19 febbraio 2011

Pierre Hillard: “La Torre di Babele crollerà perché è fatta di sostanza infernale”

Le persone che più parlano di globalismo e di reti sono raramente le più qualificate per farlo. Pierre Hillard parla poco – ma scrive meglio e seriamente. Siamo andati da lui a porgli alcune domande per saperne di più.
PRIMA PARTE: L’IDEOLOGIA GLOBALISTA, LA SUA ESSENZA E LA SUA FORZA

E&R Breizh: Sul Web è cosa comune criticare ardentemente il globalismo; ma tale ideologia è un’idea nuova? L’immagine del mondo-Impero non è anch’essa collegata all’ideologia globalista? Si può anche pensare alla società cristiana degli uomini prima del Concilio Vaticano II.

Pierre Hillard: Il globalismo esiste da quando esiste l’umanità. Si potrebbe anche affermare che tale principio si trova nella Genesi. In effetti, la Bibbia rivela che il peccato di Adamo ed Eva consiste – sotto l’influenza dell’“afferrare” (per riprendere l’espressione del Santo Curato d’Ars)- nell' “essere simile a dei” (“qui ut deus?”). E’ la storia incessante della superbia umana che vuole essere al centro di tutto rifiutando qualsiasi autorità superiore. Questo principio umanista è stato cancellato con l’instaurarsi del Cristianesimo, più esattamente del Cattolicesimo. Tuttavia il Rinascimento, accompagnato dalla nascita del Protestantesimo (Lutero, Calvino, Cranmer,…), dal XVI secolo concede all’uomo una posizione centrale. L’uomo è sempre più deificato. La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo del 1789, preceduta dalla creazione del primo Stato ad ispirazione massonica, gli Stati Uniti,
si inserisce nell’accelerazione di questa deificazione in cui è riunito il trittico classico nato dalla mistica massonica (1° Loggia creata nel 1717 a Londra da due Protestanti: James Anderson e Jean-Théophile Désaguliers): nominalismo (non esiste una verità eterna e fissa), naturalismo (la morale è in evoluzione continua) e supremazia dell’uomo. Lo scopo della massoneria è di approdare a un’unità a livello mondiale e alla nascita di un uomo indifferenziato, nomade, “fuori terra”, per così dire.

Il Nuovo Ordine Mondiale (NWO) è la continuazione logica di questo “ideale”. Per tutto ciò dobbiamo mettere nello stesso sacco il cattolicesimo che in greco significa “universale”? La risposta è no. In effetti il cristianesimo ha instaurato un principio rivoluzionario, cioè la distinzione tra spirituale e temporale dalla famosa dichiarazione di Cristo: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. L’autorità e il potere temporale delle nazioni non interferiscono con l’autorità e al potere spirituale del Papa. Certo, alcuni Papi per debolezza umana hanno scelto di sottomettere la loro autorità a quella degli Stati. Ma come nell’equilibrio dell’asta del bilanciere, questi tentativi contrari alla dottrina cattolica sono falliti. L’estensione del cattolicesimo voluto dai Papi nel corso dei secoli non ha impedito la varietà delle nazioni e delle loro tradizioni in un contesto politico di sovranità. L’uno dovrebbe sostenere l’altro senza per questo mescolarsi. Questa disposizione del cattolicesimo è il migliore antidoto per prevenire sia una teocrazia planetaria sia un’entità politica mondiale atea. Invece l’Islam non obbedisce a questi criteri perché non distingue tra spirituale e temporale. L’Islam è allo stesso tempo una fede e una legge che costituisce un nuovo ordine mondiale con caratteristiche proprie. Questo spiega la feroce opposizione tra, da un lato, i sostenitori di un globalismo commerciale e messianico veicolato da élites anglosassoni ed ebraiche e, dall’altro, i difensori del Profeta Maometto e dei principi stabiliti dal Corano; questi ultimi rappresentano un’altra corrente del nuovo ordine mondiale.

E&R Breizh: Tuttavia il globalismo è intrinsecamente malvagio? La standardizzazione dei Galli sotto il dominio romano è stata celebrata da Jacques Bainville. E non è la neolingua (novlangue) che Roma ha portato…

Pierre Hillard: La Pax Romana che è stata imposta dopo la vittoria di Giulio Cesare ha, di certo, introdotto un modello senza tuttavia distruggere la diversità delle tribù galliche. La varietà del numero di formaggi in Francia ne è la dimostrazione. Di fatto si è assistito a un matrimonio tra queste due entità che ha dato alla luce un mondo nuovo: i Gallo-romani. Questa civilizzazione gallo-romana esito dell’incontro dei principi filosofici, giuridici, politici e religiosi ateniesi, romani, dell’Antico/Nuovo Testamento e della Tradizione della Chiesa costituiscono l’essenza stessa della civiltà francese.

E&R Breizh: In sociologia, un dibattito fa spesso infuriare: una o diverse élites? Voi dimostrate che esistono legami profondi tra le élites anglosassoni, ebraiche e pangermaniste. Ma si può parlare di una confusione in seno al blocco euro-atlantico? E, all’interno di tale processo, in che misura la caduta del Muro di Berlino è stata importante?

Pierre Hillard: Ci sono rivalità interne tra questi mondi diversi. Così, in seno al mondo affarista anglosassone, esiste un ramo globalista che poggia su un sostegno retto da Washington e Londra e, dall’altro, il globalismo planetario, dove nessun paese predomina e l’insieme dell’umanità costituisce un purè generale. Parallelamente a ciò, le élites ebraiche perseguono un ideale messianico che fa dire, per esempio a Jacques Attali, che un governo mondiale vedrebbe come capitale planetaria…Gerusalemme. In questo caso abbiamo un’alleanza oggettiva tra i due mondi. Per ciò che riguarda gli ambienti pangermanisti, esiste un’alleanza con i due gruppi già citati [1] a condizione, per il mondo germanico, di restare concentrato sull’Europa in stretta collaborazione con le élites anglosassoni ed ebraiche. E’ la cosiddetta “divisione del lavoro” (Arbeitsteilung) per usare le parole dell’ex cancelliere Schroeder. 

Infine, per quel che concerne l’evoluzione del processo dalla caduta del Muro di Berlino, siamo andati, per così dire, ad una velocità superiore, nel tratto finale verso i tentativi di raggiungere un’unità globale. Cito solamente il passaggio presentato nel mio libro “La Fondazione Bertelsmann e il governo mondiale” (pagina 112): “Il periodo della Guerra Fredda ha visto l’opporsi di due blocchi apparentemente antagonisti". Infatti, la tesi americana nata nel 1776 (capitalista e religiosa) e, l’antitesi sovietica (comunista e atea) nata nel 1917 costituiva le due facce della stessa medaglia, basata sul primato dell’uomo, trattato sotto angolazioni differenti secondo l’ideologia costituita. La scomparsa dell’antitesi comunista sovietica nel 1990 annunciava il crollo della tesi capitalista americana per passare ad una velocità superiore del processo, in modo da approdare ad una sintesi o “alternativa”, per usare le parole di Mikhail Gorbachev, tale da unire i due sistemi (applicazione del principio hegeliano). Pertanto la sintesi dovrebbe portare alla nascita di un sistema in cui le aziende responsabili della produzione e della distribuzione dei beni devono prendere forma ma sotto l’egida di un governo mondiale. Quest’ultimo, organismo di ordinamento in grado di assicurare attraverso una rete bancaria, il consolidamento finanziario globale del pianeta, detterà le quantità di produzione e il numero d’imprese autorizzate a fabbricare tale prodotto. Ciò viene chiamato concentrazione delle risorse, ottenuta attraverso la centralizzazione del potere. 

Lo spirito che guida le élites globaliste in questo mondo glocalizzato (locale e globale) e impone la propria volontà su un’umanità indifferenziata e nomade si concretizzerà nel contesto di un’agape invertita. Il colonnello House, consigliere del presidente Wilson, profetizzava nel suo libro del 1912 “Philip Dru, amministratore”, la nascita di un sistema “in cui la proprietà e le vite di ciascuno sono nelle mani di un solo uomo” e l’instaurarsi di un “socialismo come Karl Marx avrebbe sognato”. L'accelerazione della definizione del nuovo ordine mondiale, in seguito alla crisi finanziaria iniziata negli Stati Uniti, è un esempio di questo tentativo di realizzare questa sintesi o ''alternativa'' per inserire la teoria del governo globale nel contesto di un socialismo di mercato.

E&R Breizh: Per ottenere un governo globale, lei riferisce che debbano essere edificati dei grandi blocchi continentali. Tuttavia, possiamo ipotizzare che, in sostanza, la costituzione di tali blocchi sia una marcia in più per il governo globale? Sono i chiari collegamenti fra i vari blocchi e gli scopi del governo globale?

Pierre Hillard: La formazione di questi blocchi continentali è il trampolino di lancio verso il governo mondiale. L’Unione Europea (UE) rappresenta il blocco più avanzato. Abbiamo anche l’Unione Africana (UA), lanciata nel 1999/2000, la Comunità Economica Eurasiatica con la Russia in testa (CEEA o Eurasec in inglese), nata nel 2000 o ancora l’Unione delle nazioni sudamericane (UNASUR), la cui creazione risale al maggio 2008. Il fenomeno è diffuso in tutti i continenti.
E' interessante notare l'evoluzione del Nord America. Infatti, nel quadro dell'accordo di associazione di libero scambio (ALENA, o NAFTA, equivalente della CEE per l'Europa prima del Trattato di Maastricht), gli Stati Uniti, Canada e Messico costituiscono un'unica entità.
Tuttavia, degli stravolgimenti è in preparazione in quanto il think tank americano motore della politica estera di Washington, il Council on Foreign Relations (CFR), ha annunciato nel 2005 il suo desiderio di vedere questo blocco evolversi in una "Comunità Nord-Americana" nel 2010 [2], vale a dire un blocco politico, economico e militare unificato.

Non dobbiamo concentrarci sulla data teorica del 2010, tenuto conto che queste cose vanno a posto con un ritardo di diversi mesi o anni. L’interesse di questo tipo di documento ufficiale è quello di prevenire un declino nel relativamente prossimo futuro e non per il 2050. Questo fenomeno è così atteso che il geografo ed ex ambasciatore francese nei paesi baltici, Michel Foucher vicino alle tendenze globaliste, ha pubblicato nel novembre 2010 un atlante di geopolitica [3], riferendosi al blocco del Nord America non sotto il termine di NAFTA (ALENA), bensì come Unione nord-americana. Eppure, nel momento in cui scriviamo (gennaio 2011), ufficialmente l'Unione nord-americana non esiste. Infatti, Michel Foucher, a conoscenza di questi cambiamenti profondi si è preso un pò di vantaggio. Infine, si notino le connessioni politiche che si stanno creando tra i diversi blocchi. E’ il caso della volontà di creare un'Assemblea transatlantica tra l'UE e il blocco Nordamericano in formazione, nel progetto di un’unione euro-atlantica teoricamente prevista per il 2015 [4] o di Eurolat, l'Assemblea parlamentare di collegamento tra l'UE e UNASUR [5]. Lo scopo di questa politica è quello di rifugiarsi sotto il mantello dell’ Assemblea parlamentare globale parallelamente all’introduzione di una valuta globale. Questo viene fatto attraverso le Nazioni Unite già dal 2007 con il varo dell’Assemblea Parlamentare delle Nazioni Unite (APNU) [6], sotto la direzione del tedesco Andreas Kummel, autore di un libro che presenta le questioni questa politica [7].

E&R Breizh: Quindi, il nazionalismo, basato sullo Stato-nazione, è l’unica strada per resistere in un mondo dove, secondo la geopolitica, vedremo un mondo multipolare con la caduta della superpotenza talassocratica americana e l'ascesa della Cina?

Pierre Hillard: L'istituzione di un governo globale richiede il crollo degli Stati Uniti. Ho avuto l'opportunità di citare più volte le "Memorie" di David Rockefeller, che, oltre alla sua confessione nel riconoscere la congiura guidata da lui e dai suoi amici contro gli Stati Uniti, richiede chiaramente un "governo globale”. Così, durante questo processo, saremo testimoni della nascita e del rafforzamento dei blocchi continentali più o meno rivali, utile nella gestione degli affari mondiali. 
Il libro di Orwell, 1984, descrive alla perfezione questo processo nel quale le tre grandi entità politiche (Eurasia, Estasia e Oceania), dirette in modo dittatoriale da sistemi politici apparentemente diversi, sono contrarie al mantenimento di un clima di violenza e incertezza che giustificano l'ulteriore attuazione delle misure draconiane. Tuttavia, l'opposizione fratricida non viene portata a termine perché si tratta di non distruggere l'avversario. Il nemico è un "amico", utile per giustificare la propria esistenza. Inoltre, la Cina, il cui modello fa sognare le nostre élites occidentali, presenta delle debolezze. La sua demografia basata sul figlio unico e possibilmente maschio può preludere a conseguenze disastrose per la sua stabilità. Prende piede un completo squilibrio nella struttura per età della Cina. Anche se il colosso cinese prende la forma di un Leviatano, presenta reali debolezze interne, come, per esempio, l’enorme contrasto tra la Cina della costa e la Cina dell'entroterra. Infine, vorrei aggiungere che nessuna organizzazione politica sulla terra è eterna. La Cina, fedele alle rivoluzione sociali nel corso della sua storia, prima o poi conoscerà delle rivolte che metteranno in discussione l'autorità di Pechino.

SECONDA PARTE: IL GLOBALISMO, L’ETNO-REGIONALISMO E L’EUROPA.

E&R Breizh: L’edificazione europea, cui avete dedicato una grossa parte della vostra attenzione, fu varata in vista di un blocco euro-atlantico e poggia su una molla pangermanista: l’etno-regionalismo. Alleanze di circostanza delle élites globaliste con i movimenti etno-regionalisti o montaggio orwelliano – l’opposta porta al suo contrario?

Pierre Hillard: Le autorità politiche tedesche sono responsabili di tutti i testi favorevoli al regionalismo, alla scomparsa dei confini politici in favore dei confini amministrativi e dell’etnicismo. Va sottolineato che la promozione del regionalismo non riguarda solamente regioni con forte identità etnica. Infatti si tratta di promuovere l’autonomia politica, economica, fiscale, ecc. di regioni, etniche o meno, per riagganciarle direttamente all’autorità sovranazionale di Bruxelles senza passare per la casella “Nazione”. Il processo si dovrebbe perseguire secondo la vulgata euro-globalismo per plasmare euroregioni. Queste costituiscono delle regioni autonome raggruppate su entrambi i lati delle frontiere nazionali abolite dal sistema, per creare nuove entità territoriali artificiali; in altre parole, grandi dipartimenti a livello europeo. Tali euroregioni sono numerose. Possiamo citare ad esempio: l’euroregione Pirenei-Mediterraneo [8], l'euroregione Alpi-Mediterraneo [9] o le euro-regioni circostanti la Germania [10].

Le élites globaliste vogliono distruggere gli Stati a beneficio di un governo globale, in realtà una forma mascherata di multinazionale singola. Inutile dire che il loro supporto alle rivendicazioni etno-regionaliste in Europa e, di fatto, in qualsiasi parte del mondo (Sud Sudan e per estensione tutta l'Africa, parte della Bolivia, Tibet, Medio Oriente, ecc ... la lista è lunga) rientra in questa volontà di dissolvere l’insieme in un enorme magma. I blocchi continentali costituiscono il nuovo orizzonte che tratta sempre di più con le regioni. Tra i due, gli Stati sono presi al laccio e messi in trappola. L'esempio del partito dei Verdi/Alleanza Libera Europea (Verts /ALE) al Parlamento europeo è particolarmente significativo. I Verdi guidati da Daniel Cohn Bendit, esempio forsennato di globalismo, si sono coalizzati con un partito (ALE) che comprende una trentina di partiti regionalisti europei [11]. Ora, dal mese di aprile 2010, il Presidente dell’ALE è Eric Defoort [12], Fiammingo e co-fondatore del partito indipendentista NVA [13], diretto da Bart De Wever considerato di destra o di estrema destra. Lo stesso Bart De Wever ha perfettamente compreso l'evoluzione delle cose, ripetendo che il Belgio alla fine si dissolverà tra l'Europa e le regioni. Questo partito indipendentista fiammingo è inglobato nella causa globalista tramite la sua adesione al partito dei Verdi/ALE. Questa tendenza è probabile che si diffonda. Il caso belga va osservato con attenzione poiché il processo di rottura è lanciato. Molto intelligente è colui che può indicare una data. In ogni caso, lo smembramento di questi paesi prima o poi avrà un impatto profondo in tutta Europa e a livello mondiale. Vorrei aggiungere che i pezzi globalisti sono delicatamente in posto perché il presidente della comunità germanofona del Belgio (Eupen e Saint Vith), Karl Heinz Lambertz [14], è stato nominato presidente dell’Associazione delle regioni europee di confine (l’ARFE) [15] il 19 febbraio del 2010. Va ricordato che lo scopo ufficiale di questa istituzione è di trasformare i confini nazionali in confini amministrativi, permettendo la successiva creazione di euroregioni. Nel programma di frantumazione del Belgio, Karl Heinz Lambertz è davvero in una posizione privilegiata. Tale ideale ha trovato ricompensa con la concessione della "Gran Croce al Merito" della Repubblica federale di Germania nel marzo 2010. L'ambasciatore tedesco è stato lieto di riconoscere l'impegno di Karl Heinz Lambertz a favore della cooperazione transfrontaliera con le euroregioni "Saar-Lor-Lux" e "Maas-Reno" [16]. "Sconvolgente”, come direbbe l'amico Pierre Desproges.

E&R Breizh: A questo proposito, lei ha appena pubblicato un articolo di fuoco riguardo alla genesi di questa "balcanizzazione" dell'Europa. Appoggiandosi a una tesi scritta nel 1929 da Nathan Feinberg, fate risalire le prime consacrazioni della frammentazione dell’Europa da parte del etno-regionalismo agli accordi di pace del 1919. Potete dire qualcosa in più?

Pierre Hillard: Avendo la possibilità di possedere la tesi originale incentrata sul ruolo del B'nai B'rith e sul sionismo scritto da Nathan Feinberg, pubblicato integralmente su internet [17], ho potuto dimostrare il ruolo della massoneria ebraica nella redazione di testi in favore dell’etnicismo nel contesto del Trattato di Versailles. L'azione è stata condotta magistralmente da Louis Brandeis, in primo giudice ebreo alla Corte Suprema degli Stati Uniti che ha saputo consigliare egregiamente il presidente americano Wilson. Possiamo datare la collusione di questo ambiente con i movimenti tedeschi politicamente a destra o all'estrema destra (ambienti pangermanisti) negli anni intorno al 1920. Il rappresentante tedesco pangermanista, Ewald Ammende in collaborazione con il governo di Berlino, ha lavorato con il rappresentante del B'nai B'rith Leo Motzkin al Trattato di Versailles. Questi è 'stato a sua volta legato al movimento sionista. E’molto importante comprendere questo periodo per seguire gli avvenimenti in corso all'inizio del XXI secolo. Infatti, il movimento sionista, sotto la guida di Theodor Herzl voleva creare uno Stato ebraico. Ora, ha ricevuto un decisivo appoggio con la famosa “Dichiarazione Balfour” nel 1917. Tale testo riconosceva l'esistenza di un nucleo ebraico in Palestina con l'approvazione del governo britannico. Questo riconoscimento fu formalizzato tramite una lettera inviata a Walter Rothschild [18] che fungeva da intermediario con il movimento sionista in Gran Bretagna. 

Le radici di questo caso sono ancora più profonde. Infatti, il grande storico americano Carroll Quigley ha dimostrato che il vero autore del documento non era Balfour ma Alfred Milner, sostenendo inoltre che esso avrebbe dovuto essere chiamato "Dichiarazione Milner” [19]. Alfred Milner era il capo del gabinetto di guerra di Lloyd George durante la Prima Guerra Mondiale. In realtà, quest’uomo apparteneva all’alta oligarchia anglo-sassone che lavorava alla creazione di un’organizzazione globale. E' stato il braccio destro e successore di Cecil Rhodes all’origine del varo dei principi di un nuovo ordine mondiale sotto la leadership anglosassone. Successivamente sono emerse tensioni interne - anche se la finalità è la stessa - all'interno di queste élites tra i sostenitori di un globalismo anglosassone e quelli di un globalismo planetario alleato al sionismo.
Il richiamo a questi fatti è fondamentale. In effetti, la cooperazione osservata tra, da un lato, il movimento sionista con l'ideale di un globalismo messianico come tema di fondo e, dall’altro, i partiti populisti europei prende vigore. In questo inizio di ventunesimo secolo, si osserva un accostamento stretto tra i partiti politici europei chiamati "populisti" in Austria, Paesi Bassi, Svezia o anche Francia favorevoli alla causa del sionismo. Questi leader populisti condannano giustamente il globalismo, andando contemporaneamente in contraddizione totale attivandosi a favore del sionismo, che è figlio del...globalismo. Questi ambienti sionisti – essi stessi lacerati da tensioni interne - nella lotta contro l'Islam seducono con successo i partiti populisti europei stigmatizzando il mondo musulmano. Ho paura che questo sia un mezzo per alimentare lo "scontro di civiltà" e prendersi in questo caso gioco dei nazionalisti. Sarebbe più logico - ma anche più difficile – da parte dei difensori delle tradizioni nazionali e della civiltà europea, prendere le distanze da entrambi i mondi invece di fare la palla da ping-pong destinata ad essere schiacciata tra due metafisiche così lontane dai concetti classici del vecchio continente.

E&R Breizh: Infine, il caso francese. A partire da quale data, secondo lei, la Francia ha iniziato a segnare il passo e a che punto si è arrivati? Francia, uno Stato o un distretto amministrativo?

Pierre Hillard: Forse sorprenderei coloro che dicono che la Francia si è suicidata impegnandosi nella costruzione dell’Europa. In effetti le origini della nostra caduta sono più remote. La Francia ha perso la sua forza vitale nel 1789. Il nostro paese ha un grande vantaggio: l'indipendenza del potere reale (monarchia, "assoluta": ab solutus significa "essere slegato") in rapporto al mondo della finanza. Il 17 giugno 1789, il Terzo Stato si è dichiarato Assemblea Costituente dando ufficialmente il potere al popolo, in realtà alla borghesia. Questa borghesia francese affarista è ormai al potere con ramificazioni dirette verso Londra e la famiglia Rothschild. La parentesi napoleonica svuota la Francia dal suo sangue. Nel 1815, la Francia è in ginocchio e non si è più risollevata. E 'una coincidenza constatare che l'allineamento della nostra politica su quella dell’Inghilterra risale a questo periodo. Il processo di indebolimento continua, si tratta, secondo il pensiero europeista, di dissolvere la Francia in modo che non sia più che un semplice spazio geografico. 

Dobbiamo guardare alla storia della Francia e nel mondo nel lungo periodo. Infatti il 1789 è il logico risultato del Rinascimento e della Riforma, agli inizi del XVI secolo, matrici dell’ideologia massonica a partire dal 1717. Supremazia dell'uomo, materialismo scandaloso, morale evolutiva, ideologie alternative, dissoluzione delle nazioni, mescolanza delle popolazioni e l'ascesa di un’agape invertita infernale, caratterizzano questo lungo processo iniziato 500 anni fa e in punto di concretizzarsi in questo inizio di XXI secolo nell’ottica di un mondo orwelliano. Siamo sul rettilineo finale. Il nostro destino sarà deciso durante il decennio 2010.
Nel caso dell'UE si osserva un tentativo di creare un vero e proprio Stato europeo con regime fiscale e con una completa autonomia finanziaria. E’ l’ambizione voluta da Herman van Rompuy, presidente del Consiglio europeo per grazia del Bilderberg [20], i cui progetti consistono nell’approfittare della crisi per presentare i bilanci nazionali all'autorità sovranazionale di Bruxelles come ha svelato “The Independent” il10 febbraio 2010 [21], con la finalità di creare un polo europeo unificato e assoggettato al blocco nordamericano in formazione.

E' vero che l'evoluzione di questa Europa è sempre stata incoraggiata dalla élites anglosassoni le quali, all’indomani della Seconda guerra mondiale, hanno promosso la riuscita del progetto europeo tramite aiuti economici. Questa tendenza è stata rivelata da un articolo del “Daily Telegraph” (19 settembre 2000) [22] che mostra, in seguito ai lavori del ricercatore Joshua Paul dell’Università di Georgetown, che i servizi segreti americani finanziavano i sostenitori del progetto europeo. L’Euro, moneta incompatibile a causa della varietà dei sistemi nazionali e della diversità delle lingue europee, che rallentano notevolmente la mobilità professionale, è considerato la pietra angolare del progetto. In effetti, la finalità del progetto globalista è l’instaurazione di una valuta globale, come auspicato dal rapporto del FMI del 13 Aprile 2010, che chiede l'istituzione del Bancor e di una banca centrale mondiale [23]. Inevitabilmente, una simile ambizione richiede un crollo del dollaro la cui fragilità non ha niente da invidiare a quella dell'euro. Economisti come Barry Eichengreen non esitano a dirlo [24].
Infine osserviamo un ribollire generalizzato sul pianeta in cui la fragilità del sistema finanziario al collasso, il boom del debito pubblico, i buoni del Tesoro americano sempre più abbandonati, il mercato immobiliare avvitato su se stesso (bolle americane, inglesi, cinesi, ecc.), il diluvio di carta moneta, i legami via via più forti tra la Germania e la Russia e le rivendicazioni etno-regionaliste promettono all’umanità un enorme caos in ragione dell’interdipendenza tanto cara alla Società Fabiana (Fabian Society), una miscela di “Mad Max” e de “La guerra del fuoco”. Tuttavia, credo profondamente in un rilancio su basi nuove che metta fine dell'avventura degli ultimi cinque secoli. La torre di Babele crollerà, perché è di essenza infernale.

Pierre Hillard, autore di « La décomposition des nations européennes », 2a Edizione, François-Xavier de Guibert, 2010. 

Intervista di Maxime, per E&R Bretagna

[1] Ho avuto occasione di evocare il ruolo della massoneria ebraica – le B’nai B’rith – in seno al Trattato di Versailles e poi della sua collusione con gli ambienti pangermanisti negli anni intorno al 1920:
[3] Michel Foucher, «La bataille des cartes, Editions Bourin, novembre 2010, page 174.
[4] Esistono numerosi documenti della Commissione Europea e del Parlamento. Senza citarli tutti, possiamo evidenziare: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=TA&reference=P6-TA-2009-0193&language=FR et http://eeas.europa.eu/us/index_en.html
[7] Andreas Bummel, Internationale Demokratie entwickeln, Horizonte Verlag, 2005.
[19] Carroll Quigley, The anglo-american Etablishment, GSG § Associates, 1981, p. 169.

Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di ALE BALDELLI 

N.d.e. 
I link presenti nell'articolo sono stati inseriti da Voci Dalla Strada.
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5 commenti:

  1. La balcanizzazione europea e la menzione del Belgio mi ha fatto ricordare la notizia che avevo letto ieri: Nel Belgio c'è una manifestazione in questi giorni denominata " Patatine Fritte", questa manifestazione nasce dal fatto che da quasi OTTO mesi non c'è un governo in tale paese a causa della divisione che si vuole portare avanti tra i fiamminghi e i valloni. Gli uomini come protesta inoltre hanno deciso di non radersi mentre per le donne è stata lanciata la proposta, da parte di una senatrice, di astinenza sessuale(ripresa da una protesta svoltasi in Kenya nel 2009 per motivi simili. Al di là delle forma curiosa della protesta, resta il fatto che il Belgio sembra continuare a funzionare nonostante l'assenza di governo e di questa divisione tra queste due fazioni linguistiche che non si sa ancora se porterà ad una spaccatura del Belgio oppure no.

    Vanesa.

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  2. Non sapevo di questa situazione in Belgio. 8 mesi sono tanti...chissà se sono davvero denza governo o c'è qualcuno che "dirige" da Bruxelles!

    P.S.
    Protesta davvero singolare, ma credo inefficace, funzionerebbe di più se uomini e donne avessero fatto il contrario...sai che tragedia!
    ;)

    Ho dimenticato la didascalia della foto sopra...
    Dunque: a sinistra c'è la torre di Babele e a destra la "sostanza Infernale"....praticamente come la politica italiana!
    ;)

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  3. La deriva neoconservatrice della destra cattolica
    http://www.kelebekler.com/occ/copert01.htm

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  4. L’Alleanza dei Movimenti della Gioventù: Rivoluzioni colorate 2.0
    di Tony Cartalucci
    dal sito Globalresearch
    http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=776:gianluca-freda&catid=32:politica-internazionale&Itemid=47

    Il senatore Lucio Malan e il fantastico mondo del Jerusalem Summit
    http://kelebeklerblog.com/2011/02/18/il-senatore-lucio-malan-e-il-fantastico-mondo-del-jerusalem-summit/

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  5. "De Benedetti detta la linea al Pd
    Macché Bersani, ci vuole Monti... "
    Il Giornale

    http://www.peacereporter.net/upload/documenti/tirlateral2006.pdf

    http://www.ecfr.eu/content/council/

    sinistra proletaria....

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