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5 luglio 2010

"Il Fatto quotidiano" difende i bancarottieri venezuelani

Il Venezuela non regala soldi ai banchieri - 40% del settore è dello Stato - I banksters vanno in galera 
 
di Tito Pulsinelli 
http://selvasorg.blogspot.com/

La vita dà soprese e per questo va vissuta sempre con intensità. A volte sono sorprese negative, destano stupore o provocano intense risate. E’ il caso di Andrea Barolini e Matteo Cavallito che -su “Il fatto quotidiano” del tre luglio- si misurano in una impresa più grande di loro: dimostrare che il Venezuela è sul bordo di un precipizio. A un soffio da una storica bancarrota da cui scaturirà l’attesa palingenesi per cui tifano gli “occidentali”. Possono aspettare (seduti) e sperare nella metempsicosi.
Sotto il titolo di Venezuela, il presidente Chavez verso il controllo statale del sistema bancario svolgono il compitino d’ordinanza e si lasciano scappare che la “statalizzazione del circuito bancario venezuelano è legato alla necessità di fare cassa da parte del governo” (sic!). 
Gli estensori della circolare ospitata dal nuovo quotidiano, probabilmente immaginano un Chávez squattrinato che manda i suoi pretoriani nel caveau della Banca Federale messa sotto controllo, ordinando di prelevare tutti i marenghi e i sesterzi, d'oro e di rame (non la cartaccia di Wall street), e trasportarli ipso facto al Palazzo presidenziale. E "farebbe cassa"? E' la nona banca per importanza -cioè poca sostanza- per di più in questo momento stanno restituendo ai risparmiatori individuali i denari malaccortamente depositati nel Federal. 

L’anno scorso, il Venezuela ha riscattato il circuito bancario del Banco Bilbao e la rete finanziaria iberica del Gruppo Santander. Non si è trattato di una espropriazione senza indennizzazione, bensì di una transazione in cui lo Stato venezuelano ha regolarmente comprato queste strutture finanziarie. Oggi controlla il 40% della banca, riuscendo a spezzare con notevole tempismo un monopolio privato che –altrove- ha poi arrecato danni micidiali non solo all’economia, bensì alla convivenza civile in vari Paesi. Non è proprio un “far cassa”, ma un investimento, e molto caro.

Il (mis)Fatto quotidiano, trova lecito ed ineccepibile che gli Stati europei si siano svenati per “salvare” i banchieri, mettendo a loro disposizione i fondi pubblici. Non spendono critiche in tal senso, tantomeno quando per "ripianare" ora tagliano salari, pensioni, o tentano di abolire con un colpo di spugna la giurisprudenza del lavoro.

Il Venezuela non è la Spagna, nè il Regno Unito e spende i propri denari per rafforzare la sovranità economica e monetaria. Non stacca assegni a fondo perduto ai banksters, preferisce nazionalizzare quelle banche diventate casino del gioco d'azzardo, o centri di malaffare ai danni dei piccoli e medi risparmiatori. Grazie a questa politica, finora non ha perso posti di lavoro e i salari minimi sono sempre stati aumentati con decreto-legge. Rivalutati per reincorporare l’alto indice di inflazione, e conservare potere d'acquisto e domanda.

I due pennivendoli non sono d’accordo e difendono la fallimentare ortodossia liberista (oggi Stato-dipendente), ma avere l'ardire di difendere i proprietari del Banco Federale -il cui fallimento era un segreto pubblico- come due candidi agnellini sacrificati sull’altare della libertà d'epressione, è davvero patetico.
Tra le innumerevoli attività -lecite ed illecite- del bankster in questione, vi è anche una partecipazione minoritaria in un televisione privata. Ergo, chi lo tocca, stupra l’unica libertà che importa ai salariati dell’indotto mediatico.  

E’ come se Berlusconi venisse processato per bancarotta e si difendesse come paladino della libertà d’espressione, o come vittima dell’inquisizione del KGB.
Se le cose stanno così, tutti i malfattori finanziari, i bankster, d'ora in avanti si premuniranno comprando qualche azione nel business del latifondo mediatico, ed otterranno un passaporto all’immunità castale. Più poderoso di quello diplomatico. Tutti i Barolini e i Cavallito li difenderanno, anche gratis.

6 commenti:

  1. ahhhh secondo il Fatto quindi Chavez cercherebbe i soldi dalle banche....lo dipingono proprio uno poco sano di mente...quindi il Fatto da per scontato che nelle banche, o almeno in quelle venezuelane ci sarebbero soldi????ah ah ah ah
    Min... questi si che sono dei "paladini antisistema"...
    e quindi anche se Chavez volesse nazionalizzare le banche che ci trova di scabroso il fatto?
    Ah giusto..non è una politica liberista...

    Grazie per questo articolo, un'ulteriore prova di quanto siano contigui e funzionali al sistema gli scribacchini "imbavagliati" del Fatto quotidiano..

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  2. il fatto quotidiano è solo l'ennesimo specchietto per allodole (di sinistra) partorito ad hoc dalla grande finanza internazionale. La tattica è sempre la stessa: portare in piazza i tacchini viola su questioni insignificanti e, nel contempo, spennarli ben bene con tasse, signoraggio e debito pubblico.

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  3. @anonimo
    Il discorso non fa una piega...ma poi tutto si perde nell'assurda convinzione che esista la destra e la sinistra...

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  4. Bah... ma che vi aspettavate ? Il Fatto non è un giornalista comunista/estremista quindi è normale. Però a dirla tutta il venezuela è sull'orlo del collasso, l'inflazione ha raggiunto il 60% e i poveri aumentano ogni giorno. Mi sembra strano che nessuno di voi lo sappia.

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  5. Quoto, in tutto e per tutto, l'anonimo delle 15:08.
    Giusto, naturalmente, anche ciò che ha scritto Barbanotav

    Comunque, se Alba Kan me lo permette, qui metto il link per l'articolo de "Il Fatto quotidiano".

    Ho visto, per fortuna, che nel fondo, lì nei commenti, ci sono dei lettori che si sono lagnati per il tipo di articolo.
    E ho visto pure una certa Alba Canelli... :-)

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  6. @Luka

    ...non ho potuto resistere...dovevo lanciare una frecciatina a Travagghio sul suo giornale, perchè chi mi conosce sa le battaglie che ho fatto nel blog di Grillo (che oramai nn seguo +), sul Trattato di Lisbona, specialmente il lunedì quando c'era la diretta di Travaglio che era stata presentata cone un'interscambio con i lettori del blog, invece si è rivelata come il solito "monologo" sulle solite cose dette e ridette che tutti conoscono!
    Confesso: sono io Alba Canelli...

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