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23 febbraio 2014

CHE COS'E' LA LIBERTA' DI STAMPA?


Secondo l’annuale classifica mondiale sulla libertà di stampa di Reporters Sans Frontières l’Italia è al 49° posto su 180 paesi analizzati nel 2014. Un miglioramento rispetto al 57° posto del 2013 e il 61° del 2012. Afferma RSF: “Nell’Europa meridionale l’unica evoluzione positiva si verifica in Italia, che è finalmente uscita da una spirale negativa e sta preparando una legge incoraggiante per depenalizzare la diffamazione a mezzo stampa.” Questa tendenza sembra dovuta ai governi più liberali che si sono succeduti in questi ultimi anni e che hanno fatto un minore uso di leggi bavaglio e denunce nei confronti della stampa. Eppure, analizzando la veridicità delle notizie date dai giornali, l’importanza che viene data ad alcune notizie tralasciandone altre, tagli e manipolazioni di contenuti e interessamento politico degli imprenditori della carta stampata, ci troviamo davanti una situazione totalmente opposta.
Parliamo di RCS, Mediaset e Repubblica, nominando con un acronimo e due parole i due maggiori quotidiani italiani e il secondo operatore televisivo per ascolti (dato AGCOM, 2013). A questi va aggiunta la Rai, intesa come operatore gestito dalla politica e per nulla indipendente ai cambi di governo.

Ma veniamo a qualcosa di concreto:
Come giudicate la scarsa risonanza che hanno avuto le rivelazioni dell’ex ministro del PD Fabrizio Barca caduto nella trappola telefonica di un finto Nichi Vendola durante la trasmissione “La Zanzara” su Radio 24? De Benedetti, direttore di Repubblica, fa pressioni perché Barca accetti l’incarico di Ministro dell’Economia e soprattutto “Non una volta chiedendomi: ma se lo fai cosa fai?”
Per quale motivo in prima pagina dei quotidiani online di oggi (20 Febbraio 2014) troviamo il video delle consultazioni tra Grillo e Renzi e non la conferenza dello stesso Grillo in cui spiega i motivi di tale comportamento e accusa la stampa italiana di essere la causa della disinformazione dei cittadini?
Perché gli operai che volevano gettarsi dal palco di Sanremo erano ieri la notizia di apertura, mentre la scoperta che gli stessi fossero parte di un Consorzio in cui erano pagati per non lavorare si trova a fondo pagina?
Ed infine, perché si parla tanto della situazione di guerriglia a Kiev, mentre della protesta in Venezuela non se ne parla?
Guardando le prime pagine dei giornali italiani e le aperture dei TG, si nota un’uniformità di notizie imbarazzante. Ma chi decide l’importanza delle notizie in Italia? Vien da pensare che ormai l’informazione vada a braccetto con la politica, o che addirittura sia utilizzata spesso come propaganda. E allora, quanto è realistico quel 49° posto della classifica mondiale sulla libertà di stampa?
Con la speranza che un giorno, nelle scuole italiane, si torni ad insegnare come analizzare e leggere le notizie:

The Daily Show

Fonte: http://www.lintellettualedissidente.it

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