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23 novembre 2010

Pakistan: un territorio strategico per le guerre dell’Occidente in Asia Centrale

"La morte di Baitullah Meshud, leader dei talebani pakistani, è un grande successo per Washington e Islamabad”. Questo comunicato, che, ancora una volta, annuncia la morte di un essere umano a causa della guerra, naturalmente rallegra gli strateghi nei paesi occidentali che occupano illegalmente un Paese sovrano in Asia centrale dal 2001. Questa notizia permette a coloro che svolgono questa guerra di conquista di manifestare, per alcuni istanti, la loro gioia e dimostrare l'efficacia delle loro azioni letali sul terreno. Ma si dovrebbe aggiungere un'altra interpretazione di questo evento.
di Jules Dufour
Global Research

La sparizione del leader dei talebani pakistani si somma agli elementi che giustificano l’estensione della guerra d’occupazione che si trascina dall’Afghanistan al vicino Pakistan.  E contribuirebbe a legittimare ancora una volta, di fronte all’opinione pubblica mondiale, gli atti di guerra perpetrati da Washington e dall’esercito nazionale del Pakistan sul territorio pakistano propriamente detto, anche convincere dell’utilità della guerra contro i talebani si è trasformato in un compito molto facile per Washington dopo tanti anni di costruzione del “nemico” incarnato attualmente dai talebani agli occhi della popolazione mondiale.

In questo contesto, è importante rendersi conto che la vera ragione di queste guerre non è l’eradicazione dei talebani, ma piuttosto stabilire le infrastrutture ed istituzioni necessarie per un’occupazione permanente nella regione da parte di Washington e le altre potenze occidentali. Queste guerre finiranno solo quando il regime di Kabul sarà capace di assicurare un controllo militare totale del territorio afgano, e questo sarà possibile solo con l’aiuto dell’esercito nazionale pachistano, per il controllo delle zone tribali limitrofe con l’Afghanistan come il Waziristan, la Provincia della Frontiera del Nord Ovest, incluso il distretto di Swat.

Le azioni bellicose pakistane appaiano come parte della “guerra contro il terrorismo” decretata dall’ex amministrazione Bush e vincolate alla guerra in Afghanistan. La valle di Swat cadde sotto il dominio dei Talebani nel dicembre 2008 e da allora è stata oggetto di operazioni militari con lo scopo di sfrattararli o semplicemente “farli scomparire”.
Questa guerra guidata dall’esercito nazionale pachistano con l’aiuto dell’esercito statunitense non è stata dichiarata ufficialmente. Si sviluppa nel quadro della cosiddetta “guerra preventiva” contro il terrorismo e permette alle potenze occidentali di aumentare il loro controllo in tutte le regioni del Pakistan, cosa che non erano riusciti a fare durante la presidenza di Pervez Musharraf, tra giugno del 2001 e agosto del 2008.

Il bilancio della guerra nel 2009

Diversi studi recenti hanno segnalato ripetuti attacchi nella regione contro i talebani e gli insorti in Afghanistan, che hanno portato ad un esodo in massa delle popolazioni verso l’interno del paese. L’uso di droni da parte degli USA per eliminare i presunti foci di rifugi dei terroristi ha causato un numero di vittime considerevole.
Secondo i dati recenti, quegli attacchi ed altri interventi avrebbero causato più di 1500 morti tra i talebani. Nell’insieme delle regioni colpite dalla guerra è stato osservato lo spostamento di due milioni di persone. “Fino ad ora, i costi sono molto elevati; 2000 morti e più di 2.000.000 di persone sfollate dai combattimenti nella valle dello Swat e in altri luoghi”.

Secondo il Pakistan Body Count, datato mese agosto 2009, le bombe e gli attacchi dei droni hanno causato quasi 10.000 vittime; tra le vittime si contano più di 3.300 morti”. Il sito aggiunge l’osservazione che “si tratti di un attentato con una bomba o con un drone il risultato è lo stesso, un pachistano morto”.
Così, il sito web fornisce la storia completa e la cronologia degli attentati con le bombe e quelli con i droni. I dati provengono da informazioni dei mass media, ospedali e siti internet. Tutti i dati sono disponibili per il grande pubblico e nessuno è riservato. Questo permette di dare un'idea dell'intensità degli attacchi con le bombe e quelli con i droni.

Secondo Bill Van Auken è importante di ricordare che lo scorso mese di maggio "Il governo di Obama stava considerando sempre di più di aumentare il suo intervento nel Pakistan come una guerra specifica contro l’insurrezione e per la quale chiedeva gli stessi poteri militari che aveva avuto Bush per l’Afghanistan e l’Iraq”. Questi poteri potrebbero permettere al Pentagono, tra le altre cose, di fornire un aiuto militare al Pakistan nell’ordine di 400 milioni di dollari.

Tradotto e segnalato per Voci Dalla Strada da VANESA

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