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19 maggio 2010

IL FURTO DELLA SANITA' PUBBLICA

Sembra oramai evidente che i pesci (o i Pigs?) intrappolati nella rete del neoliberismo-UE siano molti e nazioni diverse (Grecia, Spagna, Portogallo, Italia, ecc) si ritrovano con un unico destino: lacrime e sangue!
Vogliamo proporvi oggi questo articolo, che nonostante il fatto sia riferito alla Sanità spagnola, in realtà mostra i sotterfugi utilizzati dalla Privatizzazione per appropriarsi dei beni pubblici, chi aveesse visto la puntata di Report di qualche settimana fa sulla "mercificazione" della Sanità in Lombardia, troverà in questo articolo similitudini inquietanti. (Nota di Voci Dalla Strada)
I-Una strategia generale

La privatizzazione dei sistemi sociali emblematici, come la sanità, di quello che è stato chiamato “stato sociale” rientra nel quadro generale delle politiche neoliberali che si sono inaugurate con sangue e fuoco nel 1973 con il colpo di Stato di Pinochet in Cile e continuate con l’operazione Condor nel sud dell’America Latina. 
Le forme sono cambiate in Europa Occidentale ma il contenuto era lo stesso: imporre le ricette della Scuola di Chicago, per cambiare il rapporto di forze che è emerso dalla Seconda Guerra Mondiale, capace di imporre uno sviluppo senza precedenti dei servizi pubblici. I primi passi sono stati fatti in Gran Bretagna nel 1976 quando il primo ministro laburista J.Callahan ha chiesto un prestito al FMI che gli era stato concesso in cambio di ritagli drastici della spesa pubblica e di un programma di privatizzazioni.
Nel 1979, M. Thatcher ha accelerato il processo. La sconfitta dello sciopero dei minatori del 1984-85, la responsabilità dei dirigenti sindacali britannici e del resto dell’Europa nell’isolamento degli stessi è emblematico dell’inizio di una serie di battute d'arresto nella lotta di classe che non ha fatto che intensificarsi fino ai nostri giorni.

L’imposizione degli obiettivi centrali del capitalismo neoliberale (zero deficit, esenzione fiscale dei redditi da capitale, grande diminuzione della spesa pubblica nei servizi sociali, privatizzazioni, trasferimento del capitale e dure controriforme con tagli progressivi dei diritti dei lavoratori e sociali) sono stati fatti attraverso un complesso ma molto efficace ingranaggio di cooptazione, acquisto e distorsione della sinistra istituzionale, politica e sindacale diretta- man mano- dai datori di lavoro e dagli apparati dello Stato.

II-La Transizione e la manovra del depistaggio

L’espansione delle politiche neoliberali ed la sua correlazione con attacchi alle conquiste sociali fondamentali sono coincise con la Transizione spagnola e si è prodotto un relativo ritardo nella sua implementazione perchè, a quel tempo, era prioritario per le classi dominanti legittimare di fronte ai popoli la riforma politica della dittatura.

Si è messo in moto allora un meccanismo la cui redditività sembra inesauribile fino ad ora: lasciare che gli attacchi più duri contro la classe operaia li esegua un sedicente governo di sinistra.
Per quanto riguarda la sanità si è disegnato un processo lento, ma devastante, effettuato dai grandi media di comunicazione a screditare e criticare ciò che era pubblico per essere “spendaccione”, “burocratico”, "inefficiente”, "sostenitore di privilegi funzionali”, ecc.

Ci sono stati alcuni indicatori significativi della direzione che la “democrazia” prendeva riguardo ai servizi sanitari. Uno di questi fu la decisione dell' Consigliere della Sanità del Governo Provvisorio della Generalità di Catalogna (PSUC) di fronte ad una sanità pubblica molto poco sviluppata (25%) ed una sanità privata in fallimento: invece di includere il personale e le strutture di questi ultimi nel settore pubblico, ha sovvenzionato la sua rinascita per continuare a contrattare con essa l’assistenza sanitaria.

Un’altra di queste, che rivela l’enorme potere dell’industria farmaceutica, è stata la nomina di Erns Lluch, uomo di fiducia, come ministro della sanità nel PSOE durante il primo governo di Felipe Gonzalez, al posto di Ciriaco de Vincente, meno obbediente agli interessi della lobby.

Tre leggi chiave per la sanità, ampiamente richieste dalla lotta contro la dittatura, sono nate castrate nelle sue richieste di far avanzare lo sviluppo delle risorse pubbliche e controllo sociale: La Legge Generale della Sanità (1986), la Legge sulle Medicine (1990), e la legge sulla Prevenzione dei Rischi sul Lavoro (1995), prima di Salute Lavorativa.

III-La trama della privatizzazione: “confondersi con il paesaggio”

Nel 1989 in Gran Bretagna è stato pubblicato : “Working for Patients” libro bianco per la privatizzazione del servizio pubblico della sanità più importante dell’Europa Occidentale. Questo documento che parte dal mantenimento del finanziamento pubblico e della gratuità del servizio, in un primo momento, è diventato il programma quadro per la commercializzazione e la gestione aziendale dei servizi sanitari.

Con lo stesso obiettivo che nel 1990 nel Regno Unito il Congresso dei Deputati crea, con la maggioranza assoluta del PSOE e l’appoggio di tutti i gruppi parlamentari tranne che BNG e IU, una Commissione per la riforma del sistema sanitario presieduta dal banchiere e imprenditore franchista Abril Martoreli. Sebbene la potente reazione popolare ha impedito l’introduzione del ticket che il documento propugnava, le misure finanziarie e organizzative preparatorie alla privatizzazione sono state introdotte una dietro l’altra, in primo luogo dalla National Health Institute centrale e dopo dalle Comunità autonome, indipendentemente dal colore del partito al governo.

La strategia imposta con carattere generale era quella di smontare il sistema poco a poco, renderlo precario e frammentarlo in modo da privatizzare tutto ciò che crea profitto in tutti i servizi sanitari pubblici per la gestione imprenditoriale, cioè, obiettivi di risparmio e di profitto.
In modo sistematico si è rallentato l’investimento nei servizi sanitari pubblici allo stesso tempo che si aumentava alla totalità della popolazione il diritto all’assistenza sanitaria, con la corrispondente massificazione e deterioramento della qualità. Poco a poco, si è smantellato il sistema sanitario da dentro:
  • Sono stati privatizzati servizi della pulizia, cucine, manutenzione, lavanderia, sicurezza, archivi di dati clinici, laboratori, radiologia, ecc. E' stata introdotta in massa la precarietà tra i lavoratori nella sanità. In modo lento, ma sistematico, sono stati ridotti personale e posti letto pubblici, estendendo nel contempo le procedure per interventi chirurgici con la sanità privata.
L'egemonia ideologica della mercificazione è stato imposto quasi nessuna resistenza da parte di alcuni professionisti "progressisti" che hanno accettato come "modernizzazione" e "modifiche tecniche", trasformazioni strutturali nell’organizzazione e amministrazione economica dei servizi tali come:
  • separazione tra il finanziamento- sempre pubblico—e la gestione e la fornitura di servizi che possono essere pubblici o privati; il contratto di programma, la cartella dei servizi, il costo del processo, ecc, che valutano e finanziano i servizi in base agli obiettivi aziendali e tagli alle spese, invece di migliorare la salute della popolazione.
La teorica efficienza aziendale del risparmio nel costo dei mezzi di diagnosi e di trattamenti (meno permanenza, meno personale, ecc) va di pari passo la crescita esponenziale della spesa sanitaria e il deterioramento della qualità:
  • si aumentano le riammissioni, si spara la spesa farmaceutica, aumentano le cause per errori medici o di negligenza, si nascondono gli indicatori che permettevano di valutare la qualità dell’attenzione in funzione degli obiettivi della salute, e, ciò che è più grave e determinante, si mette a rischio la salute e la vita dei pazienti.
IV-L’affare del capitale privato nella sanità

La Legge 15/97 delle Nuove Forme di Gestione, votata al parlamento statale dal PP,PSOE, PNV e CC stabilisce che ogni ospedale, centro socio-sanitario o di salute può essere gestito da una delle istituzioni esistenti nel diritto, cioè, permette l’entrata in massa dell’azienda privata direttamente nella gestione e nell' erogazione dei servizi. 

La Direttiva Bolkestein dell’UE, che si sta approvando a pezzi, impone la privatizzazione di tutti i servizi sociali e la condizione che le aziende di altri paesi europei non debbano sottomettersi alle norme sul lavoro e sul controllo di qualità del paese in cui agisce ma del paese dal quale proviene.
Le modifiche apportateate allo Statuto Quadro sono state sistematicamente guidate verso il taglio dei diritti sul lavoro. 

Alcuni parlamenti autonomi hanno sviluppato normative che ampliano sempre di più,  il campo di applicazione della privatizzazione senza alcun freno, nè da parte del Ministero della Salute, della Previdenza sociale, nel cui suolo, ceduto gratuitamente, si effettuano le iniziative sanitarie e socio-sanitarie private.
Questo è lo scenario nel quale si produce l’offensiva di privatizzazione attuale, che ha un carattere generale, anche se i ritmi di avanzamento sono modulati dal profitto per il capitale di ogni servizio in ogni luogo e principalmente dall’opposizione popolare.
Nella comunità di Madrid, in testa alla privatizzazione della sanità, i procedimenti usati sono i seguenti:
  • La concessione della costruzione e della gestione per 30 anni degli 8 nuovi ospedali ad aziende private, la maggior parte di esse edili, che scappano così alla crisi del settore. Queste aziende sono Dragados, Sacyr, Acciona, Begar-Ploder, FCC, Hispanica e Apax Partners. La localizzazione degli ospedali e le sue caratteristiche non sono il risultato di una pianificazione nè analisi di alcun bisogno da parte del Consiglio della Salute, ma di studi di profitto da parte delle aziende che si sono aggiudicate gli appalti.
  • L’apertura di nuovi ospedali non ha implicato un aumento bensì una diminuzione dei posti letto, e non ci sarà più personale sanitario, dato che questo sarà preso dai vecchi ospedali pubblici che sono stati costretti a cancellare centinaia di posti letto. 
Le condizioni non impongono alle aziende nessun tipo minimo come modello per i servizi. E’ l’azienda che applica liberamente il suo criterio. I risultati sono tanto grotteschi quanto i seguenti:
  • 1-Il servizio di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Argnada ha dovuto chiudere di fronte all’abbandono delle ginecologhe per le loro condizioni di lavoro, un solo specialista per la sala chirurgica, urgenze e camere,
  • 2- nell’ospedale di Parla c’è una sola addetta alle pulizie per tutti i servizi durante il turno notturno.
La gestione privata, cioè, la ricerca prioritaria del profitto, implica, non solo risparmio in risorse umane e materiali ma principalmente la selezione dei rischi. Questo principio si basa su un fattore determinante nell’assistenza sanitaria che usano implacabilmente le assicurazioni private: il 10% della popolazione- persone anziane e malati cronici- consumano il 90% delle risorse. L’affare consiste nell’evitarli ad ogni costo, deviandoli verso gli ospedali pubblici. 

V- La sostituzione del Diritto Pubblico: la polvere del re 

La questione che determina l’aberrazione che giace sotto la gestione delle aziende private dei servizi pubblici è la sostituzione del Diritto Pubblico per il Diritto Privato nell’amministrazione di fondi pubblici. Il Diritto Pubblico stabilisce meccanismi di controllo e di interventi della spesa, diretti ad impedire l’azione arbitraria delle amministrazioni nella gestione del patrimonio e dei fondi pubblici. Il Diritto Privato, che regola il funzionamento dell’affare imprenditoriale, ovviamente, non lo contempla. L’interesse aziendale, diretto ad ottenere benefici con risorse proprie, procura la gestione efficiente dell’azienda e si occupa di evitare spese superflue.

Entrambi i meccanismi spariscono nella gestione privata dei servizi pubblici ”si spara con la polvere del re”. Gli esempi degli Ospedali di Alzira e delle fondazioni della Galizia, che sono stati riscattati dalla bancarotta dal Consiglio della Sanità, sono un buon esempio.

Tra gli indicatori della qualità assistenziale di base, quali la mortalità comparativa, il tasso di infezioni ospedaliere, i rinvii ad altri ospedali, gli indicatori del personale / posto letto, ecc che servivano per comparare la qualità dell’attenzione pubblica e privata, non si può dire nulla perché non vengono pubblicati.

La prossima domanda è: queste modifiche sono legali? Questo processo di privatizzazione  della Sanità arriva da lontano e si è portato avanti durante i governi del PSOE, del PP e del CC AA, sotto ogni simbolo politico. La chiave di  tutto è la Legge di Nuove Forme di Gestione, che permette la gestione privata di qualsiasi centro sanitario. Mezzo milione di firme sono state raccolte sul sito www.casmadrid.org per chiedere la sua abrogazione.

VI-Il  ticket, chiave maestra per la selezione dei pazienti

Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un’intensificazione del sordo rumore delle dichiarazioni a favore dell' introduzione del ticket per i servizi sanitari ed i medicinali. Facendo valere il detto ”te lo dico al contrario così lo capisci”, dopo l’approvazione del Congresso dei Deputati, nel marzo scorso, di una proposta con la quale si rifiutava il ticket in questa legislatura, si sono moltiplicati i dossier di “esperti” e le dichiarazioni di personaggi rappresentanti di diversi settori a favore del ticket.

Prima di tutto è necessario chiarire il termine di ticket, che, come con tutto ciò che riguarda la privatizzazione della sanità, l'obiettivo è quello di introdurre confusione e mascherando tutto ciò che la vera natura di ciò che definisce. Se si parla di introdurre il ticket da parte dell’utente dei servizi sanitari e farmaci, si deduce che fino ad oggi non si pagava.

La menzogna è evidente: i bilanci della sanità che si trasferiscono dallo Stato alle aziende ospedaliere si finanziano con le tasse- che vengono fuori dalle tasche, in quasi la loro totalità- dei lavoratori [1] e con i contributi della Sicurezza Sociale.

Quello che si vuole introdurre è che gli utenti della sanità pubblica, paghino anche un ticket per accedere alle cure primarie e di consultazione dallo specialista, alle urgenze, pagare il cibo mentre sono ricoverati, un canone per le ambulanze e, principalmente, che si elimini la gratuità delle medicine per i pensionati, facendo pagare loro una percentuale del loro prezzo. La gamma di proposte non finisce lì, si parla anche di  istituire un "premio unico per oltre 65 anni (o prima), stabilire una serie di prestazioni basiche gratuite, e pagare una polizza per poter accedere al resto (come negli USA),ecc.

La Brunete mediadica del ticket

Il fiore all'occhiello è stato integrato dal Ministro della Salute del tripartito della Catalogna (PSC, ERC e ICV), il Consigliere delle Asturie (PSOE) e di Madrid e di Valencia (PP); a lorosi unì il PNV quando governava nella Comunità autonoma Basca [2]. Soltanto la variata composizione politica dei consiglieri proponenti è sufficiente per indicare la natura della proposta.
I quattro si prodigano in dichiarazioni che riproducono ampiamente i media e che servono come base per le relazioni di "esperti", che a loro volta determinano nuove notizie.
Le dichiarazioni possono essere visualizzate sul sito:
  • 26 ottobre: "Il Ministro della Salute ha presentato una relazione che chiede il ticket, ma non lo difende. Propone che i pensionati paghino anche i farmaci". La relazione viene presentata dal Segretario generale del Ministero e da altri esperti nominati dal ministero stesso appartenenti in gran parte alle fondazioni e società di consulenza private, comprese nella FEDEA [3]. 
  • 13 novembre. "La CEMS (confederazione sindacale dei medici) difende il ticket" [4]. 
  • 16 novembre. "Gli esperti spolverò il ticket moderatore. La SNS avrà un deficit di più di 50.000 euro nel 2020". Relazione elaborata per la FEDEA da McKinsey&Company [5] [6]. 
  • 17 novembre. "La Convenzione Nazionale del PP dibatte sul ticket sanitario [7]. 
  • 24 novembre. "Nove autonomie non devono pagare per le prescrizioni. La Sanità è contro il ticket" [8]. 
  • 30 novembre. "Salgado chiede "prudenza ", al momento di aumentare il ticket nel SSN [9]. 
  • 12 dicembre. "Il Partito Socialista della Catalogna dal presuppone che i pazienti devono pagare una parte dei servizi sanitari". Anche se il dibattito il consigliere tagliare "per evitare costi elettorali", annunciò che la proposta del programma elettorale "rompe con l'attuale modello di servizio gratuito e che si paga solo una parte dei farmaci" [10].
L'ultima reprimenda arriva un'altra volta dalla consigliera della sanità del Tripartito catalano in un articolo pubblicato su El Pais lo scorso 14 aprile nel quale torna ad insistere nel ticket della mano dell'insostenibilità economica della sanità pubblica. L'offensiva mediatica sarà molto potente e sarà diretta a neutralizzare la capacità di reazione popolare. 

Imparare dai precedenti Report Abril Martorell 

La prudenza con cui si mira alle misure del ticket hanno a che vedere con la coscienza e col fatto che si sta trattando con materiale umano altamente sensibile: i poveri, i malati, e principalmente, i pensionati.
Il documento approvato dal  Consiglio con i voti del CDS e PSOE nel 1991 e commissionato dal governo di Felipe Gonzalez al banchiere Franco Abril Martorell, che doveva essere la "mappa" per la privatizzazione della sanità, finì per essere demonizzato da tutti di fronte alla risposta sindacale (minaccia di sciopero generale), che le sue dichiarazioni hanno suscitato, principalmente quelle riferite al ticket sanitario e farmaceutico.

Gli argomenti attuali parlano di sostenibilità del sistema, di lasciare parcheggiata l'ideologia  in favore dell'interesse generale, della slealtà con cui i pensionati ad alto reddito ottengono farmaci gratis, dell'uso improprio dei servizi sanitari, dell'aumento sproporzionato della spesa sanitaria, dei continui aumenti della spesa farmaceutica... etc, non sono molto diversi. 

Ciò che nascondono è che imporre pagamenti diretti per l'utilizzo dei servizi ed eliminare la gratuità dei farmaci per i pensionati costituisce chiave d'oro dell'affare della privatizzazione. Anche se la maggioranza parla di aumento "insostenibile" della bolletta sanitaria e del fatto che si approfitti della crisi economica per enfatizzare l'argomento, in pubblicazioni poco diffuse si parla del fatto che non è la ricerca di fondi addizionali- dei quali una buona parte finirebbe in burocrazia- l'obiettivo principale.

Coloro che parlano di aumento "inarrestabile" della spesa non dicono che questo meccanismo è scattato precisamente per le misure di privatizzazione e, soprattutto nelle regioni autonome in cui il processo di privatizzazione è più avanzato, e che l'insufficienza di risorse adeguate e la determinazione degli aumenti di sovraffollamento delle cure primarie non sono giustificate nel disegno di legge farmaceutico.

I veri motivi, inconfessabili, vanno in altre direzioni. In un settore come quello sanitario nel quale una piccola parte della popolazione (malati cronici, anziani e poveri con i quali la differenza tra il sociale ed il sanitario è molto difficile) consuma la maggior parte delle risorse, la gallina dalle uova d'oro è di "dissuadere economicamente" il suo uso ai settori della popolazione che ha più bisogni, che consumano più risorse e per i quali pagare due euro o il 10% delle medicine significa non farne uso.
 
Le conseguenze di questa brutale selezione dei paziendi in funzione alle loro entrate per l'affare privato si nascondono in parte dai suoi propagandisti, ma si ignorano. Studi realizzati in altri paesi mostrano i gravi danni che si producono nella salute, precisamente da gruppi per i quali la salute pubblica dovrebbe essere una priorità. Alcuni di questi sono: ritardo nella diagnosi delle malattie, l'abbandono di consultazioni preventive, peggioramento di patologie croniche il cui controllo si abbandona, aumento del ricovero in ospedali e l'uso delle emergenze, con il conseguente aumento della spesa sanitaria, abbandono dell'uso delle medicine, incluso quelle essenziali, degradazione delle prestazioni "basiche" incluse nella polizza pubblica, che si convertirebbe in beneficio per i poveri, deterioramento della salute dei settori della popolazione con meno risorse.
Il lungo elenco da aggiungere è il dramma quotidiano che hanno a che fare con i quasi 5 milioni di disoccupati ed ai quali bisognerà aggiungere lo scandalo del ticket che colpirà principalmente gli anziani.

Ci sarà chi crederà che non oseranno in funzione del costo elettorale che una simile misura porterebbere, soprattutto tra i pensionati e futuri pensionati. A questo ci hanno già pensato: ci sarà un Patto per la Sanità con le caratteristiche del Patto di Toledo per le pensioni, in modo che dovendolo adottare tutte le forze politiche istituzioni, almeno il PSOE, PP e destre nazionaliste, la perdita del voto sarà equitativa. Tutto questo in vista di superiori interessi del capitale che è l'unico che veramente rappresentano.

L'unico dubbio su ciò che stanno preparando ci tocca a tutti. Lo permetteremo?
Note:
[1] Una breve analisi dello scandaloso sistema fiscale attuale può essere visualizzato al link: http://blogs.publico.es/dominiopubl...
[2] http://www.europapress.es/salud/not...
[3] Il gruppo è composto da un' esperta in Servizi Sociali della società Antares Consulting, Montserrat Cervera, docente di Sociologia presso l'Università di Alcalá di Henares Gregorio Rodriguez Cabrero e gli economisti José Antonio Hercé, della Fondazione di Studi di Economia Applicata (FEDEA) e Simon Sosvilla, docente presso l'Università Complutense, legato anche alla FEDEA. http://misaludnoesunnegocio.net/act...
[4] http://www.europapress.es/salud/not...
[5] http://www.europapress.es/salud/not...
[6] Questo documento completo e recente preparata da FEDEA e McKinsey, che può essere considerata come una sintesi di argomenti e di analisi della co-partecipazione e l'estensione della privatizzazione. http://www.cambioposible.es/documen...
[7] http://www.diariomedico.com/2009/11...
[8] http://www.diariomedico.com/2009/11...
[9] http://www.europapress.es/salud/not...
[10] http://www.elpais.com/articulo/cata...

Fonte: El robo de la sanidad pùplica  da Insurgente

(nota aggiuntiva: In Romania chiuderanno 150 ospedali pubblici e 10mila posti letto saranno persi in tutto il sistema sanitario. NDT)

Tradotto e segnalato per Voci Dalla Strada da VANESA

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