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20 maggio 2011

Strauss Kahn è andato: Usa e UE impegnati ad imporre il nuovo leader del FMI

I soci simbiotici nelle depredazioni capitaliste planetarie, generalmente si mettono d’accordo al momento di decidere le leve del potere. Il grande consorzio imperiale USA-UE ha lasciato cadere il leader finanziario globale e c’è un buco da riempire con un successore. Le potenze europee, sostengono di essere il maggior “contribuente” del FMI, e vogliono che il successore del caduto in disgrazia e accusato di violazione, Dominique Strauss-Kahn, sia uno dei loro.
Iar Noticias

I ministri dell’Economia dell’UE hanno iniziato a discutere sulla sostituzione di Strauss-Kahn lo scorso martedì, quando questi non aveva ancora presentato le dimissioni.
Nonostante le promesse precedenti di rafforzare nelle istituzioni finanziere internazionali la presenza dei paesi emergenti, hanno convenuto di mantenere la pressione affinché l'eletto sia un europeo.
La stessa Commissione Europea ha postulato in favore di un candidato europeo. “Il FMI ha bisogno di una forte leadership”, ha detto durante una conferenza stampa il portavoce della CE, Pia Ahrenkilde Hansen, aggiungendo che “è naturale che l’UE si metta d’accordo nel (presentare) un candidato forte”, anche se si è rifiutata di fare nomi concreti.

Gli Stati Uniti, principali contributori insieme ai paesi dell’Unione Europea, del Fondo Monetario Internazionale, si sono aggregati mercoledì a coloro che ritengono che Dominique Strauss-Kahn deve abbandonare il posto di direttore generale dell’istituzione dopo lo scandalo sessuale che lo vede imprigionato preventivamente in un carcere di New York. Una delle principali autorità economiche degli USA, il segretario del Tesoro, Timothy Geither, ha detto che il politico ed economista francese “non è nelle condizioni” di continuare il suo mandato.

La cancelliera tedesca Angela Merkel da parte sua ha ribadito giovedì la sua opinione secondo cui Dominique Strauss-Kahn dev'essere sostituito come direttore del FMI da un candidato europeo.
Secondo la Merkel, le dimissioni di Strauss-Kahn prima di finire il suo mandato sono un argomento a favore di tale successione.


“Sono dell’idea che dobbiamo proporre un candidato europeo. Certamente attualmente ci sono discussioni al riguardo. Non farò nomi ma discuteremo di questo all'interno dell’UE. E’ di grande importanza trovare una rapida soluzione”

La ministra dell’Economia francese, Christine Lagarde, è diventata la candidata favorita alla guida del FMI dopo le dimissioni di D.S.K., detenuto a New York con l’accusa di tentativo di stupro.
Il ministro delle finanze svedese, Anders Borg, è stato il primo a sostenerla pubblicamente per la sua leadership nella crisi dell’euro e nel G-20. “La signora Lagarde è uno degli ovvi candidati” ha detto durante un’intervista al canale televisivo britannico Sky News.

Anche la vicepresidente di economia del Governo, Elena Salgado, ha sostenuto indirettamente Lagarde lo scorso martedì suggerendo che il nuovo direttore del FMI dovrebbe essere europeo e donna. “La presenza di donne in posti di responsabilità è ancora scarsa” ha sottolineato Salgado, anche se ha evitato di pronunciarsi concretamente a favore della sua omologa francese.

Lagarde ha rotto il suo silenzio affermando che “qualunque candidatura dovrà sorgere dagli europei. Tutti insieme”. La sua posizione è la stessa che nel resto dell'UE, che sta facendo pressione affinchè il massimo dirigente del FMI continui ad essere europeo.
Secondo la tradizione, il posto di direttore generale del FMI è riservato ad un europeo mentre al fronte della Banca Mondiale è collocato uno statunitense.

Ma i paesi emergenti considerano che questo accord simbolizza il vecchio ordine sorto dopo la seconda guerra mondiale e che non rappresenta l’attuale contesto economico.
Durante le ultime ore, rappresentanti di Cina, Messico, Brasile e anche Giappone, hanno chiesto che l’elezione del nuovo direttore del FMI sia fatta in forma aperta e trasparente. Nonostante questo i paesi emergenti, al momento, non hanno trovato un candidato alternativo che possa frenare gli europei.
“Il Brasile ha sempre sostenuto che l’elezione fosse fatta in base al merito, indipendentemente dalla nazionalità”, ha sottolineato il ministro delle finanze brasiliano, Guido Mantenga, in una lettera aperta ai paesi del G-20. “E’ passato il tempo in cui poteva essere considerato appropriato riservare questo importante posto ad un europeo”, ha detto.

D’altra parte, il portavoce del ministero degli Affari Esteri cinese, ha chiesto che l’elezione del nuovo direttore si basi sul “merito, la trasparenza e l’equità”.
Tra i possibili aspiranti si trovano l’ex ministro delle Finanze turco, Kemal Dervis, considerato il salvatore dell’economia turca dopo la crisi finanziaria del 2001. C’è anche il sudafricano Trevor Manuel, che è stato ministro delle finanze per 13 anni dopo la caduta dell’Apartheid. 

Scelto e tradotto per Voci Dalla Strada da VANESA


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