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23 luglio 2014

M5s, Di Battista: "A Gaza è un genocidio"

Il 5 stelle Alessandro Di Battista è durissimo: “Non siamo contro Israele ma contro le politiche del suo governo”, spiega. “Stiamo con i deboli, oggi con i palestinesi”. Via l’ambasciatore dunque e parole più nette dal governo, che per ora “in politica estera è stato debolissimo”
E’ il cinquestelle terzomondista, Alessandro Di Battista. “Di politica interna non voglio parlare” dice all’Espresso, prima di rievocare i suoi viaggi e elencare i suoi rapporti internazionali, soprattutto nel sudamerica. Delle bombe che cadono su Gaza, però, parla: “Quello che sta portando avanti Israele è un genocidio” dice senza mezze misure, riprendendo “le parole di tanti leader internazionali”, tra cui “Ortega e Morales, con cui abbiamo molti rapporti di lavoro”. E siccome “fanno bene a parlare di genocidio”, Alessandro Di Battista annuncia che i deputati 5 stelle della commissione esteri presenteranno una risoluzione per il richiamo dell’ambasciatore italiano in Israele, “un atto simbolico dovuto”.
Non teme le accuse, Di Battista: “Chi parla di antisemitismo dovrebbe capire che l’unica cosa a fare il gioco degli antisemiti sono le azioni del governo israeliano”. Di Battista sa che “Israele non è il suo governo”, così come “la Palestina non è Hamas”.


Via l’ambasciatore e parole più nette dal governo, che per ora “in politica estera è stato debolissimo”, “inesistente”, “peggio del governo Berlusconi”. “Renzi tace”, accusa Di Battista, che poi, sull’idea di nominare Mogherini in Europa, aggiunge: “Mi chiedo perché in tanti spingano per mandarla in un posto prestigioso sì, ma poco rilevante”. Forse per liberare un posto qui in Italia? “Diciamo che avrebbe avuto molto più senso, e questo noi abbiamo chiesto, ricoprire posti chiave su altre tematiche, magari economiche e con portafoglio”.


Di Battista, su Gaza il Movimento ha già lanciato le sue sette proposte. Si va dai blocchi commerciali e delle commesse militari con Israele, alla revisione degli accordi internazionali. Oggi lei ne aggiunge un altro.
“Non io, ma il Movimento 5 stelle. Presenteremo in commissione una risoluzione per chiedere che il governo richiami, come atto simbolico ma dovuto, l’ambasciatore da Israele”.


Difficile.
“Dovrebbero farlo, così come si dovrebbe ridiscutere il diritto di veto nel consiglio di sicurezza dell’Onu, e fanno bene a chiederlo i leader degli stati dell’America latina come Rafael Correa, Daniel Ortega e Evo Morales. Gli stessi che parlano giustamente di genocidio, rispetto all’azione di Israele a Gaza”.


Giustamentre secondo lei.
“No, giustamente secondo noi. E secondo la definizione che di genocidio danno le Nazioni Unite. Siamo davanti a un’invasione, a una segregazione che dura da molti anni, con il popolo palestinese chiuso come fosse in una prigione, senza terreni da coltivare, con l’embargo”.


L’accusa di essere contro lo stato d’Israele è dietro l’angolo.
“E’ un’accusa infondata, mi creda. E sciocca. Perché solo uno sciocco può confondere la critica anche dura al governo di Israele, alla sua politica estera con l’odio verso lo stato di Israele o con l’antisemitismo. Vuol dire ignorare il fatto che nella stessa politica israeliana c’è chi si oppone alle attuali strategie del governo. Quello che bisogna semmai dire è che sono le azioni del governo israeliano la benzina gettata sul fuoco degli antisemiti nel mondo. Perché il terrorismo non si distrugge certo con la violenza, anzi. La violenza genera odio e l’odio ingrassa il terrorismo”.


Si parla di difesa, rispetto a un lancio di missili da Gaza.
“Noi vorremo parlare con Hamas per chiedere che anche loro cessino il lancio di missili. Non devono dare il pretesto a Israele. Ma poi il Movimento 5 stelle sta con i più deboli e quindi, in questo caso, con i palestinesi”.


Nel Movimento non la pensano tutti come lei. Il consigliere torinese Vittorio Bertola scrive che le proposte “partorite da Di Battista e dai nostri parlamentari sembrano uscite da un gruppo di studenti del liceo durante una okkupazione”. Così, con due k.
“Ha una sua idea, sono contento, è normale. La posizione del gruppo parlamentare è però condivisa e ci siamo arrivati dopo averne discusso con molti esperti. Non è un’improvvisata studentesca”.


Senta, il ministro Mogherini ha dato disponibilità per riferire in commissione affari esteri, la prossima settimana. Voi volevate un passaggio in aula.
“Mi sembra il minimo. Converrete che è curioso che il medioriente esploda, con conflitti in Egitto, un califfato in Iraq, l’invasione a Gaza e il governo italiano non ne discuta con il parlamento. Anche la presidente Boldrini, che sui temi è molto attiva, l’ha invitata a riferire in aula. Ma il governo Renzi in politica estera è debolissimo. Sembrerà strano, ma anche il pessimo governo Berlusconi faceva meglio”.


E’ inutile che le chieda se l’idea della nomina europea per Mogherini la soddisfi.
“Guardi, penso che Mogherini abbia dimostrato anche troppo polso e autonomia e forse è per questo che la propongono per quell’incarico”.


Dice che vogliono liberare un posto in Italia?
“Mi chiedo solo perché in tanti spingano per mandarla in un posto prestigioso sì, ma poco rilevante”.


Ma voi avreste avuto una proposta alternativa, pronta, per quell’incarico?
“Se ne occupano i colleghi europarlamentari. Io dico solo che come Movimento avremmo preferito che l’Italia facesse una battaglia per un posto in una commissione più importante, con portafoglio, con competenze su tematiche economiche”


Ancora Bertola, il vostro consigliere a Torino, dice che invece, banalmente, “non siete pronti a ricoprire incarichi così importanti”.
“Stiamo crescendo, studiando. Anche a livello di relazioni internazionali, di rapporti. E studiando abbiamo già dimostrato di arrivare a intuire alcune cose. Le faccio l’esempio della mia collega Marta Grande che è stata uccisa dai media per aver denunciato in aula una foto di violenze in Ucraina che però non era una foto reale…”


Una gaffe niente male, converrà?
“D’accordo. Ma poi nessuno ha scritto che lei, nell’ultima audizione con la Mogherini in commissione aveva suggerito una no fly zone sull’Ucraina. Non so se il ministro non si sia fatta carico dell’istanza o se non si sia potuto far nulla per altre ragioni, ma era un intuizione che dimostra una certa capacità”.

 
Fonte:  http://espresso.repubblica.it/

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