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10 gennaio 2012

“Gli speculatori dovrebbero essere giudicati per crimini contro l’umanità”

 “Gli speculatori che hanno portato alla rovina le economie occidentali per lucro e avidità folle, dovrebbero essere trascinati davanti ad un tribunale di Norimberga per crimini contro l’umanità”, è la considerazione di J. Ziegler. 
I mercati finanziari e gli speculatori hanno una parte importante di responsabilità nella morte di 36 milioni di persone ogni anno a causa della malnutrizione, valuta Jean Ziegler, vice-presidente del comitato consultivo del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ed ex relatore speciale dell’ONU per il diritto al cibo. 
Di Frederik Verbeke e Jean Ziegler
Mondialisation
Ogni cinque secondi un bambino al di sotto dei 10 anni muore di fame, mentre altre decine di milioni soffrono la malnutrizione e le sue terribili conseguenze fisiche e psicologiche. Eppure l’agricoltura mondiale di oggi sarebbe in grado di nutrire quasi il doppio della popolazione mondiale, osserva Jean Ziegler. Tuttavia, la speculazione e il dominio delle multinazionali sulle materie prime creano una carenza.

A causa della crisi finanziaria le risorse del Programma Alimentare Mondiale (PAM) sono state dimezzate, mentre “i finanzieri continuano a speculare sui mercati alimentari”, osserva Jean Ziegler in un’intervista con Basta. “I prezzi di tre alimenti di base, mais, frumento e riso – che coprono il 75% del consumo mondiale – sono letteralmente esplosi”, ribadisce.

Gli speculatori borsistici che hanno rovinato le economie occidentali per lucro e avidità folle, dovrebbero essere trascinati davanti ad un tribunale di Norimberga per crimini contro l’umanità”, è la considerazione di J. Ziegler.

Nel suo saggio “Distruzione di massa. Geopolitica della fame” (Seuil, 2011), Jean Ziegler denuncia questa “distruzione massiva” causata dai mercati finanziari.

Dopo un inventario documentato, spiega le ragioni dell'insuccesso dei mezzi messi in opera dalla Seconda Guerra mondiale per eradicare la fame e identifica i nemici del diritto al cibo. La produzione di biocarburanti e la speculazione sui beni agricoli sono, secondo lui, le due grandi strategie attraverso cui tale flagello progredisce tutt’ora.

Malgrado il titolo allarmante, il libro di Jean Ziegler comprende anche un messaggio di speranza, chiamando a sostenere quotidianamente la resistenza di coloro che, in regioni devastate, occupano le terre e oppongono il diritto al cibo al potere delle multinazionali agroalimentari.
“La Francia è una democrazia grande e potente, come la maggior parte degli Stati dominanti in Europa e in Occidente. Non esiste impotenza in democrazia”, ricorda nell’intervista con Basta. 
“Abbiamo tutte le armi costituzionali in mano – mobilitazione popolare, voto, sciopero generale – per costringere il Ministro dell’Agricoltura a votare per l’abolizione della pratica del dumping agricolo a Bruxelles. Il Ministro delle Finanze può pronunciarsi presso il FMI per la cancellazione totale e immediata del debito dei paesi più poveri della terra”.
Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di Ale Baldelli

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