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14 gennaio 2012

LA GUERRA ECONOMICA TRA GLI STATI UNITI E L'IRAN

Ecco qui un corso accelerato su come dare una picconata ulteriore all’economia mondiale. Un emendamento al National Defense Authorization Act firmato dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, proprio l’ultimo giorno del 2011, – quando nessuno stava prestando attenzione – impone sanzioni a qualunque paese o società acquisti petrolio iraniano attraverso la banca centrale dell’Iran. Pena l’esclusione per chi lo fa, a partire dall’estate prossima, da ogni rapporto commerciale con gli Stati Uniti.

Questo emendamento – a tutti gli effetti una dichiarazione di guerra economica – vede la sua origine dalla Commissione per gli Affari pubblici Israelo-statunitensi (AIPAC), agli ordini diretti del governo israeliano guidato dal primo ministro Benjamin “Bibi” Netanyahu.
Torrenti di contorte elucubrazioni hanno cercato di giustificare questo come il “piano B” dell’amministrazione Obama, come alternativa alla concessione ai cani da guerra israeliani di scatenare un attacco unilaterale contro l’Iran, dato il suo presunto programma di armi nucleari.
Di fatto, la strategia originale israeliana era ancora più isterica – quella di impedire efficacemente a qualsiasi paese o compagnia di pagare le importazioni di petrolio iraniano, con le possibili eccezioni di Cina e India.

Inoltre, coloro che hanno messo Israele al di sopra degli interessi degli Stati Uniti hanno cercato di convincere tutti che questo non avrebbe dato luogo ad aumenti inarrestabili del prezzo del petrolio.
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