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1 agosto 2012

IL GOVERNO SERBO SCEGLIE LA SOVRANITA' ECONOMICA E NAZIONALE

Il governo nazionalista serbo finisce nel mirino dell’usura internazionale per aver deciso di difendere il suo popolo dalle mire dei grandi potentati economici. A disturbare infatti i sonni di banchieri e politicanti loro alleati è la preoccupazione per una virata in senso statalista delle politiche economiche ad opera dell’esecutivo guidato da una coalizione di forze con a capo il leader socialista Ivica Dacic. L’altra forza che guida la coalizione è il Partito progressista serbo (Sns), del presidente della Repubblica, Tomislav NIkolic, vincitore della maggioranza relativa alle legislative del 6 maggio scorso.
Di Andrea Perrone
Rinascita

Il premier Dacic è finito immediatamente sotto accusa, a soli quattro giorni dal suo insediamento, per aver voluto rafforzare il controllo sulla Banca nazionale serba (Nsb) mandando a casa il suo governatore, Dejan Soskic, a costo di modificare la legge e minare l’indipendenza di una delle istituzioni più potenti del Paese. Indipendenza questa che garantisce libertà di movimento a banche e banchieri, che con il loro potere economico decidono le sorti di popoli e delle nazioni in gran parte del pianeta Terra. Dal canto suo Dacic è stato chiaro nei confronti del governatore. Soskic, ha osservato il premier, “potrebbe perdere il suo lavoro se persisterà a stringere la cinghia delle finanze, invece di stimolare la crescita”. 
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