrivato a quraranta. Dunque nel profondo del suo animo il presidente del Consiglio pensa che l’articolo 18 e lo statuto dei diritti dei lavoratori avrebbero dovuto essere aboliti già nel 1974. In quell’anno il no al referendum sull’abrogazione del divorzio aveva travolto la Dc di Amintore Fanfani.

La strage fascista di piazza della Loggia a Brescia aveva ricevuto una risposta popolare enorme che aveva messo in crisi i disegni autoritari di settori degli apparati dello Stato e della eversione nera. Nelle scuole entravano i metalmeccanici che avevano da poco conquistato il diritto a studiare con permessi di 150 ore.

18 novembre 2014

Il massacro come strategia di dominio

Recentemente è avvenuta presso l’Università Iberoamericana di Puebla la consegna del premio Tata Vasco 2014 all'associazione FUDEM ( Forze Unite per i Dispersi del Messico). Uno dei pochi uomini presenti nel gruppo dei 25 parenti degli scomparsi che patecipavano alla cerimonia, ha urlato: “Questa è una guerra!” Il dolore inimmaginabile dei parenti delle vittime di questo massacro silenzioso li costringe a guardare in faccia la realtà, senza filtri.
In effetti è in corso una vera e propria guerra contro i popoli. Una guerra coloniale per l'appropriazione dei beni comuni, che presuppone l'annientamento di quella parte di umanità che ostacola il furto di questi beni, sia perché vive sopra di esse e resistono all'esproprio o, semplicemente, perché "è troppa", e nel senso più crudo, non sono necessari per l'accumulo di ricchezza.

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17 novembre 2014

A Napoli il comando della forza di pronto intervento Nato anti-Russia

Due settimane per provare i reparti di pronto intervento Nato destinati ad ostacolare in Europa orientale ogni manovra politico-militare della Russia di Putin. L’8 novembre ha preso il via presso il Nato Joint Forces Command (FC) di Napoli l’esercitazione internazionale “Trident Juncture 14” che si concluderà lunedì 17.
I complessi war games avranno il compito di certificare le strutture del comando strategico alleato da poco trasferito a Lago Patria come il Centro di direzione e controllo della Nato Response Force (NRF), la forza di pronto intervento dell’Alleanza Atlantica a cui sono assegnati 25.000 militari. “Trident Juncture ha lo scopo di accrescere le competenze e le capacità di comando a un livello operativo bellico, grazie all’addestramento, la pianificazione e l’esecuzione delle missioni all’interno di un complesso scenario politico-militare”, hanno spiegato nel corso di una conferenza stampa l’ammiraglio Mark Ferguson (comandante in capo di JFC Naples e delle forze navali Usa in Europa e Africa) e il generale dell’esercito italiano, Leonardo di Marco. “L’esercitazione è il coronamento di un anno d’addestramento di unità tattiche più piccole – task forces speciali terrestri, aeree e navali — messe a disposizione a rotazione dai paesi membri della Nato. Esse faranno parte della NRF che a partire del 2015 ricadrà sotto il controllo del Comando alleato di Napoli”.
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15 novembre 2014

Il piano segreto dell'€uropa: saccheggiare i nostri risparmi

L'allarme di Standard & Poor's: vicina la terza recessione. Un'interpellanza rivela: in caso di emergenza la Bce potrà bloccare i conti correnti e prelevare denaro per salvare banche e Stati
Un'«euro-rapina» sui conti correnti? Potrebbe accadere e i poveri risparmiatori subirebbero una mazzata con pochi precedenti (tra i quali il prelievo forzoso notturno del 1992 effettuato dal governo Amato).
E, soprattutto, è quello che teme il focoso europarlamentare leghista, Gianluca Buonanno, che ha presentato un'interrogazione scritta alla Commissione Ue e alla Bce per chiedere di confermare «l'esistenza di un piano di misure adottato nel luglio 2014» secondo il quale, come già sperimentato a Cipro, «sarebbe prevista l'imposizione di misure d'urgenza che consentirebbero il congelamento dei conti correnti bancari dei cittadini e delle imprese europee e il prelievo forzato delle somme ritenute necessarie a fronteggiare l'esposizione debitoria».

12 novembre 2014

La fine della libertà di cura e di ricerca scientifica

Joseph Pulitzer “Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sè non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri. “
Prof. Luigi Di Bella
Oggi, più che in passato, chi è colpito dal tumore ricerca spesso notizie su sito internet, portali e banche dati cliniche e medico scientifiche. Consultando i massimi portali scientifici come www.pubmed.gov, e clinici come www.cancer.gov emergono i limiti delle attuali potenzialità terapeutiche del cancro, assolutamente difformi dal rassicurante quadro di “terapie di provata efficacia” continuamente e generosamente profuso dall’informazione. Verificando lo “ stato dell’arte” sul portale del National Cancer Institute e accedendo a http://www.nci.nih.gov/cancertopics/pdq/adulttreatment, si può scorrere l'elenco alfabetico relativo ad ogni tipo di neoplasia. Per ogni tipo di tumore e per ogni stadio, il sito del NCI illustra chiaramente l'aspettativa di vita con chirurgia, chemio, radio, terapie biologiche variamente associate. Da questa rassegna emerge il dato che nel tumore inoperabile la chemio è impotente e i tempi di sopravvivenza in queste condizioni sono generalmente limitati ad 1 anno, raramente a 2 anni, e solo difficilmente superano questo limite. La sopravvivenza dei casi oncologici viene presentata come effetto della chemio, mentre non esiste in tutta la letteratura un solo tumore solido guarito unicamente per effetto della sola chemio, senza chirurgia.

9 novembre 2014

Il ritorno al fascismo del capitalismo contemporaneo

Non è un caso che il titolo stesso di questo contributo colleghi il ritorno del fascismo sulla scena politica con la crisi del capitalismo contemporaneo. Il fascismo non è sinonimo di un regime di polizia autoritario che rifiuta le incertezze della democrazia parlamentare elettorale. Il fascismo è una particolare risposta politica alle sfide con cui la gestione della società capitalistica deve confrontarsi in circostanze specifiche.
Unità e diversità dei fascismi
I movimenti politici che possono definirsi fascisti in senso proprio hanno occupato la scena ed esercitato il potere in un buon numero di paesi europei, in particolare negli anni 1930, fino al 1945 (Mussolini, Hitler, Franco, Salazar, Pétain, Horthy, Antonescu, Ante Pavelic e altri). La diversità delle società che ne sono state vittima - capitalisticamente più sviluppate qui, minori e dominate là, associate a una guerra vittoriosa qui, prodotto della sconfitta altrove - impedisce di confonderle.
Quindi vanno precisati i differenti effetti che questa diversità di strutture e circostanze hanno prodotto sulle società interessate. Tuttavia, al di là di questa diversità, tutti questi regimi fascisti condividono due tratti comuni:

1. Date le circostanze, accettano di inserire la loro gestione della politica e della società in un quadro che non metta in causa i principi fondamentali del capitalismo, cioè la proprietà privata capitalistica, compresa quella dei moderni monopoli. È per questo che qualifico questi fascismi dei modi particolari di gestione del capitalismo e non delle forme politiche che mettono in discussione la sua legittimità, anche se nella retorica del discorso fascista il "capitalismo" o i "plutocrati" sono oggetto di lunghe diatribe. La menzogna che nasconde la vera natura di questi discorsi appare appena si esamina la "alternativa" proposta da questi fascisti, sempre muta riguardo l'essenziale, la proprietà privata capitalistica. Tuttavia, l'opzione fascista non costituisce l'unica risposta alle sfide che la gestione politica di una società capitalista deve affrontare. È solo in determinate circostanze di crisi violenta e profonda che la soluzione fascista sembra essere, per il capitale dominante, la migliore se non addirittura la sola possibile. L'analisi deve centrare l'attenzione su tali crisi.

7 novembre 2014

Tribunale Penale Internazionale per la Chevron: Crimini Contro l'Umanità

Le comunità indigene dell’Amazzonia ecuadoriana hanno portato la Chevron davanti al Tribunale penale internazionale accusando la multinazionale di crimini contro l’umanità perché si rifiuta di bonificare la devastazione provocata nella foresta.
I rifiuti ripetuti della Chevron di bonificare ed eliminare la contaminazione tossica della foresta amazzonica ecuadoriana costituiscono un attacco alla popolazione civile e, come tale, questo crimine deve essere oggetto di inchiesta da parte del Tribunale penale internazionale: lo sostengono le comunità indigene impattate dalla devastazione e dall’inquinamento provocato dalla società petrolifera americana. «Nel contesto della legge sui crimini internazionali, la decisione presa dal Ceo di Chevron, John Watson, ha deliberatamente mantenuto e alimentato l’inquinamento ambientale che minaccia la vita delle persone della regione orientale dell’Ecuador» afferma la requisitoria inoltrata al Tribunale internazionale dal procuratore capo Fatou Bensouda nei giorni scorsi in rappresentanza d circa 80 comunità per complessive decine di migliaia di persone.

6 novembre 2014

Eurogendfor: la Gestapo €uropea Non Risponde ai Giudici!

I Paesi Bassi sono il luogo dove l’Italia ha cambiato la propria storia negli ultimi 25 anni, non solo legandosi al Trattato di Maastricht, con la cessione della sovranità monetaria e legislativa, ma per poter definitivamente abbandonare la veste di Stato sovrano era necessario rinunciare all’esclusività delle funzioni delle forze armate sul proprio territorio, con l’istituzione di una milizia sovranazionale. Questo passaggio è avvenuto nel 2007 a Velsen, piccola municipalità dei Paesi Bassi, dove è stato firmato un trattato congiuntamente a Francia, Spagna, Paesi Bassi e Portogallo che istituisce la gendarmeria europea, l’Eurogendfor, che andrà ad esautorare le forze dell’ordine nella gestione dell’ordine pubblico. Uno scenario irrealistico, ma che è stato messo nero su bianco con la legge di ratifica numero 84 del 14 maggio 2010, votata dal Parlamento con 443 voti favorevoli su 444 presenti, solamente un astenuto. L’Eurogendfor sarà la milizia che si incaricherà della gestione delle crisi (scioperi, manifestazioni) sul territorio italiano, e non risponderà più direttamente alle istituzioni parlamentari.

Servono volontari a Suruc!

Da Kobane circa 150.000 profughi sono scappati in Turchia. Ora, mi dicono che Erdogan sostiene che si prende cura dei bisogni di tutti questi 150.000, ma nell'unico campo profughi gestito dal governo turco sono presenti intorno alle 12.000 persone. Le altre, sono in altri campi o ospiti in altre case, o in altre città. Issam è volontario nel deposito dove si organizzano gli aiuti, e spiega che, nella città di Suruc, sono presenti altre 40.000 persone di Kobane oltre alle 12.000 nel campo governativo: esse si trovano in campi profughi gestiti da volontari o in case che li ospitano. 
Di Silvia Todeschini
 
Le donazioni per mantenerli vengono da tutto il mondo, chi lavora nel deposito del materiale o al montaggio tende sono volontari perlopiù curdi e in buona parte giovanissimi: organizzazioni come l'ONU non si fanno vedere e non sono presenti. Nessuno è professionista, e i volontari restano per qualche settimana. La cosa incredibile, è che tutto questo funziona. I campi vengono montati, il cibo viene distribuito, nel deposito vengono separati gli aiuti che arrivano.

4 novembre 2014

La profezia di Pier Paolo Pasolini

"Prevedo la spoliticizzazione completa dell'Italia: diventeremo un gran corpo senza nervi, senza più riflessi. Lo so: i comitati di quartiere, la partecipazione dei genitori nelle scuole, la politica dal basso... Ma sono tutte iniziative pratiche, utilitaristiche, in definitiva non politiche. La strada maestra, fatta di qualunquismo e di alienante egoismo, è già tracciata. Resterà forse, come sempre è accaduto in passato, qualche sentiero: non so però chi lo percorrerà, e come."
Pier Paolo Pasolini, 5 marzo 1922 - 2 novembre 1975
Riflettiamo (chi ne ha ancora la voglia e la forza). E' avvenuto e molti di noi non se ne sono nemmeno accorti. E invito a riflettere soprattutto sul riferimento alla cosiddetta, anche allora, "politica dal basso". Pasolini la liquida - io credo giustamente - come "iniziative pratiche, utilitaristiche, in definitiva non politiche".  

2 novembre 2014

Bandiere false, false bandiere

Nessuno è più schiavizzato di coloro che falsamente credono di essere liberi”. (Wolfgang Goethe) 
Il 5% della gente pensa, il 10% della gente pensa di pensare e il restante 85% morirebbe piuttosto che pensare”. (Thomas Edison)
“L’Occidente ha conquistato il mondo non per la superiorità delle idee, dei valori, della religione, ma solo per la superiorità nell’applicazione della violenza organizzata. Gli occidentali spesso dimenticano questo fatto, i non-occidentali mai” (Samuel Huntington)

Cari amici interlocutori, mi sa che per tutto novembre non ci incontreremo. Sono partito per una nuova impresa documentaristica sulle più gravi violazioni inflitte dai briganti del potere al nostro paese, in termini di territorio, comunità, salute, ambiente. La guerra all’Italia, civile e militare. E chi sta in trincea. Tra le riprese da fare da un capo all’altro della penisola, difficilmente ci sarà tempo per interventi sul blog. Ma seguirò con attenzione i vostri, di interventi. Hasta siempre.
So che la maggior parte dei miei interlocutori è interessata più ai miei interventi su questioni internazionali, che non a quelli su temi domestici. Eppure, come dicono i francesi, tout se tien e conviene comporre la presbiopia con la miopia, nel qual caso lo strumento migliore sono le lenti bifocali. Per esempio cosa c’entra lo Stato islamico (IS, ISIS, ISIL, che dir si voglia) con la kermesse di Svendola-Landini-Civati ai Santi Apostoli (di cui già nel precedente post), o con “Sinistra-Lavoro”, di cui sul “manifesto” (dove sennò) è apparsa, splattata su tutta l’ultima pagina, la notizia della nascita? Il primo si vede col cannocchiale, per gli altri due ci vuole il microscopio, ma qualcosa in comune ce  l’hanno. Sono tutti False Flag, che lo sappiano o no, che lo vogliano o no.

1 novembre 2014

Ridurre debito e disuguaglianze? Basta togliere alle banche il potere di creare moneta dal nulla.

L’idea circola ai più alti livelli. E in Svizzera si raccolgono le firme per un referendum.
Interdire le banche private,  impedire loro di creare moneta dal nulla. Sembra un’idea folle, oltre che poco comprensibile ai più. E però  circola sempre di più, non dalle parti del M5S, dell’Ukip, o di qualche altro partito populista  (che pure sarebbero d’accordo). Ma ai più alti livelli: Financial Times, Banca d’Inghilterra, Fondo Monetario, economisti vari. Sulla scia di proposte che risalgono agli anni ’30.  Presi dai problemi italiani, dalle elezioni europee, dagli scandali nostrani, ci si è fatto poco caso ( qui l’unica eccezione, a parte un blog). Forse si temeva di confondere le idee, di togliere enfasi alle riforme di cui l’Italia ha comunque bisogno, di tirare la volata ai partiti “sovversivi” che queste idee sostengono.
Perché di un’idea davvero sovversiva si tratta. Idea non nuova, in realtà.   Da tempo in varie forme fa proseliti fra economisti americani ed europei, preoccupati di una prossima crisi sistemica, più devastante della precedente.  La vera sovversione sta nel fatto che a sponsorizzarla sia stato, qualche settimana fa, il più autorevole quotidiano economico del mondoil Financial Times, da sempre pilastro della cultura economica neoliberale. In un commento firmato dall’illustre  Martin Wolf .
Titolo: “ Spogliare le banche private del potere di creare denaro”.