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14 gennaio 2011

"Il ricatto lo fa il mondo"

Ho ascoltato un’intervista televisiva a Sergio Chiamparino, nella quale il sindaco di Torino, spiegando il proprio punto di vista a favore del si nel referendum di Mirafiori, argomentava così: “La FIOM deve capire che il ricatto lo fa il mondo, non Marchionne. Il ricatto lo fa il mondo”. 
di Stefano D'Andrea

Credo che Chiamparino abbia ragione. In certo senso il ricatto lo fa il mondo. Tuttavia da questa importante constatazione un politico  vero – determinato, coraggioso, difensore della dignità dei ricattati -, di sinistra o di destra, trarrebbe insegnamenti e prescrizioni  molto diversi da quelli accolti dal sindaco di Torino.
Un politico vero approfondirebbe: chi è il mondo che ci ricatta? Che cosa intendiamo per mondo che ci ricatta? Offerta una risposta alle due domande, il politico vero si proporrebbe di sottrarre al ricatto gli operai italiani e invero la grande maggioranza dei cittadini italiani. Un politico vero, infatti, è determinato, coraggioso e ha a cuore la dignità del popolo sul quale esercita il potere. Chiamparino, invece, appartiene alla larghissima schiera degli adattati, dei materialisti, di coloro che escludono dalla politica profili come la dignità (della classe dirigente e di un popolo) e, in ultima analisi, dei nichilisti.
Invece, la FIOM, che fa benissimo a sostenere le ragioni del no, non diversamente dalla maggioranza dei cittadini italiani, ancora non ha compreso fino in fondo la verità che Chiamparino ha espresso: il ricatto lo fa il mondo. Mi auguro che sia la FIOM a porsi alcune domande, che Chiamparino ha eluso: chi o che cosa è il mondo che ci ricatta? Come ci ricatta? E’ dignitoso continuare ad essere ricattati? Far cessare il ricatto vale qualche sacrificio? Quanto sacrificio vale? Molto? Che cosa siamo disposti a fare per far cessare questo sacrificio? Esiste un partito che vuol fare cessare il ricatto? Perché non ci guardiamo attorno? Perché non ci adoperiamo per costituire un partito che vuol far cessare il ricatto?
Servirebbe il partito che vuol far cessare il ricatto del mondo. In ogni luogo della terra. In parecchi stati il partito che vuol far cessare i ricatti del mondo è già presente. In Italia ancora non se ne vede traccia. Ecco l'internazionale che servirebbe: l'internazionale dei partiti che intendono far cessare il ricatto del mondo.

7 commenti:

  1. Secondo me siamo ormai in un regime fascista.
    Anzi, le condizioni dei lavoratori di oggi
    sono anche peggiori di quelle del regime
    fascista. Chi voterà si alla cosiddetta
    “intesa” si illude di conservare il lavoro.
    In realtà non farà altro che avallare la
    potenza del super-potente, il quale poi
    farà quello che gli pare. I lavoratori, il
    popolo, saranno solo carne da macello
    E'vero. Serve un partito che si
    opponga alla globalizzazione.
    O

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  2. Boom Boom Banche Spagnole
    http://www.ilgrandebluff.info/2011/01/boom-boom-banche-spagnole.html

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  3. @ Vinicio
    Sentendo le interviste agli operai di Mirafiori in questi giorni, si nota una parere omogeneo sul tipo di "contratto" che vogliono imporre: non piace a nessuno, solo che ci sono quelli che si fermano a riflettere su cosa comporta la perdita di diritti ed altri che pensando al mutuo da pagare riflettono su cosa significhi perdere il lavoro.
    Purtroppo è una questione di tempo, poi il risultato sarà esattamente lo stesso, qualsiasi strada si percorre si arriva sempre e comunque alla schiavitù totale, di quelle che non si vedevano da secoli!

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  4. Bè, questo vorrebbe dire che il
    referendum in sè è inutile,
    qualsiasi sia il risultato?
    Può darsi, ma allora secondo me
    tanto vale dire di no, almeno si
    perde con onore e dignità.
    E se Marchionne se ne va, creiamo
    nuove opportunità di lavoro. Io credo che l' automobile abbia fatto il suo corso. E poi, se avessimo uno stato serio (guarda però cosa ha detto Berlusconi...)
    la FIAT non avrebbe avuto la possibilità di andarsene dopo tutti i soldi che ha succhiato dallo Stato stesso e quindi da tutti noi. Tre anni fa era stata
    sollevata la questione della nazionalizzazione della FIAT.
    Magari fosse stato fatto.

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  5. Il si ha vinto, ma
    con poco margine,
    soprattutto se si pensa
    all' alta affluenza dei votanti.
    I poteri forti, secondo me, non
    hanno poi così tanto da festeggiare.
    Anche chi ha votato si
    non è certo contento di ciò che ha votato. E' stato un voto sotto ricatto. Secondo me è stata una vittoria per la FIOM.
    Non è detto che si abbia per forza un futuro
    da schiavi. Quello che succede in Tunisia
    dimostra che gli schiavi si possono ribellare,
    anche nella nostra epoca.

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  6. @Vinicio
    "Anche chi ha votato si
    non è certo contento di ciò che ha votato."

    Infatti non lo è nessuno, nei gg scorsi quando chiedevano a qualcuno che diceva di voler votare SI, se trovava "buone" le nuove condizioni imposte, dicevano tutti di no, e quando il giornalista chiedeva il perchè del "si" tutti sconsolati dicevano di avere un mutuo da pagare.

    Credo anch'io che finirà male. Anni fa dicevo che saremo finiti come l'Argentina, oggi c'è la Tunisia...che dire oramai "tutto il mondo è palese!"
    ;(

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  7. @Alba:
    "Credo anch'io che finirà male".
    Siamo già finiti male. L'Italia oggi è il paese più ridicolo del mondo, e non soltanto a causa delle vicende del nostro premier.
    Siamo, nell' ambito dell' Europa
    occidentale, il paese più ingiusto.
    Ma io oso sperare in una cosa: ho
    l'impressione che la gente, a differenza che in passato, non si fidi più degli attuali partiti, sia di governo che di opposizione.
    Potrebbero quindi, nonostante le

    grosse difficoltà, affermarsi dei partiti nuovi che rinnovino la politica. Spero di non sbagliarmi.

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