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17 dicembre 2013

IRLANDA: "Aiuti dalla Troika? No grazie!"

L'Irlanda si è ufficialmente ritirata dal programma di "assistenza finanziaria" della Troika, diventando il primo paese nella crisi dell'eurozona, liberatosi dalla supervisione dei creditori internazionali. "Questa non è la fine, ma è un traguardo molto importante", ha detto il ministro delle Finanze Michael Noonan, alla catena RTE e ha sottolineato che il governo dovrebbe continuare con la stessa politica anti-crisi, come ha fatto negli ultimi anni.
Noonan ha ringraziato i cittadini irlandesi che sono stati costretti a sopportare maggiori tagli nei servizi pubblici a causa del programma di austerità di bilancio. Secondo lui, il governo irlandese ha ora a che fare con due questioni fondamentali: garantire una crescita economica sostenibile e aumentare il tasso di occupazione nel paese. 

A metà novembre 2013, le autorità irlandesi hanno deciso di non rinnovare il programma di sostegno finanziario dell'UE e del FMI, che doveva scadere nel dicembre 2013, e ha anche accolto una linea di credito precauzionale internazionale del valore di 10.000 milioni di euro, vista come assicurazione nel caso in cui il paese torni ad affrontare problemi finanziari. 

Alla fine del 2010, l'Irlanda fu costretta a chiedere un'aiuto finanziario di 85.000 milioni di euro nell'ambito di un programma triennale da creditori internazionali, dato che il settore bancario era sull'orlo del collasso. Per le stesse circostanze in cui si sono trovati, prima o dopo altri quattro paesi: Grecia, Portogallo, Cipro e Spagna 

Attualmente, l' economia irlandese non ancora recuperato dalla profonda recessione, la percentuale di crediti inesigibili nel settore bancario supera il 25%, e il tasso di disoccupazione nazionale è del 12,8%. Gli esperti, tuttavia, sottolineano i benefici a lungo termine evidenziabili nel modello economico irlandese, considerato uno dei più interessanti al mondo per gli investimenti esteri. 

Oggi le riserve di cassa dell'Irlanda sono sufficienti a far fronte ai propri obblighi finanziari fino all'inizio del 2015. Nel 2014, il governo intende ridurre il deficit di bilancio al 4,8% del PIL, e nel 2015 si prevede che questa cifra possa scendere al di sotto del 3% del PIL.

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