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22 maggio 2010

IL PATTO DI STABILITA' E' UNA CAMICIA DI FORZA LIBERALE


di Gaël De Santis

Le istituzioni europee hanno aumentato la sorveglianza delle politiche di bilancio nazionale dei paesi membri, sottomessi al patto di stabilità.

Nel giugno 1997 il Consiglio europeo che riunisce i leader dei quindici Stati che componevano allora l'Unione europea (UE) sono ad Amsterdam allo scopo di concordare una pietra miliare della moneta unica, il patto di stabilità. Per il lancio di un'Unione economica e monetaria (UEM), si spogliano della loro competenza in politica monetaria. Comunitarizzata, questa competenza è stata devoluta ad una Banca Centrale Europea (BCE) indipendente, che agisce fuori da ogni controllo democratico. Ad essa viene assegnata una sola missione: la lotta contro l'inflazione, che non dovrebbe superare il 2% l'anno. Questa missione è insostenibile utilizzando solo i tassi d' interesse. Necessita di una politica di bilancio restrittiva, ma quest'ultima resta una competenza nazionale. Non importa! Sarà oggetto di un pignolo controllo da parte della Commissione europea.

Il patto di stabilità prevede due cose. In primo luogo, il reciproco controllo tra gli Stati, che permette di sanzionare per chi trasgredisce le regole imposte. A tal fine, gli Stati presentano reciprocamente la loro situazione economica e finanziaria, e un piano di stabilità e di crescita che determinano gli obiettivi di politica economica e di bilancio futuri. In secondo luogo, stabilisce norme severe di politica fiscale: il disavanzo di uno Stato non deve superare il 3% del prodotto interno lordo (PIL, la ricchezza prodotta ogni anno nel paese); il debito (deficit accumulato) non  potrà superare il 60% del PIL. Uno Stato si vede infliggere un'ammenda (sottoforma di depositi presso la BCE) quando non rispetta queste regole.
 
L'ambizione, nel 1997, era duplice. Il Trattato di Maastricht (1992) aveva stabilito i criteri per l'adesione alla zona euro. Il patto di stabilità è stato concepito per dare solidità una volta adottata la moneta unica. Nel frattempo, ha dovuto "rassicurare il pubblico dei paesi con moneta tradizionalmente forte", ha riconosciuto nel 2005 Mario Monti, ex commissario europeo.
 
E qui sta la spiegazione: il desiderio di un euro forte. Per favorire una crescita basata sulle esportazioni verso altri paesi europei, la Germania aveva bisogno di un euro forte rispetto alle altre valute (dollaro, ecc.) Inoltre, i mercati finanziari, i capitali finanziari, privilegiano i paesi con moneta forte. D'altra parte, una tale moneta rende più difficili le esportazioni e incoraggia la concorrenza estera sui mercati europei. E' questa costruzione europea al servizio dei mercati finanziari che spiega gran parte gli attuali squilibri all'interno dell'area dell'euro.


Fonte: Le pacte de stabilité 
est une camisole libérale da L'Humanité

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