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19 dicembre 2012

LA GABBANELLA E LA SFIGA DEI MAYA

Nei prossimi due mesi, sorbiti gli effetti del natale&capodanno, si scatenerà una bagarre elettorale da memoriale storico. In sostanza vi sono due partiti Monti e Grillo. O forse meglio ancora: Grillo contro Tutti (che si nascondono dietro Monti). Il vituperato Berlusconi si è fatto sotto, consigliato da chi e perché resta un mistero, perché probabilmente sa benissimo che corre verso la debacle.

Vuole concludere la sua ‘carriera’ di ricchi premi e cotillons con una sonora batosta? Infatti, pare averci ripensato; ma cosa voglia, non si comprende. Invece ciò che si comprende è che partendo così si gioca le ultime carte. Sarà colpa di Flavio Briatore? Il tipico esempio di ‘grande imprenditorialità italiana’. Che poi cosa riguardi la sua imprenditorialità, non si sa bene, ma nell’Itaglietta dei lacchè e delle puttane, è meglio continuare a non saperlo. In compenso, a tenere alto il morale a Silviolo I° Berluskaiser di Brianza, ci pensano i tanti cialtroni e buffoni che aveva assunto nel suo partito-azienda: bimbaminkia Meloni, pensionato Fede e Samorì-chì? che non combineranno nulla, sperabilmente, ma in compenso le loro spese inutili faranno la felicità natalizia della nobile categoria dei tipografi e stampatori. Sì, ci sarà qualcuno che, nel natale 2012, vedrà accrescersi il reddito.

Quindi, sbolognato Berlusconi, topone morto (come tanti in Siria), passiamo al grande centro, formato da nani e ballerini come Montezemolo, Casini e Fini. Rottami che per galleggiare trovano necessario aggrapparsi al pupazzo gonfiato Monti. Anche se per ora, questi Churchill de’noantri galleggiano, fluttuano e filano solo nei sondaggi fasullissimi, richiesti alle strapagate società di marketing, dalle gazzette di regime e relative emanazioni catodiche. Anche i Piepoli, il noto Noto e il fu manchu Mannhaimer, vedranno accrescersi le loro13/14.ma natalizie.

A proposito, prima di continuare, complimenti alla gabbanella: dai tempi del Kosovo ha imparato la lezione deontologica dei veri giornalisti, less choosy and very democrat: abbaiare in perfetto inglese, anche e soprattutto quando si parla degli interessi italiani, in Italia e fuori (tipo Libia o Russia). Non è cosa da pochi. Eppoi, volete mettere l’applauso del popolo delle scimmie, viola ieri, arancione oggi? Che digrignano approvazione verso l’ennesimo intemerato ‘servizio’ della gabbanelli contro il brutto e demoniaco gas-petrolio russo. Come osano comprare il petrolio russo? Non lo faceva Mussolini nel 1928?!? Scaroni fascio-comunista! Rosso-Bruno!! Par di sentire… Isn’t democrat, isn’t humanitarian (e aggiungerei: Buy only american oil shale, come ci dicono le famigerate ONG ecologiche pro-Kyoto e pro-Doha).

Ebbrava gabbanella! Che fa ciò in barba a tutti i Paolo Barnard della Terra, ma anche per i felici lazzi dei baffoni alternativi e i cachinni dell’houmor intelligente, brillante ed originale delle Litizzetto e dei Benigni.
Si, ho accennato al divo baffutissimo! Proprio lui! Che incontrando in questa breve panoramica pre-elettorale, ci fa sapere, il divin giulietto, che non c’è niente da fare per il futuro: No job, No money, No luck, No chance. Rassegnamoci, ad esempio, a continuare a vedere pensionati rovistare tra la spazzatura dei mercati rionali. Ma allegri! Chiudiamo gli occhi, e diciamoci che è un progresso: è decrescitismo e lotta agli sprechi. Si, e diciamo assieme al megacippato Pier Luigi Fagan: Evvero, dobbiamo soffrire, non abbiamo speranza, ma Oddio! Rallegriamoci! Tutto ciò un giorno finirà, …quando finiremo sottoterra. Un buon modo per rivalutare l’estrema dipartita, no?!

Che ecologici e orgoglioni di esserlo! ‘Ricordati che devi morire!’ ci urlacchia in faccia il divin giulietto, in gramaglie ‘Club di Roma’. E lasciamo che gli oligarcucci, da Sua santità David Rockfeller al signorino Lapo Elkhan, si godano in pace le ricchezze del Mondo: chi cazzo siamo noi per contestare simili visioni ‘Alternative’?? Non c’abbiamo manco i baffoni di prammatica…
Passiamo al PD, oramai assuefato al riflesso condizionato berlingueriano, ovvero rassicurare i potenti che ieri si era comunisti (e si è democratici oggi) per finta, quel tanto giusto per sfilare il voto al popolino di scimmie urlatrici suddette. Infatti, Piermummia Bersani ha fatto subito capire, per non essere frainteso, che simpatici e abili tecnici come Passera e Fornero dovrebbero partecipare al futuro girotondo post-berlusconiano. Vedremo mano nella mano: Nicolino Vendola, Piermummia Bersani, la ‘befana non intelligente’ Bindy, l’odioso Moretti, l’ancor più odioso Serra, l’odiosissimo Renzi, Fornero strappalacrime e Passera strapparisate, tutti insieme fare giro-girotondo sulla nostra testa per ben cinque anni. Cinque anni! Ci pensate!? Chi non vorrebbe un meraviglioso e radioso futuro come questo?

Dulcis in fundo, guardando ma sorpassando la fuffa post-bertinottiana in via di estinzione dalla storia politica patria, ci si para davanti il nuovo soggettone rivoluzionario: gli arancioni, ovvero gli Hare Krishna (e Hara Kiri) della grande intellettualità accademica e para-accademica angosciata e impegnata dei Panchos Pardo’s. Tutti costernati dall’esistenza del Grillo e impegnati a resuscitare il cadavere disfatto dell’antiberlusconismo oligofrenico. Viola ieri, arancioni oggi, gli ammaestratori di scimmie ammaestrate si mettono in prova cercando di intortare le fantasmatiche masse rivoluzionarie, i residuali partiti ‘comunisti’, organizzazioni presunte antagoniste e movimenti sociali sbandati, per dimostrarsi di esser ancora vivi (se mai lo sono stati). E sapete il bello?

Ci riescono! Ancora una volta, i noti professoroni dell’antagonismo accademico, allineato e coperto, rispuntano fuori. Irritendo quei boccaloni ‘italo-marxisti’ che sono accorsi ad appiccicare le loro tristi banderuole rossiccie sul ‘Logo orange made by Soros’ di Demagistris and friends. E questo nonostante che il famigerato prof. Paul Gisbourg sia intervenuto rammentando “non sono comunista e non farei un partito insieme ai comunisti”. Eh, questi inglesi trapiantati in Italia, quanto la sanno lunga! Da Horatio Nelson a Paul Ginsborg, hanno sempre saputo riconoscere il loro pollame antagonista.
Ieri contro il babau Berluskoni, feroce trombatore di massa di veline.

Ma oggi, oggi, si profila, anzi si staglia all’orizzonte il nuovo pericolo mortale alla ‘democrazia italiana’. Qualche fessacchiotto penserà agli F-35, ai bombardamenti alla Libia, alle minacce alla Siria, alla dissoluzione dell’economia italiana o all’assalto ai diritti sociali degli italiani. No! Queste sono minchiate, quisquilie, ofeliminità, propaganda dei rosso-bruni! Anzi! Sono necessarie a salvare il futuro dell’Italia e delle future generazioni italiane.
Il pericolo è Grillo, un brutto fascistone, (magari un rosso-bruno), che ha osato criticare le nobili guerre alla Libia, alla Siria, ha sposato un’iraniana lo zozzone e, orrore! Ha perfino parlato bene di Correa e Kirchner!! E soprattutto, Casaleggio o meno, Dalai Lama o meno, rischia di rovinare i giochi di sponda tra le varie camarille, istituzionali e antagoniste che siano. E perdippiù, tutto questo a pochi giorni dall’apocalisse, tanto agognata dall’alternativo coi baffi. E chi se ne accorgerà?
Povero Silvio, non è più il babau di una volta e poveri Maya, colpiti da cotanta sfiga…

Di Alessandro Lattanzio

Stato & Potenza

1 commento:

  1. articolo fin troppo ottimista...
    il pd è e sarà il primo partito, poco prima delle elezioni il m5s sarà colpito da qualche scandalo e il popolo di italiani voterà centrosinistra legittimando gli usurai internazionali al potere.
    p.s. ci tengo a precisare : grillo è parte del sistema e non è la soluzione per cui anche se fosse partito di maggioranza regnerebbe incontrastato il potere della finanza privata internazionale

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