29 agosto 2014

LA DIFFERENZA TRA I BAMBINI...

È umano che l’uccisione di un ragazzo israeliano, un nostro figlio, susciti maggiore identificazione della morte di qualche altro bambino. Ciò che risulta incomprensibile è la reazione degli israeliani all’uccisione dei loro figli. Dopo il primo bambino, nessuno ha battuto ciglio. Dopo il 50°, non è stato avvertito neanche un tremor sull’ala di un aereo. Dopo il 100, hanno smesso di contare. Dopo il 200mo, hanno incolpato Hamas. Dopo il 300° bambino hanno incolpato i genitori. Dopo il 400°, hanno inventato delle scuse. Dopo (i primi) 478 bambini a nessuno importa più niente. 
Poi è arrivato il nostro primo bambino e Israele si è scioccata. E in effetti, il cuore piange alla vista della fotografia di Daniel Tragerman, 4 anni, ucciso venerdì sera nella sua casa a Sha’ar HaNegev. Un bellissimo bambino, che una volta si è fatto fotografare con la maglietta di una squadra di calcio argentina, blu e bianca, numero 10. E cuale cuore non verrebbe rotto alla vista di questa foto. Chi non piangerebbe sapendo come è stato ucciso in maniera criminale. In un post su facebook si legge: “Ehi Leo Messi, guarda quel ragazzo: tu eri il suo eroe.” 

D’improvviso la morte ha una faccia, sognanti occhi blu e capelli chiari. Un piccolo corpo che non crescerà più. D’improvviso, la morte di un ragazzino ha un significato, improvvisamente è scioccante.

27 agosto 2014

Il ritorno di George Orwell e la Guerra del Grande Fratello contro la Palestina, l'Ucraina e la verità

L’altra sera ho visto “1984″ di George Orwell in un teatro di Londra. Sebbene venisse sbandierata l’interpretazione contemporanea, il monito di Orwell riguardo al futuro veniva presentato come un pezzo storico: remoto, innoquo, quasi rassicurante. Era come se Snowden non avesse rivelato niente, se il Grande Fratello non fosse ora una spia digitale, se lo stesso Orwell non avesse mai detto: “Per essere corrotti dal totalitarismo non occorre vivere in un paese totalitario.”
Acclamata dai critici, l’abile regia rispecchiava la cultura e la politica del nostro tempo. Quando si accesero le luci, il pubblico stava già uscendo. Sembravano indifferenti, o forse attratti da altre distrazioni. “Che pippa mentale”, ha commentato una ragazza accendendo il suo cellulare.
Mentre le società avanzate vengono depoliticizzate, i cambiamenti sono sia sottili che spettacolari. Nei discorsi di tutti i giorni il linguaggio politico viene capovolto, come profetizzato in 1984. “Democrazia” è ora una figura retorica. La pace è “guerra perpetua”. “Globale” è imperiale. Il concetto di “riforma”, un tempo foriero di speranze, ora significa aggressione, perfino distruzione. “Austerità” è l’imposizione del capitalismo estremo ai poveri e il dono del socialismo ai ricchi: un sistema ingegnoso in cui la maggioranza paga il debito dei pochi.

23 agosto 2014

FMI: L'ABUSIVO VORACE CHE COMANDA IN EUROPA

Lunedì scorso il governo ha definitivamente smentito l'eventualità che vi sia in corso una trattativa con la "Troika europea" per rinegoziare i vincoli di bilancio dell'Italia. La solenne dichiarazione secondo cui "il governo rispetterà gli impegni europei", è stata immediatamente tradotta nel suo significato effettivo, e cioè che in autunno vi sarà l'ennesima "manovra correttiva sui conti pubblici". Per fare cassa non si parla solo di prelievi sulle pensioni e di blocchi degli stipendi degli statali, ma anche delle vendite di patrimoni pubblici. L'esperienza passata ha dimostrato che queste "vendite" ai privati non risultano remunerative, anzi, comportano spese aggiuntive per le operazioni finanziarie annesse, quindi con il "fare cassa" non c'entrano nulla; con il lobbying delle privatizzazioni invece sì.

I soldi veri perciò verranno cercati ancora una volta nelle tasche dei cittadini.
Alcuni commentatori hanno espresso perplessità sulla capacità di Renzi di sfidare l'impopolarità che tali misure comporterebbero, e quindi si pronostica una prossima fine del feeling dello stesso Renzi con l'opinione pubblica, con rischi per la tenuta del governo. In realtà che Renzi sia - o sia stato - davvero così popolare, sarebbe tutto da dimostrare. L'artificiosità posticcia del personaggio, e dell'alone mediatico che lo circonda, sono talmente evidenti, che possono sfuggire solo a chi rimanga ostinatamente attaccato agli scampoli del mito della democrazia occidentale, per il quale il consenso delle masse avrebbe in qualche modo a che fare con la tenuta dei governi.

19 agosto 2014

Benetazzo: "Morte Nera, se il virus Ebola arriva in Europa"

Andiamo per gradi. Tra il 1346 ed il 1352 il Vecchio Continente venne colpito dalla Morte Nera, l’epidemia di peste bubbonica che falcidiò 1/3 della popolazione europea. Nei tre secoli precedenti la popolazione europea fece un salto quantico, sostanzialmente raddoppiò in numero, passando da 40 a 80 milioni (secondo le stime più autorevoli): questo venne reso possibile dall’assenza di grandi conflitti tra gli Stati e produzioni agricole negli anni più che abbondanti. Tuttavia durante i primi decenni del 1300 vi furono prolungati periodi di carestia a causa di un peggioramento delle condizioni climatiche in generale: gli storici fanno menzione di una piccola era glaciale. La peste bubbonica sembra abbia avuto origine negli altipiani dell’Asia Centrale, in prossimità della Mongolia, in cui a seguito della scarsità di derrate alimentari e irrigidimento climatico, vi fu una moria accentuata di topi e ratti.

Le pulci, vettori della peste, malattia primaria dei roditori, a quel punto iniziarono ad aggredire altre prede, individuandole negli esseri umani e negli animali domestici. Le scarse condizioni igieniche che caratterizzavano i grandi insediamenti umani dell’epoca quasi ovunque (discariche con rifiuti e fognature a cielo aperto lungo le strade) consentirono il diffondersi del contagio inizialmente in Asia.

16 agosto 2014

Vaccino esavalente Infanrix Hexa: casi di autismo insorti durante i trial clinici omessi intenzionalmente dall’azienda produttrice

A dicembre 2012 divulgammo il contenuto di un corposo documento confidenziale della ditta GlaxoSmithKline produttrice del vaccino esavalente illegale che viene somministrato, come vaccinazione primaria, a pochi mesi di vita ai nostri figli e, come vaccinazione di richiamo [booster] tra i 12 e i 24 mesi di vita.

Considerato che da più parti, Ministro della Salute in testa, proseguono i soliti messaggi di promozione, secondo cui “non bisogna avere paura dei vaccini“, anzi “occorre farli in massa, come prevede il nostro sistema sanitario” – e il nostro sistema sanitario prevede l’obbligatorietà per soli 4 vaccini anziché per l’esavalente – credo sia opportuno ricordare a codesti “commercianti” ciò che sta emergendo dalle indagini di alcune Procure italiane.
Molti genitori di bambini autistici danneggiati da vaccino proseguono a sentirsi ripetere, fra i tanti slogan, che “non esiste nemmeno un caso di autismo da vaccinazione“. Orbene, la smentita giunge a pagina 591 del documento confidenziale della GlaxoSmithKline; una smentita che più ufficiale non potrebbe essere, essendone autore l’azienda stessa.
A pagina 591 esordisce un lungo elenco riassuntivo, sconcertante per il numero e la varietà delle reazioni avverse, dal titolo: “Cumulative tabulation of all unlisted events from serious unlisted spontaneous reports and all serious unlisted reactions from clinical trial cases reported since launch

15 agosto 2014

U€: SEMAFORO VERDE PER UCCIDERE, DISTRUGGERE E RIDURRE IN POLVERE GAZA

Con il suo continuo silenzio la Germania ufficiale sta collaborando con Israele nel suo percorso di distruzione e morte scatenato contro i palestinesi di Gaza. La Germania non è sola; anche il silenzio dell’Austria è assordante. In realtà, perché isolare questi due paesi? Nel secondo o terzo giorno della guerra la cancelliera Angela Merkel non è stata la sola a dichiarare di essere schierata al fianco di Israele. L’intera Unione Europea ha appoggiato Israele e il suo diritto di “difendersi”. 

Sì, Francia e Gran Bretagna si sono un po’ agitate la settimana scorso, producendo alcuni flebili suoni di protesta. Ma la posizione originale della UE, dichiarata il 22 luglio, echeggia tuttora. Ha accusato la parte che è sotto prolungato assedio israeliano di essere la causa dell’aggravamento. Si tratta della parte che, nonostante tutte le dichiarazioni europee sul suo diritto all’autodeterminazione e a uno stato indipendente nella West Bank e a Gaza, è tuttora sotto occupazione israeliana dopo 47 anni.

Gli stati membri della UE e, naturalmente, gli Stati Uniti hanno dato a Israele semaforo verde per uccidere, distruggere e ridurre in polvere. Hanno imposto il fardello della colpa a quelli che lanciano i razzi, i palestinesi. I razzi stanno disturbando l’”ordine” e la “quiete”, mettendo in pericolo la sicurezza di Israele, che è così debole e vulnerabile, sempre attaccata senza alcuna ragione.

13 agosto 2014

SOLIDARIETA’ A NEWTON AHMED BARRY, CAPOREDATTORE DEL BIMESTRALE BURKINABÈ "L'EVÈNEMENT"

Io sottoscritto Newton Ahmed Barry, giornalista e caporedattore a L’Evénement, vorrei allertare con la presente le organizzazioni di difesa dei diritti umani e di difesa della stampa sulle gravi minacce ricevute riguardo la mia sicurezza e la mia stessa vita.
Newton Ahmed Barry
Giornalista di investigazione, dal 2001, data di creazione del nostro giornale L’Evénement di cui sono co-fondatore e responsabile di redazione, sono nel mirino del regime Burkinabè che ha moltiplicato gli atti intimidatori alla mia integrità morale e fisica. Ad ogni situazione di crisi, in ragione dell’audience del nostro giornale, aumentano gli atti di sorveglianza, di intimidazione e anche di minaccia.
Nel 2001, al culmine della crisi che si è prodotta a seguito dell'assassinio del giornalista Norbert Zongo, il mio nome è stato citato in un elenco tra persone da eliminare come « cosiddetti banditi ». La direzione della sicurezza dello stato, ci ha convocato per rimetterci il testo della minaccia. Nessuna disposizione è stata presa per la nostra protezione. Almeno, non a nostra conoscenza.
Nel 2001, dopo la misteriosa morte dell'ex ministro della Costa d'Avorio, Balla Keita, allora rifugiatosi in Burkina Faso, per dissuadere il giornale L’Evénement che indagava sul caso, il Ministro della Sicurezza ed il capo di Stato Maggiore della gendarmeria mi ha accusato di « crimine di intelligenza con l’estero ». Convocato e sentito per delle ore, sono stato infine rilasciato senza seguito. I giornali vicini al regime avevano rilanciato il caso dandogli un contenuto totalmente stravagante. 
Leggi tutto...

12 agosto 2014

Israel vs Palestine - feat. DAM & Norman Finkelstein (Sub. ITA)

Un gruppo rap australiano ha fatto un'audace clip commedia per denunciare l'approccio dei media e della politica statunitense rispetto al conflitto israelo-Palestinese

11 agosto 2014

10 agosto 2014

L'OLOCAUSTO PALESTINESE A GAZA

“Di nuovo chiedo a Granma di non usare lo spazio della prima pagina per queste righe, relativamente brevi, sul genocidio che si sta commettendo coi palestinesi.  
Le scrivo velocemente solo per lasciare costanza su quello che si deve meditare profondamente.
Penso che una nuova e ripugnante forma di fascismo sta sorgendo con una forza considerabile in questo momento della storia umana, nel quale si sforzano per la propria sopravvivenza più di sette mila milioni di abitanti. Nessuna di queste circostanze è relazionata con la creazione dell’impero romano circa 2400 anni fa o con l’impero nordamericano che in questa regione del mondo, appena 200 anni fa, è stato descritto da Simon Bolivar quando ha esclamato che: “…gli Stati Uniti sembrano destinati dalla Provvidenza a piagare l’America di miserie in nome della Libertà”.
L’Inghilterra è stata la prima reale potenza coloniale che ha utilizzato i suoi domini su gran parte dell’Africa, del Medio Oriente, dell’Asia, dell’Australia, dell’America Settentrionale, e molte delle isole delle Antille, nella prima metà del XX secolo.
Non parlerò in questa occasione delle guerre e dei crimini commessi dall’impero degli Stati Uniti durante più di cento anni, bensì solo ricordare quello che ha voluto fare con Cuba, quello che ha fatto con molti altri paesi nel mondo e solo è servito per provare che “un’idea giusta dal fondo di una grotta può vincere un esercito”.

8 agosto 2014

IL GENOCIDIO COMPIUTO DA ISRAELE NELLO SCACCHIERE INTERNAZIONALE

A Gaza continua l’offensiva di Israele per schiacciare la resistenza palestinese, ultimo diaframma che si frappone all’egemonia economico/militare dei sionisti sulla Striscia. Insieme all’embargo, che dopo la vittoria di Hamas ha schiacciato i territori arabi, i ripetuti attacchi di Israele rappresentano una tessera del mosaico di conflitti, che negli ultimi anni hanno insanguinato il Medio Oriente.
I pretesti di questa nuova invasione non sono altro che l’ennesima ricerca fittizia del “casus belli” per proseguire il genocidio palestinese, per impossessarsi di tutta la terra di Palestina eliminando ogni limitato insediamento palestinese, concentrato ormai solo in due isole di Gaza e Cisgiordania circondate dal muro e presidiate dall’esercito israeliano. Per i sionisti, i palestinesi sono il motore della loro economia, costituendo un grande esercito di riserva utilizzati nella produzione sionista, nelle grandi fabbriche israeliane e nelle multinazionali che investono in Israele, impiegati come schiavi, sottopagati e senza diritti. 

Nell’ottica sionista, i palestinesi crescono però a livello demografico molto più velocemente di quanto serve ai loro interessi, per questo è costante il genocidio sionista per ridurre al minimo indispensabile la popolazione palestinese, boicottando allo stesso tempo ogni possibilità di organizzazione della Palestina, impedendo la pesca, sabotando le centrali che producono energia a Gaza e Cisgiordania, versando negli acquedotti di Gaza e Cisgiordania acque reflue sull’acqua potabile, l’insabbiamento dei pozzi ecc… Pertanto si tratta di una operazione sistematica per ridurre al minimo la popolazione palestinese da conservare in stato di schiavitù secondo le necessità della borghesia israeliana e internazionale.

7 agosto 2014

Perché non ascoltare le richieste di Hamas se sono ragionevoli?

Leggete la lista delle condizioni poste da Hamas e Jihad islamico e provate onestamente a giudicare se c’è una richiesta ingiusta tra queste. 
Dopo che abbiamo detto tutto ciò che c’è da dire sul conto di Hamas – che è integralista, che è crudele, che non riconosce Israele, che spara sui civili, che nasconde munizioni dentro le scuole e gli ospedali, che non ha fatto niente per proteggere la popolazione di Gaza – dopo che è stato detto tutto questo, e a ragione, dovremmo fermarci un attimo e ascoltare Hamas. Potrebbe perfino esserci consentito metterci nei suoi panni e forse addirittura apprezzare l’audacia e la capacità di resistenza di questo nostro acerrimo nemico, in circostanze durissime.

Invece Israele preferisce tapparsi le orecchie davanti alle richieste della controparte, anche quando queste richieste sono giuste e corrispondono agli interessi sul lungo periodo di Israele stesso. Israele preferisce colpire Hamas senza pietà e senza alcun altro scopo che la vendetta. Stavolta è particolarmente chiaro: Israele dice di non voler rovesciare Hamas (perfino Israele capisce che se lo fa si ritroverà sulla porta di casa la Somalia, altro che Hamas), ma non è disponibile ad ascoltare le sue richieste. Quelli di Hamas sono tutti “bestie”? Ammettiamo pure che sia vero, ma tanto lì stanno e lì restano, e lo pensa anche Israele. Quindi, perché non ascoltarli?

5 agosto 2014

BASTA U€: SOVRANITA' NAZIONALE PER SALVARE LA DEMOCRAZIA!

Rivendicare la sovranità nazionale e disobbedire al Patto di Stabilità imposto dalla Troika: «Occorre una rottura, un bagno di realismo e uno scatto di coraggio di fronte a questa crisi e a questa Unione Europea che opprime e disunisce i popoli europei». L’ideologia dell’europeismo lubrifica il diktat economico dell’Ue, vera causa della catastrofe, mentre le ultime elezioni rivelano i sentimenti di un’opinione pubblica che «diventerà prevedibilmente sempre più anti-Unione Europea», avverte Enrico Grazzini. Senza una rivolta politica radicale la musica non cambierà, perché «alla base della politica europea e tedesca dell’austerità senza fine, della deflazione e della disoccupazione di massa ci sono i trattati di Maastricht, e poi del Fiscal Compact, del Two Pack e Six Pack», già sottoscritti dai governi di centrodestra e centrosinistra. «Senza modificare o ripudiare questi trattati-capestro è praticamente impossibile rilanciare la spesa pubblica e invertire l’attuale rotta europea», che ci sta portando al disastro.
Sono proprio quei trattati-sciagura che la Merkel impugna per imporre la sua politica «suicida e insostenibile», con «regole rigidissime sui limiti ai deficit pubblici», in una situazione già drammatica in cui «gli investimenti privati e i consumi sono in caduta libera». E’ storia: «Grazie all’Ue, l’Europa è diventata da anni il malato grave dell’economia mondiale, e non riesce a vedere la fine del tunnel». L’Unione Europea uscita da Maastricht, scrive Grazzini su “Micromega”, «non è la patria degli europei», ma solo un’istituzione intergovernativa oppressiva. 

3 agosto 2014

LA SOLUZIONE FINALE PER LA PALESTINA


"Da fuori lo sguardo degli animali si posava sul maiale e poi sull'uomo, e poi dall'uomo al maiale, e di nuovo dal maiale all'uomo; ma era impossibile distinguere l'uno dall'altro."
(George Orwell, "La Fattoria degli Animali")
In mezzo a cotanta barbarie che ancora una volta ci tocca vedere abbattersi su Gaza, non è mancato chi ha paragonato il regime di Israele con l'apartheid che c'era in Sud Africa. Il paragone, senza ombra di dubbio, è in difetto. Il razzismo strutturale sudafricano non è mai giunto ad un livello di brutalità sistematica come quella che oggi devono sopportare i Palestinesi. Alcuni hanno paragonato Gaza ad un ghetto, alle prigioni a cielo aperto in cui i nazisti rinchiudevano gli ebrei in Europa ed hanno paragonato la resistenza di Gaza alla resistenza del Ghetto di Varsavia nel 1943 [1]. Lo scrittore colombiano Antonio Caballero ha descritto la Cisgiordania "come un arcipelago fatto di ghetti chiusi da muri eretti da Israele e di strade controllate dall'esercito israeliano che servono a collegare le decine di insediamenti coloniali ebrei su terra palestinese e, viceversa, a non far comunicare le comunità palestinesi" [2]. L'intellettuale israeliano Ilan Pappe concorda sul fatto che la politica israeliana cerca di trasformare le comunità palestinesi in ghetti fisicamente separati [3]. La situazione dei Palestinesi che vivono e lavorano in Israele non è migliore: a centinaia sono stati messi in carcere da quando è iniziato l'attacco [4]; altri hanno dovuto subire veri e propri pogrom [5] scatenati da israeliani ostili alla popolazione araba che viene accusata di sfruttare, a sputi e complotti, il miele della cosiddetta "democrazia".
Leggi tutto...

“SII IL CAMBIAMENTO CHE VUOI VEDERE NEL MONDO”

Da due anni vivo senza denaro e nessuna spesa, vi racconto come ci riesco
E’ irlandese e il suo nome è Mark Boyle. Quest’uomo ha deciso di vivere senza redditto, senza nessun conto in banca e senza nessuna spesa. Come farà a vivere? Qui ci racconta la sua Esperienza Personale in questo percorso di CAMBIAMENTO RADICALE.

Se sette anni fa, durante il mio ultimo anno di Economia, mi avessero detto che fra qualche anno avessi vissuto alla giornata senza un centesimo, gli avrei presi per pazzi. Il mio obbiettivo a quei tempi era quello di ottenere un “buon lavoro”, riempirmi di beni materiali per dimostrare a tutti di aver ottenuto il Successo. A dire il vero per un po’ di tempo ho lavorato per una grande Azienda di alimenti biologici, il lavoro andava alla grande, ero riuscito a comprare addirittura uno yacht. Sarei ancora li se non fosse stato per il VIDEO, il video che mi cambiò la visione del Mondo, il video intitolato GANDHI!
Ero li a filosofeggiare con un mio amico sullo yacht con un buon bicchiere di Merlot, e quelle parole continuavamo a rimbalzarmi in testa: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel Mondo”, fino ad allora non conoscevo il vero significato di Cambiamento. Iniziammo così a parlare di distruzione ambientale, guerre per la conquista delle risorse energetiche, allevamenti intensivi, sfruttamento del lavoro ai limiti dello Schiavismo.

1 agosto 2014

PAOLA TAVERNA: "L'ITALIA E' ROVINATA, COSA AVETE FATTO PER 30 ANNI?"

Ricorso palestinese alla Corte Penale Internazionale: è arrivato il momento

[Nota introduttiva: "Il dilemma della Palestina: rivolgersi o non rivolgersi al Tribunale Penale Internazionale" è stato pubblicato il 13 luglio del 2014 sul sito Middle East Eye, un portale che consiglio a tutti coloro che hanno interesse per i problemi del Medio Oriente; il post che segue rappresenta un testo un po’ rivisto, sebbene contenuto nella struttura dell’originale. La plausibilità politica di fare appello alla Corte Penale Internazionale per poter indagare sulle accuse  di criminalità indirizzate a Israele aumenta ogni giorno.]
Dal momento in cui quest’ultima considerevole operazione militare di Israele contro Gaza ha avuto inizio l’8 luglio scorso, si sono succedute con una certa frequenza proposte per accusare Israele come colpevole di crimini di guerra, e che la Palestina debba fare del proprio meglio per attivare la Corte Penale Internazionale nel proprio interesse. Queste le prove che supportano in maniera schiacciante le fondamentali accuse palestinesi: Israele è colpevole sia di aggressione in violazione dello Statuto dell’ ONU che in flagrante violazione dei propri obblighi come forza occupante, secondo la Convenzione di Ginevra, di salvaguardia della popolazione civile di un popolo occupato; Israele sembra colpevole dell’eccessivo e sproporzionato uso della forza contro l’inerme società della Striscia di Gaza; inoltre Israele, in un vasto insieme di altri reati, sembra colpevole di aver commesso crimini contro l’umanità, data l’imposizione di un regime di apartheid in Cisgiordania e attraverso il trasferimento di popolazione verso un territorio occupato, comè stato il caso col suo massiccio progetto d’insediamento di coloni.
Leggi tutto....