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28 febbraio 2014

La Troika ordina di toccare i risparmi dei privati e Renzi esegue

Matteo Renzi è un mero esecutore degli ordini della massoneria bancaria europea. La UE e la Merkel ordinano, lui esegue. Che non sarà lui a salvare l’Italia, lo abbiamo capito fin da subito, anzi, finirà di affossarla nei prossimi 12-18 mesi portandoci ai livelli della Grecia. E lo si evince anche dai discorsi che sta tenendo: tante chiacchiere insensate, pochi discorsi concreti, zero fatti. 

Perfino il Financial Times, pochi giorni fa, rivolgendosi a lui, precisava che a nulla serviranno le fantomatiche riforme perché il vero problema dell’Italia è l’euro (ovviamente nessun quotidiano o media italiano, nonostante si tratti di un quotidiano di caratura internazionale, ha solo minimamente accennato la notizia).

GOLDMAN SACHS PRONTA A SPOLPARE L'ITALIA....GRAZIE A RENZI!

Da fanalino di coda dell’eurozona a paese su cui puntare i riflettori nel 2014. Secondo quanto scrive l’Huffingtonpost, la promozione del governo Renzi passa anche dai mercati, che a giudicare da questa intervista di Bloomberg annusano un vento favorevole.   

“È probabile che nel giro di un anno vedremo delle riforme significative nel sistema italiano”, spiega Francesco Garzarelli, codirettore della ricerca mercati a Goldman Sachs, uno dei pezzi grossi del gigante finanziario. “I mercati, come si sa, spesso anticipano i cambiamenti. E se annusano qualcosa di positivo, potrebbero dare un contributo”. Garzarelli, intervistato sulle riforme promesse da Matteo Renzi e sul suo atteggiamento nei confronti delle economie internazionali, elenca i due punti fondamentali che, secondo lui, dovrebbero guidare l’agenda del neo premier. “Renzi deve far crescere la produttività nel prossimo anno”, spiega.

27 febbraio 2014

I RISPARMI AI TEMPI DEL COLERA (1° PARTE)

Nel paese fantastico sta andando in onda la sceneggiata dell'ulteriore tassazione delle rendite finanziarie. Il messaggio che viene veicolato al cittadino è quello secondo il quale sarebbe  "immorale" che le rendite finanziarie scontino livelli impositivi inferiori ai redditi prodotti dal lavoro, e che quindi occorrerebbe un ribilanciamento del prelievo fiscale al fine di ridurre il carico tributario sul lavoro, aumentando la tassazione sui risparmi. Purtroppo  la verità è sempre maledettamente  diversa da come viene raccontata, e per onorarla occorre scavare, scavare e scavare ancora, al fine di capire come stanno realmente le cose.

Se andassimo  sul sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze (precisamente QUI) consultando gli ultimi dati disponili sul sito, relativi al periodo d'imposta 2011, si scoprirebbe questa tabellina che ci consente di smentire l'affermazione secondo la quale il lavoro sarebbe tassato di più delle rendite finanziarie.

E' NATO IL PRIMO GOVERNO RENZI-BERLUSCONI....

Smettiamola di prenderci in giro, quello di oggi è il primo Governo monocolore che vede la luce dai tempi della DC, sostenuto cioè da un unico partito monolitico e unito. Ma come accade ormai di sovente di questi tempi ai cittadini bisogna raccontare che si tratta di un’altra cosa. Del resto in questi anni ci siamo abituati a sentire spacciare addirittura la guerra come missione di pace; siamo allenati!
Con l’avvento al soglio governativo del giovanotto di Firenze si compie finalmente la fusione ideologica e fisica tra gli ideali sostenuti dalla destra padronale di stampo berlusconiano e la destra finanziaria, affaristica e cooperativa, di stampo democratico. l’Urgenza di venire al mondo del Governo Renzi e la sua sostanziale ragion d’essere risiede primariamente nel cambio di maggioranza politica che lo sostiene. I commentatori ‘mainstream’ raccontano che nulla dal punto di vista politico sia cambiato, che il Governo continua a essere sostenuto dalla stessa maggioranza di prima, solo con più donne e più giovani, ma questo non ci deve ingannare. Le manovre di annullamento ed emarginazione delle frange estreme dei due maggiori schieramenti politici, Lega da una parte e Sinistre varie dall'altra, si sono praticamente concluse ed  entrambi sono al fine confluiti allegramente in un pastone “indifferenziato” - l’aggettivo non è casuale.

26 febbraio 2014

LETTERA AI MIEI STUDENTI INDIANI SUGLI EFFETTI LINGUISTICI DEI COLPI D'ARMA DA FUOCO PARTITI DAL PONTE DI UNA PETROLIERA ITALIANA

Care ragazze, cari ragazzi,

per svariati mesi sono stato il vostro insegnante di italiano tra Mumbai e Bangalore. La maggior parte di voi veniva dal Kerala. Alcuni dei vostri genitori erano pescatori. Ricordo i sacrifici  dei vostri familiari, che speravano di regalarvi un futuro con una laurea in infermieristica e un corso di italiano. Ricordo che l’Italia e l’Europa rappresentavano ai vostri occhi la possibilità di una svolta nella vostra professione e nelle vostre vite. Ricordo  anche che, come tutti gli studenti, l’uso delle preposizioni italiane vi metteva in difficoltà. Per presentarvi, dicevate: “Sono nato a Kerala”. Io allora spiegavo che la regola grammaticale vuole l’uso della proposizione “in + nome dello stato” e “a + nome di città. Per questo si dice “Sono nato in Italia” e “Sono nato a Roma”. Dato che il Kerala è uno stato (l’India è una confederazione di stati, come gli Usa per capirci) si deve dire: “Sono nato in Kerala, a Trivandrum”, come si dice “Sono nato in Colorado, a Boulder”. Capirete il mio stupore e la mia tristezza, dopo l’assassinio dei due pescatori Valentine Jalestine e Ajeesh Binki, colpiti da colpi d’arma da fuoco provenienti dalla petroliera Enrica Lexie (è un dato di fatto: le istituzioni italiane hanno già versato un indennizzo ai parenti delle vittime in un accordo extra-giudiziario di cui si parla poco nel bel paese).

25 febbraio 2014

USCIRE DALL'INCUBO DELL'€URO

Passano i mesi, diventano anni, e la possibilità che i paesi periferici dell’Eurozona superino questa crisi attraverso un percorso diverso da una soluzione di rottura si allontana sempre di più all’orizzonte. Contro quanti insistono nel sostenere che esistano soluzioni riformiste capaci di affrontare l’attuale situazione di deterioramento economico e sociale, la realtà si sforza di dimostrare che la fattibilità di queste proposte richiede una condizione previa ineludibile: la modificazione radicale della struttura istituzionale, delle regole di funzionamento e della linea ideologica che guida il funzionamento dell’Eurozona.
Il problema di fondo è che questo contesto risulta funzionale ed essenziale al processo di accumulazione del gran capitale europeo; ma è anche funzionale, ed è qualcosa che dobbiamo avere sempre presente, al consolidamento del ruolo egemonico della Germania in Europa, e del ruolo al quale essa aspira nel nuovo ambito geopolitico multipolare in costruzione. Per questo motivo possiamo avanzare almeno due argomenti fondamentali per rafforzare la tesi della necessità della rottura del contesto restrittivo imposto dall’euro, se si desidera aprire il ventaglio di possibilità a percorsi di uscita da questa crisi che consentano una minima possibilità di emancipazione per l’insieme dei popoli europei.

24 febbraio 2014

ITALIA SENZA DEMOCRAZIA: 3° GOVERNO IN CARICA SENZA ELEZIONI

"Il mondo è pronto per raggiungere un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di una elite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati ." - David Rockefeller, 1991
Record mondiale: tre primi ministri extraparlamentari, uno dietro l'altro. Perché? In ossequio a chi? Grazie ai giochetti dell'onnipervadente massoneria italidiota e non, la farsa continua in barba alla democrazia. Sul sito internet del governo tricolore si legge ora la seguente frase:
«La Carta costituzionale disciplina la formazione del Governo con una formula semplice e concisa: "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri"»..
Certo, non c’è dubbio. Ma la stessa Costituzione repubblicana afferma prima di tutto e sopra a tutti che «il popolo è sovrano». Infatti, il popolo non ha eletto un Parlamento per fare le ammucchiate nel retrobottega di Palazzo Chigi e del Quirinale, dettate dai potentati economici stranieri, dopo la chiusura  delle urne. Gli elettori hanno votato schieramenti diversi, ed apparentemente contrapposti in campagna elettorale. Prima Monti nominato senatore a vita senza avere i requisiti e con un numero enorme di conflitti di interesse (alla voce Trilateral+Bilderberg), poi Letta, adesso Renzi che spunta dal nulla. Ma chi pretendono di prendere in giro questi parassiti che occupato i gangli vitali del nostro Paese?

23 febbraio 2014

SOLDATI ISRAELIANI SCATTANO FOTO MENTRE ABUSANO DI UN BAMBINO PALESTINESE FERITO

Le forze israeliane di stanza nella parte orientale occupata di Gerusalemme al-Eizariya appaiono in un video in posa mentre sottomettono un bambino palestinese ferito. https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=FzOVD4vDGAU Questo video inquietante registrato da Rami Alarya e pubblicato dalla Independent Media Center (IMC) è accompagnato da questa descrizione e analisi, secondo il sito The Electronic Intifada:

CHE COS'E' LA LIBERTA' DI STAMPA?


Secondo l’annuale classifica mondiale sulla libertà di stampa di Reporters Sans Frontières l’Italia è al 49° posto su 180 paesi analizzati nel 2014. Un miglioramento rispetto al 57° posto del 2013 e il 61° del 2012. Afferma RSF: “Nell’Europa meridionale l’unica evoluzione positiva si verifica in Italia, che è finalmente uscita da una spirale negativa e sta preparando una legge incoraggiante per depenalizzare la diffamazione a mezzo stampa.” Questa tendenza sembra dovuta ai governi più liberali che si sono succeduti in questi ultimi anni e che hanno fatto un minore uso di leggi bavaglio e denunce nei confronti della stampa. Eppure, analizzando la veridicità delle notizie date dai giornali, l’importanza che viene data ad alcune notizie tralasciandone altre, tagli e manipolazioni di contenuti e interessamento politico degli imprenditori della carta stampata, ci troviamo davanti una situazione totalmente opposta.
Parliamo di RCS, Mediaset e Repubblica, nominando con un acronimo e due parole i due maggiori quotidiani italiani e il secondo operatore televisivo per ascolti (dato AGCOM, 2013). A questi va aggiunta la Rai, intesa come operatore gestito dalla politica e per nulla indipendente ai cambi di governo.

Distruggere l’Ucraina: un piano da 5 miliardi di $

L’assistente del segretario di Stato Victoria Nuland ha detto al National Press Club di Washington, lo scorso dicembre, che gli Stati Uniti hanno investito 5 miliardi di dollari «al fine di dare all’Ucraina il futuro che merita», così scrive Paul Craig Roberts sul suo blog. Lui è ex assistente al Tesoro degli Usa e dice cose documentate. E ho letto che la Nuland ha già scelto i membri del futuro governo ucraino per quando Yanukovic sarà stato spodestato (o fatto fuori). L’Ucraina potrà avere così “il futuro che merita”. Ma quale futuro merita l’Ucraina, gli ucraini? Per come stanno andando le cose nessuno: non ci sarà l’Ucraina. Nell’indescrivibile clangore delle menzogne che gronda daimedia mainstream la cosa principale che manca in assoluto è la banale constatazione che Yanukovic, l’ennesimo “dittatore sanguinario” della serie, è stato eletto a larga maggioranza dagli ucraini.
Nessuno ne contestò l’elezione quando sconfisse Viktor Yushenko, anche se fu un boccone amaro per chi di Yushenko aveva finanziato l’ascesa. E gli aveva perfino procurato la moglie. Pochi sanno che la seconda moglie di Yushenko si chiama Katerina Chumacenko, che veniva direttamente dal Dipartimento di Stato Usa (incaricata dei “diritti umani”). Ancora meno sanno che Katerina, prima di fare carriera a Washington, era stata uno dei membri più attivi e influenti dell’organizzazione neo-nazista Oun-B della sua città natale, Chicago. Oun-B sta per Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini, di Stepan Bandera. L’Oun-B, tutt’altro che defunta, ha dato vita al Partito Svoboda, il cui slogan di battaglia è “l’Ucraina agli ucraini”, lo stesso che Bandera innalzava collaborando con Hitler durante la seconda guerra mondiale.

21 febbraio 2014

2016: FINE DELLA DEMOCRAZIA

IL PRIVILEGIO SARA' LEGGE!
Si chiama TTIP, Trattato Transatlantico, e se va in porto siamo rovinati. A decidere su tutto – lavoro, salute, cibo, energia, sicurezza – non saranno più gli Stati, ma direttamente le multinazionali. I loro super-consulenti, attraverso lobby onnipotenti come Business Europe e Trans-Atlantic Business Dialogue, in questi mesi stanno dettando le loro condizioni alle autorità di Bruxelles e di Washington, che nel giro di due anni contano di trasformarle in legge. A quel punto, la democrazia come la conosciamo sarà tecnicamente finita: nessuna autorità statale, infatti, oserà più opporsi ai diktat di questa o quella corporation, perché la semplice accusa di  aver causato “mancati profitti” esporrà lo Stato nazionale – governo, magistratura – al rischio di pagare sanzioni salatissime. Già oggi, vari Stati hanno dovuto versare 400 milioni di dollari alle multinazionali. La loro “colpa”? Aver vietato prodotti tossici e introdotto normative a tutela dell’acqua, del suolo e delle foreste. E le richieste di danni raggiungono già i 14 miliardi di dollari. La novità: quello che oggi è un incubo, domani sarà legge.

TLAXCALA ANNO IX : IL FATTORE UMANO

Quando abbiamo creato la rete Tlaxcala, alla fine del 2005, non immaginavamo certo che saremmo esistiti ancora otto anni più tardi. Eppure, per quanto incredibile possa sembrare, è vero: esistiamo sempre!
TLAXCALA ΤΛΑΞΚΑΛΑ ТЛАКСКАЛА تلاكسكالا 特拉科斯卡拉 
Riconosciamolo, non è stato sempre facile superare gli ostacoli che incontra un gruppo di persone sparpagliato ai quattro angoli del pianeta e senza altre risorse che la propria volontà e i propri talenti. Purtroppo, viviamo in un mondo trasformato in arena da circo sanguinoso, dove si presume possano sopravvivere solo i ricchi e i potenti. Ma per fortuna, non siamo i soli a fare resistenza. Qualche mese fa, dei militari colombiani hanno arrestato alcuni contadini. Li hanno interrogati. Una delle loro domande è stata: « Perché questo sito, Tlaxcala, parla di voi ?» La campagna lanciata da Tlaxcala, insieme ad altri siti e reti amiche, ha permesso che questi contadini venissero rimessi in libertà. I servizi di informazione del pianeta, per fortuna, non sono gli unici lettori dei nostri articoli, anche se sono tra i nostri più fedeli seguitori.

Il sito di Tlaxcala riceve circa 4500 visite al giorno dal mondo intero. Dal lancio del nostro nuovo sito – il 14 luglio 2010 – ad oggi abbiamo pubblicato 11 000 articoli, di cui 5000 testi originali e 6000 traduzioni, cioè una media di 8,33 articoli al giorno.La maggior parte degli articoli sono stati pubblicati, in ordine di importanza, in 8 delle nostre 15 lingue : inglese, spagnolo, francese, tedesco, italiano, portoghese, farsi e arabo. La nostra produzione è stata molto più ridotta nelle nostre altre sette lingue: greco, turco, svedese, berbero, catalano, russo ed esperanto.
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20 febbraio 2014

L'OCCIDENTE STA SOSTENENDO UN GOLPE NEONAZISTA IN UCRAINA

Le nazioni occidentali, scrive il  rapporto del Research Team dell’EIR (Executive Intelligence Review, Washington) pubblicato il 2 febbraio, guidate dall’Unione Europea e dall’amministrazione Obama, sostengono un tentativo di golpe apertamente neonazista in Ucraina. Se riusciranno nell’intento, le conseguenze andranno ben oltre i confini dell’Ucraina e degli stati limitrofi. Per la Russia, tale colpo di stato costituisce un casus belli, in quanto esso avviene nel contesto dell’espansione della difesa antimissile della NATO in Europa centrale e dell’evoluzione della dottrina USA e NATO del "Prompt Global Strike,'' secondo cui gli Stati Uniti possono lanciare un primo attacco nucleare preventivo contro Russia e Cina e sopravvivere ad una rappresaglia.

POVERA ITALIA!... "RENZI SI TROVERA' NELLA STESSA SITUAZIONE DI LETTA"

Le rivelazioni di Alan Friedman sull’estate del 2011 confermano quello che tutti noi italiani sappiamo da sempre, il paese non si governa attraverso le urne ma nelle stanze private dell’élite del denaro, dell’informazione e della politica. Ma ce la doveva proprio ricordare uno straniero questa verità? E lo doveva fare nella settimana in cui la lotta intestina all’interno del Pd ci sta regalando l’ennesimo presidente del consiglio non eletto da noi? Coincidenze? E’ probabile, questo è il paese degli scandali politici a catena, quindi secondo la legge dei grandi numeri è possibilissimo che la scoperta di uno si accavalli con lo svolgersi di un altro.
Di Loretta Napoleoni
 
I più vecchi tra i lettori ricorderanno come il cambio della guardia alla guida del governo ogni qual volta mutava il segretario della Dc faceva parte della ‘normalità’ della Prima Repubblica; costoro ricorderanno anche le lotte all’ultimo sangue delle correnti democristiane, vere e proprie bande, armate di lunghi coltelli che venivano infilati al momento giusto nella schiena dei colleghi. Un film questo che oggi vediamo proiettato sul grande schermo della nostra vita.

19 febbraio 2014

"Renzi non deve chiedere a Bruxelles il permesso di governare"

"Renzi andrà a Bruxelles a tentare di ridurre i vincoli di bilancio. Ma un premier dovrebbe andare a chiedere il permesso di governare il paese che rappresenta?"


Siamo “cavie” da laboratorio economico? Si domanda Lidia Undiemi oggi sul suo sito per specificare meglio i concetti espressi nella trasmissione di Rai 3. In tutti i paesi in cui è intervenuta la Troika (UE, BCE e FMI) per fornire “assistenza finanziaria”, del resto, il debito pubblico è aumentato e non diminuito. Inoltre, in Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Cipro i cittadini europei colpiti dall’austerità hanno pagato a caro prezzo i salvataggi degli interessi finanziari della zona euro.

IL POPULISMO E' DEMOCRATICO

La neolingua mediatica che sprofonda nel gargarismo gergale in cui è ridotta oggi la politica, che significato attribuisce all'inflazionata accusa di populismo? A parte l'intenzione di usarlo -chissà perchè- come offesa o insulto, sembra ignorare che si tratta di una categoria politica presente nella storia repubblicana del nostro Paese. Molto prima di quella iniziata nel 1946, e non solo nella penisola italiana. Populismo è sempre anti-finanza, ma viene arbitrariamente associato solo all'anti- politica. Gli untori ne fanno una sorta di formula passepartout contenente demagogia, estremismo e avventurismo. A cui contrappongono il realismo e le superiori virtù immacolate degli economisti neoliberisti. Tacciono sempre, giustificano o hanno una fede granitica -come il gazzettiere E. Scalfari- nel decisionismo unilateralista dei poteri sovranazionali segreti o auto-eletti.
A tutto questo è sottesa una implicita negazione delle capacità di scelta dei ceti bassi e medi, soprattutto quando esprimono orientamenti critici o divergenti dal percorso a senso unico tracciato dalle elites. Gli antipopulisti da talkshow, non si azzardano ancora a dire a voce alta che le decisioni pubbliche devono spettare solo alle elites economiche. Però poco ci manca, in ogni caso è pretenzioso o “populista” credere il contrario. Per loro non dovrebbero avere diritto di cittadinanza quei movimenti che rivendicano la democrazia partecipativa o che svelano l'essenza autoritaria della nuova oligarchia in via di formazione.

18 febbraio 2014

"CON I TUOI RISPARMI RIEMPIREMO I BUCHI DELLA FINANZA"

I risparmi dei 500 milioni di cittadini dell'Unione europea potrebbero servire per finanziare gli investimenti a lungo termine, per rilanciare l'economia e per aiutare a riempire il vuoto lasciato dalle banche dopo la crisi finanziaria. Questo è quanto si legge da un documento della UE. L'Unione europea sta cercando un modo per svezzare i 28 paesi membri del blocco dalla loro forte dipendenza dai finanziamenti bancari e sta cercando come trovare altri mezzi per finanziare le piccole imprese, con progetti infrastrutturali e con altri tipi di investimento.
"La crisi economica e finanziaria ha compromesso la capacità che aveva il settore finanziario nel convogliare fondi verso l'economia reale, in particolare per gli investimenti a lungo termine" si legge nel documento che ha visto la Reuters.

Nella seconda metà di quest'anno la Commissione chiederà garanzie e metterà i suoi cani da guardia a controllare i paesi del blocco per studiare un eventuale progetto di legge "per mobilitare una maggior  quantità di fondi pensionistici individuali da spostare nei finanziamenti a lungo termine" sempre secondo il documento.
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17 febbraio 2014

COME I ROCKEFELLER HANNO RIPROGETTATO LA DONNA

Il femminismo è un eccellente esempio di come il mega-cartello dei Rockefeller usi il terribile potere dei mass media (ossia lapropaganda) per controllare la società. In appena quarant’anni, molte donne hanno perso il contatto con i loro istinti più naturali. Di conseguenza, la famiglia è nel caos più completo, la depravazione sessuale è rampante e i tassi di natalità sono precipitati. Mi soffermerò soprattutto sul ruolo della famiglia Rockefeller, ma prima vorrei ricordare che per la donna lamore è un atto istintivo di abnegazione. Essa si dona al marito e ai figli, e realizza sé stessa vedendoli crescere e ricevendo il loro amore, il loro rispetto e la loro gratitudine. La donna compie questo sacrificio supremo per un solo uomo che la curerà teneramente e che provvederà alla sua famiglia. Gli uomini vogliono adempiere istintivamente a questa responsabilità. Questa è l’essenza del contratto eterosessuale (vale a dire il matrimonio): il potere femminile in cambio del potere maschile espresso come amore. Il sesso è il simbolo di questo legame esclusivo. Il matrimonio e la famiglia non possono essere per tutti, ma sono il cammino naturale per la maggior parte delle persone. Il femminismo ha abituato le donne a rifiutare questo modello come «un vecchio stereotipo antiquato e oppressivo», anche se esso riflette i loro istinti più naturali. Uno scrittore britannico ha riportato una conversazione tra due giovani donne che ha sentito per caso:«Oggi tutti gli uomini sono degli incapaci», ha detto una di loro.«Sì», ha risposto l’altra. «Il guaio è che non si sono svegliati nemmeno davanti al femminismo. Non capiscono che noi abbiamo bisogno che essi siano più virili, e invece hanno tirato i remi in barca». Ma che razza di logica è questa? Se le donne sono meno femminili, perché mai gli uomini dovrebbero essere «più virili»? 

CHI CONTROLLA L'UNIONE €UROPEA?

Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi,non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca,ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza di pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti. (Primo Levi in Corriere della Sera – 8 maggio 1974)
Di Mauro Miccolis

“The Brussels Business” è un documentario uscito recentemente realizzato dall’austriaco Friedrich Moser e il belga Matthieu Lietaert, ed il è il primo documentario che cerca di far luce sull’influenza delle lobbies nel processo decisionale dell’UE. 

15 febbraio 2014

ANCHE INTEL SI PREPARA A IMPIANTARE UN CHIP SUL NOSTRO CORPO?



Sconcerta la nuova campagna pubblicitaria della Intel 'Make it Wearable' (Rendilo Indossabile). Il video promozionale dell'azienda colosso nella produzione di processori per computer, lascia intendere che in un futuro praticamente immediato, la tecnologia informatica sarà del tutto indossabile, fino a poter inserire un piccolo chip nel proprio corpo per controllare le apparecchiature informatiche... o per fare in modo che esse controllino noi?

14 febbraio 2014

IL BOICOTTAGGIO MINACCIA L'ECONOMIA ISRAELIANA

Stiamo assistendo da qualche tempo in Israele ad una rinnovata polemica sui pericoli del boicottaggio per lo stato ebraico, pericoli accresciuti  dalla mancanza di prospettive per un accordo di pace nella regione e per la soluzione della questione palestinese. Mentre sono in corso i preparativi del il World Economic Forum di Davos, i principali responsabili delle politiche economiche israeliane si stanno preparando per inviare a Netanyahu un avvertimento circa l'impatto devastante del fallimento dei negoziati di pace sull'economia. 
Le principali preoccupazioni riguardano soprattutto i molteplici effetti del boicottaggio in Europa, boicottaggio che continua ad amplificarsi minacciando di estendersi in altre parti del mondo. Per il ministro israeliano dell'Economia, Naftali Bennett, leader del partito di estrema destra HaBayit Hayehudi (La casa ebraica), invece, sarebbe la creazione di uno Stato palestinese la causa della distruzione dell'economia israeliana. 

13 febbraio 2014

L'U€: APPROVA UN NUOVO MAIS OGM

I ministri degli Affari europei dei 28 Stati membri della UE, martedì 11 febbraio, hanno approvato la coltivazione di TC1507, una nuova specie di mais geneticamente modificato, anche se 19 paesi rifiutano questa proposta.
"Non c'era la maggioranza qualificata", ha detto Evangelos Venizelos, il vice presidente del governo greco e ministro degli esteri, a nome della presidenza greca dell'UE durante il dibattito pubblico tra i ministri a Bruxelles. Tutti i 19 paesi contrari all'autorizzazione equivalgono a 210 voti, lontano dai 260 voti necessari. L'astensione di quattro membri (Germania, Belgio, Portogallo e Repubblica Ceca) e il voto favorevole di cinque paesi (Spagna, Regno Unito, Svezia, Finlandia e Estonia) hanno impedito il rifiuto della coltivazione. In conformità con le procedure stabilite, ora è il turno della Commissione Europea. Secondo le norme dell'UE in materia di OGM, nel caso non vi è una maggioranza qualificata a favore o contro un provvedimento, questo ritorna nelle mani della CE che, presumibilmente deve essere approvarlo automaticamente. Un portavoce del colosso biotech statunitense DuPont Pioneer, multinazionale che ha sviluppato il TC1507, ha detto all'agenzia di stampa AFP che stava aspettando che la Commissione a proceda "al più presto possibile per dare la sua approvazione definitiva" al prodotto.

CANCRO $.p.A.

Uno dei pericoli più seri della diagnosi precoce, è la sovradiagnosi, che consiste nel mettere in evidenza delle lesioni o dei tumori in situ che non evolveranno mai nel corso della vita, ma sui quali, se li trovi, ti sentirai ‘obbligato’ ad intervenire chirurgicamente e/o con terapie radianti o chemioterapiche. Una recente analisi dei risultati di 57 studi sull’efficacia degli screening tumorali ha evidenziato che solo in 4 di essi è stata valutata la prevalenza della sovradiagnosi. I check-up, gli screening e i test diagnostici hanno quindi molto spesso la capacità di sovrastimare l’incidenza di malattie ‘inconsistenti’ oppure di anticipare una diagnosi che crea magari per anni ansia e angoscia supplementari senza poi vi sia un beneficio in termini di sopravvivenza.
I dati americani purtroppo mostrano che in questi ultimi 30 anni c’è stato un notevole aumento nella scoperta di questi tumori “precoci” (che tumori non sono) e sarà sempre di più.
La stima, anche se per difetto, è che oltre un milione e trecentomila donne americane abbiano ricevuto una tale diagnosi con i successivi trattamenti ortodossi (chirurgia, chemio e radio), inutili se non per le industrie del cancro.

12 febbraio 2014

NEL MERCATO TRANSATLANTICO LA DEMOCRAZIA E' SUPERFLUA!

Un trattato-capestro, da imporre a un’Europa disperata perché devastata dalla crisi. E’ questa la premessa su cui sia gli Usa che l’Unione Europea sperano di concludere entro due anni i negoziati segreti per il Trattato Transatlantico. Obiettivo: assoggettare i governi, per legge, ai diktat delle multinazionali, con un liberismo ancora più sfrenato di quello del Wto. Vantaggi smisurati, però, solo per le grandi multinazionali: i rari studi dedicati alle conseguenze del Ttip non dicono nulla sulle sue reali ricadute sociali ed economiche. Si narra che il trattato darà alla popolazione del mercato transatlantico un aumento di ricchezza di 3 centesimi pro-capite al giorno «a partire dal 2029», mentre si valuta di appena lo 0,06% l’aumento del Pil in Europa e negli Usa con l’entrata in vigore del Ttip. Un risultato ridicolo, per chi ripete il libero scambio «dinamizza» la crescita economica. Teoria regolarmente confutata dai fatti: la quinta versione dell’iPhone di Apple ha generato negli Stati Uniti una crescita del Pil otto volte più importante.

Il boccone grosso del Trattato, infatti, è un altro: costringere gli Stati a farsi da parte, lasciando che a dettar legge – ufficialmente – siano i colossi dell’economia mondiale, a cominciare da quelli della finanza. Appena cinque anni dopo l’esplosione della crisi dei subprime, americani ed europei sono d’accordo sul fatto che le velleità di regolamentazione dell’industria finanziaria hanno fatto il loro tempo: il quadro che vogliono delineare, attraverso il nuovo Trattato Transatlantico, il devastante dispositivo legale destinato a sconvolgere lo scenario europeo e la residua libertà dei nostri Stati, prevede di eliminare tutti gli ostacoli in materia di investimenti a rischio. Vogliono impedire ai governi di controllare il volume, la natura e l’origine dei prodotti finanziari messi sul mercato, cancellando ogni tipo di regolamentazione.

11 febbraio 2014

E se il lavoro potesse essere qualcosa di diverso?

Se esiste un ambito dell'attività umana nei paesi occidentali, che nel corso degli ultimi decenni è stato più di ogni altro radicalmente rivoluzionato, violentato e trasfigurato, si tratta senza dubbio del "mondo del lavoro".
Fin dagli albori dell'età moderna e per quasi tutto il corso del 900, il lavoro remunerato, sia sotto forma dipendente (operaia e impiegatizia), sia sotto forma imprenditoriale (artigianato, commercio e industria) ha costituito la spina dorsale sulla quale ogni nuova generazione costruiva le proprie prospettive di futuro. Una sorta di tronco intorno ai cui rami affastellare le foglie dell'esistenza, talvolta destinato a trasformarsi in un albero rigoglioso, più spesso in nulla più che una piantina ordinaria.....

Volendo semplificare al massimo, spesso in base alle disponibilità familiari, i giovani studiavano per conseguire titoli che permettessero loro di esercitare una professione, o spesso già durante la scuola dell'obbligo iniziavano ad apprendere un qualche mestiere. In seguito iniziavano la propria attività lavorativa, che in maniera tutto sommato lineare li portava a costruire una più o meno fulgida carriera, attraverso la quale ottenere un certo grado d'indipendenza economica, costruire una famiglia, garantirsi una vecchiaia il più possibile economicamente serena e via discorrendo.

10 febbraio 2014

LA DEMOCRAZIA U€ E' DIVENTATA TOTALITARISMO: AUSTERITY E PERDITA DI SOVRANITA'

La domanda è tutt’altro che scontata, soprattutto visti i risvolti attuali. I vari leader europei si mostrano molto preoccupati da quelle che vengono definite tendenze populiste e demagogiche, ma da cosa si capisce cos’è la demagogia? Ovviamente finché gli organi di informazione (qualcuno li chiamerebbe di disinformazione) saranno dalla parte delle oligarchie, nonostante le costanti critiche alla corruzione della politica non avverrà una reale delegittimazione del sistema nel suo insieme.
Insomma, finché un grosso numero di persone sarà convinto che esistono mali minori e mali peggiori, elettoralmente parlando, la situazione rischia solo di deteriorarsi ulteriormente. A tal proposito rimane anche da chiedersi cosa intendano per ‘democrazia’ i politici italiani e gli eurocrati e in che cosa si sentano ‘democratici’, la questione non è affatto scontata: se si sentono ‘democratici’ alla maniera dell’Honduras, allora si possono capire tante cose. Esagerazione? Affatto, chi ha eletto Herman Van Rompuy?

Esiste in ogni paese del mondo una pericolosissima specie, ossia coloro che sono convinti dell’ esportabilità del modello democratico-liberale, ciecamente convinti del bisogno viscerale di tutti i popoli di adottare tale credo.

8 febbraio 2014

MUOS: EGEMONIA TRANSATLANTICA

Per la sua rilevanza strategica e architettura di funzionamento, il MUOS potrà essere usato dagli Stati uniti in tutti i conflitti, anche in quelli non conformi all’art. 11 della Costituzione italiana che afferma i principi fondamentali della pace e del ripudio delle guerre. Il progetto avanza, nel silenzio dei mass media e di fronte a un Paese inconsapevole dei suoi rischi e dei suoi obiettivi. 
Ecco cosa vuol dire sovranità limitata.
Invierà ordini d’attacco ai reparti militari ovunque essi si trovino, in Africa, Asia, Europa o Oceania. Dirigerà le operazioni dei droni killer e dei missili da crociera, il first strike dei sottomarini e dei missili intercontinentali. Uno strumento per consolidare l’egemonia degli Stati Uniti d’America nel pianeta e nello spazio e accelerare la transizione verso una gestione interamente automatizzata dei conflitti del XXI secolo. Senza più limiti giuridici e imperativi morali. Guerre globali e permanenti. Convenzionali, chimiche, batteriologiche, nucleari. Sino all’olocausto finale.
Servirà a questo il MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari delle forze armate USA. Cinque satelliti geostazionari nello spazio e quattro terminali terrestri: uno di essi sorgerà in Sicilia, nel comune di Niscemi, nel cuore della riserva naturale che le leggi europee e nazionali vorrebbero protetta. Un sistema di distruzione di massa, di proprietà e uso esclusivo di Washington, che legherà però indissolubilmente l’Italia alle politiche belliche statunitensi. Il MUOS, per questo, viola i valori fondanti della nostra Costituzione.

6 febbraio 2014

New York: un progetto di legge anti-BDS minaccia la libertà di espressione


L'Assemblea Legislativa dello Stato di New York è pronta ad approvare una legge che vieta il finanziamento statale di gruppi universitari che hanno intrapreso iniziative ufficiali nel boicottaggio degli istituti di istruzione superiore in Israele. L'iniziativa, approvata la settimana scorsa dal Senato dello Stato (di New York), è attualmente in sospeso dinnanzi all'Assemblea. Dovrebbe essere respinta dai legislatori o, se fossero incapaci, il Governatore Andrew Cuomo dovrebbe porre il veto.
 
Il disegno di legge è stato introdotto dopo chel'American Studies Association, un'organizzazione di studiosi, ha adottato nel mese di dicembre una risoluzione a sostegno dell'appello dei Palestinesi al boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane. Il gruppo ha dichiarato che avrebbe rifiutato qualsiasi collaborazione formale con le istituzioni accademiche israeliane o con rappresentanti di queste istituzioni o del governo israeliano fino a quando "Israele non cessi la violazione dei diritti umani e del diritto internazionale". Il boicottaggio non viene applicato ai singoli ricercatori israeliani impegnati in programmi di scambi ordinari.

Lidia Undiemi: "La crisi non è finita"

Debito Perpetuo: La Vita in Vendita

Nel suo recente saggio “Democrazia vendesi”, Loretta Napoleoni raccontava di un popolo himalayano che era stato reso, da secolare consuetudine, schiavo del debito. Un debito che cresceva, si accumulava, matematicamente inestinguibile: come al giorno d’oggi in Italia, in Europa, ovunque. E quando non ebbero più nulla per poter far fronte a questo indebitamento, erano costretti a pagare il “signore” con gli unici beni che avevano ancora a disposizione: i corpi delle proprie figlie, immolati al mercimonio.
Senza scomodare le meste vicissitudini di remote popolazioni asiatiche, pensiamo a più prosaici e grotteschi casi nostri. A migliaia di connazionali sarà capitato di sottoscrivere un contratto di locazione. Quanti non hanno un lavoro, o hanno uno dei mille contratti a tempo determinato, o sottopagato, o comunque precario, si saranno visti imporre una clausola umiliante: quella della firma di garanzia di un genitore, magari novantenne, di un nonno, di un parente che ancora può contare sulla certezza di un assegno pensionistico. Sarà lui, in caso di insolvenza, a dover onorare l’impegno, il debito sottoscritto col proprietario dell’immobile.

5 febbraio 2014

"VOGLIONO PREDARE LA BANCA CENTRALE DELL'IRAN"

In una sua interessante analisi, il giornalista Pete Papaherakles dell'American Free Press mette in evidenza come, dietro alle tensioni nel Vicino Oriente, vi sia il tentativo dei Rothschild di mettere le mani sulla Banca Centrale dell'Iran. È interessante notare come, a differenza dell'Italia e degli altri Paesi dell'Unione Europea dove i grandi mass media sono fortemente omologati e controllati dal "sistema", soprattutto quando si parla di questioni economiche, negli Stati Uniti riescano spesso a trovare spazio sui giornali analisi indipendenti ed obiettive sulla politica estera e sull'economia.
In questo contesto merita di essere posto in risalto un recente articolo del giornalista Pete Papaherakles della American Free Press, che denuncia come, dietro alle crescenti tensioni nel Vicino Oriente e all'ostilità nei confronti dell'Iran vi sia la longa mano dei Rothschild, leader indiscussi del potere bancario e finanziario internazionale.


Questa ambizione, del resto mai smentita dai grandi burattinai della finanza mondiale, appare ovvia ed evidente se si considera - come rileva Papaherakles - che l'Iran è al momento uno dei soli tre Paesi rimasti al mondo la cui banca centrale non sia sotto il controllo, diretto o indiretto, dei Rotschild.
Prima dell'11 Settembre 2001, esistevano infatti nel mondo sette Paesi con questa caratteristica: Afghanistan, Cuba, Irak, Iran, Korea del Nord, Libia e Sudan. In realtà questi Paesi erano otto, perché il giornalista dell'American Free Press ha dimenticato, mi auguro per semplice distrazione, di inserire nell'elenco la Siria. E cosa sia successo a partire dallo scatenamento, da parte della presidenza di John Walker Bush, della cosiddetta "guerra al terrorismo" è sotto gli occhi di tutti.

4 febbraio 2014

«Colonia Socialista» di San Leucio (prima al mondo) - L'utopia di Ferdinando IV di BORBONE

L’utopia della “Città del Sole” del calabrese Tommaso Campanella, vittima dell’Inquisizione e della dominazione spagnola a Napoli e in Sicilia, sarebbe stata realizzata proprio nel “retrogrado” regno dei Borbone, dove, a dispetto delle calunnie e delle menzogne diffuse dalla centrale londinese della massoneria, per iniziativa dei Borbone era fiorito l’Illuminismo di Vico, Galiani, Genovesi, Pagano, Filangieri, il più ragguardevole nell’ambito dell’Illuminismo italiano. San Leucio è il primo esempio di repubblica socialista della storia contemporanea. E’ curioso che esso risalga a un despota illuminato, quando un altro despota illuminato, il re del Portogallo Giuseppe I, asservito all’Inghilterra, aveva stroncato nelle colonie brasiliane le prime repubbliche socialiste della storia, le Encomiendas progettate, fondate e dirette dai Gesuiti.

San Leucio era in origine una residenza di caccia di Ferdinando IV di Borbone. Dopo la morte prematura del figlio principe ereditario Carlo Tito, avvenuta alla fine del 1778, non volendo più recarsi nell’amena località legata alla memoria del caro estinto, il re decise di destinarla ad altro più utile uso. Lasciamo a lui la parola: “Essendo giunti gli abitanti del luogo, con le famiglie aggregatesi, al numero di 134 (…), temendo che tanti fanciulli e fanciulle, che andavano sempre aumentando, per mancanza di educazione divenissero un giorno e formassero una piccola comunità di scostumati e malviventi, pensai di stabilire una Casa di educazione per i figli dell’uno e dell’altro sesso, servendomi, per collocarveli, del mio casino (…).

3 febbraio 2014

"POLIZIA SEGRETA UE: UN PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA"

Forse nessuno ha mai sentito parlare dello Standing Committee on Operational Cooperation on Internal Security (comitato permanente per la cooperazione sulla sicurezza interna) meglio conosciuto come COSI ed è un vero peccato perche' questo ente che lavora nell'ombra e i cui dirigenti si incontrano in segreto ha un potere enorme sulle vite dei cittadini europei.
Istituito col Trattato di Lisbona che l'Italia sciaguratamente ha sottoscritto, il COSI è di fatto una sorta di ministero degli interni dell'Unione Europea il cui scopo è quello di coordinare il lavoro delle forze di polizia dei paesi membri con istituzioni quali l'Europol, la Gendarmeria europea e il Frontex.
Oltre ad operare in completa segretezza il COSI non è sottoposto a nessun controllo da parte dei parlamenti dei vari stati europei e quindi agisce nella totate impunità.

A rivelare la pericolosità di questa istituzione autoritaria è stato il Daily Telegraph, il quale qualche giorno fa ha rivelato che sta lavorando a un piano per introdurre in tutte le auto un dispositivo che permette a qualsiasi poliziotto dentro un qualsiasi distretto di polizia di fermare qualsiasi auto premendo un semplice bottone.

U€: LISTA ELETTORALE O BLOCCO ANTI-EGEMONICO?

PIU' DELLA META' DELL'U€ VIVE SENZA €URO!
Di Tito Pulsinelli
SelvasBlog
Il neoliberismo ha fatto dello Stato un operatore che si amputa funzioni, competenze e potere, e consegna le risorse pubbliche all'economia privata sovranazionale. L'inebriata coazione a privatizzare, ormai ad alta velocità, oltre all'economia include anche i flussi finanziari, cultura, giustizia e difesa. E' la sostanza concreta dell'usurpazione della sovranità, giunta alla fase dell'esautorazione del potere politico e liquidazione delle istituzioni tuttavia generate dalla volontà popolare. Il potere politico pervenuto all'harakiri, soccombe al cavallo di Troia della cooptazione e della connivenza criminosa, soprattutto nei suoi massimi livelli gerarchici. Questa sorta di estinzione dello Stato, rimane ben lungi dall'essere appropriazione o assimilazione di capacità e funzioni da parte della base sociale. Non è l'inverarsi del libertario anelito ugualitario a rendere superfluo lo Stato. No, è solo utopia di paccottiglia delle elites, grimaldello per scarnificare lo Stato fino al minimalismo depredatore del gabelliere. 

La realtà è che le nazioni, popoli e lo Stato moderno transitano in una bidimensionalità (1) in cui è avvenuta una mutazione della sovranità. Coesistono conflittualmente la sfera di poteri nazionali e pubblici (anche economici) in via di drastica riduzione, e una crescente dimensione sovrastale del controllo dell'eccedente economico, dell'uso della forza, e della regolazione del lavoro produttivo. Il problema, quindi, è capire da che parte stanno i neofiti dell'ultima ora. E' nefasto il fondamentalismo che accomuna la fazione dell'azzeramento degli spazi nazionali e la schiera dei credenti nella superiorità aprioristica della “europa” realmente esistente. 

2 febbraio 2014

MESSICO: La Discriminazione Condanna gli Indigenii alla Povertà e all'Esclusione Sociale

Essere indigeno in Messico può diventare sinonimo di emarginazione. Il territorio di Oaxaca, con un alto tasso di aborigeni, è il luogo dove si sente maggiormente il peso di questa discriminazione economica e morale.
La discriminazione nei confronti dei popoli indigeni del Messico è uno dei grandi problemi del paese e anche uno dei suoi tabù più profondi. Lo stile di vita e la cultura di questi popoli sono minacciati dalla mancanza di un quadro di tutela e di riconoscimento che li aiuti a sopravvivere. Questo fatto è più evidente nello stato di Oaxaca, dove il 58% della popolazione è indigena e dove l'esclusione è all'ordine del giorno. 

RT.com ha parlato con il segretario degli affari indigeni dello stato di Oaxaca, Adelfo Regino Montes. "Molte delle nostre comunità e molti dei comuni di Oaxaca sono caratterizzati da un'alta emarginazione, e i tassi di povertà e di esclusione sono estremamente elevati rispetto allo standard medio nazionale", ha detto il funzionario.

LO SPECCHIO

Fra due mesi andrà in scena al Teatro Piccolo di Milano un dramma del celebre drammaturgo norvegese Henrik Ibsen “I pilastri della società” che tratta alcune tematiche cruciali per la società di ogni tempo. “I piliastri della società dovrebbero essere la verità e la libertà, ma” così espone Lavia, regista e attore dell’allestimento “non c’è verità senza libertà e non c’è libertà senza verità.” Gli effetti dell’elusione di questi postulati sono devastanti: l’ipocrisia, la corruzione morale e materiale, l’individualismo e l’egoismo sfrenati,  la bramosia di potere e di ricchezza, l’imbroglio e, in definitiva la stessa disgregazione sociale, per non parlare della mancanza di democrazia e della più elementare cognizione dei diritti del cittadino. Ebbene è proprio questa la fotografia della nostra piccola e decadente Italia repubblicana e contemporanea, senza tralasciare che il resto del mondo non se la passa poi tanto bene... Restringendo il dettaglio e guardando con attenzione ci si accorge che la verità e la libertà non sono proprio di casa nel nostro paese con le note conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti...
Di HS 

Alla Corte d’Assise di Palermo si sta celebrando il famoso processo sulla cosiddetta trattativa “Stato – Mafia” che dovrebbe quanto meno illuminare su alcuni retroscena di quanto avvenne agli albori della disgraziata Seconda Repubblica. Alla sbarra il consueto campionario delle più torbide vicende italiche e sicule: oltre a mafiosi e rampolli di mafiosi di un certo calibro, ufficiali dei carabineri presumibilmente “felloni”, ministri non troppo fedeli al proprio mandato, politici e parlamentari riconducibili ai due schieramenti che hanno preteso e pretendono di egemonizzare la vita civile e politica del paese senza pagare lo scotto dei propri, reiterati “errori” – od “orrori”, a seconda dei punti di vista – compiacendo i reali “poteri forti” interni ed internazionali che condizionano ed orientano la rotta della nave “Italia”. 

1 febbraio 2014

€UROPA: TEMPESTA DI DEFLAZIONE E DEFAULT DI STATI

Sul Telegraph Ambrose Evans-Pritchard analizza le tendenze dell'economia globale: USA e Cina in contemporanea  intraprendono politiche restrittive per contrastare le bolle, i paesi emergenti si difendono alzando i tassi per evitare fughe di capitali, e l'unica senza spazi di manovra rimane l'Europa, che con le sue politiche monetarie ortodosse ha già abbandonato le difese rispetto alla deflazione e alla esplosione del debito. Sorge spontanea la domanda finale: perché stanno lasciando che accada...?

Metà dell’economia mondiale è a un incidente di distanza da una trappola deflattiva. L’FMI dice che la probabilità che ciò accada potrebbe essere ora del 20%. Una circostanza importante è che le due  superpotenze monetarie - USA e Cina – starebbero entrambe adottando misure restrittive che portano verso tale 20% di rischio, senza dubbio perché hanno concluso che le bolle speculative stanno diventando un pericolo ancora più grande.
"Dobbiamo essere estremamente vigili" ha detto a Davos Christine Lagarde del FMI. 
"Il rischio di deflazione è quel che accadrebbe se ci fosse uno shock in quelle economie che ora hanno tassi di inflazione bassi, ben al di sotto del target. Credo che nessuno possa negare che nell'eurozona l'inflazione è ben al di sotto l’obiettivo dichiarato."