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24 luglio 2010

POVERTA' E DISOCCUPAZIONE IN EUROPA: L'UE PREVEDE ULTERIORI ADEGUAMENTI

Come conseguenza  della debole ripresa economica e dell'effetto contagio della crisi fiscale che attraversano i suoi principali membri, l'Unione europea vive il peggior momento dalla sua nascita e il pericolo di disgregazione e rottura della sua moneta occupano il centro il dibattito. In questo scenario, l'UE propone ulteriori misure "anticrisi", e Francia e Germania, due potenze centrali, richiedono l'approfondimento della disciplina fiscale. Gli esperti vedono più disoccupazione e peggioramento della povertà.



Germania e Francia hanno inviato mercoledì proposte comuni all'UE per rafforzare le norme sulla disciplina di bilancio, ha detto il ministro dell'Economia francese Christine Lagarde.
"Abbiamo firmato una lettera diretta al signor (Hermann) Van Rompuy, che include una proposta congiunta franco-tedesca per migliorare la governance economica e rafforzare il patto di stabilità", ha detto in una conferenza stampa congiunta con il Ministro delle Finanze della Germania, Wolfgang Schaeuble.
Schaeuble, il primo membro di un governo straniero che assiste al consiglio dei ministri francese, si è detto convinto che il rafforzamento della disciplina di bilancio e gli stress test per le banche in tutta l'UE ripristineranno la fiducia nei confronti dell'euro.
I ministri dell'Economia e delle Finanze dei 27 paesi dell'Unione europea (Ecofin) nella loro recente riunione a Bruxelles, hanno discusso, tra gli altri argomenti, nuovi pacchetti di "misure anti-crisi".
In questo contesto, diversi esperti indicano che l'UE supererà la crisi solo dopo che si verifica il collasso della zona euro.
I burocrati europei sempre ricordano che l'Unione Europea è un progetto politico, e che è necessatio consolidare la maggioranza dei paesi europei per evitare il ripeterrsi dello scenario della Seconda Guerra Mondiale.
Secondo il Wall Street Journal, le ripercussioni della crisi colpiranno i governi a Berlino, Parigi e Madrid, ed influiranno anche sulla popolarità dell'italiano Silvio Berlusconi, conosciuto comeil leader di "teflon".
Il presidente francese Nicolas Sarkozy, ha perso due segretari di stato - con il ruolo di ministri - accusati di sprecare fondi pubblici, nel momento in cui ha perso il sostegno nel bel mezzo di un rallentamento dell'economia e le misure di austerità.
Il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, a sua volta, prova a cambiare la crescente convinzione pubblica che il suo governo, eletto lo scorso anno, sia diviso e senza una direzione. E il primo ministro spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero, s'immerge negli impopolari tagli di bilancio senza una maggioranza stabile nel Congresso.
"Tutti questi governi sono costretti a fare tagli impopolari a causa della crisi finanziaria internazionale che è fuori dal controllo delle autorità nazionali, i quali danneggiano l'immagine del governo", afferma Jan Techau, analista politico internazionale presso il Collegio di Difesa della NATO a Roma.
Come conseguenza della debole ripresa economica e dell'effetto contagio della crisi fiscale che attraversano i suoi principali membri, l'Unione europea vive il momento peggiore dalla sua nascita e i pericoli di disgregazione e di rottura della sua moneta occupano il centro del dibattito.
In questo scenario, secondo l' Eurobarometro, predomina una percezione di povertà diffusa e il timore crescente di perdita di posti di lavoro.
Come conseguenza della crisi finanziaria e dei piani di adeguamento per ristrutturare il debito pubblico comincia a risentirne la capacità di consumo della maggioranza.
Secondo le ultime indagini, uno su sei europei è arrivato senza problemi aalla fine del mese, con difficoltà a pagare le bollette di servizi prima necessità come l'energia elettrica, acqua o riscaldamento, e persino a riempire il carrello della spesa. Il 60% pensa che è aumentata la povertà nel suo Paese nell' ultimo anno.
l 30% dice di avere difficoltà a pagare le sue spese mediche.
Sono i dati che rivela l'ultima indagine Eurobarometro, condotta dalla Commissione Europea sull'impatto che la crisi economica sta avendo sulle famiglie europee. Il 2010 è l'Anno Europeo della Lotta alla Povertà e all'esclusione sociale.
La Commissione Europea dal giugno 2009 analizza la percezione hanno i cittadini circa l'attuale crisi causata dai bilanci in rosso e dai tagli alla spesa pubblica per ridurre i salari.
L'indagine rivela gli effetti della crisi e dei programmi di adeguamento sui cittadini della zona euro.
Secondo l'Eurobarometro, vi è una percezione di povertà diffusa che alimenta le paure di un futuro cupo. Fino all' 85% dei greci ritiene che la povertà aumenta nel suo ambiente, lo stesso pensa l'83% dei francesi, l'82% dei bulgari, il  77% dei rumeni o il 75% degli italiani.
In Belgio tale percentuale scende al 49% LASZA Andor, commissario europeo per l'Occupazione, Affari Sociali e di Integrazione dell'Unione Europea, ha detto nella relazione che "i risultati confermano che la povertà è uno dei più grandi problemi dell'Unione Europea che la crisi economica e finanziaria attuale ha ulteriormente aggravato la situazione. La crisi sta prendendo piede e una percentuale significativa di cittadini europei hanno difficoltà ad arrivare a fine mese".
Il Commissario per l'Occupazione segnala che la disoccupazione è in aumento in tutta l'Unione europea sono ormai più di 23 milioni i cittadini europei senza lavoro, oltre il 10% della forza lavoro. In alcuni paesi, come la Spagna, tale percentuale si avvicina al 20% e tra i giovani, colpisce quasi il 40%.
La misurazione ufficiale, rivela che la paura è il sentimento più diffuso tra i cittadini della zona euro.
Hanno paura di non riuscire ad arrivare a fine mese, non essendo in grado di affrontare le spese di base e la perdita del lavoro, un sentimento che sente un europeo su tre.
Questa percezione aumenta fino al 73% in Grecia, il 68% in Spagna, il 63% in Italia e 62% in Irlanda, i paesi più colpiti dalla crisi e dove il mercato del lavoro si è deteriorata più rapidamente e forza.
Inoltre, pochi si affidano al mercato del lavoro, perché la metà di loro ritiene che in caso di licenziamento, è "improbabile" o "molto improbabile" che tornino ad assumerli nei prossimi sei mesi.
L'indagine rivela anche la paura per il futuro. Il 54% degli europei temono che la loro pensione non consente loro di vivere con dignità e il 73% che il suo pensionamento è inferiore a quello che si aspettavano o che dovrannno andare in pensione più tardi.
D'altra parte, la contagiosa crisi fiscale e gli adeguamenti selvaggi, che fanno esplodere l' emergente resistenza sindacale e sconvolgimenti sociali, è alimentata a sua volta dai dati negativi della ripresa economica nella zona dell'euro.
Secondo l'ultima relazione della Commissione europea, le prospettive economiche nei 16 paesi della zona euro sono peggiorate a febbraio per la prima volta in quasi un anno, segno in più che la ripresa economica ha perso forza.
L'economia della UE nel 2009 è scesa del 4%, è il peggior dato dopo la seconda guerra mondiale.
La produzione industriale è crollata di un 20% conducendo la struttura industriale europea alla situazione in cui era nella metà degli anni '90 dello scorso secolo.
Attualmente ci sono 23 milioni di europei disoccupati, 7 milioni più di 20 mesi fa, e la disoccupazione continuerà a crescere secondo tutte le stime.
L'8% della popolazione europea ha un lavoro che non le permette di uscire dalla povertà, e 80 milioni vivono appena sulla soglia che marca la povertà.
Nonostante gli annunci di "recupero" la produttività economica è famelica e fa si che la crescita strutturale europea sia due terzi meno di quella statunitense.
I deficit pubblici regionali già raggiungono una media del 7% del PIL, contro il limite del 3% che aveva imposto il trattato di Maastricht. E il debito sale fino al 80%. Le banche continuano a non prestare denaro come prima della crisi, impedendo il normale funzionamento delle imprese.
Questi numeri dimostrano piuttosto il declino e il crollo diffuso in cui sembra essere entrata l'Unione europea.


Fonte: IAR Noticias 


Traduzione per Mercato Libero a cura di Voci Dalla Strada 

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