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30 ottobre 2014

"NON SIAMO SUDDITI!" (O SI?)

CI SCUSI, PRESIDENTE...

Dedicato alla memoria di Pier Paolo Pasolini dell'indimenticabile Signor G. (Giorgio Gaber) e di quanti hanno sacrificato e sacrificano la propria vita per la Verità e la Giustizia in coscienzioso silenzio
Egregio, Reverendissimo et Eminentissimo Presidente,
a noi spiace – come Lei ben sa – dall'alto della sua Santità che i soliti fastidiosi giudici l'abbiano importunata per le consuete inutili e capziose domande ribollenti il sacro fuoco del giustizialismo, ma noi che siamo men che mediocri cittadini e, forse, uno poco uomini, Le chiediamo un ulteriore supplemento di attenzione per le nostre ultime parole.

29 ottobre 2014

"LA PEDAGOGIA DEGLI 'OPPRESSI": PAULO FREIRE E LA STORIA DI UN MANOSCRITTO

E' stato 46 anni fa, quando nel Sud, come ora, cominciava la primavera...
Paulo Freire fu esiliato in Cile, dove è arrivò dopo il colpo di stato militare che avrebbe portato, in Brasile, ad una delle più lunghe dittature latinoamericane. Era un giorno come tanti altri a Santiago. Paulo Freire aveva invitato i suoi amici Jacques Chonchol e Maria Edy per conversare e condividere il suo piatto preferito: la "galinha cabidela", una specialità di origine portoghese e molto popolare nel nord-est brasiliano, che la sua compagna Elza preparava magistralmente. Freire aveva conosciuto Chonchol al suo arrivo in Cile e lui gli aveva offerto un posto di lavoro presso l'Istituto di Sviluppo Agricolo (INDAP), di cui era vice presidente. Freire svilupperà lì parte della sua esperienza di educazione popolare nei settori rurali.
Divennero grandi amici.
Quella sera, nel salutarsi, Freire disse di voler offrire loro un ricordo in segno di gratitudine per gli anni di lavoro insieme: il manoscritto di un libro scritto in perfetto corsivo, quasi senza cancellature e diviso in quattro capitoli. Nella dedica ai suoi cari Jacques e Maria Edy, scrisse: "Vorrei che riceveste questo manoscritto di un libro che forse non serve, ma che incarna la profonda convinzione che ho negli uomini".

28 ottobre 2014

Putin "Dovete cambiare il vostro cervello, non la nostra Costituzione"

La carta Costituzionale russa, come quella di molti altri paesi, non prevede l'estradizione dei propri cittadini Questo per moltissimi anni è stato un punto di scontro fra l'occidente e la Russia, in particolare con la gran Bretagna. Famoso il caso Litvinenko, ex agente KGB in asilo politico in Inghilterra e avvelenato, almeno secondo i servizi segreti inglesi, da Andrei Lugovoi nel 2006. Per anni Londra chiese l'estradizione di Lugovoi, cittadino russo, e per anni ricevette un secco no da Mosca. Appena tre anni prima del caso Litvinenko, la Russia chiese l'estradizione del tycoon Berezovsky e del separatista ceceno Zakayev, in quel caso fu l'Inghilterra a rispedire al mittente le richieste nonostante entrambi non fossero cittadini inglesi e accusati di gravi crimini, tra cui terrorismo.
Ecco l'opinione di Putin, in un video risalente al 2006/2007:

26 ottobre 2014

L'era tecnotronica secondo Zbigniew Brzezinski

Zbigniew Brzezinski… chi è costui? Chi è questo personaggio, il cui nome e cognome sono un impronunciabile ingorgo di consonanti? Eminenza grigia ai tempi del Presidente “democratico” Jimmy Carter, Brzezinski è uno dei più diabolici e sfacciati globalizzatori che appestano il pianeta. Qui di seguito riportiamo alcuni estratti dal libro di Zbigniew Brzezinski intitolato "Tra due età, il ruolo dell'America nell'era tecnotronica" (Between two ages: America's rôle in the technotronic era).
"Allo stesso tempo, la capacità di affermare il controllo sociale e politico sulla volontà individuale sarà intensificato. Presto sarà possibile stabilire il dominio quasi continuo su ogni cittadino e tenere aggiornati i files che contengono anche i dettagli più personali sulla salute e sul comportamento di ogni persona, oltre alle informazioni più usuali".
"Questi files saranno oggetto di tracciatura istantanea per opera delle autorità. Il potere è in mano a coloro che controllano le informazioni. Le nostre attuali istituzioni saranno sostituite da organi preposti alla gestione delle crisi, il cui compito sarà quello di individuare, in anticipo, probabili questioni sociali e di sviluppare programmi per affrontarle".

25 ottobre 2014

Oltre la barriera delle immagini (e delle parole)

C'era una volta un omino che non era un omino qualsiasi, ma che, nel suo remoto passato, era stato un grande anchorman della televisione, un indiscusso e celebrato pioniere del tubo catodico. Tuttavia ne era passata di acqua sotto i ponti negli ultimi due decenni. La vita del nostro coscienzioso omino era radicalmente mutata e non solo a causa di una vita familiare ormai disastrosa e nessuno sbocco positivo. Anche la televisione aveva subito trasformazioni profonde e traumatiche: i grandi network stavano per essere acquisiti e incorporati - finanziariamente e organizzativamente – da potenti e mastodontiche corporation intenzionate a investire massicciamente nell'industria assai remunerativa dell'informazione, dei mass media e dell'intrattenimento. In questo nuovo e spietato mondo non contava veramente più il talento e il duro lavoro, ma la spietata legge dei grandi numeri, del successo misurato con i parametri degli indici d'ascolto. E poi i fidati amministratori delegati delle corporations non fanno mai sconti per nessuno e, per incrementare efficienza e profitti, non si fanno alcuno scrupolo di tagliare drasticamente spese e personale anche a costo di privarsi dell'esperienza dei più validi collaboratori. Quale posto poteva ancora occupare il nostro omino in un mondo del genere ? Non rimanevano che i ricordi rievocati con i vecchi amici e in compagnia di una buona bottiglia.

24 ottobre 2014

"GLI USA SONO IL PRINCIPALE STATO TERRORISTA"

Un sondaggio internazionale ha rilevato che gli USA si collocano di gran lunga in testa alla classifica come “l’attuale più grande minaccia per la pace nel mondo”, parecchio avanti al secondo posto del Pakistan e senza nessun altro tanto vicino. Immaginate che la Pravda riporti in un editoriale uno studio del KGB che esamini le più grandi operazioni terroriste dirette dal Cremlino nel mondo, nel tentativo di determinare i fattori che hanno portato al loro successo o al loro fallimento, concludendo infine che, sfortunatamente, gli esiti positivi siano stati rari, tanto che è in atto un certo ripensamento della linea politica. Supponete che l’articolo continui citando una dichiarazione di Putin secondo cui avrebbe chiesto al KGB di eseguire tali indagini per scoprire casi di operazioni di “finanziamento e rifornimento di armi a un’insurrezione in un paese che avrebbero avuto successo, ma che il KGB non avrebbe trovato un granchè”. Perciò, lui avrebbe una certa riluttanza a proseguire l’impegno in questo tipo di operazioni.

Se, cosa quasi inimmaginabile, un simile articolo dovesse apparire, si solleverebbero in cielo grida di sdegno e di indignazione, mentre la Russia verrebbe amaramente condannata – o peggio –, non solo per il terribile archivio terrorista apertamente reso noto, ma anche per la reazione tra la dirigenza e la classe politica: nessun problema, tranne che per il buon funzionamento del terrorismo di stato russo e la possibilità di migliorarne la pratica.

21 ottobre 2014

LI CHIAMANO “ANTAGONISTI”

Ormai si lamentano anche quelli che durante le tornate elettorali si      
mettono in fila disciplinati aspettando di votare il loro uomo della      
“salvezza”. 
          


Il governo Renzi, si sa, non lo ha votato nessuno, eppure moltissime persone ci credevano. Adesso le proteste si moltiplicano, e le parole di Renzi  sul “cambiamento necessario” sembrano provenienti da un disco rotto. Leggendo le notizie del giorno, che rendono note le frasi e i comportamenti del governo, si ha l’impressione di avere di fronte due interlocutori che parlano lingue diverse: da un lato Renzi e i suoi discorsi pieni di buoni propositi, mossi dall’apparente intento di migliorare le sorti del nostro Paese, e dall’altra gli italiani. Gli italiani però, al contrario di Renzi, non hanno alcun palco privilegiato, e i  loro guai non vengono raccontati nemmeno dai talk show vecchio formato, quelli che mostravano le piazze, per intenderci.
I lavoratori precari, i disoccupati, i pensionati al minimo e gli imprenditori collassati, si possono trovare  oggi, nel caso singolo, soltanto  nei salotti pomeridiani in cui prevale la lamentela, e nei quali persino  gravissimi problemi  dovuti  alla  cattiva politica vengono trasformati in lacrime  e generiche richieste di aiuto, come se non vi fossero precisi responsabili. Intanto prosegue lo stillicidio dei suicidi per motivi economici.

20 ottobre 2014

TTIP: UN TRATTATO DA FINE DEL MONDO

In America Latina l'hanno già applicato al Messico e ad altri paesi, con effetti catastrofici per i popoli interessati...
Il TTIP, Partneriato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti, è il trattato che vuole trasformare l’Europa e gli Usa in un paradiso delle multinazionali, sopprimendo le norme in difesa dei diritti dei lavoratori, gli standard ambientali, mercificando i beni comuni e privatizzando i servizi pubblici locali. Tutto ciò si svolge nella più totale segretezza e opacità, in negoziati segreti  tra Usa e UE a Bruxelles, tentando di mettere una pietra tombale anche sulla democrazia. Le salvaguardie conquistate in secoli di lotte per i diritti democratici, quelli dei lavoratori, la giustizia, l'ambiente, la scuola pubblica, la sanità, saranno demolite a favore degli interessi delle multinazionali. Perderemo quel poco che ci resta di sovranità.

EVO, DOVE PROGREDISCE IL PROGRESSO

Noi europei degli anni 2000 forse non riusciremo mai a comprendere veramente quello che sta succedendo in America Latina.
Evo Morales è stato il primo presidente indio nel paese sudamericano più devastato dal colonialismo spagnolo. Ha nazionalizzato tutti gli idrocarburi del suolo boliviano. Ha difeso i coltivatori di coca, la hoja sagrada, dai paesi cocainomani che per frenare i propri vizi vorrebbero distruggere le tradizioni altrui. Ha dato voce ai popoli indigeni, 62% della popolazione boliviana, riconoscendo nella nuova Costituzione Plurinazionale il loro diritto all’autonomia di governo e alla proprietà dei territori. Ha rappresentato, insieme ai presidenti dei paesi dell’Alba e del Mercosur, una spina nel fianco del neocolonialismo statunitense, fino a subire nel 2013 il dirottamento e la perquisizione dell’aereo presidenziale mentre volava, di ritorno da Mosca, nei cieli d’Europa (s.r.l.).
Evo Morales, capo del partito ‘Movimiento al Socialismo’, ieri ha vinto per la terza volta le elezioni in Bolivia con più del 60% dei voti.

17 ottobre 2014

EBOLA: IL SUPER VIRUS NATO NEI LABORATORI USA

Sarà solo un tragico caso, ma l’esplosione dell’epidemia di Ebola coincide con una serie di ricerche militari. Ricerche in atto negli Usa, in Canada e in Russia, dirette a potenziare il virus per studiare il modo migliore per combatterlo. Dettagli tecnici? Top secret. Ma, nei laboratori, Ebola è stato quasi certamente reso trasmissibile per via aerea e più resistente alle cure, in modo da mettere a punto i farmaci più idonei a contrastarne gli effetti. 

E il terribile sospetto, scrive Marco Mostallino su “Lettera 43”, è che la sua recente, devastante diffusione sia in qualche modo dovuta a una falla nei sistemi di sicurezza di quei laboratori ad alto rischio. Un terribile sospetto: il virus, negli ultimi mesi, ha infettato in Africa occidentale circa 8.000 persone, provocando il decesso di oltre 3.800 pazienti, con un tasso di mortalità che supera il 46% dei malati. «Il sospetto che siamo alle prese con un super-Ebola, creato dai ricercatori e molto più potente dell’originale, è suffragato dal confronto con il totale di circa 2.500 persone uccise dal virus fino all’anno scorso dal 1976, anno della sua scoperta». Ci sono tre precedenti: nel 1976 in Inghilterra e nel 2004 negli Usa (con due ricercatori contagiati e poi guariti) e, sempre nel 2004, in Russia, quando uno scienziato perse la vita dopo essere stato infettato.

16 ottobre 2014

Scie, metalli, filamenti, piogge: stanno irrorando il cielo

Qualcuno sta “coltivando” il cielo. Lo dimostrano le anomalie climatiche e i residui che piovono a terra. Ne è convinto l’ingegner Paolo Broggia: ormai, dice, la realtà supera largamente qualsiasi ipotesi fantascientifica. Inoltre, i “coltivatori” dell’aria lasciano tracce quotidiane: «Se osservassimo i nostri cieli più attentamente, vedremmo attività aeronautiche non ufficiali, cioè non legate a transiti di aerei di linea, che rilasciano delle sostanze visibili che si disperdono dopo qualche minuto, a volte dopo ore. Probabilmente si tratta di droni, che quotidianamente “spazzolano” il cielo come una griglia “a scacchi”: ormai non c’è zona dell’Italia (e dell’Europa) che non sia irrorata». Droni, dunque, perché solo velivoli senza pilota potrebbero reggere al millimetro «la estrema ripetitività delle rotte, stressanti e pericolose per esseri umani in carne e ossa: infatti, nel ripassare nelle precedenti scie, in cabina entrerebbe l’aria proveniente dall’esterno, inquinata dello stesso materiale rilasciato dallo scarico». Che cosa spruzzano? «Qualunque cosa, a giudicare dalle analisi dell’acqua piovana».

Sembra proprio che dal cielo stia venendo giù di tutto, scrive Broggia su “Megachip”: nell’aria si registra infatti la presenza di «metalli pesanti, polimeri, batteri, sostanze non classificate». Attenzione: ci sono anche «i fili che cadono dal cielo, imitazioni quasi perfette delle ragnatele, ma di lunghezze spropositate».

9 ottobre 2014

L'INIZIO DEL NUOVO ORDINE MONDIALE: ASIACENTRISMO

Nonostante le crisi in Medio Oriente ed in Ucraina si rubino a vicenda i titoli sui media, esse sono solo le punte emergenti di un movimento tellurico molto più grande: la nascita di un nuovo ordine mondiale post-statunitense centrato in Asia, sulla base della triplice alleanza Cina-Russia-India. Uno dei nuclei del colonialismo e dell’imperialismo consiste nel proibire ai paesi periferici di fare quello che sono soliti fare i paesi del centro. Quando questo non funziona più, è perché il vecchio ordine centrato sulla relazione centro-periferia sta lasciando il passo a nuove relazioni internazionali. 
Le stesse potenze occidentali che gridano al cielo per l’intervento della Russia in Ucraina, bombardano la Siria senza l’autorizzazione del suo governo con la scusa di combattere un’organizzazione terroristica, lo Stato Islamico, nella cui creazione queste stesse potenze hanno giocato un ruolo rilevante. 
Che Cina e Russia rifiutino questo tipo di azioni militari, che in altri tempi venivano coperte per lo  meno con l’approvazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, non è quindi una novità. Che il primo ministro dell’India, Narendra Modi, abbia dichiarato alla catena CNN, ore prima della sua visita negli Stati Uniti, che la Russia ha “interessi legittimi in Ucraina” è già una cosa più seria. Non solo ha rifiutato di criticare l’annessione della Crimea da parte della Russia, ma ha anche mostrato “fiducia” in come Pechino sta gestendo le dispute territoriali nei mari del sud della Cina (The Brics Post, 22.9.2014).

8 ottobre 2014

TANGENTOPOLI INFINITA

Si può dire che il nostro Paese, oltre ad essere il paese dell’Arte e del buon cibo (almeno in passato lo era), è anche il Paese dei “giustizieri”  e dei rivoluzionari. Infatti, i nostri governi invocano sempre “giustizia” contro la corruzione e cambiamenti. Lo faceva anche Bettino Craxi, e oggi tocca a Renzi, che sfodera la solita grinta del “rottamatore”.
Ma  il  problema  della  corruzione   non  assume  mai  l’importanza   che dovrebbe avere. Pochi   giorni   fa,  proprio   l’attuale   Presidente   del  Consiglio   tuonava:

“Aspettiamo le indagini e rispettiamo le sentenze, ma non consentiamo a uno scoop di mettere in crisi dei posti di lavoro o a un avviso di garanzia citofonato sui giornali di cambiare la politica aziendale di un Paese… (in riferimento al cosiddetto programma dei “Mille giorni”). Se questa è una svolta prendetevi la svolta, ma è un dato di fatto per rendere l’Italia un Paese civile”.
Renzi faceva riferimento al nuovo amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi,   che   è   indagato   dalla   Procura   di   Milano   per   corruzione internazionale in relazione ad una concessione petrolifera in Nigeria. Ma in altre  occasioni  ha alzato  la voce  anche  a proposito  della  corruzione relativa all’Expo 2015.

5 ottobre 2014

INTEGRALISMO NIGERIANO E POTERE IMPERIALE

La politica estera e tutte le questioni relative alle guerre risultano incomprensibili  se  ci  si  basa  unicamente  sulle  fonti  ufficiali. Infatti,  i regimi posti sotto il controllo imperiale degli Usa, come quello del nostro paese,  non possono  tradire i loro padroni,  e di conseguenza  raccontano soltanto notizie parziali, e avulse dal contesto storico e politico in cui si svolgono. Detto questo, dobbiamo considerare la situazione storica della Nigeria per capire cosa sta accadendo, prima ancora di inquadrare il significato dello scomodarsi  persino  della  moglie  del presidente  Usa sulla  questione  del rapimento delle studentesse nigeriane.
Occorre anche mettere in chiaro che quando si tratta di capire le vicende di paesi che cercano di avversare l’impero e il cosiddetto Nuovo ordine Mondiale,  bisogna  tener  conto  che  le  notizie  che  riceviamo  sono  tutte filtrate  dalle  agenzie  controllate  dal  potere  occidentale,  e  che  alcuni movimenti islamici integralisti sono finanziati dalle stesse potenze occidentali, in primis, gli Usa. Questa  non  è un’opinione  di  chi  scrive,  in  quanto  esistono  moltissime ricerche e pubblicazioni in questo senso. 1  Dunque, bisogna tenere a mente che  quando  un  gruppo  terroristico  ha  come  scopo  diffondere  paura  e uccidere  civili,  non  si  tratta  di  un  movimento  popolare  o  realmente autoctono.  Infatti,  nessun  popolo  si organizza  per uccidere  se stesso.  Il giudizio su un gruppo terroristico va dato sulla base dei fatti, e non su ciò che dicono le fonti occidentali.

3 ottobre 2014

LA SANTA CROCIATA DI OBAMA

«Che Dio benedica le nostre truppe, che Dio benedica gli Stati uniti d’America»: con queste parole (che invitiamo Papa Francesco a commentare) si conclude la solenne «Dichiarazione sull’Isis», con cui il presidente Barack Obama, in veste di  «Comandante in capo», si è rivolto ieri sera non solo ai suoi concittadini ma al mondo intero. L’America, spiega il Presidente, è «benedetta» perché si assume i compiti più gravosi, a partire dalla «responsabilità di esercitare la leadership». In «un mondo incerto» come quello attuale, «la leadership americana è l’unica costante». È infatti l’America che ha «la capacità e volontà di mobilitare il mondo contro i terroristi», è l’America che ha «chiamato a raccolta il mondo contro l’aggressione russa», è l’America che può «contenere e debellare l’epidemia di Ebola». Con questi toni, che ricordano quelli di un predicatore medioevale all’epoca della Peste Nera («l’aggressione russa» messa sullo stesso piano dell’epidemia di Ebola), il Presidente lancia la nuova crociata contro lo «Stato islamico dell’Iraq e della Siria», avvertendo che «ci vorrà tempo per sradicare un cancro come quello dell’Isis». Nonostante tutto quello che ha fatto finora l’America per combattere il terrorismo, sottolinea, «abbiamo ancora di fronte una minaccia terroristica». Ciò perché «non possiamo cancellare ogni traccia del male dal mondo».
Con questa premessa, che ricorda le crociate del repubblicano Reagan contro l’«impero del male» (l’Urss) e del repubblicano Bush contro «il nemico oscuro che si nasconde negli angoli bui della Terra» 
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TTIP: L'ACCORDO USA/UE IN FAVORE DELLE MULTINAZIONALI, A DISCAPITO DEI CITTADINI

2 ottobre 2014

DIETRO L'UNDERSTATEMENT DI OBAMA-KERRY, L'ATTACCO ALLA SIRIA E ALL'EUROPA

La vera notizia di questi giorni non riguarda i video-omicidi dell'ISIS, ma il fatto che, con il pretesto dell'ISIS, gli USA stiano bombardando la Siria. Da molti giorni gli aerei USA stanno colpendo le installazioni petrolifere siriane, con la giustificazione che sarebbero sotto il controllo dell'ISIS, ma nessuna prova è stata mai fornita a riguardo. La campagna mediatica sull'ISIS denota le tipiche tecniche dell'infantilizzazione dell'opinione pubblica, costretta ad inseguire i fantasmi di fiabe/horror, mentre le notizie autentiche rimangono sullo sfondo. Ad esempio, il nuovo emiro del Qatar fa sapere al mondo che non vi è speranza di sconfiggere l'ISIS se non si liquida prima Assad. 
Quale potrebbe essere il nesso tra le due cose, la sconfitta dell'ISIS e l'eliminazione di Assad? Il nesso è lo stesso Qatar. Infatti, in base alle notizie non di Russia-Today, ma della stessa stampa "occidentale", è tuttora proprio il Qatar il maggiore finanziatore dell'ISIS; e siamo sull'ordine dei miliardi di dollari. Il Qatar è, dopo Israele, il più importante alleato/complice degli USA nella regione del Vicino-Medio Oriente, e ciò deve pur indicare qualcosa riguardo la vera natura dell'ISIS.