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6 novembre 2010

NUOVE TECNOLOGIE: I COOKIES CHE CI CONTROLLANO

Spiare gli utenti di Internet è un business lucrativo che mette al tappeto il tema della privacy. Uno studio rivela che il famoso cookie o pezzo di codice oltre ad archiviare lo storico delle nostre visite, è in grado di fornire a centinaia di aziende dati degli utenti.
di Yuri Guevara 
Juventud Rebelde

Nascosti nelle viscere del vostro pc, indecifrabile gli suoi occhi potrebbe essere conservato un pezzo apparentemente insignificante di codice, ma che potrebbe fornire a centinaia di aziende di tutto il mondo i segreti più intimi.
La scioccante rivelazione ricorre in questi giorni gli angoli di internet dopo uno studio realizzato dal Wall Street Journal sulla violazione delle politiche della privacy che con tanti tamburi promuovono quasi tutti i siti web.
Secondo il giornale, molte delle applicazioni ludiche che siti come Facebook offrono, inseriscono il codice richiedendo all’utente la sua approvazione per accedere al proprio profilo.
In questo momento, l’utente resta alla mercè del codice e comincia ad essere “osservato” dalla compagnia che lo ha creato, che prepara un profilo per lo stesso e lo vende ad altre aziende che cercano di aumentare il numero dei loro clienti. Tutta una storia degna del famoso libro 1984, scritto da George Orwell. 


Così, spiare gli utenti internet, in particolare nei social network, si è trasformato in uno degli affari di più veloce crescita- e più redditizio, naturalmente, nel quadro del cyberspazio. 

I ninja “pettegoli”
Quando accediamo ad una pagina web  nel nostro pc si installa il famoso cookie (o vari di questi), che non è altro che un pezzo di codice capace di archiviare lo storico delle nostre visite, in modo che nel riaccendere il pc “ricordi” e scarichi più velocemente la pagina, oltre ai nomi di utenti ed altri dati.
Ma, molti dei siti che oggi godono di una grande popolarità in rete, come Facebook o Yahoo! installano altri cookies, più aggressivi, progettati per raccogliere dati sull’utente che accede ad internet.

Così, la prima volta che da un pc si entra, ad esempio, in un sito come Yahoo! si installa un file di tracking che assegna un numero di identificazione univoco al computer, e a partire da quel momento controlla tutti i tuoi movimenti virtuali.
Siccome centinaia di compagnie in tutto il mondo hanno questi sistemi di tracking (tracciamento, N.d.E), spesso non è installato un unico dispositivo: possono essere centinaia. 

Questo è quello che succede agli utenti di dictionary.com, un sito popolare di riferimento negli USA. Il portale colloca nei pc che lo visitano più di 200 cookies spia, ognuno proveniente da compagnie specializzate nella costruzione di profili di utenti.
Se questo visita un altro sito nel quale la compagnia abbia un cookie spia uguale a quello installato in una visita precedente su un altro dominio, i dati di navigazioni in entrambi i luoghi cominciano a costruire un espediente con tutto un “raccontami la tua vita virtuale”, valutati poi da aziende interessate a incrementare le vendite online attraverso la pubblicità.

La ricerca del Wall Street Journal racconta il caso di Ashley Hayes-Beaty, identificata dal cookie spia con il codice “4c812db292272995e5416a323e79bd37, donna, single di 26 anni residente a Nashville, Tennessee”.
La ricerca su questa donna ha stabilito dal suo profilo che i suoi film preferiti sono, tra gli altri, 50 volte il primo bacio, dieci cose che odio di te, oltre al fatto che le piaceva la serie Sex and the City, leggeva notizie sul gossip di Hollywood e rispondeva a molti sondaggi.

“Credevo di avere qualche segreto ma vedo che non è così”, ha detto Hayes-Beaty, terrorizzata dopo aver saputo che era servita come merce alla compagnia Lotame Solution, situata a New York.
E se per questa ragazza è stato agghiacciante scoprire quanto succedeva, più spaventosa è stata la reazione di Cate Reid, una giovane donna che ha preferito rimanere anonima la sua residenza.

Appena diplomata, Reid ha ammesso di essere preoccupata per il fatto di avere qualche chilo in più e che molte delle navigazioni che faceva su internet erano alla ricerca di argomenti riguardanti la perdita di peso.
Uno dei siti più visitati dalla giovane è Yahoo! dove qualche volta ha riempito un formulario con dei dati personali e ha lasciato intravvedere alcuni gusti.

Dopo aver saputo di essere spiata, Reid ha esclamato “Per questo mi appariva sempre qualche banner relazionato con la perdita di peso sui siti che visitavo. Sono cosciente di avere qualche chilo in più ma vederli così spesso mi ha fatto pensare di avere un problema”.
Entrambi gli esempi mostrano come sta cambiando la politica della pubblicità su Internet, nonostante le regole sulla privacy degli utenti. 

Un'altra pugnalata a Facebook
Forse il più colpito di tutti i siti in questo nuovo scandalo è Facebook, social network di moda, creata sei anni fa da Marck Zuckerberg.
Con quasi 600 milioni di utenti nel mondo e le molteplici possibilità che offre, Facebook è per gli inserzionisti miniera d'oro inesauribile. 

Così, dieci delle applicazioni più usate in questo social network, come il popolare gioco di Farmville, accedono continuamente ai profili degli utenti per aggiornare le loro schede su amicizie, gusti e preferenze.
Più mal di testa per Zuckerberg, che affronta numerose cause dopo che è stato scoperto, alcuni mesi fa, che facendo una ricerca su Google con il nome esatto di una persona, Facebook, in pochi secondi, svelava tutti i suoi dati se questo appariva sulla rete sociale.

Su questo sito, ogni nuovo profilo riceve un numero di identificazione unico, che usano adesso le più famose applicazioni per inviare dati alle aziende che fanno affari con questo.
Il procedimento, che viola totalmente la politica sulla privacy espressa da Facebook, permette anche di accedere ai dati personali non solo dell’utente ma anche di tutti i suoi amici. Anche, se la compagnia lo desidera, ottenere foto e video dei profili degli utenti.

Così le nuove tecnologie trasformano l’economia su internet. Se prima gli inserzionisti compravano spazi nei siti dove mettere i loro annunci, i nuovi tempi sono segnati dall’uso di un software intrusivo che permette di seguire le persone ovunque vadano, con annunci su misura per i loro gusti e alle loro intime esigenze. 
Una miniera d’oro inesauribile…ma molto pericolosa.


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