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12 ottobre 2011

IL VERO PROGRAMMA DI HUMALA

Iniziamo una serie di interviste su Humala, questo nazista pericoloso, ben legato e controllato dalla sinarchia internazionale. Quelli che vedono in Humala, un membro in più del socialismo sudamericano, dovranno rivedere molte posizioni dopo la lettura di quest’articolo.
Come ben dice il ricercatore peruviano Luis Ernesto Vasquez, “il movimento etnonazionalista degli Humala è un’operazione dell’intelligence che, dalla sua origine, fu guidata e controllata dalle reti sinarchiche francesi e spagnole”.
A livello personale, il mio disprezzo verso questo degenerato di Vargas Llosa è ben noto. Invito i lettori interessati ad approfondire i vincoli di Vargas Llosa con il potere e le società private e i loro pervertiti soci.
Buona lettura a tutti. 

Che coca unisce Vargas Llosa e Humala?
Di Luis Ernesto Vasquez Medina

La spiegazione che sono il fegato e il suo ego ferito - forse uno dei più grandi Ego del mondo - (1) quelli che hanno portato a Vargas Llosa a diventare un militante etnonazionalista e un portavoce humalista, è molto semplice e nasconde quello che in realtà si sta giocando nelle elezioni peruviane.

Il fatto è che dietro questa “apparentemente strana” alleanza tra i settori ultraliberali legati ai più alti livelli dell’oligarchia finanziaria internazionale e il gruppo fascistoide con facciata di sinistra dell’Ollanta Humala, c’è un interesse in comune che è quello di spingere verso la legalizzazione della coca e realizzare il vecchio sogno della mafia del narcotraffico e dell’oligarchia finanziaria internazionale, che finalmente fa la parte del leone nel criminale affare del narcotraffico. In questa azienda entrambi - Vargas Llosa e Humala - hanno lo stesso padrone: il megaspeculatore George Soros.

La storia si risale all'inizio  del 1960, quando l’oggi marchese Vargas Llosa e Isaac Humala Nuñez, padre di Ollanta, militavano nella semiclandestina cellula “Cahuide” del Partito Comunista Peruviano. Il denaro e gli orpelli hanno portato lo scrittore del Penn Club a prendere distanza in modo formale dal suo amico Humala. Ma, né la permanenza di Vargas Llosa a Parigi, né la sua militanza nell’esistenzialismo heideggeriano lo hanno distanziato ideologicamente da don Isaac, che s'impegnava sempre di più con la scuola etno-storica francese, una parafernalia teorica che in fondo non era altro che l’essenza delle tesi razziste della Francia fascista di Vichy e Laval.

Nel 2009, in Spagna, si realizzò l’incontro personale tra Vargas Llosa, il figlio di don Isaac e Ollanta Humala oggi candidato alla Presidenza della Repubblica Peruviana. Lì è avvenuto l'incontro tra due posizioni apparentemente contrapposte. L’intervista fu parte delle attività che Ollanta Humala fece durante la sua visita in Spagna, tour che incluse la conferenza data all’auditorium composto da militanti comunisti spagnoli, peruviani disoccupati e immigrati, dove fece riferimento ad Abimael Guzman, il sanguinario leader di Sendero Luminoso, come se fosse stato il Robin Hood peruviano. Commentando l’intervista-incontro, Ollanda Humala manifestò la sua speranza che il “suo atteggiamento politico (quello di Vargas Llosa) di fronte al Partito Nazionalista Peruviano cambi radicalmente e che ad un certo punto potesse far parte di esso come militante”. A quanto pare, non è trascorso molto tempo per vedere concretizzata questa “speranza”.
Ma, c’è un personaggio che per quanto cerchi di nascondersi, sorge da dietro questa “riconciliazione” e questo è il sinistro George Soros, il testa ferro della banca dei Rothschild, che secondo le sue stesse dichiarazioni “dona” 20 milioni di dollari annui per campagne in favore della legalizzazione delle droghe in tutto il mondo. Soros, nonostante sia ebreo, iniziò la sua carriera come “spione” dei nazisti in Ungheria, durante la Seconda Guerra Mondiale e mantiene un organizzazione chiave per le sue operazioni d’influenza politica intorno al globo: l’Open Society Institute (OSI), istituzione ispirata al pensiero ultranominalista di Karl Popper. L’OSI è in realtà una piovra finanziaria che spalleggia qualsiasi istituzione, ONG, sindacato o collettivo che in Ibero America promuova la legalizzazione delle droghe.

Mario Vargas Llosa è stato per molti anni amicone di George Soros. Il viaggio e le spese del viaggio di lord Mark Malloch Brown (2) a Lima per guidare la campagna presidenziale di Mario Vargas Llosa nel 1990 furono pagati da Soros. E’ stato Vargas Llosa, attraverso il figlio Alvaro Vargas Llosa e il giornalista Gustavo Gorriti, ad organizzare l’intervista tra Alejandro Toledo e Soros negli ultimi giorni del 2000, nel Forum Mondale sulla Democrazia realizzato a Varsavia, Polonia. Lì Toledo è riuscito a far si che l’OSI gli fornisse un milione di dollari per “camuffarsi” e far cadere il governo di Alberto Fujimori.

Vargas Llosa lavora con Soros per la legalizzazione delle droghe

La più recente mega operazione di Soros per dare un impulso alla legalizzazione delle droghe è stata la fondazione chiamata “Commissione Latino-americana per le Droghe e la Democrazia”, composta da 18 membri, il 10 aprile del 2008 a Rio de Janeiro. In questa Commissione si è fatto appello al fatto che il controllo per la produzione delle droghe è fallito e siccome qualunque sia il metodo per combatterla questo ha un costo molto oneroso, allora la società dovrebbe accettare l’idea di optare per misure di “riduzione del danno” e per la “non criminalizzazione”. 

La nuova commissione, in poche parole, è un nuovo strumento per la guerra dell’oppio britannico contro le Americhe. Questa riunione, realizzata anche con il finanziamento dell’OSI di Soros, è riuscita a far si che una serie di ex presidenti latino-americani - il brasiliano Fernando Henrique Cardoso, il colombiano Cesar Gaviria, il messicano Ernesto Zedillo e anche il messicano Vincente Fox- e altri “importanti” personaggi, Mario Vargas Llosa tra questi, appoggiassero tali misure. M.Vargas Llosa fu il principale consigliere di questa commissione.

La Società Mont Pelerin auspica le droghe…e Humala

La società Mont Pelerin (SMP) fondata nel 1947 in Svizzera dal professore Friedrich A. von Hayek, insieme a persone come l'economista liberale Milton Friedman, il filosofo Karl Popper- autore di La società aperta e i suoi nemici - il giornalista fabiano Walter Lippmann, sir John Clapham – capo della Banca d’Inghilterra e presidente della Società Britannica Reale - e altre persone non tanto comuni, come gli oligarchi Oton di Asburgo-Lorena- erede del trono austro-ungarico- e Max von Thurn und Taxis, capo della casa Thurn und Taxis.

Ad aprile del 2011 ebbe luogo a Buenos Aires, una riunione della Società Mont Pelerin chiamata “Combattere il Populismo in America Latina”, titolo che dopo risulterebbe perfino ironico. Lì, Mario Vargas Llosa, lanciò uno dei suoi discorsi romanzati, in cui ha annunciato che avrebbe sostenuto Ollanta Humala al secondo turno delle elezioni peruviane. Da lì in avanti, è diventato il principale militante della campagna di Humala: la sua faccia e la sua voce inondano oggi le radio e le tv peruviane con “spot” a favore del candidato della legalizzazione della coca.

Soros, che controlla sia a Vargas Llosa che a Humala, pensa che con Humala sulla poltrona presidenziale del Perù si chiuderebbe il cerchio dei presidenti andini - Correa dell’Ecuador, Evo Morales in Bolivia e Chavez in Venezuela - favorevoli alla legalizzazione e si raggiungerebbe finalmente la forza necessaria per cambiare gli accordi della Convenzione di Vienna delle Nazioni Unite che dichiara la cocaina come uno stupefacente.

I legami tra Soros e Ollanta Humala si sono rafforzati. Un esempio di questo è che con i fondi della Open Society Institute, Ollanta Humala fu invitato alla tavola rotonda “A discussion with Ollanta Humala”, realizzata il 15 settembre 2010, auspicato dall’Università George Washington attraverso il Latin American & Hemispheric Studies Program. All’evento prese parte anche il WOLA, della nota pro terrorista e pro legalizzazione Colletta Youngers.

Lì Humala svelò quale sarebbe il punto centrale del suo governo: la legalizzazione delle droghe. “La foglia di coca - disse - è oggi oggetto di confusione totale con la cocaina; la coca rappresenta una cultura ancestrale. E quindi in questo senso, siamo favorevoli alla sua depenalizzazione e crediamo che è nostro dovere difendere i coltivatori di coca in Perù”

Il vero programma di Ollanta Humala

Questo impegno di fronte ai suoi attuali padroni è in realtà il vero obiettivo del suo governo. Un impegno che non è per niente nuovo e che, recentemente, è stato anche diffuso ai 4 venti. Prima della prima tornata, Daniel Abugattàs, il portavoce principale di Ollanta Humala, ha affermato che Gana Perù - il raggruppamento politico guidato dall’etnonazionalista - "noi non abbandonemo i “cocaleros” nella lista che presenta per la corsa al Congresso della Repubblica. In dichiarazioni alla radio di Lima RPP, Abugattàs ha aggiunto che il suo partito porta il “presidente di tutte le organizzazioni dedite alla coca come candidato”. Ha assicurato che “non abbandoneremo il movimento “cocalero”. Durante le elezioni del 2006, il gruppo politico di Humala aveva portato al Congresso vari membri cocaleros, Nancy Obregon tra questi, e il Parlamento Andino alla leader “cocalera” Elsa Malpartida, che usando la sua immunità parlamentare, si sono scontrati negli ultimi anni corpo a corpo con la Polizia per fermare azioni che tendevano a sradicare la coltivazione illegale di coca.

Ancora nessuno sa con sicurezza quante autorità pubbliche - sindaci e presidenti regionali, tra gli altri, legate al movimento della coca - o per dirlo senza tabù - al narcotraffico - che usa il 97% della coca prodotta in Perù - sono state elette grazie al partito degli humalisti e di altre organizzazioni nelle elezioni di ottobre del 2010. Ma, alcuni analisti affermano che nelle elezioni parlamentari ad aprile del 2011, è stato scelto un seggio “cocalero” con più di una decina di membri. Aggiungono che nel prossimo governo la presenza di autorità politiche legate al narcotraffico possono far diventare il Perù una Colombia di fine anni '90.

Il Pablo Escobar peruviano

Un caso chiarisce totalmente il ruolo che stanno giocando Soros, Vargas Llosa e Humala per far diventare il Perù in un narco-stato. E’ quello di Walter Acha, recentemente eletto membro del Congresso delle file del partito politico di Ollanta Humala, che la stampa ha cominciato a chiamare il “Pablo Escobar Peruviano”.

Acha, dirigente “cocalero” della religione del VRAE (conca dei fiumi Apurimac e Ene, nella regione di Ayacucho), oggi la conca cocalera più importante del continente Sud Americano, ha accumulato una grande fortuna che le è servita - attraverso donazioni - ad arrivare al Congresso peruviano. Ma i tentacoli di Soros non possono essere estranei a questa operazione. In mezzo alla sua campagna, a gennaio 2009, Walter Acha è stato invitato ad un colloquio tenutosi a Barcellona in Spagna, chiamato “Primo Forum Mondiale dei Produttori di Coltivazioni dichiarati illeciti” e organizzato dal Centro degli Studi Rurali e dell’Agricoltura Internazionale (CERAI), un’ONG spagnola promossa dal WOLA di Colleta Youngers, usata da Soros e finanziata dall’Open Society Institute dello stesso Soros.

In questa riunione Acha fece un’intervista al CERAI, nella quale dichiarò senza problemi la sua intenzione: “Adesso quello che noi stiamo cercando di fare è creare un braccio politico a livello nazionale, non soltanto integrato dai “cocaleros” ma da tutti i settori. Nel 2011 cercheremo di avere tra 20 e 30 congressisti nel Parlamento peruviano. In poche parole, stiamo seguendo la strada della Bolivia, perché se non arriviamo al potere, saremo sempre emarginati e visti come satanisti”.

Una volta eletto congressista per Gana Perù, Walter Acha Romanì, ha riconosciuto, molto disinvoltamente, su CPN Radio di Lima, che parte della sua produzione della foglia di coca cade in mano ai cartelli dedicati al traffico illecito di droghe, nonostante questo si è pronunciato contro il programma dello Stato per sradicare questo tipo di coltivazione, dato che, ha assicurato, ciò va contro gli interessi dei sindacati della coca.  Il dirigente cocalero di Ayachucho ha rivelato, inoltre, che conobbe il leader del Gana Perù in seguito al “lavoro sindacale” che svolge e che è stato lo stesso Humala  a chiederli di formare parte della sua lista di candidati al Congresso. “Il Comandante Humala sa come è il nostro lavoro”, ha rivelato durante l’intervista radio. Il giornale Perù21, ha affermato che Walter Acha è conosciuto dalle autorità di Ayacucho come uno dei dirigenti che promuovono gli atti di violenza e proteste contro i poliziotti e oppositori della zona. Il suo espediente, assicurano, include anche sospetti contatti con gruppi implicati con il narcotraffico.

Pronti per la ribellione si perde Humala

E’ quasi certo che, se perdono le elezioni, gli humalisti si lanceranno alla destabilizzazione. Con più di 10 giorni di anticipo alle elezioni del 5 giugno, hanno cominciato a protestare per l’ipotetica frode elettorale. La macchina che realmente cercherà di imporre gli interessi del narcotraffico in Perù è in piena organizzazione e per questo contano sul finanziamento di George Soros. Elsa Malpartida, l’attuale parlamentare andina humalista che è stata invitata anche da Soros al “Primo Forum Mondiale dei Produttori di Coltivazioni dichiarate illegali” a Barcellona, è stata scelta da Ollanta Humala per organizzare il grande partito politico cocalero che nelle strade e autostrade sostenga le politiche pro legalizzazione della foglia di coca nel Perù. Lo scorso 26 aprile Malpartida è stata accreditata dal capo del Commando Nazionale della Campagna Gana Perù , Salomòn Lerner Ghittisi, come coordinatrice Provvisoria del Commando delle Organizzazioni Sociali nella Regione. Con questa credenziale, Lerner chiede alla militanza nazionalista e agli alleati politici che le venga dato tutto l’appoggio. Così come è stato documentato dal giornale Perù21, Malpartida ha il compito di realizzare il Congresso Nazionale delle Conche Cocaleras del Perù, che si terrà a Lima dal 26 al 28 agosto, il cui obiettivo sarà la “Fondazione del movimento politico cocalero”.

NOTE:
(1) -  In Perù dicono che l’”Accademia Svedese del Nobel deve premiare se stessa con il Nobel della fisica, dato che nell’aver premiato Vargas Llosa hanno realizzato l’esperimento fisico impossibile: l’impacchettamento più inutile della storia”.

(2) -  Chi è arrivato ad essere il ministro del Regno Unito per l’Africa, Asia e le Nazioni Unite. Il Padrino Soros…se c’era bisogno di altri dettagli.

Pubblicato il 26 maggio 2011

Fonte: El verdadero programa de Humala


Scelto e tradotto per Voci Dalla Strada da VANESA

7 commenti:

  1. Daniel Estulin agente dell'imperialismo yankee? Indica come nemici da abbattere i presidenti bolivariani; spiega benissimo da che parte sta, in realtà, questo spacciatore di fumo.
    Dietro la balla della lotta alla droga, si nascondono gli interessi dei killer dell'impero. Legalizzare la foglia di coca, non significa legalizzare la cocaina, ma distruggere i fondi neri che usano gli USA per devastare il continente latinoamericano.
    Finalmente, anche questo asset della CIA-Pentagono, getta la maschera. Non ha mai detto una parola, tra l'altro, sui lavori di Webb, Hatfield e Casolaro.

    http://www.democraticunderground.com/discuss/duboard.php?az=show_mesg&forum=439&topic_id=1283869&mesg_id=1288715

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  2. Gentile anonimo,
    ho pubblicato questo articolo (che non è di Estulin), perchè ho pensato, visti i dettaggliati rapporti con Soros che presenta, che fossero cose su cui tutti potessero approfondire e cercare altri riscontri, nel bene o nel male...

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  3. E' sbagliato il titolo. Perú, non Cile.

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  4. Grazie Marco, la stanchezza f brutti scherzi...

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  5. I dettagli? allora cerchiamo anche altre fonti oltre a estulin (vedo il suo nome in cima all'articolo):

    http://www.strategic-culture.org/news/2011/10/13/ecuador-us-intelligence-against-rafael-correa.html

    Casuale, no?

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  6. Luis Ernesto Vasquez Medina: Historiador y Político, fundador de la corriente política y filosófica de Lyndon LaRouche en Perú.

    Si può stimare Larouche su tante cose, ma quando si tratta di America Latina, Larouche e i suoi si ricordano di essere innanzitutto statunitensi, e non è perciò un caso che si accaniscano col movimento bolivariano: America (US of) first!

    Ps. in Italia si suoi rerferenti erano tremonti e pisanu, proietta sull'America Latina i tremonti e i pisanu, e avrai Fujimori; apertamente stimato da Larouche e i suoi.

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  7. Luis Ernesto Vasquez Medina: Historiador y Político, fundador de la corriente política y filosófica de Lyndon LaRouche en Perú.

    Si può stimare Larouche su tante cose, ma quando si tratta di America Latina, Larouche e i suoi si ricordano di essere innanzitutto statunitensi, e non è perciò un caso che si accaniscano col movimento bolivariano: America (US of) first!

    Ps. in Italia si suoi rerferenti erano tremonti e pisanu, proietta sull'America Latina i tremonti e i pisanu, e avrai Fujimori; apertamente stimato da Larouche e i suoi.

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