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5 giugno 2011

"LUNGA VITA ALLE FARFALLE"

Bogotà, 4-5 giugno 2011: Incontro Nazionale per la libertà dei prigionieri politici in Colombia

Nei giorni 4 e 5 giugno 2011, nella città di Bogotà, si terrà l'Incontro per la Libertà dei Prigionieri Politici in Colombia "LUNGA VITA ALLE FARFALLE", così chiamato in memoria del movimento per la libertà dei prigionieri politici nato nella Repubblica Dominicana nel 1959, a seguito della detenzione arbitraria di centinaia di membri del movimento politico contro Trujillo, fra i quali c'erano le sorelle Mirabal, difenditrici dei diritti umani delle persone scomparse e private ​​della libertà per ragioni politiche, che furono poi massacrate il 25 novembre 1960.

L'incontro mira a ripristinare il contesto dei motivi per i quali ci sono detenuti e prigionieri politici in Colombia e la loro situazione attuale, e per consentire lo scambio di esperienze organizzative, la motivazione e la lotta di coloro che hanno sofferto e soffrono la privazione della libertà per ragioni politiche ed ideologiche sia nei centri di detenzione in Colombia che altrove.
L'incontro è una continuazione della Giornata Nazionale contro la "Criminalizzazione dell'Opposizione Politica e la Situazione dei Prigionieri Politici in Colombia", tenutosi a Bogotà dal 9 al 10 dicembre 2009, nel corso del quale ha avuto luogo l'incontro di solidarietà "María Paulina Ruíz Borras", che si è concluso con la creazione di una mobilitazione nazionale contro la persecuzione degli oppositori politici e per la libertà dei Prigionieri Politici.

A questa iniziativa partecipano attivamente i prigionieri politici, attraverso i loro scritti o interventi telefonici, continuando, dai loro luoghi di reclusione, a contribuire al dibattito e costruire un paese dove la giustizia sociale può regnare. Altri partecipanti sono persone e organizzazioni di solidarietà provenienti da diverse regioni della Colombia e altri paesi con cui noi aspiriamo a costruire proposte per l'organizzazione e la mobilitazione intorno alla richiesta di libertà dei prigionieri politici.

MOTIVAZIONI

La Colombia è un paese che sta vivendo un conflitto sociale e politico risalenti all'epoca coloniale, tra il 1550 e il 1810, che si esprime con le armi dagli anni 1948-1960 fino ad oggi. Questo conflitto ha le sue cause nella monopolizzazione dei terreni da parte di latifondisti oligarchi, l'esodo dei contadini verso i centri urbani, il gamonalismo o concentrazione del potere da parte di un'élite che rappresenta la minoranza, le disuguaglianze sociali e la povertà estrema, l'abbandono dello Stato, la mancanza d'istruzione, la trasformazione dei diritti fondamentali come la salute "servizi" [a pagamento], le debolezze socio-economiche delle famiglie povere e la violazione sistematica dei diritti umani, tra gli altri aspetti.

Negli ultimi decenni, le violazioni dei diritti umani sono notevolmente aumentate, tra il 1998 e il 2008, circa 760.000 famiglie di contadini sono stati sfollati con la forza, lasciando, per abbandono o esproprio, 5,5 milioni di ettari di terreno. Allo stesso modo, il governo colombiano nei suoi sforzi volti a mostrare i risultati "positivi" della politica della sicurezza democratica, ha violato il diritto alla vita di più di 1.171 persone, vittime di esecuzioni extragiudiziali attribuite all'esercito nazionale.

Come parte di questa grave crisi strutturale attraversata dal governo colombiano in termini sociali, economici e politici, la sua leadership ha sistematicamente perseguito una politica di repressione contro coloro che rappresentano proposte o potenziali cambiamenti avanzati per il paese, imponendo la criminalizzazione del movimento sociale colombiano in tutta l'eterogeneità delle sue espressioni, e impegnandosi nella carcerazione di oppositori politici, vi sono attualmente più di 7.000 uomini e donne privati ​​della libertà per motivi politici nelle carceri dello stato colombiano.

Così i detenuti e i prigionieri politici in Colombia sono una conseguenza del conflitto sociale, politico e armato che affliggono il paese; pertanto l'atteggiamento evasivo del governo colombiano che non riconosce la sua esistenza e le sue cause, è uno dei principali ostacoli per l'avanzamento di proposte, che come l'accordo umanitario cercano la liberazione dei prigionieri politici e costituiscono atti di pace che portano una soluzione politica negoziata del conflitto.

Da parte sua, la situazione in cui vivono ed hanno vissuto i prigionieri politici nelle carceri colombiane sono riassunte in una situazione di conflitto, caratterizzata da proteste, scioperi, sommosse, disobbedienza civile e da episodi di violenza, le cui origini sono molteplici: le condizioni disumane della detenzione, la mancanza di rispetto della dignità umana, la violazione dei diritti umani e delle norme minime per il trattamento delle persone sottoposte a detenzione e, più recentemente, il trasferimento di conflitto Stato - Insurrezione nelle prigioni, attraverso i paramilitari. A ciò si aggiunge l'ingerenza del Bureau federale delle prigioni statunitensi nell'amministrazione della giustizia carceraria e penitenziaria in Colombia.

In questo contesto, è necessario sviluppare iniziative come questo incontro che rende visibile l'esistenza del conflitto, sociale. politico e armato e la situazione dei prigionieri politici in Colombia, che ci permette di tracciare ordini del giorno comuni di mobilizzazione locale, nazionale e internazionale alla ricerca della pace con giustizia sociale.

OBIETTIVI

Generale

Creare uno spazio di riflessione sulle cause e le conseguenze del conflitto sociale, politico e armato colombiano, che consenta la costruzione proposte di organizzazione e/o mobilitazione intorno alla richiesta di libertà dei prigionieri politici in Colombia.

Specifiche
  • Fornire un quadro accademico-politico che permetta di contestualizzare il conflitto, sociale, politico e armato colombiano, e la situazione dei prigionieri politici. 
  • Attirare l'attenzione sulla criminalizzazione dell'opposizione politica e denunciare i casi emblematici di detenzione di attivisti sociali, popolari e/o difensori dei diritti umani. 
  • Incoraggiare le varie campagne di solidarietà con i prigionieri politici e attraverso lo scambio di esperienze. 
  • Trovare un punto di riferimento organizzativo che consente di sviluppare un programma comune di mobilitazione locale, nazionale ed internazionale per la libertà dei prigionieri politici.
L'incontro è convocato da:

Organizzazioni di detenuti: Collettivo di prigionieri politici "Manuelita Sáenz" nella prigione femminile di Bogotà; il Buon Pastore / Collettivo dei prigionieri politici "Antonio Nariño" nel carcere di Alta Sicurezza di Combita - Boyacá.

Organizzazioni e Campagne Nazionali - Campaña por la Libertad de lxs Prisionerxs Políticxs Traspasa los Muros"/ - Comitato di Solidarietà per la libertà di David Rabelo/ - Comitato Permanente per la Difesa dei Diritti Umani/ - Fundación Lazos de Dignidad (FLD)/ Corporación Semilla y Memoria/ - Asociación de Abogados Demócratas del Caribe/ -Partido Comunista Colombiano (PCC)/ - Federación de Estudiantes Universitarios de Colombia (FEU)/ -Asociación Colombiana de Estudiantes Universitarios (ACEU)/ - Asociación Nacional de Ayuda Solidaria (ANDAS)/ -Red de Prensa Alternativa del Sur Occidente (RpaSur)/ - Colectivo Prensa Libre Colombia/ -Comisión de Derechos Humanos del Consejo Patriótico Nacional/ - Coordinación Nacional de Organizaciones Agrarias y Populares (CONAP).

Organizzazioni e Campagne Internazionali: Rete Internazionale di Solidarietà con i Prigionieri Politici (INSPP) / - Campagna Internazionale Libertà per Liliany Obando “Freedom for Liliany Obando”.

•  Ulteriori informazioni

Fonte: La Pluma

Traduzione per TLAXCALA a cura di Alba Canelli

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