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31 maggio 2010

OBIETTIVO IRAN: Operazioni Segrete USA in Africa e Medio Oriente

Secondo un documento diffuso martedì dall’influente New York Times, gli USA hanno aumentato l’anno scorso le loro operazioni segrete in Medio Oriente, Asia Centrale e Corno d’Africa, nel quadro di una “preparazione del terreno” per future azioni militari contro l’Iran e i loro alleati regionali.

In una strategia di “guerra globale contro il terrorismo”, e  continuando la missione iniziata da George W.Bush, l’amministrazione Obama ha intrapreso un nuovo dispiegamento militare sia in Medio Oriente che nell’Est dell’Africa così come in Asia.
Dal quadro geopolitico e strategico della “guerra contro il terrorismo”, gli USA, potenza locomotrice del sistema capitalista ed i suoi partner della NATO, avanzano nel loro progetto di posizionamento nel controllo delle riserve energetiche e minerarie in Medio Oriente, Asia Centrale e il Corno d’Africa.

A questo obiettivo si aggiunge la strategia di creare, attraverso operazioni speciali, le condizioni per un’eventuale ordine di attacco a Iran, secondo il dossier del New York Times citando fonti militari del Pentagono.
Secondo queste fonti e documenti militari, il giornale afferma che il Capo Del Comando Centrale statunitense, il generale David Patreus ha firmato l’ordine segreto a settembre del 2009.

Nell’ordine, Petraeus autorizza il dispiegamento di forze dell' Unità per Operazioni Speciali sia in paesi amichevoli come in nazioni considerate ostili in Medio Oriente, Asia Centrale e il Corno d’Africa per raccogliere informazioni d’ intelligence e creare alleanze con le forze locali, secondo il giornale.
Il NY Times cita l’Iran, l'Arabia Saudita e la Somalia come alcuni dei paesi colpiti dall’inizio delle operazioni speciali preparatorie delle azioni militari in agenda.

Il decreto permetterebbe anche ai militari di sviluppare attività di ricognizione che potrebbero spianare la strada a possibili attacchi militari in Iran se le tensioni per le loro ambizioni nucleari aumentassero, segnala il Times.

L’obiettivo è di creare reti che potrebbero “penetrare, interrompere, sconfiggere o distruggere” Al Qaeda e altri gruppi combattenti, così come “preparare il campo” per futuri attacchi statunitensi contro forze militari locali, puntualizza il NY Times.

Con questa nuova strategia, afferma il giornale, Petraeus pretende di riempire alcune lacune nelle attività dei servizi segreti sulle organizzazioni “terroristiche” ed altre minacce in Medio Oriente e oltre questa regione, specificamente su gruppi emergenti che commettono attentati contro gli USA.

Ad alcuni funzionari del Pentagono preoccupa, secondo il Times, il ruolo amplificato delle unità dell’elite delle Operazioni Speciali, dato che temono che le attività segrete possano pregiudicare le relazioni degli USA con i governi amici come l’Arabia Saudita o lo Yemen o “provocare la collera di nazioni ostili come l’Iran o la Siria”.

Secondo il Times, altri temono che l’esercito statunitense prenda un ruolo lontano dal tradizionale combattimento, e possano essere trattati come “spie” se sono detenute e se viene negato loro la protezione della Convenzione di Ginevra.

Il giornale sottolinea che le operazioni che l’ordine autorizza non sono chiaramente definite e che non si sa neanche cosa l’esercito ha fatto per portarle avanti, perchè il testo fornisce pochi dettagli sulle missioni in atto o operazioni per raccogliere informazioni d’intelligence.

secondo il NY Times, la classificazione del documento, di sette pagine, “sembra autorizzare operazioni specifiche in Iran, probabilmente per raccogliere informazione d’intelligence sul suo programma nucleare o identificare gruppi dissidenti che potrebbero essere utili per offensive militari future”.

Il Governo del Presidente Barack Obama insiste sul fatto che, al momento, è impegnato a sanzionare l' Iran per le sue attività nucleari, ma soltanto attraverso la via diplomatica ed economica, puntualizza il giornale.

Nonostante questo, il Pentagono deve elaborare piani di guerra dettagliati per essere preparato nel caso in cui Obama autorizzi un’offensiva militare, così come lo ha riconosciuto recentemente lo stesso segretario della Difesa, Robert Gates.
L’ordine, chiamato “Ordine Esecutivo Unitario delle Forze di Guerra non Convenzionali” ha aiutato, ad esempio, a creare la base per l’aumento dell’attività militare statunitense nello Yemen che ha avuto inizio tre mesi dopo, segnala il The NY Times.

La rivelazione, da parte del NY Times, di nuove operazioni segrete nel quadro della “guerra fredda” delle armi e dell’energia con la Russia di Putin, si inserisce nell’obiettivo degli USA e le sue multinazionali, per trasformare l’Africa, l'Asia e il Medio Oriente in una zona di sicurezza dell'approvvigionamento di petrolio in una specie di materasso di sicurezza energetico di fronte ad un esplosivo Iran e Medio Oriente ed un’imprevedibile Asia Centrale.

Il quadro della "guerra globale al terrorismo" è stato sviluppato in un unico teatro di conflitto strategico che si estende dal Mar Rosso al Pakistan.

Con l’obiettivo di “preparare il campo” per operazioni militari su larga scala contro l’Iran ed i suoi alleati in Medio Oriente, il Pentagono e l’intelligence USA sono coinvolti in operazioni segrete che vanno dall’ovest dell’Africa fino all’Est dell’Asia.

Con lo scopo di creare le condizioni e l’argomento di giustificazione delle azioni militari, l’ ”Ordine Esecutivo Unitario delle Forze di Guerra non Convenzionali” rivelato dal NY Times promuove operazioni segrete “antiterroriste” sia in nazioni dell’Asia Centrale come nel Corno d’Africa, principalmente in Somalia, Sudan e Yemen.


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