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7 novembre 2013

ISRAELE SPOSTA IL "MURO DI SICUREZZA" PER RUBARE IL PETROLIO PALESTINESE

La scoperta di riserve petrolifere più grandi del previsto nel campo israeliano Meged 5 genera una serie di questioni difficili da risolvere, prima di tutte quante di queste ricchezze appena scoperte appartiene ad Israele e quante ai palestinesi.
Come riferito da Al Jazeera il mese scorso sono apparse in diversi media informazioni circa la scoperta di nuovi giacimenti di idrocarburi nel giacimento Meged 5. La società di esplorazione di petrolio israeliana, Givot Olam, dice di aver già guadagnato 40 milioni di dollari dalla vendita del petrolio estratto da Meged 5 da quando nel 2011 ha iniziato la produzione lì. La società stima che attualmente il campo si trova su riserve estraibili valutate in 3.530 milioni di barili, pari a circa un settimo delle riserve di petrolio del Qatar.

La situazione è complicata dal fatto che i depositi sono nella cosiddetta Linea Verde: la linea di demarcazione dell'armistizio arabo-israeliano del 1949, che ora separa formalmente Israele dai territori abitati dai palestinesi.

Secondo le autorità palestinesi, Israele ha anche spostato il suo muro di sicurezza per permettere alla Givot Olam l'accesso illimitato al sito, tra la città israeliana di Rosh Haayin e il villaggio palestinese, di Rantis a nord ovest di Ramallah. L'unica cosa che sembra essere vera nella fattispecie, è che il giacimento di petrolio si trova su un'area piuttosto grande che contiene gran parte delle riserve e si ritiene si trovarsi sotto i territori palestinesi in Cisgiordania.

Anche se il Ministero israeliano di Energia e Acqua non ha voluto commentare pubblicamente riguardo le riserve di petrolio del campo Meged 5, un'alta carica che ha voluto rimanere anonima ha detto ad Al Jazeera che il campo potrebbe essere esteso in una zona compresa tra i 125 e 250 kmq.

Secondo gli Accordi di Oslo del 1993, Israele ha l'obbligo di coordinare ogni esplorazione delle risorse naturali del territorio condiviso con l'Autorità palestinese e accordarsi con essa su come dividere i benefici.
Ashraf Khatib, rappresentante dell'Autorità palestinese, ha detto che il greggio di Meged fa parte del "furto delle risorse nazionali palestinesi" perpetrate da Israele.
"Il problema per noi è che l'occupazione israeliana e non riguarda solo i loro insediamenti e la confisca delle nostre terre, ma Israele beneficia anche notevolmente dello sfruttamento delle nostre risorse", ha detto Khatib.
Dror Etkes, ricercatore israeliano ha detto a sua volta, che la nazione ebraica "sta godendo dei frutti economici dell'occupazione sfruttando le risorse che in realtà appartengono ai palestinesi".

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