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21 giugno 2012

LA NATO SPONSOR DEL CRIMINE ORGANIZZATO

La missione degli osservatori ONU in Siria è stata sospesa non appena è cominciata a risultare insostenibile la versione occidentale, tutta centrata sui "crimini contro l'umanità del dittatore Assad". Il capo della commissione d'inchiesta è un generale norvegese, Robert Mood, quindi un membro della NATO. Mood non poteva certo rischiare di smentire la propria organizzazione. La sospensione non sarebbe definitiva, e probabilmente per la NATO ora il problema è di guadagnare tempo per fare opera di "persuasione" sugli altri osservatori. [1]
Per gli osservatori ONU si trattava in effetti di scoprire l'acqua calda, cioè quanto risulta già noto dal dicembre scorso, da quando un sito israeliano, Debkafile, ha rivelato con tutti i dettagli che i cosiddetti ribelli siriani sono in realtà dei mercenari dell'emiro del Qatar. [2]
Il Qatar è da anni un Paese coordinato militarmente con la NATO. L'anno scorso, in una sua visita all'emiro, il segretario della NATO Rasmussen ha sottolineato la necessità di rafforzare ulteriormente la cooperazione con il Qatar. Si è visto. [3]
L'emiro del Qatar è lo stesso che si è incontrato con Mario Monti lo scorso aprile. Con gli atteggiamenti da accattone che ormai lo contraddistinguono, Monti ha supplicato l'emiro di intensificare i suoi investimenti in Italia. Nell'intervista rilasciata ad Ezio Mauro ed Eugenio Scalfari qualche giorno fa, Monti ha rivelato un dettaglio piccante di quell'incontro. Alla domanda dello stesso Monti sul perché non investisse maggiormente in Italia, l'emiro avrebbe risposto "Corruption!".

Non si capisce se l'emiro si riferisse alla nostra corruzione o alla sua, o a quella dell'organizzazione di cui ormai il Qatar fa parte integrante, la NATO. Nel 1999 la NATO ha strappato un pezzo di territorio alla Serbia per costruirvi un proprio Stato, il Kosovo. Il neonato Stato balcanico, creatura della NATO, risulta noto ormai come Mafialand, un Paese in cui ci sono più banche che abitanti. Il proliferare di banche e di sportelli ha ovviamente una sola motivazione: riciclaggio.
Una decina di anni fa Francesco De Gregori cantava "legalizzare la mafia sarà la regola del duemila", ed in effetti il Kosovo rappresentava se non la legalizzazione, almeno l'istituzionalizzazione del crimine organizzato, accolto finalmente con tutti gli onori in seno alla "comunità internazionale". Nel finale della stessa canzone di De Gregori, vi erano dei versi che sembravano alludere ad un traffico di organi di bambini: "Bambini venite parvulos, vale un occhio il vostro cuore, mille dollari i vostri occhi, i vostri occhi senza dolore."

Ed anche questa profezia si è avverata. Il Kosovo infatti è il crocevia del traffico mondiale di organi umani. I dettagli del business degli organi umani in Kosovo ci sono stati spiegati, in lungo e in largo, in un articolo di quel quotidiano estremista che è "L'Avvenire". [4]
Il procuratore Carla del Ponte, l'infaticabile cacciatrice di presunti criminali di guerra serbi, ha detto che sì, che il suo tribunale sa tutto sul traffico di organi in Kosovo da anni, almeno dal 2000; ma che non può farci niente, perché la NATO e l'ONU non le consentono l'accesso ai documenti. Che la NATO e l'ONU fossero pronte a coprire un traffico di organi umani, era il minimo che ci si potesse aspettare da soggetti del genere.

Quando si è trattato di dare la caccia ai presunti criminali serbi, Carla Del Ponte si è invece servita dei dati forniti dall'ICMP, la Commissione Internazionale per le Persone Scomparse. L'ICMP è, guarda caso, un organismo fondato nel 1996 dal presidente statunitense Bill Clinton, il vero padre della patria kosovara, quindi proprio una persona che si è dimostrata super partes in tutta la vicenda balcanica. Il procuratore Del Ponte appare quindi un po' troppo dipendente dal rubinetto statunitense in fatto di erogazione di prove. Se le prove le vengono fatte arrivare, Del Ponte se le beve senza problemi; ma se invece il rubinetto la lascia a secco, Del Ponte si rassegna. [5]
Ma con un po' di buona volontà, il procuratore Del Ponte potrebbe ugualmente trovare le prove sul traffico di organi umani in Kosovo, magari rivolgendosi a qualche cantautore. Molti si sono chiesti come l'oligarchia affaristica conti di assicurarsi il controllo sociale una volta liquidato il welfare. Ma, in effetti, il crimine organizzato svolge una funzione non solo di business, ma anche di controllo sociale. Per questo motivo il crimine organizzato è ormai dentro le istituzioni; anzi, si identifica addirittura con pezzi dello Stato.

Il ROS, il Raggruppamento Operativo Speciale dell'Arma dei Carabinieri, è diretto da un generale condannato in primo grado a quattordici anni per traffico di droga. Il ROS è anche accusato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di aver concorso a gestire quella che viene etichettata eufemisticamente come "trattativa tra Stato e mafia". Si tratta dello stesso ROS che ha appena lanciato un'operazione contro presunti "anarchici informali"; un'operazione che, visti i precedenti, risulta come una psychological operation in funzione di depistaggio. Intanto, però, le notizie sulle attività criminali del generale Ganzer e dei suoi colleghi continuano a circolare su Internet, perciò non riescono a cadere nel dimenticatoio. [6]

Nell'epoca di internet non solo le informazioni circolano più velocemente, ma rimangono a disposizione per molto tempo, senza esser costretti a diventare topi di emeroteca. In questa nuova situazione, le motivazioni ufficiali vengono ricondotte alla loro realtà prosaica, e per il potere è quasi impossibile dissimulare il suo carattere criminale.
Ancora una ventina di anni fa i media avrebbero potuto tranquillamente gestire la vicenda NO-TAV in termini di resistenza al progresso o, nel migliore dei casi, come un conflitto tra ecologia ed economia. Oggi invece gran parte dell'opinione pubblica è in grado di individuare nell'Alta Velocità una tecnologia antieconomica, che deve il suo successo esclusivamente al fatto di essere un ottimo espediente per saccheggiare la spesa pubblica e truffare i contribuenti.

Lo stesso vale per la NATO. Sino ad una ventina di anni fa il pro e contro si restringeva nell'ambito del dibattito tra pacifismo e realpolitik, o nella diatriba se esista o meno la guerra giusta. Oggi è sempre meno facile far finta di non accorgersi che la NATO è un'organizzazione affaristico-criminale. In queste condizioni per la NATO è risultato anche meno facile rimanere sullo sfondo; ed ecco che un advisor del Consiglio Atlantico come Mario Monti è stato inviato a commissariare il governo ed il parlamento, per continuare la politica che Berlusconi non era più in grado di fare.

Il risultato dei referendum di appena un anno fa contro il nucleare e la privatizzazione dell'acqua, ha infatti dimostrato che non è più possibile conciliare il formalismo democratico con la circolazione delle informazioni. Certo, può ancora capitare che un giornalista come Marco Travaglio non sappia che l'Atlantic Council sia addirittura il supremo organo dirigente della NATO, e che lo inserisca nel curriculum di Mario Monti come se si trattasse di un gruppo alla stregua del Bruegel, della Trilateral o del Bilderberg. Ma intanto chi aveva mai sentito parlare dell'Atlantic Council solo sino a qualche mese fa? [7]

1 commento:

  1. Più che profetizzare De Gregori che da tanto ascolto, analizza direi

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