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24 febbraio 2012

LO STRANO GOVERNO DI SUPERMARIO MONTI

Saloni di Washington. Le cronache della prima visita ufficiale di Monti negli Stati Uniti dicono molto dello stato e della democrazia in tempi di capitalismo finanziario. La fitta agenda comprendeva la classica scena nella sala ovale della Casa Bianca, dove Obama ha affermato: "Ho piena fiducia nella leadership di Monti e confido che possa guidare l'Italia in questi momenti difficili. Voglio dire, che apprezziamo molto il forte inizio e le misure così efficaci che sta promuovendo".  Monti è stato ricevuto presso la sede del New York Times, del Petersen Institute for International Economics, e a Wall Street, dove è stata sventolata la bandiera italiana in onore dell'illustre ospite. 
Tradotto da Alba Canelli
Il suo incontro più impegnativo ha avuto luogo a porte chiuse nell'edificio del gruppo Bloomberg, la più grande rete d'informazione finanziaria mondiale. Lontano dalle telecamere, Monti si è circondato di diversi squali della finanza mondiale: tra cui, Lloyd Blankfein, direttore esecutivo di Goldman Sachs, George Soros, noto speculatore finanziario, Peter Grauer presidente del gruppo Bloomberg e Henry Kravis del fondo di private equity KKR, il cui gesta hanno ispirato Wall Street, il film con Michael Douglas, nel ruolo di Gordon Gekko. Ecco il commento di Mario Monti, una vecchia conoscenza di molti presenti all'uscita della riunione: "Credo di averli convinti, anche se non direbbero mai il contrario in una riunione plenaria". Questa è la democrazia oggi: un presidente del governo non eletto democraticamente deve convincere un elettorato diverso dal popolo sovrano: i mercati. E sembra che Monti ha dovuto convincerli a giudicare dalla traiettoria della pressione sui titoli italiani, che hanno recuperato, dopo che Standard and Poor aveva punito 34 banche italiane.

SuperMario Monti, Salvatore dell'Europa...
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