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31 marzo 2013

Julian Assange: "Il terrorista informatico è Obama, non sono io"

Secondo il fondatore di Wikileaks Julian Assange l’aumento del potere delle compagnie di vigilanza e spionaggio di massa in Internet negli ultimi anni è responsabilità del presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
“Il terrorista informatico non sono io, ma Barack Obama e anche il vicepresidente Joseph Biden. Sono stati loro a ordinare gli attacchi informatici contro installazioni nucleari iraniane con il virus Stuxnet, attacchi finanziati e portati avanti sotto la loro supervisione”, ha affermato Assange in un’intervista alla rivista francese ‘L’Express’.
Stuxnet e Flame sono i due  principali virus distruttivi infiltrati negli ultimi due anni nei computer iraniani, poi neutralizzati grazie allo sviluppo di softwares in grado di disattivarli.
Secondo il giornalista australiano, il potere economico e tecnologico dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza degli Stati Uniti  la rende una delle istituzioni più gigantesche della storia, in grado di realizzare operazioni di spionaggio a livello di massa.
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30 marzo 2013

BAMBINI PALESTINESI NELLE CARCERI MILITARI ISRAELIANE



Un rapporto dell'Unicef denuncia i maltrattamenti "molto diffusi, sistematici e istituzionalizzati" cui sono sottoposti i minori palestinesi rinchiusi delle carceri israeliane. A differenza dei loro omologhi israeliani, i bambini palestinesi non hanno il diritto di essere accompagnati dai genitori durante un interrogatorio e sono raramente informati dei loro diritti. 

"Il test di una democrazia sta nel trattamento riservato ai detenuti, alle persone in carcere, e in modo particolare ai minori", dichiarava nel gennaio 2012 Mark Regev, Portavoce del Primo Ministro israeliano, Benyamin Netanyahu[1].Un recentissimo rapporto dell'Unicef, basato su oltre 400 casi documentati di detenzioni e maltrattamenti di giovani detenuti, mette in dubbio il livello di democrazia esistente in Israele[2].

29 marzo 2013

Obama protegge la Monsanto con una legge "su misura"

Obama firma legge che libera la Monsanto da ogni responsabilità legale.

Barack Obama questa settimana ha firmato legge finanziaria HR933, una parte della quale, conosciuta come la Farm Security protegge le aziende di sementi transgeniche come la Monsanto dalle controversie derivanti dalla vendita dei loro prodotti. La legge è stata promossa da senatore repubblicano del Missouri, Roy Blunt, che, secondo il quotidiano New York Daily News, ha lavorato con la Monsanto per sviluppare il testo della legge. Lo stesso senatore spiega che il testo fa parte della legge HR 933 e che è una misura legislativa limitata ad un periodo di tempo (fino a settembre 2013).

Secondo i dati del Centro per la Politica Responsabile (Center for Responsive Politics), il senatore Blunt ha ricevuto 64.250 dollari di sostegno 2008 fino al 2012. Il sito web Money Monocle considera Blunt come il principale politico repubblicano destinatario del finanziamento di Monsanto degli ultimi tempi.

HUGO CHAVEZ: Un uomo del Rinascimento del XXI secolo

Il Presidente Hugo Chavez è stato unico in molteplici settori della vita politica, sociale ed economica. Ha fornito contributi significativi al progresso dell’umanità. La profondità, la portata e la popolarità delle sue realizzazioni lo contrassegnano come il “Presidente del Rinascimento del XXI secolo”.
Molti scrittori hanno preso in considerazione specifici suoi contributi degni di passare alla storia, mettendo in evidenza particolare i provvedimenti legislativi contro la povertà, il suo successo nel vincere le elezioni con il consenso del popolo con maggioranze clamorose, e la sua promozione di un’istruzione universale pubblica gratuita e della copertura sanitaria per tutti i Venezuelani.
In questo breve saggio verranno messi in evidenza i contributi storici unici al mondo che il Presidente Chavez ha reso nelle sfere dell’economia politica, dei principi etici  e del diritto internazionale, e nella ridefinizione delle relazioni tra leader politici e cittadini.
Iniziamo con il suo contributo duraturo allo sviluppo della cultura civica in Venezuela, e non solo.

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28 marzo 2013

€UROPA: STA NASCENDO UNA DITTATURA

L'Europa è una dittatura, bisogna uscirne il prima possibile. Senza chiedersi cosa sarà della bolletta della luce o della rata del mutuo, perché non ci lasceranno né luce né casa. Siamo in mano a dei pazzi furiosi. 
Di Debora Billi
L'unica cosa amaramente buona di questa crisi è che ho capito come nascono le dittature, che SI, è proprio vero, più che da una violenza dei padroni derivano dalla tentazione dei servi, dall'ignoranza dalla mediocrità e dall'ignavia della gente (...); e a cosa dovrebbe servire la cultura umanistica: ad insegnarti con chi hai a che fare affinché tu possa fare/ripetere meno errori possibili. Infatti è per questo che l'hanno piano piano distrutta.

Evidentemente stiamo riflettendo un po' tutti sulla stessa cosa: sta nascendo una dittatura, in Europa? A volte, mentre sento le notizie, ho dei flash di voci future "Ma noi non sapevamo, ma noi non volevamo!", chissà se è la sindrome di Cassandra, o soltanto memorie di un passato ancora recente.

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26 marzo 2013

CIPRO: "I BANCHIERI SONO SACRI, I DEPOSITI NO!"

La piccola isola del Mediterraneo orientale è responsabile solo dello 0,2% del PIL dell’Unione Europea. Ma l’architettura del nuovo piano di “salvataggio” per Cipro fa rinascere la paura sul futuro dell’euro. Comè possibile questo?
Anticipando le conclusioni, il piano di salvataggio per Cipro porta con sè tre grandi pericoli. Primo: distrugge le aspettative che si avevano sull’unione bancaria per l’Eurozona. Oltre ai problemi di supervisione delle banche, la crisi cipriota rivela che i banchieri sono sacri e i depositi no. Secondo: ravviva i timori dell’effetto contagio su altri paesi dell’Eurozona, tra cui l’Italia e la Spagna, questa volta rispetto al comportamento dei depositanti. Terzo: apre un nuovo fronte del teatro della cirisi europea nel coinvolgere la Russia.
Di Alejandro Nadal
L’economia cipriota ha sofferto pesantemente per la crisi europea. Le sue due principali banche hanno patito forti perdite per la ristrutturazione del debito dellaGrecia e la recessione ha portato al collasso le riscossioni. Il presidente di Cipro, Nicos Anastasiades, è tornato il fine settimana scorsa da Bruxelles con un pacchetto di salvataggio. L’accordo prevedeva per il piccolo paese grandi difficoltà. Primo, il debito non include i grandi possessori di buoni che potrebbero essere candidati in uno schema di ristrutturazione stile Grecia. Secondo, qualsiasi taglio al principale dei buoni sovrani significherebbe il fallimento delle banche cipriote che sono le più esposte. Così si è deciso per un altro piano.

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25 marzo 2013

€uro e Banche: Lezioni dall'Islanda

«Le cose più importanti, e lo dico ai miei amici europei, non sono i mercati finanziari.» Intervista (sopra una nuvola) con Ólafur Ragnar Grímsson, eletto per cinque volte a capo del “laboratorio” islandese.
Rue89

Björk non era la sola star islandese in tournée in Francia, questa settimana. Il presidente del paese Ólafur Ragnar Grímsson, 69 anni, era in visita ufficiale, con l’aureola dei successi islandesi contro la crisi, nonché del ruolo che ha giocato in questa correzione di rotta spettacolare con cui ha deciso, in due riprese, di consultare il popolo via referendum. Ha incontrato per 35 minuti François Hollande. Si dice che abbiano parlato di tre questioni: «La ripresa economica in Islanda e le lezioni da trarne; la cooperazione economica nell’Artico e l’esperienza islandese in materia di geotermia - che assicura il 90% del riscaldamento degli abitanti – e come potrebbe essere sviluppata in Francia». Il presidente islandese, attualmente al suo quinto mandato, cammina sopra una piccola nuvola. Quattro anni dopo l’esplosione delle banche islandesi, il suo Paese è ripartito più forte della maggior parte degli altri in Europa, e ha appena vinto una battaglia davanti alla giustizia europea. Lo Stato islandese - ha giudicato la corte dell’Associazione europea di libero scambio (EFTA) a fine gennaio, era nel suo diritto quando si è rifiutato di rimborsare i risparmiatori stranieri che avevano piazzato i propri soldi presso le sue banche private.
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24 marzo 2013

UNGHERIA: BATTESIMO DI FUOCO PER L'U€

L’Ungheria è una nazione dell’Unione Europea composta da circa dieci milioni di abitanti ed ha un PIL di circa 200 miliardi di dollari. Rispettivamente rappresenta il 2% della popolazione e circa 1,2% del PIL dell’Unione; è stata recentemente declassata a BB, la disoccupazione sfiora il 12%, l’agricoltura è in calo di oltre il 25%, l’edilizia scende del 6% e la produzione industriale del 4%. Il debito pubblico rimane molto elevato e si attesta intorno all’80% e il deficit al 3,4%. La crescita economica arranca e per il 2013 il paese potrebbe entrare definitivamente in recessione, spinto dalla fuga di capitali dovuta all’accerchiamento finanziario attorno al presidente Orban che ha scelto di sfidare l’Eurocrazia.
Hescaton
 
Con un’enorme maggioranza del 52% , il partito del premier, il Fidesz è riuscito a varare una serie di riforme costituzionali che hanno fatto infuriare Bruxelles e le opposizioni  ungheresi. Tra queste ci sono forti limitazioni alla Corte Costituzionale, limitazioni alla libertà di espressione, divieto di dormire in luoghi pubblici, riconferma della famiglia tradizionale, illegalità del Partito Comunista ma soprattutto la messa sotto tutela governativa della Banca Centrale Ungherese e l’allontanamento dell’adesione del paese all’Euro. A nostro avviso sono questi i due punti principali invisi agli eurocrati e agli usurai internazionali.

23 marzo 2013

LA NUOVA PROPAGANDA E' LIBERALE. LA NUOVA SCHIAVITU' E' DIGITALE

Che cosa è la propaganda moderna? Per molti, sono le bugie di uno stato totalitario. Nel 1970, ho incontrato Leni Riefenstahl e le chiesi dei suoi film epici che glorificavano i nazisti. Con tecniche rivoluzionarie nell'uso della videocamera e dell'illuminazione, ha prodotto una forma documentaria che ha ipnotizzato i tedeschi, e il suo "Trionfo della Volontà" ha veicolato l'incantesimo di Hitler. Mi ha detto che i "messaggi" dei suoi film dipendevano non dagli "ordini dall'alto", ma dalla "vuota sottomissione" del pubblico tedesco. Compresa la borghesia progressista e istruita? "Tutti", mi ha detto.
Di John Pilger

 
Oggi, preferiamo credere che non ci sia una vuota sottomissione. La "facoltà di scelta" è onnipresente. I telefoni sono "piattaforme" che lanciano ogni mezzo pensiero. C'è Google dallo spazio se uno ne ha bisogno. Accarezzati come grani di un rosario, i dispositivi preziosi sono portati a testa in giù, monitorati senza sosta e con la priorità su ogni altra cosa. Il tema dominante è il sé. L'Io e le mie esigenze. La vuota sottomissione di Riefenstahl è la schiavitù digitale di oggi.
 
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22 marzo 2013

IRAQ: 10 ANNI DOPO L'INVASIONE I CRIMINI USA RESTANO IMPUNITI!

Donald Rumsfeld
Dick Cheney
George W. Bush
Il male scatenato sul popolo iracheno è stato accuratamente nascosto dietro un paravento di menzogne. Dalla fine della seconda guerra mondiale, i leader politici americani e gli opinion maker hanno indotto il pubblico a ritenere che l'uso aggressivo, palese e occulto, della forza militare siano strumenti essenziali della politica estera degli Stati Uniti. Da un disastro militare all'altro, inviando i nostri cari in guerra, uccidendo milioni di persone innocenti e destabilizzando una regione dopo l'altra, ogni nuova amministrazione ci assicura di aver imparato la lezione del passato e che merita il nostro sostegno e sacrificio per la sua ultima strategia militare.  
 
Ma la rete dei miti, degli eufemismi e la cortina crescente dietro la quale i nostri leader si sentono costretti a nascondere le politiche di guerra smentiscono l'apprendimento della lezione del Vietnam, dell'Iraq, dell'Afghanistan e degli altri scenari di guerra. Gli sforzi coraggiosi di Julian Assange, Wikileaks e Bradley Manning per farci onestamente esaminare i record in modo autonomo e trarne le nostre conclusioni incontrano il terrore vendicativo delle sale del potere.

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935 BUGIE PER GIUSTIFICARE LA GUERRA IN IRAQ
LE DUE GUERRE DELL'IRAQ
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21 marzo 2013

Cipro e la rabbia di Mosca. Medvedev: Ue come Urss

Il premier russo: "se si continua così l'intero sistema bancario cesserà di esistere". Il presidente cipriota presenta ai partiti e al Parlamento il nuovo piano. Ipotesi prelievo forzoso ma sui conti oltre i 100mila euro. Possibile nazionalizzazione dei fondi pensione di società statali.
Nuovo piano per salvare Cipro. Dopo una giornata di consultazioni serrate, Nicosia avrebbe messo a punto un piano per evitare la bancarotta dell'isola. L'architettura del salvataggio prevede sempre il prelievo forzoso sui conti correnti, ma questa volta, solo su quelli oltre i 100 mila euro. Nelle prossime ore il presidente, Nicos Anastasiades, lo dovrebbe presentare prima ai partiti e poi - se riceverà il via libera - al voto del Parlamento.

L'accordo sul nuovo piano potrebbe scongiurare la bancarotta dell'isola, ma dopo l'ultimo no del Parlamento a Nicosia si valutano anche altre soluzioni. Secondo una fonte del governo, si sta pensando all'eventualità di nazionalizzare i fondi pensione di società statali e semi-statali che potrebbe produrre tre miliardi di euro. Non è esclusa nemmeno la possibilità di una fusione delle due maggiori banche dell'isola che ridurrebbe l'importo necessario alla ricapitalizzazione.

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19 marzo 2013

COME USCIRE DALL'€URO?

17 marzo. Rispetto agli economisti che ritengono che la moneta unica non avrebbe mai potuto funzionare, Zezza sostiene che l'euro potrebbe funzionare a patto che tutti i Paesi che lo hanno adottato decideranno di cambiare completamente le regole (monetariste e liberiste) del gioco, adottando cioè comportamenti cooperativi per riprendere la strada dello "Stato europeo". Non sembra tuttavia questa una possibilità realistica. Occorre invece prepararsi allo sganciamento, adottando concrete misure di salvaguardia delle masse popolari.
Intervista di SollevAzione a Gennaro Zezza*


Lei è tra gli economisti che ritiene la moneta unica corresponsabile della grave crisi economica che soffre il nostro paese. Può spiegare perché ai nostri lettori?

L'euro è una moneta molto particolare, perché di solito la prerogativa di stampare moneta è di uno Stato. Invece, l'euro è stato creato come una moneta cui non corrisponde uno Stato, e gli Stati che hanno aderito alla zona euro sono di fatto Stati senza controllo diretto sulla moneta che utilizzano. Quando l'euro fu istituito, era chiaro che questo doveva essere un primo passo verso la creazione di una sorta di "Stato europeo" con politiche comuni, ed era già chiaro che se non si procedeva in questa direzione la moneta unica non avrebbe funzionato.
E infatti, quando dagli Stati Uniti, nel 2006/7, è partita la Grande Recessione che è arrivata in Europa, le regole della zona euro hanno mostrato tutti i loro limiti.

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18 marzo 2013

IL BUNKER DI ADOLF DRAGHI

Non è più il momento di scherzare. La Grecia vive una catastrofe umanitaria, la disoccupazione nei Paesi della fascia mediterranea si aggira intorno al 25% (con punte del 50% per i giovani), i suicidi sono diventati macabra routine e perfino alcuni colleghi giornalisti, invecchiati senza mai raggiungere l’agognata dignità retributiva, si arrendono al dolore chiudendo la partita con la vita con un colpo di pistola alla tempia (clicca per leggere). Abbiamo un vantaggio: sappiamo chi sono i nostri assassini. I killer in doppiopetto di oggi guidano le principali banche centrali dell’eurozona. La banca centrale europea, utilizzando sapientemente la finta contrapposizione al ribasso offerta dal banchiere nazista Jens Weidmann, prosegue nel piano di annientamento riattualizzando le idee di Adolf Hitler.

E’ paradossale constatare come tanti giornalisti contestino a papa Francesco presunte contiguità passate con il regime di Videla e Massera anche se, stranamente, nessuno di loro è ancora riuscito a scrivere una parola sui carnefici di oggi (non meno spietati dei generali argentini) Draghi e Weidmann. 

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CIPRO: COLOSSALE RAPINA IN BANCA DA PARTE DELL'U€

Colpo di scena sabato a Cipro. Colossale rapina in banca. Il governo aveva annunciato giovedì congiuntamente alla UE e alla Troika un salvataggio delle banche da 17 miliardi, una cifra pari al PIL dell'isola (ma le passività totali delle banche cipriote sono 8 volte tanto). Sembrava quindi un salvataggio con soldi della UE, a dispetto delle proteste in Germania contro le banche cipriote, note per il riciclaggio di denaro e i traffici degli oligarchi dell'Est Europa.
Cobraf
Ma nel frattempo la Germania aveva dato un ultimatum: o fate un prelievo forzoso dai conti correnti pesantissimo o uscite dall'Euro. Il governo di Cipro ha scelto l'eurozona e l'euro. Oggi annuncia, a banche chiuse, che all'apertura di lunedì mattina avranno già prelevato su tutti i depositi bancari detenuti in banche a Cipro : un 6.75% su quelli sotto 100mile euro (che sono assicurati per legge nella UE contro la bancarotta) e del 10% per quelli sopra 100mila euro. E fino ad allora i bancomat sono bloccati nel weekend a Cipro e agli istituti e' stato inoltre imposto di bloccare durante questo fine settimana la possibilita' di effettuare trasferimenti di denaro via internet.

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STIGLITZ: «Basta trucchi, dobbiamo nazionalizzare le banche!»

«La notizia che la nazionalizzazione delle banche potrebbe essere necessaria anche secondo Alan Greenspan dimostra quanto la situazione sia disperata: come è evidente da tempo, l’unica soluzione è che il nostro sistema bancario sia rilevato dal governo, forse sulla falsariga di quanto fecero Norvegia e Svezia negli anni ‘90». Parola di Joseph Stiglitz, docente della Columbia University e Premio Nobel per l’economia. Nazionalizzare le banche: «Bisogna farlo, e farlo in fretta, prima che altri soldi vadano sprecati in manovre di salvataggio», dopo la catastrofe planetaria provocata da «anni di comportamenti sconsiderati, tra cui la concessione di crediti inesigibili e l’avere giocato d’azzardo con i derivati». Teoricamente, siamo già alla bancarotta: se il governo rispettasse le regole del gioco, sono moltissime le banche che uscirebbero dal mercato. Nessuno sa con certezza quanto sia grande il buco: almeno due-tremila miliardi di dollari, se non di più.

16 marzo 2013

50 verità su Hugo Chavez e la rivoluzione bolivariana

Deceduto il 5 marzo 2013 all'età di 58 anni a causa del cancro, il presidente Hugo Chavez ha segnato per sempre la storia del Venezuela e dell'America Latina. 
1. Mai nella storia dell'America Latina, un leader politico aveva raggiunto una legittimità democratica così incontestabile. Fin dal suo arrivo al potere nel 1999, sedici elezioni hanno avuto luogo in Venezuela. Hugo Chavez ne ha vinte quindici, l'ultima il 7 ottobre 2012. Ha sempre battuto gli avversari con una differenza di 10-20 punti.  

2. Tutte le organizzazioni internazionali, dall'Unione Europea all'Organizzazione degli Stati Americani, attraverso l'Unione delle Nazioni Sudamericane e il Centro Carter unanimemente hanno riconosciuto la trasparenza delle elezioni.
 
3. James Carter, ex presidente degli Stati Uniti, dichiarò che il sistema elettorale  venezuelanoè stato il "migliore del mondo".
 
4. L'accesso universale all'istruzione attuata dal 1998 ha avuto risultati eccezionali. Circa 1,5 milioni di venezuelani hanno imparato a leggere, scrivere e contare, grazie alla campagna di alfabetizzazione, chiamata Missione Robinson I.
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15 marzo 2013

U€: « E' il Momento di Riprendersi la Sovranità Nazionale »

Per uscire fuori dalla crisi, occorre "ridare agli stati membri il controllo delle politiche fiscali e di bilancio". E’ questa la ricetta proposta da Ashoka Mody, ex capo missione FMI in Germania e Irlanda.
Nessun rafforzamento dell’Unione europea. Anzi. Per uscire fuori dalla crisi, la strada da percorrere potrebbe andare nella direzione opposta, ovvero quella di "ridare agli stati membri il controllo delle politiche fiscali e di bilancio". E’ questa la ricetta proposta da Ashoka Mody, ex capo missione FMI in Germania e Irlanda, che in un lungo articolo sulla crisi europea ritiene essenziale per uscire dalla crisi, la ricostituzione delle sovranità nazionali con l’obiettivo di "ridurre lo stress a cui sono sottoposte le economie periferiche nel breve periodo e, quindi, in modo da spianare la strada verso un'Europa più integrata e un euro più forte".
In sostanza Mody suggerisce ai leader europei di compiere tre passi:

    1 - Smantellamento dell’attuale sistema fiscale;

    2 – Ripristino della responsabilità fiscale agli stati membri;

    3 – Attribuire ai i creditori privati le perdite del debito sovrano.
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MENTRE L’EUROZONA E’ NEL CAOS L’IRLANDA SI RIPRENDE PARTE DELLA SUA SOVRANITA’

Piero Valerio, socio dell’ARS e curatore del blog Tempesta perfetta ci informa sulla coraggiosa scelta del primo ministro irlandese, il quale, per evitare che i problemi si aggravino e per tentare di risolverli, ha deciso di violare i trattati europei. L’ARS ha sempre sostenuto, fin dal Documento di Analisi e Proposte, che la sovranità e l’indipendenza saranno riconquistare con provvedimenti di rottura dell’ordine giuridico dell’Unione europea – tanto che, pur essendo un giurista, non sono mai stato attratto dall’analisi giuridica del modo legittimo per uscire dai trattati europei. La rottura dell’ordine giuridico europeo sembrerebbe iniziata. Il precedente scaverà un solco e il fatto si porrà come norma. La tendenza sarà a violazioni sempre maggiori e a scontri tra la Bundesbank, la Germania, eventualmente l’Olanda e altri alleati, da un lato, e gli Stati del sud europa e prima o poi la Francia, dall’altro. 

A poco a poco, l’ordine giuridico dell’Unione europea si disintegrerà. Se le elites saranno lungimiranti, a un certo punto prenderanno atto del fallimento e tenteranno di mantenere il mercato unico senza l’euro. In tal caso, la lotta italiani dei sovranisti continuerà. Se saranno più lungimiranti, allora diranno addio al mercato unico (l’Unione europea) e torneranno a qualcosa di simile al mercato comune (CEE). Anche a questo caso la lotta dei sovranisti continuerà, perché ricollocata la Costituzione italiana anche di fatto al vertice dell’ordinamento, e riconquistati allo stato italiano alcuni poteri, la Costituzione dovrà essere attuata e i poteri esercitati, prendendo a modello, con eventuali miglioramenti, la cosiddetta prima Repubblica (fino al 1985). Se, invece, le elites non saranno minimamente lungimiranti, si verificherà l’implosione. In questo terzo caso, la presa del potere da parte dei sovranisti sarà ancora più importante, per gestire pacatamente il caos. I sovranisti hanno il vento in poppa (Stefano D’Andrea).
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HABEMUS GESUITAM!

E' arrivato il papa double-face
Della scelta di Bergoglio al soglio pontificio non stupisce tanto la nazionalità - ormai all'idea di un papa internazionale ci siamo abituati - quanto il fatto che sia un gesuita. E' infatti il primo in assoluto nella storia a diventare papa, e questa non è certo una casualità.
Fin dalla fondazione dell'ordine, da parte di Ignazio di Loyola, i gesuiti hanno sempre presentato un doppio volto nei loro rapporti con il Vaticano.
Da una parte i primi gesuiti erano i "soldati di Gesù" che andavano in tutt'Europa a combattere il protestantesimo insorgente, nel tentativo di restaurare il potere di Roma durante la controriforma.

Dall'altra però criticavano la lassitudine e la corruzione in cui era caduto il clero romano negli ultimi secoli, chiedevano una più stretta aderenza alle sacre scritture, si auguravano una maggiore preparazione culturale nei vertici della Chiesa, e predicavano una povertà e un'umiltà che ormai in Vaticano erano del tutto sconosciute. E' infatti curioso che nessun papa, dal 1200 ad oggi, avesse mai pensato di chiamarsi "Francesco".

13 marzo 2013

SOVRANITA' MONETARIA O GUERRA CIVILE!

“Un politico pensa alle prossime elezioni, uno statista pensa alle prossime generazioni” (Alcide De Gasperi)

L’Italia sta morendo, l’urlo prima sordo, ora disperato e sempre più forte, percorre oramai tutta la penisola. Il tradimento della consegna della sovranità del paese in mano di “ soggetti non democratici, non trasparenti, non responsabili, banche d’affari multinazionali, shadow banks, hedge funds, agenzie di rating, fondi sovrani, organismi internazionali di regolazione non governativi…”(Bassanini),continua a sommarsi all’inerzia della politica, unica responsabile di questa consegna e oramai ulteriormente responsabile di questa condotta inesorabilmente distruttiva.

Negli ultimi mesi, parecchi giovani, animati solo da un puro idealismo e molta buona volontà, in molte regioni d’Italia ed anche fuori da quella che un tempo era culla ideale e fucina di studio, ossia l’università, oramai tristemente svuotata anche di contenuti, hanno iniziato ad analizzare e diffondere i meccanismi di funzionamento della moneta, radunando gruppi di poche decine di persone, imprenditori, persone comuni, chiunque fosse interessato. Tutta questa gente, ora, è perfettamente consapevole delle cause del disastro economico cui si assiste impotenti. Queste persone sanno che la politica e i suoi protagonisti hanno permesso tutto questo con dei precisi atti di consegna del paese nelle mani della finanza privata, ma sono anche consapevoli dell’illegittimità di quegli atti. 

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GRILLO: "L'Italia è già fuori dall'€uro!"

Il leader del Movimento 5 Stelle lo dice in un'intervista al quotidiano economico tedesco Handelsblatt. I paesi del Nord Europa manterranno l'Italia nell'Euro "finché non riavranno gli investimenti". Dopo "ci lasceranno cadere come una patata bollente".

FRANCOFORTE - "L'Italia de facto è già fuori dall'euro". Queste le parole di Beppe Grillo al quotidiano economico tedesco Handelsblatt, in un'intervista esclusiva.

CI LASCERANNO "COME UNA PATATA BOLLENTE". Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, il Belpaese non rimarrà a lungo nell'Eurozona. I Paesi del nord Europa sosterranno l'Italia, solo "fino a quando gli investimenti delle loro banche nei titoli di Stato italiani saranno recuperati. Poi ci lasceranno cadere come una patata bollente", ha detto il comico genovese.

ABBIAMO PERSO IL NOSTRO MIGLIORE AMICO

Il 5 marzo, nel pomeriggio, è morto il  miglior amico che ha avuto il popolo cubano nella sua storia.  Una telefonata via satellite ha comunicato l’amara notizia.
E il significato della frase usata era inconfondibile. Anche se conoscevamo lo stato critico della sua salute, la notizia ci ha fortemente colpito. Ricordavo le volte che scherzava con me dicendo che quando tutti  e due avessimo terminato il nostro impegno rivoluzionario, mi avrebbe invitato a passeggiare lungo il fiume Arauca, in territorio venezuelano, che gli faceva ricordare il risposo che non ha mai avuto. 
Abbiamo avuto l’onore di condividere con il leader bolivariano gli stessi ideali di giustizia sociale e di sostegno agli sfruttati. I poveri sono poveri in qualsiasi parte del mondo.
“Ditemi in cosa servire il Venezuela! In me ha un figlio”, aveva proclamato l’Eroe Nazionale e Apostolo della nostra indipendenza, José Martí, un viaggiatore che, senza togliersi di dosso la polvere del cammino, chiese dove si trovava la statua di Bolívar.
Martí aveva conosciuto il mostro, perchè aveva vissuto nelle sue viscere.
È possibile ignorare le profonde parole che aveva riversato nella lettera mai conclusa per il suo amico Manuel Mercato, prima della sua morte in combattimento?

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12 marzo 2013

MUOS: Mafia e CIA contro Crocetta?

Quando lo scorso mese il Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, ha dato mandato all’assessore regionale all’Ambiente Mariella Lo Bello e al dirigente Giovanni Arnone di revocare le autorizzazioni per la realizzazione del Muos, l’impianto militare di antenne satellitari di Niscemi, in tanti avevano accolto la notizia come uno straordinario successo per tutto il movimento “No Muos” che da anni si batte per questo. Nonostante ciò, però, all'interno della base Usa si continua a lavorare, come denunciato da alcuni attivisti, con gli Stati Uniti che si fanno forti del protocollo d’intesa siglato nel 2011 tra l’allora ministro della Difesa italiano Ignazio La Russa e il governatore siciliano Raffaele Lombardo, favorevoli alla realizzazione.
Di Aaron Pettinari 
Antimafiaduemila
Ci sono poteri forti a spingere per quest'opera e la conferma arriverebbe dalle dichiarazioni dell'ex Idv Sergio De Gregorio che, interrogato dai magistrati, ha raccontato i retroscena in merito alla campagna acquisti del 2007 che affossò il governo Prodi. L’ex senatore ha dichiarato agli inquirenti che l'allora governo di centrosinistra cadde per le pressioni di altri poteri, ovvero la Cia, che avevano messo nel mirino Prodi e il suo esecutivo soprattutto per l’ostilità manifestata nei confronti del Muos. Un fatto che nei giorni scorsi ha allarmato non poco lo stesso Crocetta il quale ha dichiarato: 
“Sono seduto su una polveriera. Già dai primi giorni dal mio insediamento sono partiti i dossier nei miei confronti. Ed è chiaro che a muoversi, in questi casi, sono i poteri forti. Non è mafia. O meglio, non stiamo parlando solo di mafia. Questi poteri, in passato, a mio parere, furono responsabili, ad esempio, della sparizione di Enrico Mattei. Figuriamoci se si preoccupano di intervenire su un presidente della Regione”. 

10 marzo 2013

€URO: LA CAUSA DELLA CRISI

Intervista a Claudio Borghi* a cura di Rodolfo Monacelli

In questa campagna elettorale l’uscita dall’euro è stata considerata come uno spauracchio e un tabù. Nella realtà, cosa succederebbe se l’Italia uscisse dall’Euro?
Se l’Italia uscisse dall’Euro tornerebbe un paese con sovranità monetaria, come lo è l’Inghilterra, la Norvegia, la Svizzera, ma anche la Turchia. Non cambierebbe nulla dal punto di vista della vita normale di tutti i giorni. Cambierebbe molto, invece, dal punto di vista delle prospettive economiche perché ritorneremmo ad avere una moneta correttamente valutata secondo il livello della nostra economia, consentendo a tutto il nostro sistema economico e produttivo di ricominciare a funzionare. In questo momento è in shock totale perché non è possibile pensare di poter essere minimamente competitivi nei mercati internazionali con una moneta come l’euro, che ha una valutazione superiore del 25-30%. A questo problema, inoltre, si sommano i noti difetti del sistema economico italiano. Uscendo dall’euro, la stagnazione e la distruzione di tutto il nostro sistema economico si fermerebbe e comincerebbe a diminuire la disoccupazione, ricominceremmo a esportare e a importare di meno, le imprese attualmente in crisi ricomincerebbero ad avere degli ordini, si fermerebbero i licenziamenti e, di conseguenza, aumenterebbe la domanda interna. Tutto ricomincerebbe, quindi, secondo lo schema del circolo virtuoso.

Recentemente l’On. Stefano Fassina, durante la trasmissione di Michele Santoro “Servizio Pubblico”, ha affermato che “Non potendo svalutare la moneta, si svaluta il lavoro“. Ritiene coerente, in base a quest’affermazione, la difesa dell’euro da parte di un partito di sinistra come il Partito Democratico?

Vorrei premettere che mi sembra offensivo pensare che un imprenditore che impiega tutto il suo tempo a pensare come rendere più efficiente la propria azienda, possa essere considerato improduttivo, lazzarone o qualcosa del genere. Suppongo, quindi, che dal punto di vista dei processi interni i nostri imprenditori abbiano fatto il possibile per essere efficienti. Ma, al di là di questa considerazione, questa è una delle contraddizioni più gravi nell’atteggiamento della sinistra italiana.
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9 marzo 2013

Approvata l'Introduzione di Chip RFID in USA



Mentre in Italia si scherza sui microchip, non poche polemiche sono nate a proposito del disegno di legge sulla salute firmata da Obama che renderà obbligatorio per tutti i cittadini statunitensi l'impianto di un microchip Rfid che contenga tutte le informazioni relative a ogni americano. L'intento dichiarato è quello di facilitare il monitoraggio e il controllo della salute di ogni singolo individuo, con la creazione di un apposito registro nazionale in cui ogni chip - e quindi ogni persona - sia registrato.

Freeonda Revolution  
Oltre ai parametri medici potranno essere inserite nei chip informazioni in merito al conto bancario del paziente, così da determinare in tempo reale la sua capacità finanziaria. Medici e ospedali saranno quindi autorizzati ad eseguire la scansione dei conti bancari così da poter prelevare immediatamente, in tempo reale, la cifra prevista per il trattamento terapeutico.
Fin troppo facile lanciarsi in speculazioni indegne dell'orwelliano Grande Fratello, ma il nuovo progetto sulla salute - l'HR 3200 - adottato dal Congresso prevede la necessità di impiantare il chip per identificare tutti i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario. 

L'€URO E' FIGLIO DEL NEOLIBERISMO!

Il sito Forexinfo intervista Gennaro Zezza, professore associato presso l’Università di Cassino, e ricercatore presso il Levy Economics Institute degli Stati Uniti partendo dal suo contributo presente all’interno dell’ebook “Oltre l’austerità“. Per Zezza “dichiarare fallito l’esperimento dell’euro” sarebbe “una soluzione preferibile allo status quo, soprattutto se la fine dell’euro è concertata tra i Paesi dell’eurozona”. Inoltre “l’uscita dell’Italia dall’euro, unita alla disponibilità di una nuova Banca centrale italiana a finanziare il deficit pubblico, trasformerebbe il deficit pubblico in un surplus, togliendo ogni motivo ad ulteriori manovre di austerità. 
Forexinfo
 
1) Nel suo interessante contributo sulla crisi dell’euro, Lei parla di un’ideologia “neoliberista” che è alla base della suddetta crisi appunto. Ci può spiegare in cosa consiste?
 

Quando parlo di “ideologia neoliberista” mi riferisco alle idee politiche che hanno ottenuto consenso elettorale prima con Margaret Thatcher, nel Regno Unito alla fine degli anni ’70, e poi con Ronald Reagan negli Stati Uniti. Anche se l’ideologia neoliberista è più variegata, a mio avviso ci sono tre elementi di questa ideologia che sono alla radice della crisi attuale: il primo è l’idea che se una quota maggiore del reddito va ai ceti più abbienti (e ai profitti delle imprese), gli investimenti aumenteranno, l’economia fiorirà creando posti di lavoro, e l’aumento del benessere verrà diffuso a tutti (la cosiddetta trickle-down economics). Si è quindi provveduto a
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8 marzo 2013

SCANDINAVIA IN FUGA DALL'U€

Siamo a fine gennaio. Un po’ a sorpresa, il primo ministro inglese David Cameron annuncia di voler sottoporre a referendum la permanenza della Gran Bretagna nell’Unione europea. A Helsinki, Timo Soini, leader del partito dei Veri Finlandesi, esclama: facciamolo anche qui. Contro la sua proposta si sono schierati in molti: dal presidente della Repubblica Niinistö al premier Katainen. Ma la questione non s’è chiusa. Perché se è vero che di referendum non se ne terranno a Helsinki, è altrettanto vero che il rapporto tra Finlandia e Ue è un nervo scoperto. La posizione filoeuropeista del governo Katainen non si discute: la Finlandia è e resterà nell’Unione europea. Ha e manterrà l’euro.
Linkiesta

 
Ma c’è altro. Commentando le parole di Soini, il ministro delle finanze Jutta Urpilainen ha detto che non serve una consultazione popolare ma servono riforme: ad esempio è necessario che i paesi dell’Europa Meridionale (vale a dire Italia, Grecia, Portogallo, Spagna) adottino una più rigorosa disciplina di bilancio. Appunto: bilanci statali, piani di salvataggio e denaro che non torna indietro.
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USA: MILITARIZZAZIONE DELLA POLIZIA SOTTO INCHIESTA

L'Unione americana per le Libertà Civili (ACLU) chiede che si indaghi sulla tendenza a collocare unità di polizia militarizzate nelle città e in tutto il paese.
Associazioni aderenti all'ACLU in 23 stati hanno presentato questa settimana più di 255 richieste, basandosi sul Freedom of Information Act, per ottenere tutto il materiale possibile relativo alla continua trasformazione delle unità di polizia in piccole squadre di soldati fortemente armati.

RT.com

"E' tempo di capire la reale portata della militarizzazione della polizia negli Stati Uniti e l'impatto che sta avendo sui nostri quartieri ", dice un comunicato dell'ACLU.
L'associazione sostiene che è sempre più frequente vedere le squadre speciali (unità di armi e tattiche speciali) armate fino ai denti sul territorio degli Stati Uniti, che spesso entrano nelle case di persone innocenti.

7 marzo 2013

“EL COMANDANTE” HA LASCIATO IL PALAZZO

Questo si’ che sarebbe un film: la storia di un uomo del popolo che sfida ogni avversità per diventare l’Elvis politico dell’America Latina. Più grande di Elvis, a dire il vero: un presidente che ha vinto 13 elezioni democratiche su 14. Ce lo possiamo anche scordare di vedere un giorno un film così vincere un Oscar – tanto meno vederlo prodotto ad Hollywood. A meno che, ovviamente, Oliver Stone convince HBO a produrre uno special via cavo/DVD.
Di
Pepe Escobar
AsiaTimes

Com’è illuminante vedere le reazioni dei vari leader mondiali alla notizia della morte del Comandante Venezuelano Hugo Chavez. il Presidente dell’Uruguay Jose Mujica - un uomo che rinuncia al 90% del proprio salario perchè insiste nel dire che gli basta molto di meno per le proprie necessità - ha voluto ricordare ancora una volta come considerava Chavez “il leader più generoso che io abbia mai incontrato”, mentre lodava “la fortezza della democrazia” di cui Chavez era stato il grande costruttore.

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6 marzo 2013

« Ci sono prove che gli Stati Uniti hanno indotto il cancro in Hugo Chavez »

Ci sono prove concrete che gli Stati Uniti hanno la tecnologia per assassinare il presidente venezuelano Hugo Chavez, così ha detto l'avvocato e scrittrice Eva Golinger.

 

"Ci sono informazioni che dagli anni '70 tentavano di assassinare, ad esempio, il presidente cubano, Fidel Castro, con radiazioni e altri metodi. Questo non è un segreto, tutto ciò che è stato rivelato da migliaia di documenti declassificati. Possiamo immaginare ora la capacità di queste armi che gli Stati Uniti hposseggono oggi. hanno utilizzato diverse armi biologiche contro i loro avversari ", ha detto la Golinger.

Addio Commandante: Onore e gloria a Hugo Chávez!

Hugo Rafael Chávez Frías (Sabaneta, 28-7-1954, Caracas, 5-3-2013)
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5 marzo 2013

« La Grecia deve sospendere unilateralmente il rimborso del suo debito »

Tassos Tsakiroglou intervista Eric Toussaint 
In Grecia, la classe dirigente e i governanti stanno distruggendo la democrazia”, ha dichiarato al quotidiano greco “Ef. Syn” Eric Toussaint, docente di Scienze Politiche e attivista. Secondo Toussaint, solo un governo determinato basato sul popolo potrà ottenere una soluzione al problema del debito. Dal suo punto di vista, SYRIZA non dovrebbe spostarsi verso posizioni moderate [1].

La Grecia sembra rimanere al centro della crisi del debito. Lei ha dichiarato che il popolo greco, essendo nel cuore della crisi, ne è anche l’epicentro della soluzione. Che cosa intendeva con questa affermazione?

E’ chiaro che tutta l’Europa sta vivendo una profonda crisi. La classe capitalista e la Commissione europea, che opera per conto suo, hanno innescato un attacco terribile contro tutti i popoli. La Grecia si trova al centro di questa crisi ma è anche il centro della resistenza a tutti questi attacchi. Paesi come l’Irlanda, il Portogallo, la Spagna ma anche la Romania e la Bulgaria sono anche essi vittime di tali attacchi.

Tuttavia la Grecia è al centro perché rappresenta l’inizio della nuova fase della crisi, dell’attuazione del memorandum d’intesa del maggio 2010, ma anche a causa della resistenza del popolo greco. 

4 marzo 2013

€URO: UN MORTO CHE CAMMINA!

L'euro è ormai un morto che cammina. Occorre tentare una exit strategy "da sinistra"
Il signor euro aveva più volte rischiato l’infarto. Il dottor Draghi decise allora di metterlo in coma farmacologico. Sulla cura però indugiava, e a intervalli periodici il dilemma amletico gli si ripresentava: lasciarlo dormire o farlo morire? Draghi insisteva per la prima soluzione. Ma ad un tratto il popolo italiano ha improvvisamente optato per la seconda: ormai l’euro è solo uno zombie, un morto che cammina. Volenti o nolenti, prendiamone atto. 
Vedrete che nel Direttorio della Bce l’avranno già capito. A Francoforte si accingeranno a modificare la “regola di solvibilità” della politica monetaria: il famigerato ombrello europeo contro la speculazione verrà pian piano chiuso, per poi finire in cantina [1]. La dottrina del falco Jurgen Stark, uscita dalla porta, si appresta dunque a rientrare dalla finestra. Si può star certi che il dottor Draghi dovrà accoglierla con tutti gli onori. Le più fosche previsioni di un appello di 300 economisti, pubblicato nel giugno 2010, si stanno dunque avverando [2]. La pretesa della Bce di proteggere dagli attacchi speculativi solo i paesi devoti alla disciplina dell’austerity, si è rivelata un clamoroso errore, logico e politico. L’Italia, che ha dato i lumi al Rinascimento ma anche al Fascismo, ieri ha sancito che per l’euro non resta che recitare il De Profundis. Nessuno osi affermare che ha fatto da sola: i tecnocrati europei, condizionati dagli interessi prevalenti in Germania, stavano già da tempo preparando il fosso in cui seppellire la moneta unica.
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3 marzo 2013

IL DEBITO INFINITO

 
Nell'anno 55 prima della nostra era, Cicerone scriveva:  
«Il bilancio dovrebbe essere equilibrato, le finanze pubbliche dovrebbero essere colmate, il debito pubblico dovrebbe essere ridotto, l'arroganza della amministrazione dovrebbe essere abolita e controllata e l'aiuto ai paesi esteri dovrebbe essere diminuito per E il rischio che Roma cada nel falli- mento».   
Da un bel pezzo che la classe politica non legge più Cicerone! Dalla fine degli anni Settanta, la maggior parte dei paesi industrializzati sono entrati in un regime di debito permanente, dal quale nemmeno i periodi di forte crescita economica hanno consentito di uscire.
Il debito misurato è quello delle amministrazioni pubbliche, che viene chiamato "debito sovrano" o "debito pubblico". 

Di Alain De Benoist

Diorama
Il debito pubblico "nel senso di Maastricht", misurato in valore nominale (e non in valore di mercato), viene definito come il totale degli impegni finanziari degli Stati contratti sotto forma di prestiti risultanti dall'accumulazione, sul filo degli anni, di una differenza negativa tra le loro entrate e le loro spese o i loro oneri.

1 marzo 2013

A PROPOSITO DI CLOWNS...

Di Marco Cedolin
Normalmente dopo la chiusura dei seggi elettorali e lo spoglio delle schede, fa seguito un periodo di contatti informali fra i partiti, che sfociano poi nell'insediamento del nuovo parlamento e nei contatti formali finalizzati alla creazione del nuovo governo. Solamente una volta che il nuovo governo è stato creato, il premier inizia a vistare o ricevere i leader degli altri paesi ed a confrontarsi con loro, illustrando la strada politica che intende intraprendere.
Oggi in Italia, senza che i media abbiano dato grande risalto alla cosa, né tanto meno si siano preoccupati di questa anomalia, sta invece accadendo qualcosa di profondamente diverso....
Dopo appena un paio di giorni dal voto, quando ancora i nuovi eletti devono insediarsi in parlamento e non esiste nessuna seria ipotesi concernente la possibile composizione del nuovo governo, sembra essere esplosa una frenetica attività di "diplomazia".