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19 maggio 2011

LE STRADE DEL DENARO OSCURO

La globalizzazione segna un prima e un dopo nelle nostre vite, anche per quanto riguarda la sensazione di sicurezza e minaccia. Ci sono due fenomeni criminali  che ci accompagnano da due decenni: il crimine organizzato e il riciclaggio di capitali. In realtà i due delitti sono strettamente correlati e i mass media tendono a metterli in relazione tra di loro creando un immaginario collettivo che non sempre opera con argomenti razionali e contrastati empiricamente.
Di Armando Fernàndez Steinko
Revistafusion

La letteratura, il cinema e la stampa alimentano per motivi commerciali questo immaginario in modo che si finiscono per elaborare leggi penali guidate più da obiettivi politici congiunturali che per un'analisi rigorosa della natura dei nuovi pericoli. La linea tematica è all'incirca la seguente: la globalizzazione facilita la formazione di organizzazioni criminali di nuovo tipo con capacità di generare notevoli vantaggi economici e una straordinaria mobilità a causa dell’uso di nuove tecnologie e della liberalizzazione del traffico di persone, merci e capitali.
Il vero potere del crimine organizzato non sta solo nella sua capacità di accumulare grandi quantità di denaro illegale proveniente dal narcotraffico ma anche di cancellare la fonte di tale denaro e di riciclare le loro straordinarie fortune.
Tutto questo denaro ottenuto in modo illecito, che cerca di acquisire un aspetto legittimo e che alcuni studiosi hanno fretttolosamente stimato tra i 500.000 e 1 miliardo di dollari all'anno, ha una potenziale capacità d'infiltrarsi  nel sistema finanziario internazionale, di destabilizzare valute o addirittura attaccare i consigli di amministrazione delle grandi imprese e, per estensione, di infiltrarsi tra i loro stessi governi.

Per combattere queste tendenze sono stati avviati sofisticati e costosi sistemi di lotta contro il riciclaggio di capitali nella maggior parte dei paesi occidentali. 
Ma cos’è e che dimensione hanno realmente entrambi i fenomeni concretamente in Spagna che è considerata un centro mondiale di riciclaggio del denaro illegale? 
Chi sono coloro che riciclano il denaro? 
Quanto denaro riciclano? Come lo fanno? 
Con quale scopo? In quali regioni si estendono i loro tentacoli? 
Quali sono i reati che creano il grosso del denaro nero?
Per rispondere a queste domande è stato creato un gruppo di ricerca interdisciplinare UCM formato da due sociologi (Juan Diaz Nicolas e Armando Fernandez Steinko), un’analista finanziario (Miguel Angel Villacorta) ed un penalista (Araceli Manjon- Cabezas), diretto dal professore Armando Fernandez Steinko.

Studiare il mondo dell’illegalità
La prima sorpresa che i membri hanno avuto dopo aver percorso vari centri di ricerca e università europee e americane, è che non esiste nessun lavoro che soddisfi i requisiti minimi di ogni ricerca scientifica. I pochi studi di qualità sono fatti maggiormente nelle università europee. Praticamente nessuno di essi conferma le ipotesi sulle quali hanno costruito le sofisticate leggi contro il crimine organizzato e il riciclaggio di denaro: le quantità riciclate che muove la droga sono molto meno importanti, gli imprenditori della cocaina sono arrivisti più attratti da belle macchine, bordelli e chalet di pessimo gusto che dal desiderio di sovvertire l’ordine socioeconomico, le “organizzazioni illegali” con edifici poco stabili nei quali nessuno si fida di nessuno.
In realtà non è un caso che esistano pochissimi lavori empirici sul mondo delle finanze illegali. Il mondo sommerso è una sorta di doppio oscuro mondo di legalità. Tanto per cominciare non esiste un organo che dia sanzioni per costringere i trasgressori di rispettare gli accordi tra delinquenti con i quali i tradimenti, le gelosie, e l’opacità sono all’ordine del giorno. E in secondo luogo perché l’illegalità ha contro di sé tutto il peso della legge.

Organizzazioni criminali, esistono le multinazionali del crimine?
Entrambi i fatti rendono necessario agire in modo radicalmente diverso, sia utilizzando sistemi poco “moderni” destinati a evitare violazioni (ad esempio sostituendo relazioni formali e commerciali per relazioni di parentela e fedeltà o usando partner intimi), sia ricorrendo alla violenza, un'opzione che i delinquenti cercano di evitare ad ogni costo perché attrae immediatamente l’attenzione della polizia.
Quindi le reti criminali non possono funzionare come le aziende, gli eserciti o i ministeri, è difficile che si creino “multinazionali del crimine” come quelle che si vedono nei film e in alcuni discorsi ufficiali. Quando le organizzazioni illegali crescono si rendono visibili e sono velocemente intercettate dalla polizia.
Il problema è: come studiare le cosiddette organizzazioni criminali con un minimo di rigore senza mettere in pericolo la propria integrità fisica e senza aspirare ad essere Lisbeth Salander? 
Con quali fonti si lavora quando gli archivi della polizia in Spagna sono più ermetici di una tomba, quando le statistiche dei delitti sono di pessima qualità e il peso della dottrina ufficiale sulla natura della criminalità organizzata e del riciclaggio di capitali è sconvolgente?

La soluzione, come la felicità, è dietro l’angolo
L’obiettivo della squadra di ricerca sembrava essere condannato al fallimento per assenza di terreno fermo sul quale costruire una ricerca con garanzie. Ma è successo quello che molte volte accade: che la soluzione, come la felicità, sia dietro l’angolo senza che nessuno l'avesse notato. La soluzione erano i “fatti provati” delle sentenze per il riciclaggio di capitali.
In uno Stato di Diritto il potere esecutivo, cioè la magistratura e le forze operative non possono essere le uniche fonti di luce su una cosa tanto oscura e scivolosa come il mondo dell’illegalità. Ciò non può che nascere da una costatazione pubblica e aperta con prove e argomenti tra le parti, tra gli avvocati difensori e i magistrati sotto l’arbitrio attento del giudice. Questo è precisamente quello che succede in un processo e per questo sono importanti i “fatti comprovati” per una ricerca come quella che ci riguarda qui.
Solo una frazione molto piccola del denaro incriminato per riciclaggio è stato creato fuori dalla Spagna e arriva al nostro paese in cerca di rifugio: la Spagna non è semplicemente un centro di riciclaggio mondiale del capitale del narcotraffico anche quando è un grande centro di consumo e transito di droghe illegali, la sua economia non dipende lontanamente dal narcotraffico tranne che in alcune zone situate nelle zone periferiche (zone delle provincie di Pontevedra e Cadiz).

La luce nell'oscuro cammino
Un’altra scoperta di questa ricerca: la maggior parte di coloro che si dedicano al riciclaggio in Spagna sono di bassa estrazione sociale, hanno poche risorse e non possono, né vogliono rappresentare un pericolo per la stabilità del sistema socio-economico. Quando “infiltrano” il sistema imprenditoriale quello che fanno realmente è creare società di comodo per mettere il loro nome sui conti correnti così come appartamenti e macchine acquistate con denaro illegale. La maggior parte degli imprenditori legali condannati per riciclaggio non sono cospiratori professionisti contro l’ordine socio-economico prodotto dalla globalizzazione economica, ma piccoli imprenditori con seri problemi nelle loro aziende che si dedicano sporadicamente al sempre pericoloso affare del riciclaggio. 
Ci sono pochisimi casi in cui si può parlare di “gruppi organizzati” con un funzionamento analogo a quello che esiste nelle organizzazioni legali. Piuttosto si conferma un’ipotesi di Peter Reuter, un illustre criminologo nord americano i cui lavori non furono presi in considerazione a suo tempo al momento di sviluppare le leggi per la lotta contro le nuove forme di criminalità organizzata: la risorsa principale del cosiddetto crimine organizzato non è nella sua organizzazione ma nella sua dis-organizzazione. Quando si “organizza” si rende visibile ed è velocemente intercettato. La maggior parte del riciclaggio di denaro in Spagna obbedisce a questo modello: gente che si riunisce in modo spontaneo e effimero per fare un grande affare in poco tempo e dissolversi poco tempo dopo.

I crimini che dovrebbero preoccuparci
Ma il dato più rilevante per la società è il seguente. La magistratura e la polizia sono più di 15 anni che focalizzando i loro sforzi sulla persecuzione del denaro nero proveniente dal narcotraffico. Così sembrerebbe indicare La teoria del crimine organizzato. Ma i casi veramente pericolosi di riciclaggio di capitale, quelli che soddisfano i requisiti di professionalità, organizzazione, capacità di infiltrare il potere economico e il potere politico non sono prodotto del narcotraffico.  vi è prova che il terrorismo si finanzia con il denaro di provenienza illecita, un’altra delle ipotesi non verificate che vari governi, non solo spagnolo, hanno cominciato a diffondere sotto la sindrome degli attentati delle Torri Gemelle a New York. I crimini che realmente dovrebbero preoccupare l’opinione pubblica sono quelli che cominciano ad essere perseguiti in modo costante solo negli ultimi anni: la corruzione urbanistica, i crimini contro la Sicurezza Sociale, la grande evasione fiscale o la prevaricazione. Solo tre di questi casi- i casi Correa, Malaya1, Malaya2- hanno creato più attivi incriminati (455 milioni di euro) che tutto il narcotraffico di più di15 anni oltre che a sconvolgere il sistema politico e distruggere comuni e paesaggi. 

Il destino del denaro illegale proveniente da questi crimini in sé non rappresenta un pericolo per l’ordine socio-economico e politico: il finanziamento illecito dei partiti politici, la corruzione, la creazione di una struttura istituzionale per commettere un crimine. Questi sono i crimini che veramente dovrebbero preoccupare l’opinione pubblica visto che molti dei suoi attori formano parte del grande potere economico e politico del paese. La crisi finanziaria del 2008 ha dimostrato quanto è falso un altro degli argomenti che la criminologia occidentale diffuso fino a poco tempo fa: gli attori con capacità di destabilizzare l’ordine socio-economico non sono i narcotrafficanti ma gli speculatori finanziari le cui condotte ancora non sono state catalogate come reato, un settore complesso e vitale che la criminologia e il diritto penale devono ancora esplorare.

Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di VANESA

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