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1 luglio 2014

TTIP, IL TRATTATO CHE CANCELLERA' DIRITTI E GARANZIE

Se Tom Vilsack sa il fatto suo, allora molto presto gli europei mangeranno carne di manzo agli ormoni e cereali geneticamente modificati per sopportare enormi quantità di erbicidi e pesticidi, il tutto senza nemmeno saperlo. E in questo faranno buona compagnia agli americani. Tom Vilsack è il segretario del dipartimento americano dell’agricoltura; di recente ha fatto visita alle autorità europee a Bruxelles per sollecitare l’Unione Europea a eliminare quelle che vengono definite le “barriere non scientifiche” al libero commercio di prodotti agricoli tra le due aree più ricche del pianeta, la UE e gli USA.
Ed è qui che compare in scena il TTIP, Transatlantic Free Trade Agreement, anche chiamato Transatlantic Free Trade Agreement (TAFTA), negoziati commerciali bilaterali tra le due più grandi potenze economiche del mondo. L’obiettivo è quello di eliminare tutte le barriere per il commercio e gli investimenti e uno degli aspetti è l’omogeneità delle regole che governano questo ambito. 


I negoziati sono condotti al fine di portare il maggior vantaggio possibile alle grandi industrie e alle lobbies che muovono un sacco di denaro. A Washington non è inusuale che i grandi gruppi di pressione scrivano addirittura le bozze di leggi per i membri del Congresso o per i segretari in modo che nei loro discorsi adottino il punto di vista delle lobbies stesse. L’American Farm Bureau Federation's (AFBF) è una lobby particolarmente potente che punta ad annientare le resistenze all’importazione in Europa di carne di manzo, maiale e pollame dagli Usa e ad accelerare le autorizzazioni per gli ogm. La UE, benchè timidamente, sta cercando di difendere il proprio divieto all’importazione di carne trattata con ormoni. Ma la AFBF è potente e si oppone anche negli Usa a regole più a favore di consumatori e ambiente. In un documento ha affermato di non sostenere alcuna azione o politica che tenda a regolare l’emissione di gas serra, ponendosi n aperto contrasto con con la National Academy of Sciences americana, l’Intergovernmental Panel on Climate Change e la maggioranza degli scienziati di tutto il mondo.

Le associazioni per i diritti dei consumatori in America e in Europa stanno lottando perché si arrivi ad etichettare i cibi ogm in modo che i consumatori possano essere informati e fare le loro scelte. Vilsack e l’AFBF si oppongono all’etichettatura degli ogm perché, spiegano, “si rischierebbe di mandare il messaggio sbagliato che siamo di fronte ad un problema di sicurezza”. Insomma, ciò che si vuole cancellare è il principio di precauzione. L’AFBF sostiene che sia gli Usa che la Ue, aderendo al Wto, devono accettare il fatto che ogni misura presa a protezione della vita umana, animale o vegetale deve essere fondata sulla scienza e applicata nella misura strettamente necessaria e in questa personale e alquanto interessata visione della scienza non rientra affatto il principio di precauzione.  

Quindi la richiesta delle lobbies è che l’Europa elimini ogni restrizione all’importazione degli alimenti e adotti lo stile americano che ignora completamente ogni precauzione.
Ma il trattato che pende come una spada di Damocle sulla testa di tutti i cittadini europei, non toccherà solo il commercio del cibo, che già comunque influirà drasticamente sulla salute della popolazione. In pericolo ci sono anche beni e valori come acqua, terra, energia, giustizia sociale.
Mobilitiamoci per far sentire la nostra voce e per non permettere che i cittadini vengano schiacciati. Aderisci anche tu a Stop TTIP.

Alcuni buoni motivi per fermare il TTIP secondo la campagna Stop TTIP:
Sicurezza alimentare: le norme europee su pesticidi, Ogm, carne agli ormoni e più in generale sulla qualità degli alimenti, più restrittive di quelle americane e internazionali, potrebbero essere condannate come “barriere commerciali illegali”

Acqua ed energia: sono settori a rischio privatizzazione. Tutte quelle comunità che si dovessero opporre potrebbero essere accusate di distorsione del mercato
Servizi pubblici: il TTIP limiterebbe il potere degli Stati nell’organizzare i servizi pubblici come la sanità, i trasporti, l'istruzione, i servizi idrici, educativi e metterebbe a rischio l’accesso per tutti a tali servizi a vantaggio di una privatizzazione che rischia di escludere i meno privilegiati
Diritti del lavoro: la legislazione sul lavoro, già drasticamente deregolamentata dalle politiche di austerity dell’Unione Europea, verrebbe ulteriormente attaccata in quanto potrebbe essere considerata “barriera non tariffaria” da rimuovere
Finanza: il trattato comporterebbe l’impossibilità di qualsivoglia controllo sui movimenti di capitali e sulla speculazione bancaria e finanziaria
Brevetti e proprietà intellettuale: la difesa dei diritti di proprietà delle imprese sui brevetti metterebbe a rischio la disponibilità di beni essenziali, quali ad esempio i medicinali generici. Così come la difesa dei diritti di proprietà intellettuale possono limitare la diffusione della conoscenza e delle espressioni artistiche.


Gas di scisto: il fracking, già bandito in Francia per rischi ambientali, potrebbe diventare una pratica tutelata dal diritto. Le compagnie estrattive interessate ad operare in questo settore potrebbero chiedere risarcimenti agli Stati che ne impediscono l’utilizzo. In questo modo si violerebbe il principio di precauzione sancito dall’Unione Europea, incentivando iniziative economiche che mettono in pericolo la salute umana, animale e vegetale, nonché la protezione dell’ambiente

Libertà e internet: i giganti della rete cercherebbero di indebolire le normative europee di protezione dei dati personali per ridurli al livello quasi inesistente degli Stat Uniti, autorizzando in questo modo un accesso incontrastato alla privacy dei cittadini da parte delle imprese private
Democrazia: il trattato impedirebbe qualsiasi possibilità di scelta autonoma degli Stati in campo economico, sociale, ambientale, provocando la più completa esautorazione di ogni intervento da parte degli enti locali
Biocombustibili: il TTIP attraverso l’armonizzazione delle normative europee in ambito energetico, incentiverebbe l’importazione di biomasse americane che non rispettano i limiti minimi di emissione di gas a effetto serra e altri criteri di sostenibilità ambientale

Ribellarsi ad un trattato che antepone la logica del profitto illimitato alla tutela dei diritti inalienabili sanciti formalmente nelle convenzioni europee e internazionali, vuol dire assumersi la responsabilità di determinare un cambiamento che sia a beneficio di tutti e non ad appannaggio dei soliti noti. 

Il Cambiamento

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