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1 agosto 2014

Ricorso palestinese alla Corte Penale Internazionale: è arrivato il momento

[Nota introduttiva: "Il dilemma della Palestina: rivolgersi o non rivolgersi al Tribunale Penale Internazionale" è stato pubblicato il 13 luglio del 2014 sul sito Middle East Eye, un portale che consiglio a tutti coloro che hanno interesse per i problemi del Medio Oriente; il post che segue rappresenta un testo un po’ rivisto, sebbene contenuto nella struttura dell’originale. La plausibilità politica di fare appello alla Corte Penale Internazionale per poter indagare sulle accuse  di criminalità indirizzate a Israele aumenta ogni giorno.]
Dal momento in cui quest’ultima considerevole operazione militare di Israele contro Gaza ha avuto inizio l’8 luglio scorso, si sono succedute con una certa frequenza proposte per accusare Israele come colpevole di crimini di guerra, e che la Palestina debba fare del proprio meglio per attivare la Corte Penale Internazionale nel proprio interesse. Queste le prove che supportano in maniera schiacciante le fondamentali accuse palestinesi: Israele è colpevole sia di aggressione in violazione dello Statuto dell’ ONU che in flagrante violazione dei propri obblighi come forza occupante, secondo la Convenzione di Ginevra, di salvaguardia della popolazione civile di un popolo occupato; Israele sembra colpevole dell’eccessivo e sproporzionato uso della forza contro l’inerme società della Striscia di Gaza; inoltre Israele, in un vasto insieme di altri reati, sembra colpevole di aver commesso crimini contro l’umanità, data l’imposizione di un regime di apartheid in Cisgiordania e attraverso il trasferimento di popolazione verso un territorio occupato, comè stato il caso col suo massiccio progetto d’insediamento di coloni.
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